Cappellini comuni

Agrostis stolonifera

F. striscianti, radicanti ai nodi, quindi arcuato-ascendenti, spesso con stoloni epigei. Fg. spesso glaucescenti con lamina larga 4-7 mm; ligula 2-6 mm, acuta e spesso sfrangiata. Pannocchia generalmente contratta lunga 5-15 cm, con rami eretto-patenti; glume subeguali, di 2 mm circa, talora arrossate; lemma troncato-denticolato a 5 nervi, lungo 1.5 mm, generalmente privo di resta; palea 1 mm.Circumbor.In tutto ilterr.: C. - Bibl: Feuillade M., Bull. Soc. Bot. Fr. 79: 789-804 (1932).Varìab. - Amplitudine ecologica ed elevato polimorfismo caratterizzano questa specie e ne hanno fatto un autentico rompicapo per i botanici. Sul piano morfologico si possono individuare delle forme, che in generale appaiono il risultato di variabilità casuale; d'altra parte il compianto amico Björkman aveva riconosciuto su amplissimo materiale l'esistenza di tre razze cromosomiche (rispett. tetra-, penta- ed esaploide) indistinguibili dall'aspetto esterno. I caratteri più variabili sono la forma ed il colore della pannocchia, la presenza o meno di una resta sul lemma, le dimensioni delle parti fiorali. Maggior importanza sembra avere A. maritima Lam. (= A. stol. subsp. maritima Meyer) che si distingue per il generale colore paglierino, i f. lungamente reptanti e radicanti ai nodi, la pannocchia contratta, rossastra, le fg. rigide, glauche, convoluto-pungenti: vive nelle bassure salmastre dietro le dune ed è diffusa sul litorale adriatico, dal Triest. al Venez., Romagna e lungo la Pen. fino alla Puglia, più raram. anche sul vers. tirrenico dalla Versilia all'Agro Pontino. Pure ben distinta è A. scabriglumis Boiss. et Reut. ( = A. stol. subsp. scabriglumis Maire; A. alba var. densiflora Guss.) con glume villoso-scabre sulla carena, diffusa in Sic, Cal. ed Ischia, Probabilm. queste due entità meritano di venire considerate buone specie oppure vanno collegate a Sp. Agrostis castellana. Per la Cors. viene segnalata una subsp. scabrida (Maire et Trabut) Maire, che si distingue per le fg. rigide e convolute, il portam. contratto, la generale glaucescenza ed il lemma brevem. peloso alla base. Essa andrebbe ulteriorm. studiata per accertare se si tratti veramente di stirpe distinta.

Gramigna rossa

Cynodon dactylon

Rizoma tenace, strisciante e radicante ai nodi, con foglie distiche; culmi ascendenti, avvolti dalle guaine fino all'inflorescenza. Foglie con lamina larga 3-3.5 mm, quelle dei getti sterili brevi, lanceolate, le altre lunghe 3-5 cm; lamina canalicolata, rigida, irta di peli patenti; ligula sostituita da peli di 1.5 mm Spighe digitate a 3-5, sottili, generalmente violette; spighette uniflore (con il rudimento di un fiore superiore abortivo); glume di 0.7 e 2.6 mm rispettivamente; lemma 2.3mm.

Sonaglini minori

Briza minor

Fusti gracili, fascicolati. Foglie con lamina larga fino a 8 mm; ligula acuta lunga 5-10 mm. Pannocchia piramidale, ampia e multiflora, assai densa; spighette 5-7flore, tremolanti, lunghe 3-4 mm.
Nota - Molto frequente nella zona mediterranea, ai margini della quale però il suo areale si interrompe abbastanza bruscamente; le segnalazioni di Sp. Briza minor nell'Italia Settentrionale si riferiscono spesso ad avventiziati transeunti (questa specie infatti viene spesso usata come ornamentale per mazzi o composizioni di fiori secchi).

Piumino, Coda di lepre

Lagurus ovatus

Culmi fascicolati ascendenti, lisci, glabri, avvolti dalle guaine solo nella metà inferiore. Foglie mollemente pubescenti con lamina larga 2-4(10) mm e ligula breve (1-2 mm); foglie superiori con guaina un po' rigonfia. Pannocchia spiciforme generalmente ovata, bianco-lanosa, sormontata dalle reste; glume subeguali (1 X 10 mm), villose; lemma 3 mm, con resta dorsale di 2 cm circa, alla base della quale sono due subule di 2-6 mm.

Avena comune

Avena sativa

Simile a Sp. Avena fatua e generalmente glauca e glabrescente; foglie larghe 8-15 mm; pannocchia ampia e ricca; spighette con 2-3 fiori non articolate sulla rachide e quindi persistenti dentro alle glume fino a quando non si rompe la rachide stessa; glume 20-30 mm; lemma 20 mm, glabro o con pochi peli basali, con resta di 3-5 cm. Coltivata comunemente soprattutto nel Settentrione, e spesso inselvatichita.
Nota - Non si conosce allo stato spontaneo: probabilmente ottenuta per selezione da Sp. Avena fatua oppure Sp. Avena sterilis nelle zone montuose dell'Europa meridionale e già diffusa in coltura nell'età del bronzo. Veniva usata soprattutto per l'alimentazione umana e come foraggio per i cavalli, però la sua importanza è negli ultimi secoli assai diminuita e la coltura è oggi in regresso. Strettamente collegata è A. orientalis Schreber (A. sativa var. contratta Neilr.), che ha pannocchia contratta, lineare, strettamente unilaterale: questa avrebbe origine centro asiatica (Kazhakistan?) e sarebbe stata introdotta in Europa dalle popolazioni indo-europee migranti da Est nell'età del ferro; la coltura ne è oggi quasi abbandonata.
Il nome Avena è noto già dall'antichità e viene usato dagli Autori latini, ad es. Vairone. Secondo Hehn esso si collega al paleoslavo ovisu, (lituano owiza, pruss. vyse, wisge) ed al sanscrito avasa. È stato supposto che derivi dal nome della pecora (lat. ovis), ma questa etimologia appare fantasiosa; si tratta piuttosto di un'antica radice indoeuropea.

Erba mazzolina, Dattile

Dactylis glomerata

Fusti ascendenti o eretti, alla base compresse-bitaglienti. Foglie con lamina larga (4)6-8 mm, verde-erbacea; ligula tronca ovvero ottusa (2 mm). Pannocchia con 1-2 rami basali distanziati, eretto-patenti, nudi su 1-4 cm; spighette 3-4flore (7 mm); glume 3-3.5 mm, generalmente violacee, l'inferiore 1nervia, la superiore 3nervia; legumi 5 mm; antere violette 2 mm.
Nota - Complesso poliploide, per il quale sono note popolazioni con 2n = 14, 28, 42 oppure con altri numeri intermedi irregolari; i tetraploidi con 2n = 28 prevalgono. Si ammette in generale un'origine ibrida dall'incrocio tra Sp. Dactylis hispanica e Sp. Dactylis polygama (entrambe diploidi con 2n = 14), oppure tra Sp. Dactylis polygama e D. woronowii Ovczinn. dell'Iran. Oppure potrebbe trattarsi di autopoliploidia. Questo può spiegare l'elevata variabilità morfologica per quanto riguarda i caratteri della pelosità, dimensioni delle foglie ed organi fiorali, aspetto della pannocchia. Nella situazione attuale Sp. Dactylis glomerata è specie sinantropica, quasi completamente legata all'insediametro umano e alle aree coltivate; negli ambienti naturali essa è per lo più sostituita da Sp. Dactylis hispanica e Sp. Dactylis polygama. Nelle zone di contatto sono frequenti popolazioni di aspetto intermedio, forse dovuti a introgressione.Le tre specie risultano nettamente distinte come ecologia: Sp. Dactylis hispanica - in generale solo negli aspetti di degradazione delle leccete stenomediterranee, quindi nelle macchie, garighe e rupi, sempre in ambiente caldo e arido; Sp. Dactylis glomerata - specie sinantropica, soprattutto nei prati regolarmente falciati e concimati; Sp. Dactylis polygama - soprattutto nei boschi di Quercus petraea, talora anche in faggete subacide. Tuttavia questo vale solo quando si verificano le più tipiche condizioni di crescita, infatti Sp. Dactylis glomerata, evidentemente più vitale, tende spesso ad invadere gli spazi ecologici delle altre due specie.

Sonaglini maggiori

Briza maxima

Erba annua, 2-4(-8) dm. Culmi generalmente solitari, gracili, eretti o ginocchiati, glabri o glabrescenti. Foglie larghe con lamina allungata, anche superiormente, 4-7 x 0,2-0,8 cm. Ligula oblunga, 3-5 mm, irregolarmente dentata. Pannocchia povera, con 3-8 spighette ovato-oblunghe, 12-25 mm, glabre o puberule, 5-20 flore su lunghi e gracili peduncoli, pendenti e tremolanti per effetto della brezza, verdi-argentate, rosso-ferruginee nel secco; glume e glumette subeguali, ovato-rotondate, 5-6 mm; lemmi dei fiori inferiori 4 mm, i superiori progressivamente minori.

Gramigna delle spiagge

Sporobolus virginicus

Rizoma lungamente (2-4 dm) strisciante; generalmente affondato nella sabbia, dal quale si dipartono getti sterili con foglie distiche e robusti culmi fioriferi eretti, fogliosi. Foglie spesso subopposte, con lamina larga 2-5 mm, rigida e convoluto-pungente; ligula breve, sfrangiata. Pannocchia densa e contratta, piramidale, alla base spesso avvolta dalla foglia superiore; spighette uniflore; glume ineguali, l'inferiore di 2 mm, la superiore di 3 mm; lemma di 3 mm, liscio, mutico.

Panico brasiliano

Paspalum dilatatum

Densamente cespugliosa con culmi ginocchiato-ascendenti. Foglie glabre o quasi, con lamina piana larga 3-10 mm, cigliata alla base; ligula 1-3 mm. Inflorescenza di 3-6 racemi, irregolarmente alterni, ma generalmente nutanti o penduli e più o meno unilaterali; spighette 3-3.5 mm, con gluma inferiore subnulla e 2 fiori (l'inferiore sterile); gluma superiori peloso-cigliata sul bordo; lemma di poco più breve.

Sorgo selvatico

Sorghum halepense

Rizoma sotterraneo orizzontale, lungamente strisciante; culmo eretto, foglioso fino all'inflorescenza. Foglie con lamina larga 1-2 cm, sul bordo ruvida-tagliente per aculei rivolti verso l'alto; ligula 2 mm con un pennello di peli bianchi. Pannocchia ampia con rami patenti; spighette 4-6 mm, appaiate (le apicali dei rami ternate), l'una sessile con 1 fiore ermafrodito, l'altra peduncolata con 1 fiore maschile o abortivo; glume pubescenti in basso, lucide, quelle delle spighette peduncolate bruno-rossastre; lemma mutico o con resta di 5-15 mm.

Melica barbata

Melica ciliata

Fusti eretti, lisci, fogliosi fino in alto. Foglie con guaina glabra e lamina sparsamente cigliata, larga fino a 3 mm, canalicolata o alla fine più o meno convoluta; ligula ed antiligula (2) 2 mm Pannocchia lineare (6-10 cm), generalmente unilaterale portante alla base 1 squama sterile di 0.2-0.5 mm; rami inferiori brevi con 5-7 spighette a 1(2) fiori fertili ed 1 fiori superiori abortivo ridotto ad un corpo clavato; glume 5-8 mm, scabre e talora sparsamente pubescenti; lemma 3-4 mm, nella parte inferiori e sul bordo con peli di 2-3 mm. Euri-Mediterranea. In tutto il territorio: Critica; zone elevate delle AIpi e Padania: Rara o assente.
Variabilità - Le glume sono di lunghezza quasi eguale oppure l'inferiori è fino ad ⅓ più breve delle superiori: piante del primo tipo sono state indicate come M. glauca F. Schultz, le altre come M. nebrodensis Pari., ma la distinzione tra le due non è netta. Sp. Melica ciliata, Sp. Melica transsylvanica e Sp. Melica magnolii sono ben poco distinte l'una dall'altra e la loro distribuzione italiana andrebbe riveduta criticamente; anche l'ecologia pare sia distinta, in quanto Sp. Melica ciliata è elemento meridionale, Sp. Melica magnolii è sudoccidentale, mentre Sp. Melica transsylvanica è pianta continentale-steppica. L'antiligula è assai differente da quella di Sp. Melica uniflora: è formata da un anello membranoso che circonda il fusto e che nelle foglie più vecchie tende a scomparire.

Gramigna tenacissima

Sporobolus indicus

Erba codola, Orzo selvatico

Hordeum murinum

Culmi numerosi, ginocchiati o eretti, ramificati alla base, robusti, glabri. Foglia con guaina glabra e lamina mollemente pubescente, piana, larga 3-5 mm; ligula membranacea breve (1 mm), tronca. Spiga lanceolata terminale (8-10 cm); spighette ternate, le laterali sterili su un peduncolo di 2 mm, la centrale fertile; glume aristiformi lunghe 25-35 mm, nelle spighette laterali, la gluma interna cigliata su un lato, sull'altro scabra; lemmi 1.5X6-7 mm con resta di 25-30 mm
Osservazione - Cfr. Sp. Hordeum leporinum.