Piante "pianta tossica": 14

Euforbia minore

Euphorbia peplus

Erba annua, glabra, semplice o ramosa, 5-25 cm. Foglie sparse, ovali-cuneate o obovali, brevemente picciolate, intere. Brattee 3, ovali-cuneate o obovali, brevemente picciolate, intere, rattee ovali-ellittiche, sessili. Ombrella a 3 raggi ripetutamente dicotomi, eretto-patenti. Glandule 4, sessili, giallo-verdi, a corna filiformi-setacee. Capsula pendula, ovato-trigona, solcata, bialata al dorso, liscia. Semi cenerini, bislunghi, l.l-l.4 mm, esagonali, a facce solcate o con 3-4 fossette.

Euforbia calenzuola

Euphorbia helioscopia

Fusto ascendente, in alto con peli patenti. Foglie obeuneate, le inferiori di 6-12 mm, le superiori grandi il doppio, con apice arrotondato o retuso, dentellato-eroso. Ombrella a 5 raggi; brattee simili alle foglie superiori; ghiandole ovali; capsula 3 mm, liscia; semi 2 mm, irregolarmente rugosi.
Variabilità - Foglie e brattee sono spesso vistosamente ingiallite; la capsula matura è talora arrossata su un lato; forme prostrate o nane, generalmente arrossate sui fusti e capsule si presentano in condizioni ecologiche sfavorevoli. Un'aspetto vagamente simile ha E. geniculata Ortega, originaria dell'America Tropicale, che negli ultimi anni è divenuta frequente a Palermo e dintorni. È una pianta  annua, alta fino a 80 cm, con foglie alterne lungamente picciolate, con lamina ovale, ellittica oppure obovata di circa 4.5 X 8.5 cm, le superiori avvolgenti i corimbi; capsula glabra e liscia.

Latte di gallina minore

Ornithogalum exscapum

Geofita bulbosa di piccola taglia (altezza 5-10 cm), con bulbo ovale, unico e non prolifero, relativamente grosso (diametro massimo compreso tra 20 e 40 mm); foglie (6-8) strettamente lineari (larghe 2-8 mm e lunghe fino a oltre 20 cm), canalicolate e interamente percorse da una sottile linea bianca longitudinale; scapo fiorale breve (3-10 cm), infiorescenza umbelliforme, recante da 3 a 10 fiori, gli inferiori portati assai vicino alla base; peduncoli allungati alla fruttificazione (4-6 cm), riflessi e incurvati ad esse, tepali da lanceolati a lineari-lanceolati (4-5 mm di larghezza x 5-15 di lunghezza), di colore bianco latteo all'interno, esternamente verdi con margini bianchi (oppure bianchi con linea longitudinale verde); frutto a capsula obovoide con costole alate e ravvicinate 2 a 2.
Note di Sistematica: specie assai simile è Ornithogalum refractum Kit. ex Willd., che si presenta un po' maggiore con infiorescenze più ricche (non di rado 10-15 fiori), capsule con costole ottuse e bulbi proliferi; è una specie SE Europ. (Submedit.)
Etimologia: il nome generico Ornithogalum L. (1753) deriva dal greco, ornithos=uccello e gala=latte cioè "latte d'uccello" e si riferisce al colore bianco latteo dei fiori; quello della specie "exscapum" (ossia "senza fusto) fa riferimento ai fusti abbreviati di questa specie.
Proprietà ed utilizzi: le specie del genere Ornithogalum contengono convallatossina, convallosidi e ossalati di calcio che le rendono decisamente tossiche, la concentrazione di questi composti è massima nei bulbi e decisamente inferiore nelle foglie e nei fiori. Le proprietà medicinali della pianta  (soprattutto cardiotoniche) non ne giustificano uno sconsiderato utilizzo casalingo, l'intossica zione da Ornithogalum non va infatti sottovalutata, perché in rari casi ha avuto esito fatale.

Gigaro chiaro

Arum italicum

Pianta  perenne e glabra di aspetto erbaceo, eretto, con un rizoma ovoide, tuberiforme sotterraneo, dal quale in autunno si sviluppano le foglie svernanti, astate lunghe sino a 30 cm, con la pagina superiore lucida e spesso con venature biancastre, trilobe con un lobo apicale a forma lanceolata e due basali divergenti.
I fiori molto piccoli, unisessuali, crescono alla base di una colonna (spadice) che è una speciale infiorescenza simile ad una clava generalmente più corta della metà della spata, con un' appendice di colore giallo, lunga quanto il peduncolo o poco meno.
La spata a forma di un cappuccio parzialmente circonda e racchiude lo spadice con funzione di protezione dagli agenti atmosferici, riuscendo a mantenere, con un notevole dispendio di energia metabolica, la temperatura interna in corrispondenza dei fiori, assai superiore a quella esterna, è lunga fino a 30 cm, ed è di colore giallo-verdastro con a volte sfumature purpuree.
I frutti sono bacche raccolte sull'asse, prima verdi poi rosse a maturità, della grandezza di un pisello.
Note di Sistematica:Pianta  assai varibile nelle foglie che possono avere i lobi basali più o meno divergenti ed avere o no variegature bianche e/o macchie porpora o nerastre, e nella spata che puo essere più o meno sfumata di rosso-violaceo.
Etimologia: il nome generico è quello greco della pianta  e la sua etimologia è incerta, quello della specie fa riferimento alla regione di maggior sviluppo.
Proprietà ed utilizzi: Tutta la pianta  è velenosa, e può provocare serie intossica zioni soprattutto ingerendo i suoi frutti che per la loro colorazione possono attrarre la curiosità dei bambini, fortunatamente la loro masticazione che provoca immediati dolori alla bocca e l’odore cadaverico del fiore riducono la possibilità di ingerire quantità della pianta  che potrebbero essere letali. Tra i sintomi, vomito, diarrea, emorragie, eccitazione psicomotoria, tachicardia, dermatiti e vesciche sono provocate dal contatto con la pianta .
Per i suoi principi attivi quali aroina, una saponina e glucosidi cianogenetici che in presenza di acqua liberano acido cianidrico, la pianta  ha un uso officinale, per il quale sono utilizzate le foglie ed il rizoma, come coadiuvante nelle affezioni delle prime vie respiratorie.
Poiché i suoi principi tossici sono termolabili e si attenuano, sino quasi a scomparire, anche con l'essiccazione, in passato si sfruttava come commestibile il rizoma che contenendo il 70% di amido, veniva usato per mescolare alla farina o era venduto come amido col nome di Tapioca di Portland.
Curiosità: Nei tempi antichi il Gigaro era considerato una pianta  magica, che teneva lontani gli spiriti maligni, proteggeva i neonati e donava amore a chi in amore era sfortunato.

Ginestra comune

Spartium junceum

Fusti verdi, cilindrici, compressibili ma tenaci, eretti o ascendenti, ramosissimi. Foglie precocemente caduche, alla fioritura più o meno scomparse, lanceolate (3-6 x 18-25 mm). Fiori in racemi terminali lassi; peduncoli obconici (3 mm, nel frutto 6 mm); calice 4 mm; corolla giallo-intensa con carena di 22-25 mm e vessillo di 20 X 18 mm; legume eretto, un po' falciforme, 6 X 50-80 mm, pubescente.
Nota - La Ginestra si presenta di regola in popolamenti densi, anche su ampie estensioni, e costituisce un elemento caratteristico del paesaggio vegetale italiano; tuttavia essa non forma una propria associazione, e la florula che l'accompagna è costituita principalmente da specie ubiquiste. La ginestra è generalmente pioniera sui suoli pesanti (es. le argille plioceniche dell'Appennino Settentrionale e Centrale, le marne cale, dei Colli Euganei, le arenane flyschoidi del ciglione carsico provincia Trieste), e contrariamente a quanto si pensa, richiede una buona disponibilità d'acqua nel terreno; è calcifila preferente ma non esclusiva; ha il suo optimum nella fascia submediterranea, ma penetra comunemente anche in quella mediterranea, anche nella macchia sempreverde. Per la sua capacità di colonizzare ambienti scoperti è stata cantata da Leopardi; ha attirato d'altronde l'attenzione dei forestali, prestandosi egregiamente al consolidamento di pendii franosi. Nel complesso, nonostante l'habitus insolito, dà l'impressione di una specie recente, probabilmente postglaciale, in vigorosa espansione solo nelle nicchie ecologiche che presentano scarsa o nulla concorrenza da parte di altre specie arbustive.

Euphorbia spinosa

Euphorbia spinosa

Suffrutice ramosissimo; rami delle annate precedenti persistenti, rigidi, legnoso-spinosi. Foglie glauche, sessili, lanceolate (3-7 X 5-20 mm), intere. Ombrella a 3-5 raggi; brattee ovate, giallastre; ghiandole ovali.
Variabilità - La forma delle verruche e delle ghiandole sono caratteri mutevoli. La popolazione maltese, largamente disgiunta, è stata descritta come E. melitensis Parl., che si differenzierebbe per l'assenza di rami spinosi e le ghiandole ad appendice ricurva, quasi semilunare; non è noto se si tratti di pianta  realmente distinta.

Euforbia prostrata

Euphorbia prostrata

Erba annua prostrata, pelosa, ramosa alla base, spesso arrossata. Foglie opposte, brevemente picciolate, oblungo-ellittiche, 6-9 x 3-6 mm, asimmetriche alla base, maculate, da glabrescenti a pelose. Stipole dimorfedeltato-fimbriate, pelose. Ciazio peloso con nettari trasversalmente ellittici, rossastri. Cassiula ovoidea, 1,2-1,5 mm, pelosa, solcata, con cocche carenate. Semi subtetragoni, apicolati, circa 1 mm, grigiastri, granuloso-striati trasversalmente.

Stramonio comune

Datura stramonium

Pianta  fetida (!). Fusto prostrato o ascendente-dicotomo, pubescente. Foglie alterne con picciolo di 2-4 cm e lamina largamente ovata 6-13 X 10-15 cm, con grossi denti acuti; base troncata. Fiori solitari ascellari su peduncoli di 3-10 mm, alla fruttificazione lignificati; calice tubuloso 6-8 X 25-30 mm, con denti acuti di 5-7 mm; corolla candida o più o meno purpurea, tubulosa, lunga 6-8 cm, con lobi lesiniformi divergenti; capsula grande come una noce (3-5 cm), irta di aculei; semi neri 3 mm.Nota - Originaria dell'America Tropicale, è stata introdotta da noi dopo il 1500 come pianta  ornamentale (per il bel fiore bianco) e medicinale (soprattutto antiasmatica). Oggi è abbastanza comune, però sempre in stazioni aperte, dove può crescere priva di concorrenza da parte delle specie indigene, quindi su ruderi e particolarmente nelle stazioni sabbiose lungo i litorali; è pianta  effimera, che quando la vegetazione tende a chiudersi scompare rapidamente. Sp. Datura stramonium e così pure le altre specie di Datura esistenti da noi sono fortemente tossiche; si ricordano casi di avvelenamenti soprattutto bambini che ne avevano mangiato i fiori oppure le capsule.

Euforbia marittima

Euphorbia paralias

Suffrutice a fusti eretti, 20-60 cm, glabri, glauchi, densamente fogliosi. Foglie sparse, sessili, coriacee, da lineari-acute in basso a oblungo-ellittiche in alto, 0,5-3 x 0,3-1,5 cm, un poco concave superiormente. Brattee cordato-ovali, acute, le fiorali cordato-reniformi, apicolate. Ombrella di 5(6) raggi, più volte dicotomi. Glandule 4, gialle o brune, arcuato-ellittiche. Capsula globosa, 3-5 x 4,5-6 mm, un poco depressa superiormente, profondamente trisolcata, granulata al dorso. Semi ovoideo-globosi, lisci, bianco-cenerini.

Euforbia cipressina

Euphorbia cyparissias

Erba rizomatosa glaucescente a fusti eretti, 15-50 cm, glabri in basso, brevemente ramosi in alto. Foglie lineari o lineari-setacee, 5-40 x 1-3 mm, intere, ottuse o con una piccola punta apicale, patenti o riflesse. Brattee numerose simili alle foglie cauline, le fiorali 2, opposte, ovali-cordate. Ombrella multiradiata, con raggi bifidi. Glandule 4, sessili, gialle, semilunari con corna brevi. Cassula globosa, 3 x 3,5 mm, un po' depressa superiormente, trisolcata, granulato-punteggiata al dorso. Semi ovoidi, lisci, grigi, lucidi.

Euforbia cespugliosa

Euphorbia characias

Frutice cespitoso, pluricaule, 30-90 cm, tomentoso, glaucescente. Fusti legnosi in basso, ramosi, fogliosi e denudati in basso, a foglie bislungo-lanceolate o oblanceolate, 3-12 x 0,5-1,3 cm, le superiori patenti, le inferiori più lunghe e rivolte in basso. Brattee bislunghe o ovali-bislunghe, saldate per metà e più, formanti una scodella, in genere rivolte verso il basso, le fiorali 2, opposte, ovali-rombiche. Ombrella a numerosi raggi pubescenti, eretti e bifidi. Glandule 4, disposte a croce, semilunari o subtrigone, rosso-brune. Cassula globoso-ovoidea, 4-7 x 5-6 mm, densamente villosa, profondamente solcata, tricocca, con stili allungati. Semi ovoidi, cinerini, lisci.

Fitolacca americana

Phytolacca americana

Radice verticale ingrossata; fusto eretto, spesso arrossato, glabro. Foglie alterne con picciolo di 1-2 cm e lamina lanceolata (3-5 X 10 cm, le maggiori fino a 40 cm), intere con base ottusa. Fiori 5meri in racemi (10-15 cm) eretti, con rachide arrossata; perianzio sepaloide; stami 10; bacca arrotondata, lucida, nero-purpurea, diametro 5-8 mm, in grappoli lungamente persistenti.
Nordamerica
Coltivata per le bacche usate per colorare il vino, si espande vigorosamente grazie alle radici.

Erba ginestrina

Securigera varia

Euforbia delle spiagge

Euphorbia peplis

Fusti robusti serpeggianti sulla sabbia, spesso arrossati. Foglie grassette, glauche, falcate, molto asimmetriche (5-10 X 8-13 mm); picciolo 2-3 mm. Ghiandole rosso-brune con appendice più chiara; capsula 4-5 mm; semi ovali (3 mm), grigi o con macchie brune.