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Specie botanica

Euphorbiaceae

Euphorbia paralias L.

Euforbia marittima

Tossica o urticante
Sin.: Tithymalus paralias (L.) Hill
Ch frut
Camefite fruticose
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Pisa PI, Italia
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Descrizione

Descrizione morfologica

Pianta suffrutice perenne alta generalmente tra i 30 e i 60 cm, con portamento eretto e cespuglioso. Il fusto è legnoso alla base, glabro e di colore glauco, spesso con numerosi rami sterili sia basali che laterali. La superficie del fusto è liscia e priva di peli.

Le foglie sono numerose, sessili, disposte in modo embricato e presentano una consistenza coriacea e carnosa, adattata alla riduzione della perdita d’acqua. La forma varia da lineare-lanceolata a oblungo-ellittica, con dimensioni che si aggirano intorno ai 0,5-3 cm di lunghezza per 0,3-1,5 cm di larghezza. Le foglie sono intere, con margine liscio e leggermente concave superiormente, di colore verde-azzurro tendente al glauco.

L’infiorescenza è un ciazio, tipico delle Euphorbiaceae, composto da fiori unisessuali riuniti in una struttura che simula un unico fiore. L’ombrella è terminale, formata da 3-6 raggi spesso biforcati e più volte dicotomici. Le brattee che circondano i fiori sono cordato-reniformi, spesse e acute, con margine mucronulato. I fiori femminili sono centrali e unici, mentre quelli maschili, numerosi, sono ridotti a un solo stame ciascuno, collocati in piccole coppette simili a calici. Sull’orlo superiore di queste coppette si trovano quattro ghiandole arcuate, di colore giallo o bruno, con corna corte e divaricate, che svolgono funzione di attrazione degli insetti impollinatori.

I fiori, privi di petali e sepali, presentano un colore verdastro-giallastro, con le ghiandole gialle che conferiscono una tonalità più brillante.

Il frutto è una capsula globosa, di 3-5 mm di diametro, leggermente depressa superiormente, trilobata e profondamente solcata, con superficie dorsale granulosa. Alla maturazione si apre per liberare semi lisci, ovoidi-globosi, di colore bianco-cenerino o grigio perla, dotati di una caruncola molto piccola.

L’apparato radicale è profondo e robusto, con radici lunghe e dure, che contribuiscono al consolidamento del substrato sabbioso costiero.

Habitat e distribuzione

Specie strettamente psammofila e marittima, cresce lungo le coste sabbiose del Mediterraneo e dell’Europa occidentale, comprese le coste atlantiche e la regione della Corsica. In Italia è presente soprattutto lungo i litorali sabbiosi marittimi, dove contribuisce alla formazione e stabilizzazione delle dune costiere, facendo parte delle associazioni vegetali denominate ammofileti.

Predilige ambienti costieri esposti, con substrati sabbiosi ben drenati e poveri di sostanza organica, spesso soggetti a condizioni di vento, salsedine e siccità. La specie è adattata a climi aridi e ventosi, tipici della fascia costiera mediterranea, e si trova generalmente a bassa quota, fino al livello del mare e nelle immediate vicinanze.

Periodo di fioritura

La fioritura si estende da aprile-maggio fino a luglio-settembre, con variazioni geografiche che possono anticipare o prolungare leggermente il periodo in base alle condizioni climatiche locali. Nei climi mediterranei più caldi la fioritura può iniziare già ad aprile, mentre nelle regioni più temperate può protrarsi fino a settembre.

Ecologia e impollinazione

L’Euforbia marittima è una pianta che si adatta a condizioni ambientali ostili, quali vento forte, salsedine e siccità, grazie alle foglie carnose e embricate che riducono la traspirazione e proteggono le strutture fotosintetiche.

L’infiorescenza a ciazio, caratteristica delle Euphorbiaceae, è impollinata da insetti attratti dalle ghiandole colorate che si trovano sull’orlo superiore delle coppette floreali. Queste ghiandole, di colore giallo-arancio, secernono sostanze zuccherine che fungono da richiamo per gli insetti pronubi, garantendo così la fecondazione. I fiori maschili e femminili, pur separati, sono riuniti in modo da simulare un unico fiore, facilitando l’impollinazione incrociata.

La dispersione dei semi avviene tramite la deiscenza esplosiva della capsula che, aprendosi, scaglia i semi nelle immediate vicinanze della pianta madre, contribuendo alla colonizzazione delle dune sabbiose. Il ruolo ecologico principale della specie è quello di stabilizzare il substrato sabbioso, grazie all’apparato radicale profondo e robusto, che fissa le dune costiere.

Curiosità e usi tradizionali

Come molte Euphorbiaceae, questa specie contiene un lattice bianco e vischioso che risulta altamente tossico per l’uomo e gli animali. Tradizionalmente, questo lattice è stato utilizzato in ambito popolare per trattamenti locali, come l’eliminazione di calli, verruche e porri, nonché per lenire dolori reumatici. Si applicava direttamente il lattice sulle zone interessate, tuttavia l’uso è stato in gran parte abbandonato a causa della sua forte tossicità e del rischio di gravi irritazioni cutanee e oculari.

In passato, i semi e la polvere delle radici venivano impiegati come purganti per il trattamento delle costipazioni, anche in ambito veterinario. L’applicazione del lattice al contatto con la pelle può provocare vescicole e dermatiti, mentre l’ingestione è pericolosa, causando vomito, diarrea sanguinolenta e delirio.

Un uso curioso e specifico del lattice di questa specie riguarda la sua applicazione per lenire le punture del pesce ragno, che provocano dolori intensi, vescicole e infiammazioni. La pianta veniva utilizzata come rimedio popolare per calmare tali effetti dolorosi.

Data la tossicità elevata, l’impiego medico e alimentare è sconsigliato e considerato pericoloso.

Etimologia

Il nome generico Euphorbia deriva dal medico greco Euphorbos, medico di Juba II, re della Mauritania, che per primo utilizzò le proprietà di queste piante. Il nome specifico paralias deriva dal greco παράλιος (parálios), composto da παρά (pará, "presso") e ἅλς (háls, "mare"), riferendosi al suo habitat costiero.

Il nome comune italiano, "Euforbia marittima", richiama anch’esso l’ambiente di crescita tipico della specie, ossia le zone marine e sabbiose lungo le coste.

Fonti

  • Prof. P.V. Arrigoni, "Flora analitica della Toscana", "Flora dell'Isola di Sardegna"
  • Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Mirna Medri)
  • Tela Botanica / H. Coste, "Flore descriptive et illustrée de la France"
Testo elaborato con assistenza AI da fonti scientifiche ·Metodologia
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Caratteristiche

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Classificazione

Regno
Plantae
Nome completo
Euphorbia paralias L.
Sinonimi
Tithymalus paralias (L.) Hill
Forma biologica
Ch frutFruticose
Ch — Camefite

Periodo di fioritura

Gen
Feb
Mar
AprMagGiuLug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic

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