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Famiglia botanica

Apocynaceae

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Specie

Descrizione

Caratteristiche botaniche

Le Apocynaceae sono una famiglia di piante angiosperme dicotiledoni che comprendono alberi, arbusti, liane e piante erbacee, per lo più perenni. Il portamento varia quindi da forme legnose a erbacee, con una forte presenza di specie succulente soprattutto in ambienti tropicali e subtropicali. Le foglie sono generalmente semplici, con margine intero, disposte in modo opposto, verticillato o alterno, e in alcuni casi dotate di rudimentali stipole.

I fiori sono ermafroditi, attinomorfi e pentameri, con la formula fiorale più comune K(5) [C(5) A5] G(2). Il calice è gamosepalo, ossia con sepali fusi alla base, mentre la corolla è gamopetala e spesso a forma di imbuto. Una caratteristica distintiva della famiglia è la presenza di appendici nella fauce della corolla. L’androceo è costituito da cinque stami epicorollini, mentre il gineceo è formato da 2 a 5 carpelli saldati in un ovario che può essere supero o semi-infero.

Il frutto può presentarsi in diverse forme: capsula, bacca, drupa o follicolo. I semi sono spesso dotati di un ciuffo di peli (pappo) che facilita la disseminazione tramite il vento (disseminazione anemocora).

Un tratto peculiare di alcune sottofamiglie è l’organizzazione del polline. Nelle Rauvolfioideae e Apocynoideae il polline si presenta come monadi o tetradi, mentre nelle Periplocoideae e soprattutto nelle Asclepiadoideae il polline è aggregato in strutture complesse chiamate pollinii, che si attaccano agli impollinatori tramite speciali strutture adesive.

Distribuzione e diversità

La famiglia ha una distribuzione cosmopolita, con prevalenza nelle regioni tropicali e subtropicali. Tuttavia, alcune specie sono comuni anche nelle zone temperate, come in Italia e nel bacino del Mediterraneo. A livello mondiale, la famiglia comprende circa 366 generi, suddivisi in cinque sottofamiglie principali: Rauvolfioideae, Apocynoideae, Periplocoideae, Secamonoideae e Asclepiadoideae. Il numero totale di specie è molto elevato, comprendendo forme succulente, arbustive ed erbacee.

Generi principali e specie rappresentative

Tra i generi più noti e di interesse ornamentale o farmacologico si citano:

  • Nerium (oleandro), specie mediterranea molto diffusa come pianta ornamentale.
  • Catharanthus (pervinca del Madagascar), noto per i suoi alcaloidi utilizzati in campo farmaceutico.
  • Plumeria e Adenium, originari delle regioni tropicali, molto apprezzati per i fiori vistosi.
  • Carissa e Acokanthera, con frutti eduli utilizzati in alcune culture africane.
  • Rauvolfia, importante per gli alcaloidi ad azione sedativa e ipotensiva.
  • Strophanthus, contenente alcaloidi cardiotonici utilizzati in medicina.

In Italia, oltre all’oleandro, sono presenti alcune specie spontanee o naturalizzate appartenenti alla famiglia, principalmente nelle zone a clima più caldo.

Etimologia

Il nome della famiglia deriva dal genere tipo Apocynum, nome che in greco significa "veleno di cane", in riferimento alla tossicità di alcune specie appartenenti a questa famiglia.

Curiosità e usi

Le Apocynaceae hanno un ruolo ecologico importante, poiché molte specie producono alcaloidi tossici, in particolare cardenolidi, che fungono da meccanismo di difesa chimica contro gli erbivori. Alcuni insetti, come certe farfalle e coleotteri, sono riusciti ad adattarsi a questi composti, sequestrandoli nei loro tessuti per difendersi a loro volta dai predatori.

Dal punto di vista umano, molte specie sono utilizzate come piante ornamentali grazie ai loro fiori vistosi e spesso profumati, prediligendo esposizioni soleggiate. Alcuni generi forniscono gomme o resine usate industrialmente, benché con impieghi minori.

In farmacologia, la famiglia è di particolare interesse per la presenza di numerosi alcaloidi con proprietà terapeutiche. La Catharanthus roseus è famosa per i suoi alcaloidi antitumorali, usati soprattutto contro alcune leucemie. Strophanthus fornisce principi attivi cardiotonici impiegati nel trattamento dell’insufficienza cardiaca, mentre Rauvolfia serpentina contiene alcaloidi con effetti ipotensivi e sedativi.

Dal punto di vista alimentare, alcune specie sono utilizzate dalle popolazioni africane per i frutti commestibili, come quelli di Carissa e Acokanthera.

Fonti

  • Wikipedia
Testo elaborato con assistenza AI da fonti scientifiche ·Metodologia

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