Piante "a fiori viola": 43

Viola del pensiero

Viola tricolor

Fusti ascendenti o eretti, ramificati e fogliosi, glabri o con peli brevi. Stipole con segmento apicale lanceolato, intero o crenato sul bordo, e 4-10 piccoli segmenti laterali, addensate alla base o più o meno regolarmente pennate, inferiormente spesso pennatifide; foglie inferiori con lamina cuoriforme a ovale, le superiori fino a lanceolato-cuneate, tutte crenate. Sepali 8-16 mm; corolla 1-2.5 cm, violetta, gialla ovvero bi-tricolore, con petali superiori sempre più lunghi del calice; sperone sottile, 3-6 mm.
La distribuzione in Italia è mal nota, a causa di confusione con Sp. Viola  arvensis-Sp. Viola  hymettia; Italia Settentrionale: C (?), segnalata in molti posti della Penisola, ma da verificare.
Nota - Le Viole del Pensiero coltivate derivano probabilmente, almeno in parte, da Sp. Viola  tricolor, attraverso ibridi con V. lutea Hudson (Europa Centr. e Settentrionale), V. altaica Ker-Gawl. e forse altre specie; sono indicate come V. hortensis Auct. oppure V. X wittrockiana Gams. La coltura sembra sia stata iniziata in Inghilterra ai primi del secolo XIX, ed ha portato rapidamente alla selezione di un incredibile numero di cultivar e cloni con i petali dei colori più diversi.

Trifoglio a foglie strette

Trifolium angustifolium

Fusti eretti, ramosi, con pubescenza appressata. Foglie scarse per lo più erette. Capolino unico terminale lungo 2-8 cm su un peduncolo di 1-5 cm; calice 10-12 mm, con tubo poco più breve dei denti, questi più o meno eguali fra loro; corolla bianco-rosea, circa eguagliarne i denti.

Pervinca maggiore

Vinca major

Erba perenne, eretta o decombente, 40-80 cm. Foglie brevemente picciolate, opposte, ovali, 3-6 x 2-4 cm, lucide, ciliate al margine. Fiori  solitari, ascellari, lungamente pedicellati. Calice sub-campanulato, quasi subito diviso alla base in 5 lacinie lineari—acuminate, 1-1,5 cm, a margine ciliato. Corolla azzurra, 4-5 cm di diametro, con tubo di 1,2-1,6 cm. Lobi corollini patenti obliquamente troncati. Follicoli di 2-4 cm.

Orchidea apifera

Ophrys apifera

Fiori  4-12 in spiga lassa; tepali esterni ovati, acuti, equidistanti, rosei, rosso-viola cei o bianchi; gli interni lunghi ⅙-⅛ degli esterni, subtriangolari, ottusi, pubescenti; labello rosso-bruno con linee gialle, piccolo, fortemente trilobo; lobo mediano fortemente revoluto, esteso in appendice volta in giù, glabro eccetto nella parte apicale; lobi laterali pubescenti, formanti gibbosità basali.

Viperina azzurra

Echium vulgare

Fusto eretto, più o meno ramoso, portante getti laterali ascendenti e con peli di due tipi: peli brevi densi e setole allungate, patenti, inserite su un tubercolo spesso rosso-bluastro alla base. Foglie basali in rosetta, appressate al suolo, oblanceolate a lineari-spatolate (1-1.5 X 6-10 cm), per lo più con setole tubercolate dirette verso l'apice e con brevi peli molli. Inflorescenza spiciforme o poco ramosa; calice con lacinie di 4-9 mm, alla fruttificazione generalmente molto allungate; corolla 10-17(20) mm generalmente assai zigomorfa; stami inseriti nel tubo corollino a varie altezze; filamenti glabri; mericarpi 2-3.5 mm, con sculture delicate.

Rosmarino

Rosmarinus officinalis

Pianta con profumo aromatico intenso (!). Cespuglio con rami prostrati o ascendenti, raramente eretti; corteccia bruno-chiara. Foglie lineari, revolute sul bordo, dunque apparentemente di 2-3 X 15-28 mm, verde-scure e lucide di sopra, bianco-tomentose di sotto; fascetti ascellari generalmente presenti. Racemi ascellari brevi, 4-16 fiori ; calice pubescente bilabiato 5-6 mm, diviso su 1/3; corolla 10-12 mm, azzurro-chiara o lilla, raramente rosea o bianca.
Nota - Questo diffuso e caratteristico componente della macchia bassa e gariga mediterranea, già dall'antichità è comunemente impiegato come pianta medicinale, aromatica e condimento. Nella cucina italiana il Rosmarino è di uso frequentissimo, soprattutto per arrosti e condimenti; per questo motivo è coltivato comunemente negli orti e giardini in tutta la zona dell'Olivo e della Vite, e spesso al riparo dei muri esposti a mezzogiorno o su rupi soleggiate può essere incontrato come pianta apparentemente selvatica. Si può ritenere spontaneo tuttavia solo lungo le coste, con esclusione di quelle del Medio ed Alto Adriatico; solo nell'Italia Meridionale, Sicilia e Sardegna penetra anche ad una certa distanza dal mare, però sempre in ambiente di macchia. Nell'Italia Settentrionale è spontaneo solo in Liguria e sul Garda: le località citate da Fiori  (Duino, Lit. Veneto al Cavallino) sono certamente dovute a piante inselvatichite; anche sul Garda il Rosmarino è generalmente inselvatichito, però il Béguinot {Pubbl. Ist. Bot. Messina, 1924) descrivendo le stazioni sulle rupi sopra Tignale, Campione e Limone annota «Nessun dubbio sull'assoluta spontaneità della specie in questo tratto della riviera», che dunque rappresenterebbe l'estremo avamposto, isolatissimo, della specie in Italia.

  • Formula fiorale: K (5), C (5), A 4, G (2)

Viola mammola

Viola odorata

Stoloni allungati, striscianti, radicanti al 1° anno, ma fiori feri al 2°. Foglie tutte in rosetta basale; stipole largamente ovali, con frange brevi (< 1 mm), ghiandolose; lamina rotondato-reniforme, con larghezza massima alla metà ed insenatura basale profonda. Peduncoli fiorali inseriti sulla rosetta portanti una brattea alla metà o più in su; sepali ovali, ottusi; corolla diametro 1.5 cm, violetto-scura (raramente bianca), profumata; sperone 6 mm circa; peduncoli fruttiferi prostrati; capsula subsferica, con fitti peli brevi.

Viperina piantaginea

Echium plantagineum

Pianta con peli molli su tutti gli organi. Fusti eretti, con peli brevi e setole molli appressate. Foglie basali lanceolate 2-4 X 8-14 cm, picciolate; foglie cauline oblanceolato-lineari, sessili. Inflorescenza generalmente con rami nutanti; calice 8-10 mm alla fior., fino a 15 mm alla fruttificazione; corolla purpurea, largamente imbutiforme; filamenti più o meno sparsamente pelosi; mericarpi a contorno triangolare, di un grigio-bruno chiaro, tubercolati.

Limonio di Narbona

Limonium narbonense

  • Sinonimi accettati: Limonium angustifolium (Tausch) Turrill, Limonium serotinum (Rchb.) Pignatti, Limonium vulgare Mill. subsp. serotinum (Rchb.) Gams
  • Fioritura: VI-IX
  • Sistema Raunkiær: Emicriptofite (H) - Rosulate (H ros)
  • Formula fiorale: * K 5, C 5, A 5, G (5)

Barba di becco violetta

Tragopogon porrifolius

Fusto glauco (!). Radice verticale legnosa; scapo eretto. Foglie basali lineari 0.5 X 10-15 cm, strettamente conduplicate, ragnatelose sul margine: foglie cauline con guaina amplessicaule (2X3 cm) e lamina abbreviata (4-10 cm). Capolino (diametro 6-7 cm) su un peduncolo ingrossato (4-5 e fino a 10 mm); squame 2.5-4 cm; corolla bruno-viola cea, 23-26 mm; frutti 6-8 cm (compreso il becco ed il pappo).
Nota - Piante con fusti più gracili e foglie sottili, fiori  generalmente superanti le squame ed acheni lunghi (compreso il becco ed il pappo), 4-5.5 cm sono state descritte come T. eriospermus Ten. Esse si presentano sporadicamente nella Penisola e forse possono venire interpretate come una sottospecie distinta, endemica.

Acanto comune

Acanthus mollis

Erba perenne rizomatosa a fusti eretti, 30-80 cm, pelosa o glabra. Foglie basali picciolate. ovali o ellittiche, 20-60 x 10-25 cm, irregolarmente lobato-dentate o pennatofide, le superiori sessili. bratteiformi, ovali-lanceolate, 1,5-4 cm, spinose all’apice. Infiorescenza spiciforme. densa con fiori  muniti di bratteole ovali o lineari. Calice puberulo a sepali esterni di 4-5,5 cm. ovali-romboidali, bifidi, ciliati, gli interni brevi, 6-7 mm, tridentati. Corolla più lunga del calice. bilabiata, con labbro inferiore coriaceo, il superiore trilobo, 3,5-5 mm, rotondato, bianco con nervatura porporina. Stami arcuati con filamenti glabri, inseriti alla base della corolla. Cassula ovoide apicolata, con 3-4 semi lisci.

Specchio di Venere comune

Legousia speculum-veneris

Erba annua, 10-30 cm, pubescente o ispida, pelosità più o meno densa. Fusto eretto, ascendente o prostrato, generalmente ramoso. Foglie inferiori oblanceolato-spatolate, le superiori più o meno lanceolate, tutte generalmente patenti (5-10 x 14-30 mm), ondulate o crenulate sul bordo (forma e dentatura incostanti). Fiori  numerosi, generalmente in pannocchia fogliosa; calice con tubo di 8-12 mm e denti lesiniformi (0,5-0,6 x 5-7 mm), patenti o un po' falcati, alla fiori tura lunghi circa quanto i lobi corollini o poco più; corolla viola cea, spesso roseo pallido, lunga 8-12 mm, lobi subrotondi, apiculati, in superficie piana ;capsula prismatica, verso l'apice un po' ristretta e qui deiscente con 3 valve aprentisi dal basso all'alto. Infestante nei campi di cereali, strettamente legata alle colture primaverili, su terreno prossimo alla neutralità, ricco di nutrienti.

Vedovella annuale

Jasione montana

Fusto eretto o ascendente, senza stoloni, generalmente ramosissimo. Foglie basali subspatolate (5-8 X 20-28 mm), le cauline sessili e lanceolate (5-6 X 25-30 mm), tutte villose ed ondulate sul bordo. Capolini subsferici diametro 1-1.5(2) cm; brattee lanceolate o triangolari (1-2 X 3-5 mm), intere o raramente crenate o dentellate; corolla viola ceo-azzurra 6-10 mm, con stilo sporgente.
Variabilità - Aspetto polimorfo, presentandosi spesso popolazioni a ciclo annuale anziché bienne e persino perennanti (a meno che non si tratti di confusione con Sp. Jasione echinata). Il fusto è ramoso o semplice, eretto o ascendente o anche prostrato. Anche la pelosità è variabile, come pure la grandezza dei capolini.

  • Formula fiorale: K (5), C (5), A (5), G (2-5), infero, capsula

Salvia minore

Salvia verbenaca

Fusti eretti, ramosi in alto, con peli patenti e peli ghiandolari. Foglie basali con picciolo di 2-5 cm e lamina ellittica (3-4 X 6-10 cm), con 3-4 lobi ottusi, più o meno profondi per lato; foglie cauline progressivamente sessili e ovali (3-4 X 4-6 cm), con lobi più profondi oppure pennatosette. Inflorescenza allungata, generalmente semplice; brattee verdi, poco più brevi del calice, questo di 6-7 mm con peli lanosi biancastri soprattutto nelle insenature fra i denti; corolla violetta, raramente azzurrina, rosea o pallida, 6-10(-15) mm.
Variabilità - Le foglie basali presentano incisioni profonde ⅓-⅔ della semilamina, più raramente esse sono soltanto crenate. La corolla varia in colore dal roseo e celeste pallido al viola ceo e violetto cupo; essa talora sporge appena dal calice, talora è lunga il doppio di questo o più; anche la forma delle labbra e la lunghezza dello stilo sono variabili. I caratteri della corolla sono correlati alla biologia della riproduzione: fiori  ermafroditi presentano corolla grande, mentre i fiori  a corolla piccola sono femminili oppure (soprattutto alla fine della stagione) autoimpollinantisi. Le molte entità descritte (S. clandestina L., S. horminoides Pourret, S. neglecta Ten., S. oblongata Vahl, S. praecox Savi, S. hiemalis Brot. etc.) sono probabilmente solo dei tipi estremi.

Bardana maggiore

Arctium lappa

Simile a Sp. Arctium nemorosum, ma rami corimbosi; piccioli interamente midollari, non tubulosi; foglie di sotto grigio-tomentose; squame >fiori  completamente verdi; acheni 6-7 mm.
Segnalata quasi ovunque nella Penisola, ma spesso confusa con Sp. Arctium nemorosum.

Zafferano selvatico

Crocus biflorus

Bulbo ovale (1.5-2 cm) interamente avvolto da guaine cartacee bruno-ferruginee. Foglie basali ridotte alle guaine, le superiori erette, con lamina larga 1-2 mm e lunga quanto i fiori  o superantili di ¼-⅓. Fiori  1-2, inodori; spate 2, allargate (6-9 mm), avvolgenti molto lassamente la base dei fiori ; perigonio con fauce gialla e lacinie viola cee, spesso più o meno ingiallite, generalmente con 3-5 vene longitudinali più scure; antere 8-10 mm, lunghe il doppio dei filamenti, che sono bianchi e pelosi; stimmi rosso-aranciati, generalmente lobati.
Variabilità - Il polimorfismo di Sp. Crocus biflorus deve essere ancora in gran parte analizzato; le lacinie del perigonio presentano forti differenze come dimensioni e colorazione; piante siciliane, descritte come C. pusillus Ten. hanno le tuniche in alto smembrate in un manicotto di fibre che avvolge la base del fusto, inoltre perigonio con lacinie maggiori (11-13 X 27-35 mm) e tubo più breve., Brighton ed altri (cit.) hanno determinato per Sp. Crocus biflorus 6 diversi numeri cromosomici compresi tra 2n = 8 e 2n = 22 e suppongono che in esso siano comprese stirpi diverse. Anche la distribuzione italiana è interessante. Ampiamente diffusa sulla Penisola dal Pollino alle Puglie, risale sul versante tirrenico lungo la valle del Tevere fino a Perugia ed in Toscana, fino a Firenze, Lucca e Massa; manca invece nelle zone corrispondenti sul versante adriatico; raggiunge Genova e sporadicamente supera il crinale appenninico (Alba, Parma, Bologna). Manca nelle Alpi Liguri e Piemonte; ricompare nell'Insubria, dove è comune nel Varesotto e Bergamasco a Verona; manca più ad oriente nel Veneto (un'antica indicazione per Spresiano andrebbe confermata) e nel Friuli; l'unica località del Carso Triestino va riferita a Sp. Crocus weldeni. Anche quest'areale frammentato fa ritenere verosimile la segregazione di stirpi locali.

Nontiscordardimè a fiori piccoli

Myosotis stricta

Simile a Sp. Myosotis speluncicola, ma più robusta; asse dell'inflorescenza con peli patenti, eretto-patenti ed appressati; fiori  ravvicinati; calice non caduco, con peli diritti e peli uncinati; nucule senza piega longitudinale.

Cicoria comune

Cichorium intybus

Erba perenne o talora bienne, 2-12 dm. Fusto prostrato o eretto, ispido per peli rivolti in basso, privo di spine. Foglie irregolarmente pennatopartite o pennatosette (3-5 x 10-25 cm) in segmenti triangolari-acuti, generalmente alterni; foglie cauline lanceolate, sessili e più o meno ridotte. Capolini numerosi (diametro 2-5 cm), con peduncoli non o debolmente ingrossati nella parte superiore e circa 13-18 fiori  raggianti; involucro cilindrico (diametro 11-14 mm); brattee triangolari, le esterne (5 mm) patenti, le interne lunghe il doppio eretto-conniventi; corolla azzurra, raramente rosata (tinta facilmente disciolta in acqua); antere blu-viola ceo scuro; stimmi da bianchi a celesti; acheni 2-3 mm, lunghi 8-10 volte il pappo.

Malva

Malva sylvestris

Fusti tenaci legnosi alla base, generalmente prostrato-diffusi o ascendenti, striati, ispidi. Foglie con picciolo di 3-7 cm e lamina a contorno circolare o pentagonale (diametro 2-4 cm), con 5 lobi arrotondati, margine dentellato, base cuoriforme con sinus di 2-7 mm Fiori  appaiati all'ascella delle foglie superiori; peduncoli 1-2 cm; sepali 5 mm; segmenti dell'epicalice con facce pelose, densamente cigliati sul bordo; petali rosei con (generalmente 3) strie viola cee longitudinali, spatolato-bilobi (8-10 X 20-22, raramente 12-30 mm); mericarpi glabri o pubescenti, appiattiti e reticolati sul dorso.
Variabilità - Pelosità (anche per la presenza di peli stellati), forma delle foglie e dimensioni dei petali sono caratteri incostanti.
Confusione - Cfr. Sp. Lavatera cretica.

Raponzolo italiano

Phyteuma italicum

  • Formula fiorale: K (5), C (5), A (5), G (2-5), infero, capsula

Fiordaliso stoppione

Centaurea jacea

Piante a foglie generalmente intere, ovate, lanceolate o lineari; pelosità generalmente ridotta; capolini per lo più grossi (2-4 cm), con involucro cilindrico a ovoide diametro 7-14 mm; squame con appendice molto sviluppata, e parte laminare separata dall'appendice mediante una evidente strozzatura; appendice membranosa, piana o più o meno concava, intera, lacerata o regolarmente pettinata (fra i due estremi vi è una serie continua di aspetti); fiori  rosei, rossi, rosso-aranciati o purpurei, gli esterni raggianti (tranne in Sp. Centaurea transalpina e Sp. Centaurea carniolica); acheni 2.5-3 mm, con pappo mancante o rudimentale. Questo gruppo è stato variamente interpretato, come un'unica specie polimorfa, come due specie (C. jacea = Sp. Centaurea haynaldii-Sp. Centaurea pratensis e C. nigrescens = Sp. Centaurea transalpina-Sp. Centaurea carniolica) oppure come una dozzina di specie indipendenti. In realtà tutte le stirpi sono tra loro ibridabili, il che deporrebbe in favore della prima interpretazione (specie unica). D'altra parte è stato messo in evidenza il frequente passaggio all'apomissia, come pure la possibilità di copulazione tra gameti non ridotti con conseguente poliploidizzazione; inoltre le varie stirpi appaiono ben, segregate ecologicamente. In attesa di un giudizio definitivo sembra dunque più opportuno considerarle al livello di specie, sottolineando tuttavia che l'intensa differenziazione nell'ambito di questo gruppo è in gran parte l'effetto dell'azione antropica che mediante la creazione dei prati stabili ne ha favorito l'espansione.

Fiordaliso alpino

Centaurea nervosa

Erba perenne, 1-4 dm. Fusto eretto, striato, generalmente semplice e portante un solo capolino, arrossato, con peli patenti bianco-grigi. Foglie verdi, puberulente, le basali con picciolo di 2-3 cm e lamina oblanceolato-ovata (4-5x9-11 cm), acuta, intera o con dentelli distanziati; nervature arcuate, con base da tronca a semi-amplessicaule, le superiori ellittiche. Capolini solitari con involucri ovoidali (diametro 10-20[-25]); fiori violetti. Acheni 4mm com pappo di 1,5-3 mm. Pascoli soleggiati su suolo fertile, neutro-subacido ma ben provvisto di basi, sulle Alpi nella fascia subalpina e alpina. In generale su substrati silicei (soprattutto lave e tufi), e con presenza di materiale fine calcico e dolomitico (apporto eolico, frane).

Iva strisciante

Ajuga reptans

Fusti fiori feri eretti, alternamente lanosi in alto, alla base con lunghi (1-3 dm) stoloni striscianti e radicanti ai nodi. Foglie basali spatolate, crenate (2-4 x 8-12 cm), con picciolo lungo quanto la lamina; foglia cauline subsessili (1.5-2 x 3-4 cm). Inflorescenza generalmente densa; brattee fogliacee, non colorate, le superiori minori dei fiori ; calice 4-6 mm con denti lunghi quanto il tubo; corolla azzurro-violetta venata di bianco, con tubo pubescente di 9-10 mm, labbro superiori nullo, labbro inferiori di 6 mm; stami emergenti dal tubo.
Variabilità - Sporadicamente si presentano individui privi di stoloni, che potrebbero esser confusi con Sp. Ajuga genevensis, da cui si distinguono tuttavia per la caratteristica pubescenza sulle facce opposte ad internodi alterni.

Lavanda di montagna

Lavandula stoechas

Pianta grigio-pubescente e con forte odore aromatico (!). Fusti eretti, rigidi, ramosi, con corteccia bruno-rossastra, quelli dell'annata, tomentosi. Foglie intere, lineari-lanceolate (2-3 X 10-20 mm, le superiori fino a 7 X 35 mm), con nervi reticolati di sotto; ciuffi ascellari di foglie minori spesso presenti. Spighe terminali ovoidi (15 X 25 mm), sormontate da 2-3 brattee petaloidi violette (15 X 20 mm); calice 4-5 mm: corolla viola ceo-scura (5-6 mm).
Nota - Tipico componente della vegetazione mediterranea, la Steca è ampiamente diffusi nella ganga a Cisti su graniti ed altri substrati acidi, più raramente anche su calcare lisciviato in superficie. È particolarmente frequente nelle stazioni ripetutamente percorse dal fuoco, però strettamente limitata al versante occidentale della Penisola: manca completamente sul versante adriatico. In Toscana è frequente nella fascia costiera, mentre diviene progressivamente più rara verso l'interno: raggiunge la Val di Nievole. Pistoia, il Monte Albano ed i dintorni di Firenze sulle colline a Sud della città e più a Sud si ritrova nella zona di Siena; non raggiunge tuttavia la valle del Tevere. Verso Nord si arresta alla base delle Alpi Apuane poco oltre Massa e nella bassa Valle del Serchio a Nord di Lucca.

  • Formula fiorale: K (5), C (5), A 4, G (2)

Morella rampicante

Solanum dulcamara

Fusto in basso legnoso e ramosissimo, in alto erbaceo, scandente; rami con pubescenza appressata. Foglie triangolari con picciolo alato di 2-3 cm e lamina triangolare di 3-6 X 5-10 cm, le superiori composte, con 1 In tutto il territorio : C.scun lato del picciolo. Cime più o meno ombrelliformi 10-20flore; calice 3 mm; corolla violetta con lacinie di 6 mm; antere gialle 5 mm; bacca verde, a maturità rossa, ovoide (7x8 mm).

Campanula media

Campanula medium

Fusti eretti, ispidi, semplici o poco ramosi. Foglie fittamente setolose, crenate o dentate, le basali oblanceolato-spatolate, le superiori lanceolate, sessili. Fiori  isolati o pochi in racemo, penduli o inclinati; peduncoli 2-10 cm; calice con tubo di 8-10 mm, denti lanceolato-cuoriformi di 7-9 X 13-17 mm ed appendici ripiegate di 8-10 mm; corolla azzurro-violetta o spesso decolorata con tubo a botticella (1.5 X 4-5 cm) e denti brevi; stimmi 5; capsula 5loculare.
Nota - Questa splendida Campanula è uno dei rari rappresentanti dell'elemento ligure-provenzale, con areale esteso dall'Italia Centrale alla Francia Meridionale (Gard). In Italia avanza verso Sud fino all'Armata, verso Est fino all'Appennino Romagnolo, verso Nord fino alla Valle d'Aosta (dove è molto rara). Per la bellezza del fiore (che nei giardini prolunga la fiori tura, per tutta l'estate) è spesso coltivata e subspontanea in Lombardia, Veneto, Lazio e certo altrove.

Garofano di Balbis

Dianthus balbisii

Assieme a Sp. Dianthus carthusianorum, che è più nettamente differenziato, rappresentano le specie con fiori  riuniti in denso fascetto apicale. Si tratta di piante poco frequenti, che mostrano tendenza a segregare stirpi locali, e la cui sistemazione va considerata ancora provvisoria. Nella Flora Europaea queste specie sono riunite sotto il binomio «D. ferrugineus», che in senso stretto (cfr. Lacaita, cit.) va limitato a Sp. Dianthus ferrugineus: questo ha procurato una notevole confusione anche dal punto di vista nomenclaturale.

Scarlina tomentosa

Galactites tomentosus

Simile a Carduus, ma fiori  periferici sterili; stami con filamenti concresciuti; pappo di peli piumosi; achenio con coroncina emisferica. Il nome Galactites Moench (1794) è stato dichiarato nomen conservandum rispetto a Lupsia Neck. (1790), che risulterebbe precedente. Fusto eretto, generalmente ramoso, bianco-tomentoso e con ali provviste di spine. Foglie (1-2 dm) pennatosette, di sopra generalmente variegate di bianco, di sotto bianco-tomentose, acutamente spinose. Capolini isolati ovvero riuniti in fascetti; involucro campanulato; squame triangolari con una lunga spina apicale scanalata di sopra; corolla lillacina 21-23 mm (14-15; 1; 6-8), più lunga nei fiori  periferici (sterili); acheni compressi con pappo di 13 mm.
Variabilità - Le foglie hanno di regola lamina pennatosetta, però raramente mostrano riduzione delle incisioni e lamina più o meno intera oppure al contrario sono ridotte alle sole nervature irte di spine; variano pure l'aspetto delle ali ed il colore delle corolle (lillacine, violette, azzurre, rosee o quasi bianche).

Erba medica

Medicago sativa

Rizoma sotterraneo con rami ascendenti, per lo più ramoso-unilaterali. Foglie con stipole lineari e segmenti oblanceolati con margine dentellato ed apice troncato-mucronato. Racemi densi su peduncoli di 3-4 cm subeguali alla foglia ascellante.
Variabilità - La coltura dell'Erba medica fu introdotta in Grecia dalla Persia durante le guerre persiane (480-470 a.C): dal nome della Media, regione centrale dell'Impero persiano derivano il greco antico medikai, il latino herba medica, il nome italiano e nomi slavi come meteljka (croato); in Italia la coltura era già fiorente al tempo di Virgilio. Nel Medioevo fu estesa dagli Arabi soprattutto in Spagna (il nome usato ancor oggi in questo Paese - alfalfa - è di origine araba); in Italia la coltura scomparve quasi del tutto, e fu reintrodotta solo nell'evo moderno (di qui il nome Erba Spagna). Inspiegata è invece l'origine del nome germanico «Luzerne», che si ritrova pure nel francese, ed in molte lingue slave, compreso il russo (la derivazione da qualche paese italiano di nome Luserna - Piemonte, Trentino - o dalla città di Lucerna pare fantasiosa), che comunque lascia supporre una seconda via di diffusione, distinta da quella attraverso Greci, Romani ed Arabi. Nella regione Caspica i parenti selvatici dell'Erba medica potrebbero venire identificati nella subsp. falcata (L.) Arcang. con legume diritto o falcato e nella subsp. coerulea ( Less.) Schmalh. con legume avvolto in 2-3 spire; il legume della subsp. sativa si presenta a questo riguardo di aspetto intermedio; per il colore della corolla si avvicina invece più alla seconda che alla prima. Rispetto ad entrambe l'Erba medica si differenzia per la corolla maggiore ed il legume più grosso il che può esser risultato dalla selezione; inoltre la subsp. sativa è tetra-ploide (2n = 32) mentre le altre due sono per lo più diploidi (2n = 16). L'incrocio fra le subsp. (a) e (b) è assai frequente e spesso è stato trattato come una subsp. a sé stante.

  • Fioritura: V-IX
  • Formula fiorale: K (5), C 5, A (5+5) oppure (9) + 1, G 1

Viperina delle spiagge

Echium sabulicola

Geranio nodoso

Geranium nodosum

Fusti gracili, ascendenti, ramosi, sparsamente pubescenti, ingrossati ai nodi. Foglie basali con picciolo di 6-12 cm, lamina di 7-9 X 5-7 cm, profondamente 5partita, con segmenti dentati sui bordi; foglie cauline con picciolo più breve e 3partite con 2 lobi basali. Sepali di 3 X 9 con mucrone apicale di 1-2 mm; petali lillacino-violetti 5 X 15-16 mm; acheni pubescenti.
Nota - La distribuzione geografica presenta problemi interessanti. Sulle Alpi Sp. Geranium nodosum è circoscritto alle catene periferiche (Gorizia, Alpi Giulie, Cansiglio, Prealpi Bellunesi, Vette di Feltre, Grappa, Lessini, Baldo, Bondone, Giudicarie, Bresciano, Bergamasco, Grigne, Lugano; inoltre nelle valli del Piemonte, verso N fino ad Ivrea) il che fa pensare che si tratti di un relitto preglaciale. Nella Penisola non avanza a S della linea M. Amiata - Senese - Pratomagno - Casentino - M. Nerone - M. Catria (indicazioni antiche per i Sibillini, Gr. Sasso e M. Simbruini attendono conferma), quindi Sp. Geranium nodosum risulta vicariante di Sp. Geranium versicolor: la sola area di contatto sarebbe nelle Marche. Si tratta di specie dei boschi di latifoglie, soprattutto faggete, querceti e castagneti, spesso diffusa più ai margini che nell'ambiente nemorale vero e proprio.

Campanula selvatica

Campanula trachelium

Fusto eretto con 5 spigoli acuti o strettamente alati, arrossati; peli irsuti patenti. Foglie basali con picciolo di 8-15 cm e lamina cuoriforme (5-9 cm); foglia cauline con picciolo largamente alato di 5-10 mm e lamina lanceolata (4 x 7 cm), grossamente dentata, ispida e ruvida. Inflorescenza semplice o ramosa; calice diviso per ⅔ con tubo di 4 mm e denti triangolari di 7-8 mm; corolla con tubo di 14 X 15-25 mm e denti triangolari di 8 X 9-12 mm; frutto (2 cm) con calice accrescente.
Variabilità - La pelosità del fusto, foglia e soprattutto del calice variano in maniera irregolare anche nell'ambito di una stessa popolazione.

Damigella scapigliata

Nigella damascena

Erba annua, eretta, 20-40 (60) cm, glabra. Foglie bipennatosette con lacinie lineari, le inferiori in rosetta picciolate, secche alla fiori tura, le altre sessili o subsessili. Fiori  inclusi fra 3-4 brattee involucrali divaricato-laciniate, più lunghe di essi. Sepali ovali o ovali-lanceolati, cerulei, con unghia breve. Stami con antere muriche. Capsula formata da 5 carpelli, globulosa, 2x2 cm. Semi neri, trigoni, rugoso-reticolati.

Pervinca minore

Vinca minor

Pianta glabra (!). Fusti tenaci, lungamente (1 m e più) striscianti sulla superficie del suolo. Foglie sempreverdi con picciolo di 2-4 mm e lamina lanceolata (10-16 X 22-35 mm), intera, ottusa all'apice, di sotto con nervature reticolate sporgenti. Fiori  isolati ascellari; peduncoli 9-15 mm; calice 3 mm diviso su ⅔ in lacinie triangolari (1 X 2.2 mm ca.); corolla (diametro 2.5-3 cm) azzurro-violetta con tubo di 1 cm e lobi spatolati di 8 x 10 mm.

Poligala comune

Polygala vulgaris

Pianta legnosa alla base, glabra o puberula; fusto ramoso alla base, ascendente. Foglie inferiori più o meno spatolate, le superiori lanceolato-lineari (2-4 X 10-20 mm), acute. Racemi 10-40 fiori ; brattee (1-2 mm) minori del peduncolo (2-3 mm); fiori  blu, violetti o raramente chiari; ali generalmente 4-7 mm, con 3 nervi (il centrale ramificato); tubo corollino 2.5-4 mm; petali sporgenti dalle ali; strofiolo con appendici lunghe un terzo del seme.
Variabilità - Molto polimorfa, però le numerose varianti descritte sono incompletamente distinte. Il colore del fiori  individua forme senza importanza. Le ali sono generalmente obovato-acuminate, però è frequente un tipo ad ali più strette (lanceolate): var. oxyptera (Rchb.) Detkard.

Viperina costiera

Echium arenarium

Fusti generalmente parecchi, ascendenti, poco ramificati, con setole più o meno appressate e sotto queste peli sottili. Foglie basali e cauline inferiori peduncolate, lineari-spatolate 0.5-1 X 3-6 cm Calice alla fior. 5-7 mm, alla fruttificazione solo poco più lungo: corolla 6-10 mm, blu scura, omogeneamente pelosa; mericarpi più o meno triangolari 2 X 2.5 mm, grigio-bruni, rugosi alla superficie.

Violaciocca marina

Matthiola tricuspidata

Pianta grigio-tomentosa (!). Fusti ramosi dalla base con rami procumbenti. Foglie oblanceolato-spatolate (1-1.5 X 3-5 cm) con 3-4 lobi regolari subrotondi per lato; apice arrotondato. Sepali grigio-violetti 9 mm; petali rosei o viola cei, 3-5 X 14-17 mm; siliqua cilindrica, 2-3 X 40-70 mm, all'apice con 3 corni acuti di 3-4 mm; peduncolo 2-7 mm, grosso quasi quanto il frutto.

  • Sinonimi accettati: Cheiranthus tricuspidatus L.
  • Fioritura: IV-VII
  • Sistema Raunkiær: Terofite (T) - Scapose (T scap)
  • Formula fiorale: * K 2+2, C 4, A 2+4, G 2

Giaggiolo

Iris germanica

Salcerella

Lythrum salicaria

Erba rizomatosa, robusta, 50-90 cm, a fusti quadrangolari, semplici o famosi. Foglie opposte o verticillate a tre, lineari o lanceolate, sessili. Fiori  esameri in fascetti ascellari riuniti in infiorescenze terminali spiciforrni fino a 40 cm. Tubo fiorale da infundibuliforme a cilindrico, 5-7 x 2-3 mm, peloso, con 12 nervi marcati. Sepali 6, largamente triangolari, 0,5-1 mm; appendici tra i sepali lineari, di lunghezza doppia di questi. Petali lineari-lanceolati, 6-10 x 2 mm, porporino-viola cei. Stami 12 di cui almeno 6 exserti. Frutto ovoideo.

  • Fioritura: VI-IX
  • Formula fiorale: K (4-6), C (4-6), A 8-12, G (2)

Prunella comune

Prunella vulgaris

Pianta più o meno pubescente (!). Rizoma orizzontale con fusti ascendenti generalmente semplici. Foglie con picciolo di 1 cm e lamina lanceolata di l-1.5(-4) X 2.5-5(-9) cm intera o irregolarmente crenulata. Spiga cilindrica (2 X 4-5 cm) compatta avvolta alla base dalle 2 foglie più elevate; brattee reniformi (9-12 X 6-9 mm, prolungate da un'appendice sottile di 3-5 mm); calice irto di peli patenti, 7 mm, con denti inferiori lanceolati; corolla violetta con tubo di 7-8 mm e labbro superiori di 5 mm Ibridi - Sp. Prunella laciniata-Sp. Prunella vulgaris, che da alcuni Autori sono considerate varietà di una stessa specie, si ibridano facilmente quando crescono assieme: Sp. Prunella laciniata X Sp. Prunella grandiflora = X P. bicolor BeckSp. Prunella laciniata X Sp. Prunella vulgaris = X P. intermedia Link. Sp. Prunella grandiflora X Sp. Prunella vulgaris = X P. spuria Stapf.