Piante "a fiori lilla": 17

Morso del diavolo

Succisa pratensis

Rizoma obliquo, breve; fusto eretto, cilindrico, pubescente almeno in alto, semplice o con 1-2 coppie di rami nella metà superiore. Foglie basali con picciolo alato (2-3 cm) e lamina lanceolata (2-3 X 6-8 cm), oscuramente dentellata, irsuta di sotto; foglie cauline lineari, più o meno dentate. Capolini dapprima sferici, alla fiori tura emisferici (diam. 1.5-2 cm), lungamente (4-15 cm) peduncolati; squame patenti, all'antesi superate dai fiori ; pagliette lineari-spatolate, acute; corolla lilla cina, 5-7 mm con 4 lobi (l'inferiore allungato); stilo sporgente oltre la fauce; frutto (3 mm) irsuto per peli rivolti verso l'alto con involucretto ridotto a 4 denti e calice di 4-5 setole scure.

Vedovella a foglie cordate

Globularia cordifolia

Fusto lignificato, strisciante, lungo fino a parecchi dm, portante di tanto in tanto un ciuffo di radici ed una rosetta di foglie e gli scapi fiori feri che sono glabri, angolosi, afilli (raramente 1-2 foglie basali) e con una breve squama verso la metà. Foglia coriacee, spatolate; lamina 4-7 x 10-20 mm, obovata, all'apice generalmente mucronato-biloba o 3dentata; picciolo 2-4 cm Capolino emisferico diametro 1.5-2 cm: brattee lanceolate (1.2-1.5 X 3.5-4.5 mm), scure, pubescenti; calice con denti lunghi al massimo quanto il tubo; corolla azzurro-violetta 8-11 mmEndemente Alpica.Alpi, dalle Giulie alle Mariti: C; scende sui rilievi prealpini e lungo i greti fino al piano nel Triesterne, Friuli, Vicent., etc; segnalata anche su tutta la dorsale appenninica, ma con certezza nota solo sulle A. Apuane.Variab. - Le popolazioni appenniniche distribuite dall'App. Sett. all'Abr. sono spesso di dubbia attribuzione. Ritenute in generale identiche a Sp. Globularia cordifolia, O. Schwarz (cit.) le attribuisce invece a Sp. Globularia meridionalis: quelle da noi controllate dei monti della Forca Canapine e Terminillo hanno l'habitus di Sp. Globularia cordifolia e non si distinguono da questa se non per le brattee che portano sul bordo caratteristiche ciglia candide pettinato-patenti di 0.6-0.9 mm Riteniamo vadano incluse in Sp. Globularia meridionalis.

Nepitella, Mentuccia comune

Clinopodium nepeta

  • Sinonimi accettati: Calamintha nepeta (L.) Savi, Melissa nepeta L., Satureja nepeta (L.) Scheele, Thymus nepeta (L.) Sm.
  • Fioritura: VI-IX
  • Sistema Raunkiær: Emicriptofite (H) - Scapose (H scap)
  • Formula fiorale: X, K (5), [C (2+3), A 2+2] G (2), (supero), drupa, 4 nucule

Vedovelle delle Apuane

Globularia incanescens

Fusto legnoso, strisciante, abbreviato, con rami erbacei ascendenti. Foglie basali con picciolo di 3-4 cm e lamina obcordata 13-18 X 14-22 mm arrotondata o biloba all'apice, 3-7nervia, glabra e con secrezioni puntiformi bianche; foglia cauline progressivamente ridotte con lamina ovata, ellittica e lanceolata. Capolino diametro 1-1.2 mm; brattea inferiori lanceolata 1.5 X 5 mm, le altre 0.7-1 x 4-5.5 mm con peli lat. di 0.3-0.4 mm; corolla azzurra, con labbro superiori intero.
Endemica Alpi Apuane e vicino Appennino Tosco-Emiliano fino al M. Giovo e Corno alle Scale.

Garofano di bosco

Dianthus hyssopifolius

Cencio perennante

Kickxia commutata

Fusti prostrato-ascendenti con peli patenti di 1 mm e più. Foglie inferiori opposte, ovate, le superiori alterne, astate, ottuse. Fiori  solitari all'ascella delle foglie superiori, peduncoli 6-30 mm; calice con lacinie lineari (1 X 4-5 mm); corolla 11-15 mm giallastra con labbro superiore violetto; sperone ricurvo; capsula 4-4.5 mm, avvolta dal calice accrescente (fino a 5 mm); semi con una rete di creste, delimitanti aree alveolate, coperti da brevi tubercoli o papille.Simile a Sp. Kickxia elatine, ma perenne.

Fiordaliso di Trionfetti

Centaurea triumfettii

  • Sinonimi accettati: Cyanus triumfettii (All.) Dostál ex Á.Löve & D.Löve
  • Fioritura: V-VIII
  • Sistema Raunkiær: Emicriptofite (H) - Scapose (H scap)
  • Formula fiorale: K 0, C (5), A (5), G 2 infero

Erba franca legnosa

Frankenia laevis

Fusti legnosi, prostrati e striscianti, aderenti al suolo; rami ascendenti erbacei, glabri o pubescenti. Foglie glaucescenti, in pseudoverticilli o fascetti ascellari; lamina revoluta così da formare un cilindro (1x3-7 mm), spesso ricurvo ad uncino; incrostazioni biancastre per lo più presenti. Fi. isolati o in glomeruli pauciflori inseriti tra le foglie; calice spesso arrossato 2-3(-5) mm: petali gialli alla base, rosso carminio (raramente rosei o bianchi) sul lembo, 2 X 5-6 mm.

Aglio delle streghe

Allium carinatum

Acetosella a foglie larghe

Oxalis latifolia

Fiordaliso tirreno

Centaurea paniculata

Specie bienne con fusto ampiamente ramoso, policefalo e foglia 2pennatosette, divise in lacinie strette (1-2 mm); capolini generalmente piccoli; squame con appendice triangolare terminante in un ciglio breve, non spinoso e portante sui lati ciglia allungate, regolarmente pettinate; pappo più o meno sviluppato, ma sempre presente. Parecchie stirpi, che vivono nei prati aridi steppici (Brometalia) e come altri gruppi degli ambienti antropogeni mostrano scarsa caratterizzazione così da risultare spesso di significato controverso.

  • Sinonimi accettati: Acosta paniculata (L.) Holub
  • Fioritura: VI-VII
  • Formula fiorale: K 0, C (5), A (5), G 2 infero

Raperonzolo

Campanula rapunculus

Radice ingrossata, fusiforme; fusto eretto, glabro o sparsamente peloso, ramoso in alto. Foglie oblanceolato-spatolate (1-2 X 6-12 cm), dentellate, le cauline ridotte, lanceolate o lineari. Pannocchia ampia, ricca, con fiori  più o meno eretti; calice con denti lineari lunghi ⅔ della corolla, spesso patenti o riflessi; corolla 1-2 cm, azzurra, generalmente pallida, raramente roseo-violacea o biancastra, con tubo lungo ⅔ del tot. e denti acuti, ripiegati all'infuori.

Vedovina selvatica

Scabiosa columbaria

Queste specie (e forse anche Sp. Scabiosa silenifolia) formano un gruppo caratterizzato da elevato polimorfismo e caratteri fluttuanti, che rendono difficile o talora impossibile una distinzione obbiettiva. Parecchi Autori le hanno riunite in un'unica specie, ma in epoca moderna è invece prevalsa l'opinione di mantenerle distinte a livello specifico. Comunque, tra l'una e l'altra specie sono frequenti popolazioni intermedie, grazie alla facile ibridabilità. Già all'inizio del secolo Briquet et Cavillier in Burnat, Fl. Alp. Mar. V, scrivevano su questo gruppo (da loro sistemato a livello specifico): Espèce très riche en races subor-données qui ont une besoin urgent d'une revisione critique. Tuttavia finora è apparso un unico lavoro (Grossmann F., Veròf. Geobot. Inst. Rubel in Zurìch H. 52 pagg. 1-125, 1975), limitato alla zona centrale delle Alpi, quindi i problemi aperti sono ancora moltissimi e la sistemazione qui proposta è solo un tentativo.

Erba medica

Medicago sativa

Rizoma sotterraneo con rami ascendenti, per lo più ramoso-unilaterali. Foglie con stipole lineari e segmenti oblanceolati con margine dentellato ed apice troncato-mucronato. Racemi densi su peduncoli di 3-4 cm subeguali alla foglia ascellante.
Variabilità - La coltura dell'Erba medica fu introdotta in Grecia dalla Persia durante le guerre persiane (480-470 a.C): dal nome della Media, regione centrale dell'Impero persiano derivano il greco antico medikai, il latino herba medica, il nome italiano e nomi slavi come meteljka (croato); in Italia la coltura era già fiorente al tempo di Virgilio. Nel Medioevo fu estesa dagli Arabi soprattutto in Spagna (il nome usato ancor oggi in questo Paese - alfalfa - è di origine araba); in Italia la coltura scomparve quasi del tutto, e fu reintrodotta solo nell'evo moderno (di qui il nome Erba Spagna). Inspiegata è invece l'origine del nome germanico «Luzerne», che si ritrova pure nel francese, ed in molte lingue slave, compreso il russo (la derivazione da qualche paese italiano di nome Luserna - Piemonte, Trentino - o dalla città di Lucerna pare fantasiosa), che comunque lascia supporre una seconda via di diffusione, distinta da quella attraverso Greci, Romani ed Arabi. Nella regione Caspica i parenti selvatici dell'Erba medica potrebbero venire identificati nella subsp. falcata (L.) Arcang. con legume diritto o falcato e nella subsp. coerulea ( Less.) Schmalh. con legume avvolto in 2-3 spire; il legume della subsp. sativa si presenta a questo riguardo di aspetto intermedio; per il colore della corolla si avvicina invece più alla seconda che alla prima. Rispetto ad entrambe l'Erba medica si differenzia per la corolla maggiore ed il legume più grosso il che può esser risultato dalla selezione; inoltre la subsp. sativa è tetra-ploide (2n = 32) mentre le altre due sono per lo più diploidi (2n = 16). L'incrocio fra le subsp. (a) e (b) è assai frequente e spesso è stato trattato come una subsp. a sé stante.

Verbena comune

Verbena officinalis

Fusti legnosi solo alla base, ascendenti, 4angolari-solcati e pubescenti sugli spigoli. Foglie spatolate (1-2. x 3-5 cm), lobate o pennatosette, le superiori ridotte e più o meno intere: nervature sporgenti di sotto. Spighe 3-6 cm alla fiori tura; alla fruttificazione 10-25 cm, con 1-2 paia di rami basali arcuati; brattee lanceolato-acuminate: calice 15 mm: corolla 4 mm, roseo-violetta sul bordo; acheni 1.5-2 mm, con 4-5 strie longitudinali sul dorso.
Nota - È dubbio se si tratta di pianta indigena da noi, essa vive sempre in contatto con gli insediamenti umani e non si inserisce in alcun tipo di vegetazione naturale. Nell'antichita era considerata medicinale ed avere una parte importante in pratiche magiche, superstiziose o folcoristiche. Molte specie di Verbena sono coltivate per ornamento, però nessuna tende a naturalizzarsi.

Geranio di San Roberto

Geranium robertianum

Pianta con peli patenti lunghi fino a 2 mm (!). Fusto cilindrico, arrossato, prostrato o ascendente. Foglie con picciolo di 5-8 cm e lamina a contorno pentagonale, 2 palmatosetta, diametro 5-8 cm; segmenti di 2° ordine lanceolati (5-7 X 10-15 mm), lobati, all'apice arrotondati e con breve mucrone rosso. Fiori  appaiati in racemi alla fine maggiori delle foglie; sepali 6 mm con resta di 2 mm; petali (9-13 mm) generalmente con unghia di 6 mm e lembo roseo-purpureo, arrotondato all'apice (2 X 5-6 mm); calice fruttifero piriforme, 5 X 10 mm; polline aranciato; becco 2 cm.

Ciombolino comune

Cymbalaria muralis

Fusto prostrato-ascendenti, filiformi, radicanti ai nodi. Foglia alterne, reniformi o semicircolari, raramente suborbicolari; picciolo 2-4 cm; lamina cordata o reniforme (14-40 X 10-30 mm) con 5-9 lobi rotondati o ovato-acuti, talora mucronulati; pagina inferiore spesso arrossata. Calice glabro o debolmente peloso (2-2.5 mm); corolla 8-9 mm, liliacina con palato verrucoso giallo; sperone conico 1.5-3 mm; capsula sorpassante i lobi calicini; semi globosi o ovoidi, neri, rugoso-crestati, a volte tubercolati.
Variab. - Si presenta generalmente glabra oppure più o meno villosa sul fusto e foglie: var. pilosa (Vis.) Degen.