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Specie botanica

Euphorbiaceae

Euphorbia cyparissias L.

Euforbia cipressina

Tossica o urticante
H scap
Emicriptofite scapose
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Foto
Foto 1
Foto 2

Descrizione

Descrizione morfologica

Pianta erbacea perenne, rizomatosa e glabra, con fusti eretti che raggiungono un’altezza variabile tra 15 e 60 cm. Il fusto è generalmente semplice o ramificato nella parte apicale, privo di foglie alla base e spesso di colore verde glaucescente, talvolta con sfumature rossastre. La base del fusto è legnosa in alcuni esemplari con numerosi getti sterili che si sviluppano sotto l’infiorescenza.

Le foglie sono alterne, lineari o lineari-setacee, lunghe da 5 fino a 40 mm e larghe 1-3 mm, con margine intero e apice ottuso o appuntito. Sono disposte in modo patente o riflesso, con un aspetto complessivamente stretto e filiforme, addensate soprattutto sui rami fiorali. La superficie fogliare è glabra e di colore verde-giallastro, meno densa lungo gli steli fiorali.

L’infiorescenza è un ciazio, un tipo di fiore particolare tipico del genere Euphorbia, che simula un fiore unico ma è in realtà composto da più fiori unisessuali. Il ciazio è posto all’apice dei rami in pleiocasi con 12-15 raggi, ciascuno bifido una o due volte. Le brattee che circondano l’infiorescenza sono ovato-reniformi, simili alle foglie cauline, di colore giallo che tende a virare al rosso verso la fine della fioritura. Le ghiandole del ciazio sono quattro, sessili, di forma semilunare con corna brevi, di colore giallo. La forma dell’involucro è campanulata o leggermente urceolata, lunga circa 1.5-2 mm e larga 0.9-1.1 mm, anch’essa glabra.

I frutti sono capsule triloculate, subglobose, di circa 3 mm, lievemente solcate e finemente granulose o verrucose sulla superficie. Al loro interno contengono tre semi ovoidi, lisci e lucidi, di colore grigio o bruno chiaro, con una caruncola arrotondata o a forma di capezzolo.

L’apparato radicale è rizomatoso, con stoloni che permettono una rapida espansione e colonizzazione di nuovi spazi. Questo sistema permette alla pianta di diffondersi facilmente e divenire talvolta infestante.

Habitat e distribuzione

Specie tipica degli ambienti mediterranei ed europei, cresce spontaneamente in Italia soprattutto negli incolti, lungo i bordi delle strade, nei prati aridi e nelle aree antropizzate. Predilige suoli calcarei, ben drenati, e si sviluppa normalmente dalla pianura fino a circa 1500 metri di altitudine, con segnalazioni anche fino a 2500 m s.l.m.

È comune nelle praterie magre, pascoli, terreni abbandonati, scarpate e zone disturbate, mostrando una buona adattabilità anche a condizioni pedoclimatiche diverse, ma sempre con preferenza per esposizioni soleggiate e ambienti semiaridi.

La sua diffusione interessa quasi tutta l’Europa, con presenza frequente nelle regioni mediterranee e temperate.

Periodo di fioritura

La fioritura si estende da marzo ad ottobre, con una maggiore concentrazione tra aprile e settembre. La durata e l’intensità della fioritura possono variare leggermente in funzione delle condizioni climatiche locali e dell’altitudine, con periodi più lunghi nelle aree a clima mite.

Ecologia e impollinazione

L’infiorescenza a ciazio, pur apparendo come un unico fiore, è in realtà un complesso di fiori unisessuali, con un sistema di riproduzione che favorisce l’impollinazione zoofila. Le ghiandole del ciazio generalmente producono nettare, attirando insetti pronubi che svolgono il ruolo di impollinatori, anche se la pianta può riprodursi efficacemente tramite la moltiplicazione vegetativa per stoloni.

La dispersione dei semi avviene tramite capsule che si aprono a maturità, rilasciando semi ovoidi che possono essere trasportati da elementi naturali come il vento o piccoli animali.

La capacità di moltiplicarsi rapidamente sia per via vegetativa che generativa rende questa specie potenzialmente infestante, capace di colonizzare vaste aree in tempi brevi.

Curiosità e usi tradizionali

Tutta la pianta contiene un latice bianco, amaro e appiccicoso, altamente tossico e caustico. Il latice è noto per le sue proprietà vescicatorie e può causare irritazioni e vesciche sulla pelle se maneggiato senza protezione. Storicamente, la pianta è stata utilizzata in medicina popolare per rimuovere calli e verruche.

La scorza delle radici contiene resine, gomme, euforbone, caucciù e oli che conferiscono proprietà emetiche e purgative. Un tempo, un’infusione della pianta nel vino era impiegata nel trattamento dell’idropisia, sebbene il suo uso terapeutico non sia più consigliato per la tossicità della pianta.

La specie è tossica soprattutto per il bestiame, che la evita accuratamente; la presenza della pianta in foraggi può infatti causare gravi disturbi.

Dal punto di vista botanico, la struttura del ciazio è così suggestiva da aver indotto Linneo e altri botanici ad interpretare l’infiorescenza come un vero fiore singolo. La rapidità di diffusione e il carattere infestante sono dovuti soprattutto alla moltiplicazione tramite stoloni.

Etimologia

Il nome del genere deriva da Euphorbos, medico di Juba II re della Numidia nel I secolo a.C., che secondo Plinio e Dioscoride avrebbe scoperto le proprietà di questa pianta. Il nome specifico "cyparissias" fa riferimento alla somiglianza delle sue foglie lineari e sottili con le foglie del cipresso, da cui deriva anche il nome comune italiano "Euforbia cipressina" o "erba cipressina".

Fonti

  • Prof. P.V. Arrigoni, "Flora analitica della Toscana", "Flora dell'Isola di Sardegna"
  • Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Marinella Zepigi)
  • Tela Botanica / H. Coste, "Flore descriptive et illustrée de la France"
  • World Flora Online (WFO)
Testo elaborato con assistenza AI da fonti scientifiche ·Metodologia
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Caratteristiche

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Classificazione

Regno
Plantae
Nome completo
Euphorbia cyparissias L.
Forma biologica
H scapScapose
H — Emicriptofite

Periodo di fioritura

Gen
Feb
MarAprMagGiu
Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic

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