Le fioriture di settembre

Quali piante fioriscono a settembre? Ecco alcuni esempi: Sorgo selvatico (Sorghum halepense), Camedrio maro (Teucrium marum), Rapa, Colza (Brassica rapa), Canapa acquatica (Eupatorium cannabinum), Centaurea maggiore (Centaurium erythraea), Trigonella bianca, Meliloto bianco (Trigonella alba), Erba cristallina a foglie cordate (Mesembryanthemum cordifolium), Linaiola comune (Linaria vulgaris), Veronica comune (Veronica persica), Ravastrello marittimo (Cakile maritima)...

Sorgo selvatico

Sorghum halepense

Rizoma sotterraneo orizzontale, lungamente strisciante; culmo eretto, foglioso fino all'inflorescenza. Foglie con lamina larga 1-2 cm, sul bordo ruvida-tagliente per aculei rivolti verso l'alto; ligula 2 mm con un pennello di peli bianchi. Pannocchia ampia con rami patenti; spighette 4-6 mm, appaiate (le apicali dei rami ternate), l'una sessile con 1 fiore ermafrodito, l'altra peduncolata con 1 fiore maschile o abortivo; glume pubescenti in basso, lucide, quelle delle spighette peduncolate bruno-rossastre; lemma mutico o con resta di 5-15 mm.

Camedrio maro

Teucrium marum

Fusti cespugliosi, legnosi, bianco-tomentosi, alla fine induriti e subspinosi. Foglie sessili, intere, lanceolate (2-3 x 6-8 mm), acute, bianco-tomentose di sotto. Verticillastri 1-2flori, addensati in spiga cilindrica; brattee simili a foglia, minori dei fiori; calice lanoso 5 mm (denti lunghi 1/4 del tubo); corolla purpurea, 10-12 mm, con peli ghiandolari. Sard, Corsica, Arcip. Tose, alla Gorgona, Capraia, Montecristo ed Elba: R. (Ancora sulla costa provenzale alle Isole Hyères ed in Dalmazia provincia Sebenico allo Scoglio Morter; dubbia nelle Baleari).
Variabilità - I calici possono essere provvisti di peli ghiandolari più o meno densi, oppure anche con soli peli ramificati. Un tempo Teucrium marum era coltivata come pianta medicinale (l'aroma simile a quello della Valeriana e della Gattaia, attira i gatti), ed in molti luoghi si era spontaneizzata (L. di Lugano, L. Maggiore alle Isole Borromee, Marche, Teramano, Sic, forse anche in Spagna), però quasi ovunque essa è scomparsa. Teucrium subspinosum Pourret Simile a Teucrium marum ma rami decisamente spinosi all'apice; foglia addensate 1-6 mm; calice 2-3 mm - Segnalata in Sardegna provincia Iglesias, ma da verificare.

Rapa, Colza

Brassica rapa

Pianta glabra e glauca in alto (!). Fusto eretto, ramoso. Foglie basali (4-8 cm) lirate con segmento apicale subrotondo (diametro 2-5 cm) e 1-3 coppie di segmenti laterali; foglia cauline lanceolate completamente amplessicauli (1-2 X 5-8 cm), subintere. Racemo alla fioritura breve ed ombrelliforme; i fiori aperti sono inframmezzati ai boccioli e sporgono al di sopra di essi; alla fruttificazione racemo allungato, 2-4 dm; sepali patenti 3 mm; petali 2.5 X 7 mm; stami esterni ¼ più brevi degli interni; silique 1.5-2 X 40-60 mm con becco di 5-10 mm e peduncolo 8-15 mm.

Canapa acquatica

Eupatorium cannabinum

Piante perenni con foglie opposte, divise; capolini ∞ con fiori ∞; squame in 2-3 serie; ricettacolo nudo; fiori ligulati assenti; fiori tubulosi ermafroditi; pappo di peli; antere arrotondate alla base; stili progressivamente assottigliati. Fusto eretto, ramoso, pubescente, soprattutto in alto. Foglie opposte, le inferiori lanceolato-acuminate (3X9 cm) e dentellate, le superiori completamente divise in 3 segmenti lanceolati (15-22 X 42-60 mm). Capolini formanti un corimbo denso (10 cm e più); involucro cilindrico (2X7 mm); squame 6-7; fiori 4-6, rosei, lunghi 10 mm (stilo compreso); achenio 3 mm, rugoso, con pappo (4 mm) cenerino.
Variabilità - La variabilità di questa specie attende ancora una sistemazione soddisfacente. Individui con foglie indivise oppure foglie a 5 segmenti si presentano sporadicamente ma non sembra che queste differenze abbiano vero significato. È stata descritta una subsp. corsicum (Req.) P. Fourn., con fusti gracili e minori, le foglie almeno in maggioranza indivise e pappo lungo quanto l'achenio o meno, che sarebbe endemica in Corsica, Sardegna ed Italia Meridionale: essa non pare realmente distinta. Maggior valore ci sembra avere la var. syriacum (Jacq.) Boiss. (= E. syriacum Jacq.) con fusti cespugliosi, ampiamente ramosi, in alto con densa pubescenza lanosa grigio-rossastra e foglie (almeno le maggiori) con segmenti ovati o largamente lanceolati (fino a 3 X 7 cm) grossamente dentati; i fiori sono minori (5 mm) e così pure gli acheni (2-3 mm): si osserva sporadicamente nel Meridione ed in Sicilia sulle Madonie. E. adenophorum Sprengel si distingue per i fusti e piccioli con densa pubescenza ghiandolare e le foglia tutte con lamina da triangolare a rombica, indivise: originaria del Messico e coltivata per ornamento è naturalizzata in Corsica.

Centaurea maggiore

Centaurium erythraea

Tutta la pianta con sapore amaro (!). Fusto eretto, glabro, angoloso o con più o meno 6 nervi sporgenti subalati. Foglie basali in rosetta persistente, oblanceolate, ellittiche ovvero obovate (1-1.5 x 3-5 cm); foglie cauline opposte, più strette. Fiori in corimbi terminali fogliosi; calice 4-5 mm con lacinie lesiniformi, corolla rosea o più o meno purpurea; capsula cilindrica (2 X 10 mm); semi minutissimi.
Usi - Tutta la pianta (raccolta alla fioritura) contiene principi amari (il glucoside eritaurina) ed era usato con il nome di Centauro quale febbrifugo, soprattutto nel Meridione contro la malaria. Oggi rimane soprattutto fuso famigliare del thè, quale digestivo e stomachico.
Variabilità - Sp. estremamente polimorfa per il sovrapporsi di una variabilità individuale (priva di significato sistematico) su una incompleta differenziazione di sottospecie, delle quali alcune diploidi con 2n = 20, altre tetraploidi (2n = 40). La variabilità individuale riguarda soprattutto la statura, ramificazione, misure delle foglia, colore della corolla; individui ridotti possono apparire indistinguibili da Sp. Centaurium pulchellum e Sp. Centaurium tenuiflorumente. Le sottospecie, male differenziate sul piano morfologico, presentano distribuzioni assai interessanti: le diploidi sono strettamente localizzate e concentrate attorno alle isole centro-mediterranee (Sardegna e Sicilia sembrano aver rappresentato un importante centro di differenziazione) mentre le tetraploidi sono state in grado di espandersi ampiamente in tutta l'Eurasia temperata e temperato-fredda e più recentemente (introdotte dall'uomo) anche nel Nordamerica. Queste sottosp. sono tuttavia spesso interfertili e collegate da intermedi.

Trigonella bianca, Meliloto bianco

Trigonella alba

Erba cristallina a foglie cordate

Mesembryanthemum cordifolium

Linaiola comune

Linaria vulgaris

Fusti eretti, ramosi, in alto peloso-ghiandolosi. Foglie alterne, lineari di 1-1.5 X 35-50 mm, raramente 2.5(10) X 45-60 mm, uninervie, acute. Racemi densi; peduncoli 2-8 mm; calice con lacinie di 2-3 mm; corolla gialla 25-30 mm (sperone di 9-12 mm); capsula ovoide 5 X 6-10 mm.
Nel Meridione è diffusa una forma a fiori più grandi e colore più scuro, indicata come L. speciosa Ten.

Veronica comune

Veronica persica

Erba annua procumbente, 5-30 cm, spesso ramosa alla base, con fusti pubescenti. Foglie opposte in basso, poi alterne, brevemente picciolate, pubescenti, ovali-triangolari, troncate alla base. 5-25 x 4-15 mm, oppure cuneato-lanceolate. Fiori isolati ascellari, con pedicelli pubescenti di 1-4 cm. Calice con sepali ovali-lanceolati, 4-8 x 2-3 mm, leggermente ineguali, ciliati. Corolla azzurra, 8-12 mm di diametro. Capsula compressa ai lati, 4-7 x 6-9 mm, con due lobi divergenti separati da un profondo seno, pelosa e glandulosa soprattutto lungo la carena. Semi ovali-ellittici 1,5-2 mm, bruni, rugosi trasversalmente.

Ravastrello marittimo

Cakile maritima

Pianta succulenta (!). Fusti ascendenti o prostrati, flaccidi, glabri. Racemi brevi, con fiori addensati (diametro 1 cm); sepali giallo-verdastri di 5 mm; petali spatolati, con unghia di 4 mm e lembo rifiatino di 4x5 mm; siliqua (15-20 mm) formata da 2 articoli sovrapposti, l'inferiore più meno rombico, il superiore conico.

Calcatreppola marina

Eryngium maritimum

Erba perenne, 20-50 cm, legnosa in basso e ramosa1n alto, con radice grossetta. Foglie basali con lungo picciolo, dilatato alla base in un'ampia guaina nervata, le superiori più o meno sessili, semiamplessicauli. Lamina 3-5 lobata, verde glauca, talora azzurrastra, con nervature ben evidenti terminanti all'apice dei lobi in un rigido acume; margine cartilagineo. Infiorescenza aperta con numerosi capolini apicali di 1-3 cm di diametro. Brattee 3-4 cm, ovate, con 3-5 lobi spinescenti. Bratteole cuspidate. Sepali ovali-lanceolati, 4-5 mm, aristati. Corolla bianca o celestlna. Frutto oblungo densamente squamoso.

Ortica membranosa

Urtica membranacea

Pianta monoica (!). Fusti scanalati ascendenti. Foglie con picciolo lungo circa quanto la lamina, questa ovata (15-25 x 18-30 mm), con base cordata e 8-15 denti per lato; stipole 2. Racemi unisessuali, i femminili maggiori della foglia ascellante, arcuato-eretti, i maschili con asse appiattito.
Variabilità - A volte i racemi presentano commisti fiori dei due sessi ed asse non appiattito.

Epilobio maggiore, Garofanino d'acqua

Epilobium hirsutum

Fusto eretto, oscuramente tetragono, con peli appressati e peli patenti abbondanti o talvolta rari. Foglie opposte, sessili, lanceolate (1.5-2 X 4-9 cm), dentellate, acute. Calice di 7 mm; petali 7 X 12-15(10-16, raramente anche 6) mm; capsula 8-10 cm; semi 1-1.5 mm.

Nontiscordardimè delle paludi

Myosotis scorpioides

Pianta annerente alla disseccazione. Rizoma strisciante stolonifero; fusti ascendenti a eretti, un po' carnosi, glabri o in alto con peli patenti. Fg. oblanceolato-lineari (1-1.5 X 5-8 cm), acute, glabrescenti o con peli appressati rivolti verso l'apice (raramente le inferiori con peli riflessi). Inflor. breve e densa, con asse a peli appressati; peduncoli alla frutt. 6-10 mm; calice 2.5-4 mm, frutt. fino a 6 mm, diviso su ⅖; corolla blu-violetta, rosea al centro, con lembo piano diametro 8 mm; nucule 1.2 X 1.8 mm, orlate in alto. Europ. W-Asiat. Pad. dal Friuli al Piemente: C; indicato anche per la Penisola e Sard., ma area da precisare.Per questa e le specie vicine cfr. Schuster R., Feddes Rep. 74: 39-98 (1967).

Calendula, Fiorrancio selvaggio

Calendula arvensis

Fusti eretti o ascendenti, ramosi,e più o meno corimbosi. Foglie inferiori lanceolato-spatolate (6-15 X 20-50 mm) irregolarmente dentellate al margine, le cauline minori. Capolini (diam. 2-3 cm) numerosi, alla fioritura inclinati; squame 7-9 mm; fiori gialli, raramente aranciati, i periferici ligulati; acheni esterni rostrati lunghi fino a 15 mm, i mediani cimbiformi ed i centrali anulari.
Variabilità - La pelosità può essere scarsa o più o meno densa ed allora vellutata oppure scabra per peli uncinati. Nella subsp. (a) il tipo più diffuso presenta ligule lunghe 10-15 mm; le popolazioni a ligule brevi (5-6 mm) sono molto differenziate e danno spesso l'impressione di sp. distinte: esse sono state indicate come C. parviflora Rafin., C. stellata Cav., C. micrantha Tineo.

Peverina dei campi

Cerastium glomeratum

Fusti eretti, dicotomi, densamente pelosi. Foglie generalmente ovali o subspatolate (fino a 11 X 16 mm) o lanceolate (4-6 X 10-15 mm). Peduncoli brevissimi (1-3 mm) fino alla fruttificazione, quindi fiori riuniti in glomeruli; petali generalmente cigliati alla base; filamente glabri (spesso alcuni sterili o mancanti); antere 0.2-0.3 (-0.45) mm; stili lunghi fino a 1 mm; placenta a bastoncino; capsula 7-8 mm; semi diametro 0.5 mm, con verruche alte 0.02 mm.
Variabilità - Nelle popolazioni naturali si trovano mescolati individui a petali ben sviluppati, a petali brevi o del tutto mancanti: pare si tratti di modificazioni indotte dalle condizioni ecologiche e prive di base genetica. Di regola Sp. Cerastium glomeratum è abbondantemente ghiandolosa, raramente si presentano individui senza ghiandole (in questo caso è facile la confus. con Sp. Cerastium holosteoides e Sp. Cerastium tenoreanum). Il binomio più antico è C. viscosum L., la cui descrizione (pianta annua) corrisponde a Sp. Cerastium glomeratum, mentre l'esemplare typus conservato nell'erbario linneano di Londra è {t489]}: per questo tale binomio è da considerare nomen ambiguum.

Erba codola, Orzo selvatico

Hordeum murinum

Culmi numerosi, ginocchiati o eretti, ramificati alla base, robusti, glabri. Foglia con guaina glabra e lamina mollemente pubescente, piana, larga 3-5 mm; ligula membranacea breve (1 mm), tronca. Spiga lanceolata terminale (8-10 cm); spighette ternate, le laterali sterili su un peduncolo di 2 mm, la centrale fertile; glume aristiformi lunghe 25-35 mm, nelle spighette laterali, la gluma interna cigliata su un lato, sull'altro scabra; lemmi 1.5X6-7 mm con resta di 25-30 mm
Osservazione - Cfr. Sp. Hordeum leporinum.

Falsa ortica macchiata

Lamium maculatum

Fusto ascendente o eretto, fabuloso, glabro e lucido o più o meno pubescente. Foglie con picciolo di 2-4 cm e lamina triangolare-ovata a -cuoriforme (3-4 X 3.5-5 cm), dentata. Calice con tubo di 3-4 mm e denti di 3-5 mm; corolla 20-30 mm, con tubo biancastro ricurvo a S (10-15 mm), labbro superiore roseo a purpureo e labbro inferiore bilobo, chiaro con macchie purpuree.
Variabilità - La forma e la dentatura delle foglie sono caratteri incostanti, che hanno portato alla descrizione di sp. (L. columnae Ten.; L. rugosum Ait. non S. et S.) probabilmente prive di valore; qui vanno pure riferite le var. rubrum Wallr. e var. nemorale Rchb.

Filigrana marittima comune

Lobularia maritima

Fusti legnosi alla base, ramosissimi, ascendenti. Foglie basali subspatolate (fino a 5 X 15 mm), le cauline lanceolato-lineari (1.5-3 X 6-30 mm), acute, grigio-tomentose da giovani con peli a navetta (che sotto la lente sembrano peli semplici). Racemi allungati; sepali 1 mm; petali bianchi, spesso screziati di rosa oppure bianco-giallastri 2x3 mm; siliquetta 2-3 X 2.5-3.5 mm con setto argentino persistente; semi 1 per loggia, 1.2x 1.5 mm rossastri con ala di 0.1 mm; stilo 0.5-1 mm; peduncoli patenti 4-6 mm
Osservazioni - Pianta comunemente coltivata e con tendenza ad inselvatichire sui vecchi muri: è difficile precisarne l'area naturale, che probabilmente è limitata alle coste occidentali (dalla Liguria alla Calabria), jonie, adriatiche (verso nord fino al Gargano) ed Isole.

Achillea millefoglie, Millefoglio comune

Achillea millefolium

Caratteri generali: perenne, con fusto di 2-10 dm e odore aromatico; rizoma orizzontale allungato, generalmente con stoloni epigei; pelosità su fusto e foglie per peli semplici molli lunghi 1-3 mm. Foglie a contorno lanceolato, 2(3)pennatosette (divisioni di 1° ordine completamente divise in lacinie intere o più o meno profondamente dentate), le basali molto (anche 3-5 volte) più lunghe delle cauline e picciolate, le cauline sessili. Corimbi ampi; capolini piccoli con involucro ovoide e 4-6 fiori ligulati; squame con margine membranoso, generalmente chiaro, corolla bianca, rosea o più o meno arrossata; talora anche giallastra; fiori ligulati 2 mm con tubo alato, verso il basso progressivamente allargato; ligula più larga che lunga, generalmente 3loba (con lobo centrale minore dei laterali); fiori tubulosi 2 mm, con tubo un poco espanso a cuffia sopra l'ovario; acheni 1.7-2 mm. Il Millefoglio è pianta diffusissima, che i botanici hanno tradizionalmente considerato «polimorfa» o «difficile». Il più serio tentativo di darne un inquadramento morfologico è di Briquet et Cavillier in Burnat, FI. Alp. Mar. 6: 199-214 (1917): esso porta alla definizione di 2 sottospecie con complessivamente 11 varietà, e mostra chiaramente i limiti del metodo morfologico in questi casi. L'indagine citogenetica ha permesso invece di definire un gruppo di specie, in massima parte già intraviste da Autori precedenti e molto simili tra loro, ma distinte da caratteri sufficientemente stabili. Esse rappresentano il risultato di un processo evolutivo che parte da specie diploidi ben separate e costanti, dalle quali per ibridazione sono derivati tetra- ed esaploidi, progressivamente più. incostanti e collegati l'un l'altro da popolazioni ibridogene di aspetto intermedio. A questo proposito cfr. Ehrendorfer F., Oesterr. Bqt. Z. 100: 583-592 (1953) e 106: 363-368 (1959), id. Gold Spring Harbor Symposia Quant. Biol. 24: 141-152 (1959) e Schneider I., Oesterr. Bot. Z. 105: 112-158 (1958). Sulla distribuzione di queste specie in Italia si hanno solo notizie frammentarie, per lo più limitate alle Alpi: i loro areali nella Penisola ed Isole restano in gran parte da accertare. Le specie di questo gruppo già dall'antichità vengono ricordate tra te piante medicinali, soprattutto come emostatico, vulnerario ed emmenagogo, di qui i loro nomi popolari più diffusi; dall'odore aromatico derivano invece denominazioni quali Camomilla selvatica, Finocchiella, Trementina, etc. Il fieno aromatico di queste piante è adatto all'alimentazione della pecora e dei polli.

Garofanina annuale

Petrorhagia prolifera

Fusti eretti semplici o ramificate alla base, glabri. Foglie lineari (1 X 10-20 mm) denticolate sul bordo; guaina circa tanto lunga che larga. Fiori subsessili, riuniti a 2-5 o raramente solitari all'apice del fusto; calice (8-10 mm) quasi interamente nascosto dal calicetto rigonfio, paglierino; petali rosa pallidi, 10-13 mm; capsula clavata, alla fine lacerante il calice; semi più o meno ovoidi 0.8 X 1.3-1.9 i mm.

Falsa ortica purpurea

Lamium purpureum

Erba annua, 15-30 cm, a fusti eretti o decombenti, tetragoni, talora radicanti ai nodi. Foglie picciolate, ovali, cordate alla base, irregolarmente incise o crenate, pubescenti su entrambi i lati. Verticillastri pauciflori (3-5) in corona intorno ai nodi. Calice tubuloso-campanulato, 5-7 mm, con 10 nervi e denti divaricati, triangolari-acuti più corti del tubo, ciliati. Corolla porporina, 0,8-1,3 cm circa, maculata di roseo più intenso, sporgente fuori del tubo calicino, bilabiata, con anello di peli all'interno del tubo. Labbro superiore della corolla intero e quello inferiore patente, lobato e smarginato all'apice. Stami 4, didinami, saldati in basso col tubo corollino.

Bardana maggiore

Arctium lappa

Simile a Sp. Arctium nemorosum, ma rami corimbosi; piccioli interamente midollari, non tubulosi; foglie di sotto grigio-tomentose; squame > fiori completamente verdi; acheni 6-7 mm.
Segnalata quasi ovunque nella Penisola, ma spesso confusa con Sp. Arctium nemorosum.

Geranio minore, Geranio selvatico comune

Geranium molle

Erba annua a fusti prostrato-ascendenti, mollemente pubescente. Foglie inferiori patenti o eretto-patenti, lungamente picciolate, con lamine quasi rotonde, incise alla base, 7-9 lobe, con denti o lacinie diseguali con un piccolo callo apicale. Stipole ampie, ovali o ovali-lanceolate, da ottuse ad acuminate, ciliate. Fiori su peduncoli opposti alle foglie, subeguali o più lunghi di queste. Sepali ovali-bislunghi, ottusetti, trinervi, glabri internamente, pubescenti-glandulosi interiormente. Petali obovali, smarginato-bilobi, roseo-violacei con venature, ristretti e ciliati in breve unghia. Stami subeguali al calice con filamenti lanceolato-lesiniformi. Antere violaceo-scure. Cassule ovate, rugose, glabre. Semi lisci.

Trifoglio rosso dei prati

Trifolium pratense

Rizoma legnoso, avvolto da guaine scure; rami erbacei brevemente striscianti ed arcuato-eretti. Foglie con picciolo allungato e segmenti lanceolati, ellittici, ovati ovvero obeuneati; stipole allungate, terminanti in una breve resta. Capolini brevemente peduncolati o subsessili alfasc. delle foglie superiori; calice con tubo di 3.5-4 mm e denti di 2.5-4 mm l'inferiori lungo 1.5-2 volte tanto: corolla 12-16 mm, violetta, salvo subsp. (b).
Nota - Gruppo estremamente polimorfo: inquadramento qui proposto ha solo il significato di un tentativo. Verosimilmente Sp. Trifolium pratense ha il suo centro d'origine sulle montagne della Penisola e Sicilia, dove in effetti raggiunge la massima variabilità: come tipo originario si può probabilmente proporre la subsp. (c), che popola stazioni naturali; la subsp. (b), pure in stazioni, naturali, sembra segnare il passaggio verso Sp. Trifolium noricum ed è forse ibridogena. Da queste potrebbe essersi formata la subsp. (a), soprattutto attraverso l'invasione del nuovo spazio ecologico creato dall'uomo; i limiti di questa verso le altre due subsp. tuttavia non sono netti, e d'altra parte essa comprende una fortissima variabilità, in dipendenza di selezione a scopo agrario, ma anche come indice di una intrinseca instabilità. I problemi delle tre subsp. verranno esaminati separatamente:
subsp. (a) - I tipi spontanei hanno in generale segmenti fogliari di 10-20 X 17-35 mm, con apice ottuso o arrotondato, talora anche bilobo e portamento robusto, con rami alti 10-20 cm Nelle stazioni secche ed aride ed in generale al Sud, si nota riduzione delle dimensioni del fusto e foglie e segmenti progressivamente allargati fino a risultare circa tanto lunghi quanto larghi (var. microphyllum Bertol.); non è infrequente in questo caso un aumento della pelosità, come nelle popolazioni dei luoghi umidi subsalsi descritte come var. maritimum Zabel, che tuttavia rappresenta probabilmente soltanto un tipo estremo. Le piante coltivate si distinguono per la generale glabrescenza e lo sviluppo dei fusto (alti 4-7 e fino a 10 dm) e dei segmenti fogliari lunghi fino a 4 cm e più; tipi con segmenti obovati vengono indicati come var. sativum Schreber, altri con segmenti strettamente ellittici come var. americanum CO. Harz.
subsp. (b) - Molto caratteristica nei pascoli subalpini su terreno blandamente acido (suoli calcarei umificati, suoli di origine lavica) nelle Dolomiti, essa è stata confusa con tipi della subsp. (a) adattati alle condizioni ecologiche d'alta montagna e pertanto indicata da tutta la catena alpina; riteniamo invece che essa debba venire circoscritta alle popolazioni delle Alpi Orientale e che pertanto i sinonimi di Hoppe e di Gaudin vadano eliminati; a causa della grande confusione no-menclaturale sembra attualmente impossibile precisarne l'areale. Alcuni caratteri (soprattutto la colorazione della corolla) pongono questa subsp. in posizione intermedia fra 1879 subsp. (a) e 1882.
subsp. (c) - Pensiamo possano essere qui riunite le razze delle montagne merid. e della Sicilia per il caratteristico aspetto dei capolini cuneati alla base. Esse tuttavia presentano un notevole polimorfismo. Popolazioni della Sila con pelosità ridotta e talora glabrescenti sono state descritte come var. silvnum Fiori, e forse anche le indicazioni di T. baeticum Boiss. per la Sicilia, vanno qui ricondotte. Questa subsp. contrae stretti rapporti con subsp. (b).

Ficaria, Ranuncolo favagello

Ficaria verna

Pianta glabra e lucida (!). Tuberetti sotterranei bianchi, fusiformi (4-5 X 10 mm) o allungati (fino a 3 cm); fusto prostrato-ascendente, spesso flaccido e tubuloso (diametro fino a 5 mm). Foglie radicali con picciolo di 7-11 cm e lamina cordata di 2 X 2.5 cm (anche fino a 5 X 6.5 cm), grassetta, lucida, con 5-9 nervi terminanti sul bordo con un punto bianco, margine crenato, faccia superiore spesso variegata di chiaro. Fiori solitari, con 3-4 sepali bianco-verdastri, ovati e 8-11 petali gialli, brunastri di sotto; acheni 2.5 mm pubescenti o irsuti.

  • Sinonimi accettati: Ranunculus ficaria L.
  • Fioritura: IX-III
  • Sistema Raunkiær: Geofite (G) - Bulbose (G bulb)
  • Formula fiorale: K 5, C 5, A molti G 1-molti

Salcerella comune

Lythrum salicaria

Erba rizomatosa, robusta, 50-90 cm, a fusti quadrangolari, semplici o famosi. Foglie opposte o verticillate a tre, lineari o lanceolate, sessili. Fiori esameri in fascetti ascellari riuniti in infiorescenze terminali spiciforrni fino a 40 cm. Tubo fiorale da infundibuliforme a cilindrico, 5-7 x 2-3 mm, peloso, con 12 nervi marcati. Sepali 6, largamente triangolari, 0,5-1 mm; appendici tra i sepali lineari, di lunghezza doppia di questi. Petali lineari-lanceolati, 6-10 x 2 mm, porporino-violacei. Stami 12 di cui almeno 6 exserti. Frutto ovoideo.

Kummel delle Apuane

Carum appuanum

Bella di notte

Mirabilis jalapa

Erba perenne glabra o debolmente pelosa. Radice tuberosa esternamente scura e fusti eretti, 40-90 cm, ramosi, macchiati di rosso ai nodi. Foglie alterne. Cordate alla base, ovali-acuminate, lisce o finemente ciliate. Fiori 3-6 in cime terminali bratteate con calice petaloideo di colore variabile secondo le varietà, bianco, giallo o rosso. Tubo lungo 2-3,5 cm con lembo aperto in alto di 2,5 cm di diametro. Stami e stilo sporgenti dalla fauce. Semi neri.

Camomilla dei tintori

Cota tinctoria

Euforbia delle spiagge

Euphorbia peplis

Fusti robusti serpeggianti sulla sabbia, spesso arrossati. Foglie grassette, glauche, falcate, molto asimmetriche (5-10 X 8-13 mm); picciolo 2-3 mm. Ghiandole rosso-brune con appendice più chiara; capsula 4-5 mm; semi ovali (3 mm), grigi o con macchie brune.

Cardo asinino

Cirsium vulgare

Pianta con aculei patenti di 3 mm su fusto e foglie (!). Fusto eretto, angoloso con ali spinose, con grosso midollo centrale. Foglie pennato-partite, decorrenti, le inferiori di 7-10 X 20-30 cm; segmenti circa 5 per lato acutamente spinosi. Capolini subsessili (diametro 4-5 cm); involucro piriforme di 2.5 X 3 cm (senza le spine divergenti); corolla roseo-violetta 33-40 mm (20-24; 6-7; 7-9); pappo 20 mm.

Costolina giuncolina

Hypochaeris radicata

Rizoma legnoso ingrossato; scapi eretti, glauchi, scarsamente ramosi in alto, glabri, con sparse brattee di 1 X 3 mm Foglie tutte in rosetta, a contorno spatolato (1.5-2 X 5-10 cm), pennato-lobate o pennatifide, cigliate. Capolini terminali (2-4 cm); involucro cilindrico; fiori gialli; pappo (1 cm) con setole esterne più brevi.
Il polimorfismo della specie attende uno studio esauriente. Negli ambienti collinari dell'Italia Settentrionale e Centrale è diffuso un tipo (corrispondente al medioeuropeo) di dimensioni maggiori, con involucro lungo 15-25 mm, acheni (6 mm) con becco lungo 2 volte tanto (raramente gli acheni periferici a becco abbreviato). Nell'Abruzzo, Italia Meridionale e Sicilia questo è sostituito completamente da piante a capolini minori (involucro di 8 X 10-12 mm) con acheni di 3.5-4 mm, dei quali solo gli interni con becco lungo 2-3 volte tanto, gli esterni senza becco; esso può esser indicato come la subsp. neapolitana (DC.) Guadagno (= H. neapolitana DC; H. tenoni Guss.). Sulle spiagge adriatiche infine Sp. Hypochaeris radicata si presenta in individui a capolini grandi con acheni di 6 mm e becco breve (5 mm) che forse vanno riferiti ad un tipo speciale (confuso con Sp. Leontodon autumnalis) che ha scapi verdi anziché glauchi.

Cretamo, Finocchio marino

Crithmum maritimum

Frutice legnoso in basso, di aspetto cespuglioso, 30-60 cm, glabro. Foglie grassette, guainanti in basso, le basali bi-tripennatosette, le cauline bipennate, a segmenti lanceolati o subellittici, acuti all'apice. Ombrelle terminali con brattee lanceolate-acuminate, trinervie, 0,5-1 cm; raggi 15-25 e bratteole lanceolate di 2-4 mm. Fiori bianchi, piccoli. Achenio oblungo, 4-5 mm, bruno-rossastro.

Geranio lucido

Geranium lucidum

Fusti cilindrici, glabri, lucidi, rossi, ramosissimi. Foglie con picciolo di 3-5 cm e lamina reniforme (25 X 20 mm) divisa su ⅗ in 5 lobi dentato-crenati sul margine. Sepali (2x5 mm) acuminati con 3 nervi longitudinali e 5 coste trasversali; petali rosei 2x8 mm, profondamente bilobi; frutto con becco di 1 cm.

Convolvolo, Vilucchio comune

Convolvulus arvensis

Rizoma biancastro; fusti erbacei scandenti, volubili, striati, generalmente avvolti verso sinistra, sottili alla base, più in alto spesso ingrossati. Foglie con picciolo di 2-3 cm e lamina astata (generalmente 2-3 x 3-5 cm). Fiori (diametro 2.5 cm) all'ascella delle foglie mediane; calice campanulato 4-5 mm; corolla bianca a rosea, imbutiforme (10-)15(-25) mm; antere violette; stimma con 2 lobi candidi divergenti; capsula glabra, sferica.
Una delle nostre più dannose infestanti, oltremodo difficile da combattere; tra i nomi popolari vanno ricordati nel Veneto «broglia» e «trigarella», da cui potrebbero derivare parole di largo uso quali «imbrogliare, intrigare». Le foglia variano di forma, così da risultare a volte lunghe il doppio della larghezza a volte lunghe il quadruplo ( = var. lancifolius Presi), però si tratta solo di aspetti estremi. Nell'Italia Settentrionale ed in generale negli ambienti umidi prevalgono piante glabre o quasi, con corolla candida (o tutt'al più all'esterno screziata di roseo); al Sud e nelle stazioni aride si osservano invece piante pelose o irsute, con corolla più o meno arrossata, talora anche con fusto lignificato alla base (var. montanus Terr.): anche questi pare siano solo adattamenti alle condizioni stazionali.

Elleborina comune

Epipactis helleborine

Rizoma breve, non stolonifero; fusto eretto, cilindrico, foglioso, densamente pubescente. Foglie 6-15, le inferiori ovato-ellittiche e amplessicauli (3-4 X 5-6 cm), le mediane sottili ed allungate (1.5-2 X 8-10, raramente 18 cm), ondulate sul bordo; foglie superiori progressivamente minori. Inflorescenza lineare, quasi unilaterale, con fiori numerosi, spaziati, debolmente profumati; brattee inferiori simili alle foglie superiori (1X5-6 cm), ma pendule, le altre minori (2-3 X 12-18 mm); ovario piriforme 5X10 mm, su un peduncolo incurvato di 2-3 mm; tepali interni ed esterni simili, acuti, patenti, 7-8 mm; labello (4 mm) con ipochilo ed epichilo rigidamente connessi; fiori verdastri sul labello bianchi e talora soffusi di violaceo-pallido.
Variabilità - Accanto ad una maggioranza di popolazioni che praticano normalmente la fecondazione incrociata, in Sp. Epipactis helleborine si presentano pure regolarmente popolazioni autogame. Queste ultime tendono a differenziare stirpi separate, almeno quattro delle quali sono state finora riconosciute nell'Europa Centrale: esse andrebbero ricercate anche in Italia. Le popolazioni autogame si riconoscono (Young, cit.) dai caratteri del rostello: esso è nelle piante allogame sferico e ghiandoloso, nelle autogame invece, il rostello manca oppure è rudimentale. Nelle piante allogame è possibile estrarre i pollini introducendo la punta della matita nel fiore, nelle autogame invece il polline si disperde già all'inizio della fioritura all'interno del fiore stesso. In Italia è probabile si presentino due specie:

  • E. leptochila Godfr. - Foglie con lamina tenue, quasi piana; tepali 12-15 mm; epichilo acuminato. Soprattutto nelle faggete; Triesterne, Alpi Mariti, e certo altrove.
  • E. muelleri Godfr. - Foglie con lamina coriacea, scanalata; tepali 10 mm circa; epichilo ottuso. Soprattutto nelle quercete e carpineti.
  • E. purpurata Smente - G rhiz - 2-6 dm Simile a Sp. Epipactis helleborine, ma fusto spesso riuniti in cespuglietto; pianta per lo più sfumata di violaceo; foglie mediane in generale lunghe circa quanto l'internodo soprastante o poco più; inflorescenza densa, scabra, multiflora. Faggete. Non segnalata finora dal nostro territorio, però conosciuta per il Tirolo e quindi da ricercare. (500 - 1000 m).

Bocca di leone

Antirrhinum majus

Fusto eretto, semplice o poco ramoso in generale, glabro in basso, in alto con densi peli ghiandolari lunghi 0.5-1 mm. Foglie lanceolate (5-10 X 18-55 mm), ottuse, le superiori generalmente lineari-lanceolate. Racemo denso con fiori contigui; peduncoli 1-4(12) mm; calice quasi completamente diviso in lacinie ovali (4 X 8 mm); corolla purpurea alla fauce, più chiara sul tubo 33 X 45 mm; sperone sostituito da un ingrossamento basale del tubo corollino; capsula ellissoide (6 x 10-12 mm) con inserzione laterale.

Garofano di Balbis

Dianthus balbisii

Assieme a Sp. Dianthus carthusianorum, che è più nettamente differenziato, rappresentano le specie con fiori riuniti in denso fascetto apicale. Si tratta di piante poco frequenti, che mostrano tendenza a segregare stirpi locali, e la cui sistemazione va considerata ancora provvisoria. Nella Flora Europaea queste specie sono riunite sotto il binomio «D. ferrugineus», che in senso stretto (cfr. Lacaita, cit.) va limitato a Sp. Dianthus ferrugineus: questo ha procurato una notevole confusione anche dal punto di vista nomenclaturale.

Gramigna rossa

Cynodon dactylon

Rizoma tenace, strisciante e radicante ai nodi, con foglia distiche; culmi ascendenti, avvolti dalle guaine fino all'inflor. Fg. con lamina larga 3-3.5 mm, quelle dei getti sterili brevi, lanceolate, le altre lunghe 3-5 cm; lamina canalicolata, rigida, irta di peli patenti; ligula sostituita da peli di 1.5 mm Spighe digitate a 3-5, sottili, generalmente violette; spighette 1flore (con il rudimento di un fiori superiori abortivo); glume di 0.7 e 2.6 mm rispettivamente; lemma 2.3mm.

Verbena comune

Verbena officinalis

Fusti legnosi solo alla base, ascendenti, 4angolari-solcati e pubescenti sugli spigoli. Foglie spatolate (1-2. x 3-5 cm), lobate o pennatosette, le superiori ridotte e più o meno intere: nervature sporgenti di sotto. Spighe 3-6 cm alla fioritura; alla fruttificazione 10-25 cm, con 1-2 paia di rami basali arcuati; brattee lanceolato-acuminate: calice 15 mm: corolla 4 mm, roseo-violetta sul bordo; acheni 1.5-2 mm, con 4-5 strie longitudinali sul dorso.
Nota - È dubbio se si tratta di pianta indigena da noi, essa vive sempre in contatto con gli insediamenti umani e non si inserisce in alcun tipo di vegetazione naturale. Nell'antichita era considerata medicinale ed avere una parte importante in pratiche magiche, superstiziose o folcoristiche. Molte specie di Verbena sono coltivate per ornamento, però nessuna tende a naturalizzarsi.

Panico brasiliano

Paspalum dilatatum

Densamente cespugliosa con culmi ginocchiato-ascendenti. Foglie glabre o quasi, con lamina piana larga 3-10 mm, cigliata alla base; ligula 1-3 mm. Inflorescenza di 3-6 racemi, irregolarmente alterni, ma generalmente nutanti o penduli e più o meno unilaterali; spighette 3-3.5 mm, con gluma inferiore subnulla e 2 fiori (l'inferiore sterile); gluma superiori peloso-cigliata sul bordo; lemma di poco più breve.

Salvia minore

Salvia verbenaca

Fusti eretti, ramosi in alto, con peli patenti e peli ghiandolari. Foglie basali con picciolo di 2-5 cm e lamina ellittica (3-4 X 6-10 cm), con 3-4 lobi ottusi, più o meno profondi per lato; foglie cauline progressivamente sessili e ovali (3-4 X 4-6 cm), con lobi più profondi oppure pennatosette. Inflorescenza allungata, generalmente semplice; brattee verdi, poco più brevi del calice, questo di 6-7 mm con peli lanosi biancastri soprattutto nelle insenature fra i denti; corolla violetta, raramente azzurrina, rosea o pallida, 6-10(-15) mm.
Variabilità - Le foglie basali presentano incisioni profonde ⅓-⅔ della semilamina, più raramente esse sono soltanto crenate. La corolla varia in colore dal roseo e celeste pallido al violaceo e violetto cupo; essa talora sporge appena dal calice, talora è lunga il doppio di questo o più; anche la forma delle labbra e la lunghezza dello stilo sono variabili. I caratteri della corolla sono correlati alla biologia della riproduzione: fiori ermafroditi presentano corolla grande, mentre i fiori a corolla piccola sono femminili oppure (soprattutto alla fine della stagione) autoimpollinantisi. Le molte entità descritte (S. clandestina L., S. horminoides Pourret, S. neglecta Ten., S. oblongata Vahl, S. praecox Savi, S. hiemalis Brot. etc.) sono probabilmente solo dei tipi estremi.

Senecione comune

Senecio vulgaris

Fusto ascendente o eretto, ramoso-corimboso in alto. Foglie basali spatolate (fino a 2 X 7 cm), lobate o partite, le infime solamente dentate; foglia cauline semiamplessicauli, pennato-partite. Involucro cilindrico-piriforme (3-4 X 6-7 mm); squame esterne 10-12 (in visione laterale o su materiale essiccato 5-6 squame per lato), con punta nera o interamente nere; squame interne dopo la fioritura ribattute; fiori gialli, tutti tubulosi (7 mm), appena sporgenti dall'involucro; acheni 1-2 mm.
Nota - Pianta a ciclo breve (2-3 mesi dalla germinazione del seme alla maturità sessuale), con parecchie generazioni in un anno; nelle zone più fredde la fioritura si concentra nei mesi estivi e spesso Sp. Senecio vulgaris tende a passare a bienne. Varia notevolmente nella statura e ramificazione: individui ridotti, spesso con fusto semplice e pochi cm d'altezza, possono essere confusi con Sp. Senecio pygmaeus (S. pygmaeus sensu Strobl non DC). Sporadicamente si presentano individui con pochi fiori periferici ligulati (forse ibridi con le sp. prec. cfr. anche Sp. Senecio sylvaticus); in Sardegna sembra dominare un tipo con pelosità più densa (var. tyrrhenus Fiori), in Sicilia è indicata una var. siculus Guss. a squame esterne ridotte; nelle stazioni aride e subsalse compaiono ecotipi a foglie carnose e spesso un po' glabrescenti. Sp. Senecio leucanthemifolius-Sp. Senecio vulgaris costituiscono un gruppo di sp. affini, con spiccata tendenza alla formazione di tipi locali; è probabile che questo sia conseguenza di accentuata autogamia: i fiori, pare vengano solo raramente visitati da insetti impollinatori. È probabile che questo gruppo abbia il suo centro nel Mediterraneo, forse fra la Sicilia, Sardegna ed Italia Meridionale. Qui probabilmente va cercata anche l'origine di Sp. Senecio vulgaris; come mai solo questa sp. abbia poi potuto adattarsi agli ambienti creati dall'uomo ed espandersi su tutto il Globo non è chiaro.
Confusione - Con Sp. Senecio sylvaticus.

Aglio delle streghe

Allium carinatum

Camomilla marittima

Anthemis maritima

Pianta aromatica (!). Pianta glabra o quasi con fusto prostrato-ascendenti, fogliosi fino a ⅔ almeno. Foglie punteggiato-ghiandolari di sotto, le basali (2-4 cm) 2pennato-sette con lacinie di 1 X 3 mm; foglie cau-line (1-2 cm) con rachide allargato (1.5-2 mm) e 2-4 denti divergenti per lato; apice generalmente ottuso. Capolini (diam. 1.5-3 cm) su peduncoli sottili; squame acute a margine chiaro; pagliette brevemente mucronate; fiori periferici ligulati con ligule ovate (3.5-5 X 5-7 mm) generalmente ripiegate verso il basso; fiori centrali tubulosi gialli; acheni 2-2.5 mm, denticolati all'apice. Con Sp. Anthemis secundiramea, che però è pianta annua, non aromatica, generalmente con capolini rivolti tutti dalla stessa parte e su peduncoli ingrossati. Tuttavia non è certo che Sp. Anthemis maritima sia sempre perenne: sulle spiagge, dove il dinamismo del substrato è intensissimo, è possibile che anche individui dell'annata raggiungano la fioritura. Probabilmente va qui riferita anche A. aeolica Lojac. delle coste siciliane, che si differenzia per essere annua, con fusto elevati e fogliosi fino ai capolini e foglie più completamente divise.

Centonchio dei campi

Lysimachia arvensis

Geranio di San Roberto

Geranium robertianum

Pianta con peli patenti lunghi fino a 2 mm (!). Fusto cilindrico, arrossato, prostrato o ascendente. Foglie con picciolo di 5-8 cm e lamina a contorno pentagonale, 2 palmatosetta, diametro 5-8 cm; segmenti di 2° ordine lanceolati (5-7 X 10-15 mm), lobati, all'apice arrotondati e con breve mucrone rosso. Fiori appaiati in racemi alla fine maggiori delle foglie; sepali 6 mm con resta di 2 mm; petali (9-13 mm) generalmente con unghia di 6 mm e lembo roseo-purpureo, arrotondato all'apice (2 X 5-6 mm); calice fruttifero piriforme, 5 X 10 mm; polline aranciato; becco 2 cm.

Grespino spinoso

Sonchus asper

Fusto robusto, poco ramoso; foglie spesse, pungenti, generalmente lucide di sopra; orecchiette avvolgenti il fusto ed arrotolate a chiocciola; capolini in cime ombrelliformi, raramente fioccosi alla base; acheni 1 X 2.5 mm, obovato-ellittici, bruscamente ristretti all'apice, con 3 coste longitudinali marcate, ma per il resto lisci.

Fitolacca americana

Phytolacca americana

Radice verticale ingrossata; fusto eretto, spesso arrossato, glabro. Foglie alterne con picciolo di 1-2 cm e lamina lanceolata (3-5 X 10 cm, le maggiori fino a 40 cm), intere con base ottusa. Fiori 5meri in racemi (10-15 cm) eretti, con rachide arrossata; perianzio sepaloide; stami 10; bacca arrotondata, lucida, nero-purpurea, diametro 5-8 mm, in grappoli lungamente persistenti.
Nordamerica
Coltivata per le bacche usate per colorare il vino, si espande vigorosamente grazie alle radici.

Silene bianca

Silene latifolia

Pubescenza appressata e foglie spesso glabrescenti sulle facce; calice subsferico (soprattutto alla fruttificazione) con denti acuti lunghi ⅔ del tubo; petali spesso rosei; capsula alla deiscenza con denti patenti o revoluti.

Acetosella debole

Oxalis debilis

Prunella comune

Prunella vulgaris

Pianta più o meno pubescente (!). Rizoma orizzontale con fusti ascendenti generalmente semplici. Foglie con picciolo di 1 cm e lamina lanceolata di l-1.5(-4) X 2.5-5(-9) cm intera o irregolarmente crenulata. Spiga cilindrica (2 X 4-5 cm) compatta avvolta alla base dalle 2 foglie più elevate; brattee reniformi (9-12 X 6-9 mm, prolungate da un'appendice sottile di 3-5 mm); calice irto di peli patenti, 7 mm, con denti inferiori lanceolati; corolla violetta con tubo di 7-8 mm e labbro superiori di 5 mm Ibridi - Sp. Prunella laciniata-Sp. Prunella vulgaris, che da alcuni Autori sono considerate varietà di una stessa specie, si ibridano facilmente quando crescono assieme: Sp. Prunella laciniata X Sp. Prunella grandiflora = X P. bicolor BeckSp. Prunella laciniata X Sp. Prunella vulgaris = X P. intermedia Link. Sp. Prunella grandiflora X Sp. Prunella vulgaris = X P. spuria Stapf.

Cicoria comune

Cichorium intybus

Erba perenne o talora bienne, 2-12 dm. Fusto prostrato o eretto, ispido per peli rivolti in basso, privo di spine. Foglie irregolarmente pennatopartite o pennatosette (3-5 x 10-25 cm) in segmenti triangolari-acuti, generalmente alterni; foglie cauline lanceolate, sessili e più o meno ridotte. Capolini numerosi (diametro 2-5 cm), con peduncoli non o debolmente ingrossati nella parte superiore e circa 13-18 fiori raggianti; involucro cilindrico (diametro 11-14 mm); brattee triangolari, le esterne (5 mm) patenti, le interne lunghe il doppio eretto-conniventi; corolla azzurra, raramente rosata (tinta facilmente disciolta in acqua); antere blu-violaceo scuro; stimmi da bianchi a celesti; acheni 2-3 mm, lunghi 8-10 volte il pappo.

Morella comune

Solanum nigrum

Fusto eretto, ascendente, con 2 strie longitudinali. Foglie con picciolo parzialmente alato (1-3 cm) e lamina asimmetrica, lanceolata a ovata (3-5 X 5-8 cm). Fiori in cime (3-)5-10flore; calice conico 2.5 mm; corolla bianca lunga 6 mm, diam. 7 mm; bacca sferica (6-7 mm) verde e poi nera-lucida.
Variabilità - Le inflorescenze sono irregolarmente ombrelliformi oppure allungate e più o meno racemiformi (S. moschatum Presl.); nel Meridione singoli individui tendono a passare a piante perenni suffruticose, con fusto lignificato alla base. Sp. Solanum nigrum e  Sp. Solanum luteum sono strettamente collegati: il primo è esaploide e deriva per incrocio fra S. luteum Miller (tetraploide) e S. americanum Miller (diploide); quest'ultimo si distingue per le cime ombrelliformi e la corolla minore, è stato segnalato ripetutamente in Europa, ma è dubbio se esista da noi realmente (Edmonds J. M., comente verb.). Sp. Solanum nigrum e Sp. Solanum luteum vengono generalmente considerate piante velenose; le parti vegetative contengono solo piccole quantità di un alcaloide non identificato. In alcuni casi invece è stata provata la presenza di quantità consistenti di solanina nei frutti, che pertanto risulterebbero tossici; casi di avvelenamento a bambini o animali domestici sono stati descritti. Invece fonti degne di fede (cfr. Hegi, Ill. Fl. Mitteleur. 5.4:2593, 1927) indicano anche le bacche di Sp. Solanum nigrum come commestibili. Forse il problema va spiegato con la variabilità del gruppo.

  • Sinonimi accettati: Solanum americanum Mill.
  • Fioritura: III-IX
  • Sistema Raunkiær: Terofite (T) - Scapose (T scap)
  • Formula fiorale: * K (5), [C (5), A 5], G (2)

Ortica comune

Urtica dioica

Pianta generalmente dioica (!). Rizoma stolonifero; fusti eretti, striati, in alto scanalati. Foglie opposte con picciolo lungo ⅔-⅘ della lamina, questa lanceolata (3-6X5-10 Cm), grossamente dentata, cuoriforme alla base; 4 stipole. Racemi in verticilli all'ascella delle foglie superiori arcuati, patenti o più o meno penduli, semplici o brevemente ramosi, di 2-3 cm (nel frutto fino a 5 cm). Fiori giallo-verdastri, minuti, con 4 tepali irsuti e persistenti nel frutto; stimmi arrossati all'apice.
Variabilità - La variabilità di questa specie non è stata ancora indagata in modo soddisfacente. I caratteristici peli urticanti sono di regola fitti, raramente assai scarsi (pianta quasi glabra) oppure in gran parte sostituiti da peli semplici appressati (var. galeopsidifolia Kanitz) oppure patenti (var. pubescens Trautv.); i peli semplici possono anche mancare del tutto. Un tipo meridionale con fusto prostrato, ramosissimo, legnoso alla base e foglie di 1-2 X 2-3 cm è descritto dalla Sicilia come U. sicula Gasparr. e merita ulteriore studio. In generale le piante hanno fiori tutti dello stesso sesso, sporadicamente accompagnati da fiori dell'altro sesso; molto raramente si osservano piante monoiche con inflorescenze inferiori femminili, le superiori con fiori maschili e femminili mescolati ed anche con fiori ermafroditi. Nei boschi umidi lungo i fiumi si presenta una var. subinermis Uechtr. caratterizzata dalla mancanza quasi completa di peli urticanti, che sembra abbastanza costante e ben segregata rispetto agli altri tipi.

Giglio marino comune

Pancratium maritimum

Porcellana comune

Portulaca oleracea

Pianta glabra e grassetta (!). Fusti cilindrici, spesso arrossati e cavi all'interno. Foglie spatolate (6-7x12-16 mm) ed anche fino a 1.5x3 cm) con picciolo di 2 mm, all'apice tronche o un po' retuse. Fiori a 2-5 all'ascella delle foglie; petali gialli, 5 (4-6); sepali 2; capsula compresso-fusiforme (2.5 X 7 mm).

Carlina raggio d'oro

Carlina corymbosa

Rizoma ramoso, ingrossato e lignificato; fusto eretto o ascendente, semplice e monocefalo o raramente ramoso, alla base nudo o poco foglioso. Foglie inferiori generalmente lanceolate, alla fioritura scomparse, le mediane 6-9 cm, lanceolate a lanceolato-triangolari (4-4.5 volte più lunghe che larghe), profondamente pennato-partite con più o meno 5 coppie di segmenti patenti ed area centrale indivisa larga 3-5 mm; spina apicale 10-20 mm, le altre 1-3 mm; foglie superiori arcuato-patenti, le più elevate bratteali. Capolini diametro 1.5-2 cm (con le brattee fino a 4 cm) isolati all'apice dei rami; foglie involucrali esterne lineari-lanceolate, poco ingrossate alla base, (14) 19-48(56) mm, nettamente più lunghe delle squame, con spina apicale di 7-12 e fino a 25 mm; squame interne raggianti, lesiniformi-subspatolate (massima larghezza a ⅕ dall'apice) 2 X 16-18 mm, giallo-dorate di sopra, gialle o purpuree di sotto, nel secco spesso brune; corolla pallida, cilindrica 0.8 X 8 mm.
Nota - Una pianta con foglie ovato-lanceolate di 1.5 X 3-4 cm, sinuato-lobate, dentate e con spine brevi (1-1.5 mm), foglie superiori largamente ovali, capolino maggiore, squame esterne fogliacee, palmato-3dentate, squame med. 3 X 15 mm terminanti in una spinula è stata descritta come C. corymb. var. globosa Arcang. ( = C. globosa Huter) e va probabilmente riferita come subsp. a C. hispanica Lam. È nota per la Calabria provincia Reggio e Sicilia Settentrionale-Orientale; Sp. Carlina corymbosa in Sicilia manca completamente nell'areale di Sp. Carlina sicula. Una var. rothii Heldr. et .Sart. è nota per le Isole Tremiti (Cretaccio) e forse può presentarsi in altre zone della Puglia; si distingue per le foglie cauline e involucrali con spine apicali molto robuste e sviluppate e segna il passaggio verso C. graeca (Boiss.) Heldr., che, almeno in aspetto tipico, da noi sembra mancare.

Céspica annua

Erigeron annuus

Pianta ispida per peli patenti (!). Fusto eretto, ramoso nell'inflorescenza. Foglie inferiori lanceolato-spatolate (1-1.5 X 5-7 cm), le superiori lanceolate, sessili e progressivamente abbreviate, tutte con 4(3-5) denti per lato. Capolini (diametro 15 mm) con involucro a coppa da Champagne (diametro 7 mm); fiori ligulati raggianti, lunghi 9 mm; fiori del disco gialli.
Nota - Gruppo apomittico che tende a risolversi in popolazioni scarsamente differenziate. Normalmente si incontra in individui con tutte le foglie dentate e fiori ligulati bianchi o rosei lunghi 9-10 mm Più raramente si osservano individui con foglie superiori intere e fiori ligulati bianchi di soli 5 mm, corrispondenti a E. strigosus Muhlenb. = E. ramosus (Walter) Britton (es. a Brescia). Nel Nordamerica ed Asia Orientale dove questo gruppo è frequente, si incontra una miriade di forme, d'interpretazione molto difficile.

Radicchio raggiato

Hyoseris radiata

Radice grossa, robusta, portante una rosetta di foglia pennatosette (2-2.5 X 10-14 cm) con 7-8 segmenti per lato (dalla base verso l'alto progressivamente ingranditi) e picciolo lungo ⅛-⅕ della lamina; peli ispidi patenti presenti almeno sulla rachide. Scapi eretti, più o meno ispidi, afilli e indivisi. Capolini (diametro 4-4.5 cm) 20-60 fiori e più: involucro cilindrico-campanulato diametro 7-8 mm, formato da 5-8 squame lanceolate, rinforzate da 3 squamette esterne lunghe ⅓: fiori gialli, gli esterni con ligula di 3-4.5 X 15-17 mm, inferiormente verdastra e spesso arrossata, gli interni progressivamente minori ed interamente gialli; acheni periferici cilindrico-angolosi, sterili.
Variabilità - La pelosità mostra variazioni saltuarie (come del resto in tutte le specie nostrane di questo genere): individui ispidi ed altri del tutto glabri possono venire incontrati nella stessa popolazione; le foglia tuttavia sono quasi sempre ispide almeno sulla pagina inferiore attorno alla nervatura centrale i segmenti fogliari sono spesso diretti verso il basso e si ricoprono parzialmente, i maggiori hanno forma irregolarmente triangolare con un dente sul lato superiori ed 1-2 denti sull'inferiore, però anche a questo proposito esiste una elevata variabilità individuale. Popolazioni con foglie quasi del tutto glabre e segmenti laterali interi, con apice arrotondato, osservati in ambienti litorali della Sardegna ed a Pantelleria (forse anche sulle coste tirreniche della Penisola) hanno aspetto molto caratteristico e sono state indicate come H. lucida L., ma è poco verosimile che si tratti di specie distinta.

Tasso barbasso

Verbascum thapsus

Pianta con lanosità bianca o più o meno giallastra (!). Fusto semplice, densamente foglioso. Foglie lanceolate, le inferiori di 3-4 X 10-15 (e fino a 10 X 30) cm, crenulate, le cauline minori, alla base lungamente decorrenti sul fusto e formanti ali larghe 2-3 cm. Inflorescenza semplice, cilindrica; brattee lanceolato-acuminate 12-18 mm; fiori subsessili; calice bianco-lanoso 7-10 mm; corolla giallo-pallida a bianco-lattea, pubescente all'esterno; stami dimorfi, gli inferiori glabri, i superiori bianco-lanosi; antere gialle 1 mm; capsule 7-10 mm.

Menta a foglie rotonde

Mentha suaveolens

Pianta di odore acre. Fusto eretto o ascendente, spesso stolonifero; pelosità variabile. Foglie rugose, ovate a subrotonde (2-4 X 3-4.5 cm), dentate o crenato-dentate, arrotondate all'apice; sulla pagina inferiore, peli semplici misti a peli ramosi con cellule basali diametro 43-57 fiori. Verticillastri contigui formanti spighe apicali (0.7 X 3-9 cm), fusiformi, appuntite all'apice; calice conico 1-2 mm, grigio-tomentoso, con denti triangolari-allungati; corolla biancastra o rosea.
Variabilità - Produce ibridi con Sp. M. longifolia, Sp. M. microphylla e Sp. Mentha X villosa, che per lungo tempo sono stati interpretati erroneamente, confusi con i genitori oppure descritti sotto nomi diversi; le ricerche di Harley hanno notevolmente chiarito questo problema.

Cresta di gallo minore

Rhinanthus minor

Brattee glabre o sparsamente ispide più lunghe o (le inferiori) poco più corte del calice, con denti inferiori maggiori dei superiori, non aristati; calice glabro o con sparsi peli semplici; corolla anectolema 13-15 mm con naso arrotondato di 0.5 mm. Nota - Sp. Rhinanthus minor è segnalata in tutto il terr. (escluse le isole), però quasi sempre col binomio Rh. minor Ehrh., sotto il quale sono passate le specie più diverse ed anche (essendo indicato dal Fori come la var. a del suo Rh. crista-galli) l'intero genere come aggregato di specie. L'areale va dunque riaccertato. Corolla anectolema: è caratterizzata dal naso corallino, che costituisce una protuberanza breve ( più o meno 0.5 mm), emisferica, in visione laterale con margine a semicerchio.

Enagra comune

Oenothera biennis

Fusto eretto, semplice o poco ramoso, alla base ingrossato-fusiforme. Foglie da glabre a ispide, strettamente lanceolate (2-3 X 8-15 cm), acute, grossamente dentate, alla fine arrossate lungo il nervo principale. Fiori in racemo foglioso terminale; calice verde; petali 24-30 mm, gialli; capsula clavata 8 X 25-35 mm. Verosimilmente originatasi in Europa ed indicata in coltura all'Orto Botanico di Padova già nel 1612.

Carota spinosa, Finocchio litorale spinoso

Echinophora spinosa

Erba perenne crassa, rizomatosa, spinosa, a portamento cespuglioso, 20-50 cm. Fusti pubescenti, scanalati, articolati, con foglie bipennate o semplici, rigide, a segmenti lineari, carenati inferiormente, aculcati all'apice. Brattee ineguali, 1-4,5 x 0,2-0,4 cm, nervate al dorso e scariose al bordo, acuminato-pungenti. Bratteole lanceolate, 0,5-1,5 cm, con ampio margine scarioso, ciliate, con spina apicale rigida. Petali bianchi o appena rosati. Ombrelle con fiore centrale ermafrodita e fiori esterni maschili. Acheni ovoidi con stili eretti, persistenti.

Becco di gru malvaceo

Erodium malacoides

Fusti ascendenti o eretti, scanalati, ispidi per setole rivolte verso il basso. Foglie basali con picciolo di 4-6 cm e lamina ovata (2-3 X 3-6 cm), grossamente lobata e dentellata o crenulata tutt'attorno; foglie cauline simili, ma minori e subsessili. Ombrelle 3-8 flore su peduncoli di 3-7 cm; brattee ispide, membranose, ovate (2.5 X 4-6 cm); fiori su peduncoli di 1 cm, alla fruttificazione spesso ripiegati; sepali 5-6 mm; petali purpurei, 5-9 mm; achenio (5-6 mm) bruno con sparse setole eretto-patenti rossastre di 0.5 mm; becco 2-3 cm.
Variabilità - Forma e dentatura della lamina fogliare, dimensioni del fiori e del frutto sono caratteri variabili; a Linosa è descritta una var. linosae (Sommier) Fiori con foglie basali completamente pennatifide o pennato-partite, che va ulteriormente studiata.

Verga d'oro comune

Solidago virgaurea

Rizoma obliquo bruno-rossastro; fusto eretto, subglabro, scarsamente pubescente e striato in alto. Foglie inferiori con picciolo alato lungo 5-8 cm e lamina lanceolata (2-3 X 7-9 cm, fino a 8 X 15 cm nelle rosette sterili), acuta, con dentelli conniventi; foglia cauline rivolte più o meno verso lo stesso lato, progressivamente ridotte e sessili. Capolini su peduncoli pubescenti di 1-3 mm; involucro cilindrico; squame 6-8 mm; fiori gialli, i ligulati di 10-16 mm (con ligula di 5-10 mm), i tubulosi di 7-9 mm; achenio (3 mm) costato, pubescente.
Variabilità - Nelle zone più elevate delle Alpi anche la subsp. (a) può presentare individui o intere popolazioni di dimensioni ridotte come semplice adattamento ai fattori ecologici avversi; esse sono state descritte come var. pumila Willd., var. pygmaea (Berto!.), var. minuta (L.) DC. di scarso valore, e non vanno confuse con la subsp. (c), che si distingue con certezza solo per i capolini più grossi.

Vilucchio bianco

Calystegia sepium

Erba perenne volubile, rampicante, alta fino a 3 m di altezza. Foglie alterne con picciolo lungo fino a 5 cm, a lamina ovale o ovale-lanceolata, 6-8 x 4-6 cm, cordato-sagittata alla base. Fiori odorosi, solitari, ascellari, con peduncolo lungo fino a 7-10 cm, con alla base due bratteole ovali, acute, accrescenti, 1-2 x 0,7-1 cm, più lunghe dei sepali. Calice campanulato verde-giallastro, a sepali ovali-oblunghi o ovali-lanceolati, 1-1,5 x 0,4-0,5 mm, mucronati. Corolla campanulato-infundibuliforme, 4-5 cm, bianca, glabra, oscuramente lobata. Stami inseriti alla base del tubo corollino. Cassula tondeggiante, brevemente mucronata, glabra.

Ciombolino comune

Cymbalaria muralis

Fusto prostrato-ascendenti, filiformi, radicanti ai nodi. Foglia alterne, reniformi o semicircolari, raramente suborbicolari; picciolo 2-4 cm; lamina cordata o reniforme (14-40 X 10-30 mm) con 5-9 lobi rotondati o ovato-acuti, talora mucronulati; pagina inferiore spesso arrossata. Calice glabro o debolmente peloso (2-2.5 mm); corolla 8-9 mm, liliacina con palato verrucoso giallo; sperone conico 1.5-3 mm; capsula sorpassante i lobi calicini; semi globosi o ovoidi, neri, rugoso-crestati, a volte tubercolati.
Variab. - Si presenta generalmente glabra oppure più o meno villosa sul fusto e foglie: var. pilosa (Vis.) Degen.

Enula bacicci, Inula vischiosa

Dittrichia viscosa

Pianta vischiosa (!). Fusto eretto, legnoso alla base, ispido in alto. Foglie sessili, semiabbraccianti, lineari-lanceolate (6-12 X 40-60 mm) intere o con dentelli acuti, ruvide, le superiori progressivamente ridotte. Capolini (diametro 1-1.5 cm) numerosi con pannocchia ricca; involucro emisferico-conico; squame interne lineari; fiori gialli, i periferici con ligule di 5-7 mm; acheni (1.5 mm) con pappo giallastro.

Vedovella annuale

Jasione montana

Fusto eretto o ascendente, senza stoloni, generalmente ramosissimo. Foglie basali subspatolate (5-8 X 20-28 mm), le cauline sessili e lanceolate (5-6 X 25-30 mm), tutte villose ed ondulate sul bordo. Capolini subsferici diametro 1-1.5(2) cm; brattee lanceolate o triangolari (1-2 X 3-5 mm), intere o raramente crenate o dentellate; corolla violaceo-azzurra 6-10 mm, con stilo sporgente.
Variabilità - Aspetto polimorfo, presentandosi spesso popolazioni a ciclo annuale anziché bienne e persino perennanti (a meno che non si tratti di confusione con Sp. Jasione echinata). Il fusto è ramoso o semplice, eretto o ascendente o anche prostrato. Anche la pelosità è variabile, come pure la grandezza dei capolini.

Stramonio comune

Datura stramonium

Pianta fetida (!). Fusto prostrato o ascendente-dicotomo, pubescente. Foglie alterne con picciolo di 2-4 cm e lamina largamente ovata 6-13 X 10-15 cm, con grossi denti acuti; base troncata. Fiori solitari ascellari su peduncoli di 3-10 mm, alla fruttificazione lignificati; calice tubuloso 6-8 X 25-30 mm, con denti acuti di 5-7 mm; corolla candida o più o meno purpurea, tubulosa, lunga 6-8 cm, con lobi lesiniformi divergenti; capsula grande come una noce (3-5 cm), irta di aculei; semi neri 3 mm. Nota - Originaria dell'America Tropicale, è stata introdotta da noi dopo il 1500 come pianta ornamentale (per il bel fiore bianco) e medicinale (soprattutto antiasmatica). Oggi è abbastanza comune, però sempre in stazioni aperte, dove può crescere priva di concorrenza da parte delle specie indigene, quindi su ruderi e particolarmente nelle stazioni sabbiose lungo i litorali; è pianta effimera, che quando la vegetazione tende a chiudersi scompare rapidamente. Sp. Datura stramonium e così pure le altre specie di Datura esistenti da noi sono fortemente tossiche; si ricordano casi di avvelenamenti soprattutto bambini che ne avevano mangiato i fiori oppure le capsule.

Vedovina selvatica

Scabiosa columbaria

Queste specie (e forse anche Sp. Scabiosa silenifolia) formano un gruppo caratterizzato da elevato polimorfismo e caratteri fluttuanti, che rendono difficile o talora impossibile una distinzione obbiettiva. Parecchi Autori le hanno riunite in un'unica specie, ma in epoca moderna è invece prevalsa l'opinione di mantenerle distinte a livello specifico. Comunque, tra l'una e l'altra specie sono frequenti popolazioni intermedie, grazie alla facile ibridabilità. Già all'inizio del secolo Briquet et Cavillier in Burnat, Fl. Alp. Mar. V, scrivevano su questo gruppo (da loro sistemato a livello specifico): Espèce très riche en races subor-données qui ont une besoin urgent d'une revisione critique. Tuttavia finora è apparso un unico lavoro (Grossmann F., Veròf. Geobot. Inst. Rubel in Zurìch H. 52 pagg. 1-125, 1975), limitato alla zona centrale delle Alpi, quindi i problemi aperti sono ancora moltissimi e la sistemazione qui proposta è solo un tentativo.

Edera

Hedera helix

Fusti volubili aderenti ai rami della pianta ospite o striscianti al suolo, i giovani glabri. Foglie con picciolo lungo (nei fusti striscianti al suolo) 2-4 volte la lamina, nelle altre ½ della lamina, questa ovale, lanceolata o palmato-lobata (3-8 X 5-9 cm) con base ottusa, tronca o cuoriforme e margine intero o diviso in 5 lobi ottusi. Ombrelle 8-20 flore riunite a 2-3 all'apice dei rami; petali verdastri 1 X 3 mm, ripiegati verso il picciolo; stami arcuato-eretti (3-4 mm) con antera gialla; bacca ovoide (diametro 4-6 mm). Nota - Alcune sp. del genere Aralia L. sono coltivate per ornamento ed A. spinosa L. è raramente inselvatichita (ad es., provincia di Brescia sul Colle Cidneo): si tratta di un arbusto di 1-5 m con foglie 2-3 pennate (5-7 dm) a segmenti lanceolato-acuminati e fiori in ombrelle formanti pannocchia (originaria del Nordamerica).

Euforbia minore

Euphorbia peplus

Erba annua, glabra, semplice o ramosa, 5-25 cm. Foglie sparse, ovali-cuneate o obovali, brevemente picciolate, intere. Brattee 3, ovali-cuneate o obovali, brevemente picciolate, intere, rattee ovali-ellittiche, sessili. Ombrella a 3 raggi ripetutamente dicotomi, eretto-patenti. Glandule 4, sessili, giallo-verdi, a corna filiformi-setacee. Capsula pendula, ovato-trigona, solcata, bialata al dorso, liscia. Semi cenerini, bislunghi, l.l-l.4 mm, esagonali, a facce solcate o con 3-4 fossette.

Salpicroa a foglie di origano

Salpichroa origanifolia

Fusti legnosi prostrati o rampicanti, erbacei o pubescenti all'apice. Foglie ovali-spatolate con picciolo di 5-12 mm e lamina di 6-12 X 10-20 mm. Fiori isolati, penduli; calice con porzione indivisa svasata breviss. e lacinie filiformi di 1.5 mm; corolla bianca a tubo (4 X 7-9 mm); frutto ovoide-allungato, dapprima verde e come un piccolo cetriolo (8 X 15 mm), poi bruno-chiaro e simile ad un uovo di rondine (12 X 25 mm).

Cespica di Sumatra

Erigeron sumatrensis

  • Sinonimi accettati: Conyza albida Willd. ex Spreng.
  • Fioritura: VI-XI
  • Sistema Raunkiær: Terofite (T) - Scapose (T scap)
  • Formula fiorale: K 0, C (5), A (5), G 2 infero

Farinello comune

Chenopodium album

Fusto eretto, semplice o ramificato, striato, glabro ed un po' glauco, sparsamente farinoso soprattutto in alto. Foglie alterne, le maggiori lungamente (2-4 cm) picciolate, lanceolate (2.5-5 X 5-9 cm), con base progressivamente ristretta nel picciolo e 3-6 denti grossolani, poco differenti fra loro per lato; foglie minori (3-4 cm) lanceolate, subintere; lamina farinosa, soprattutto di sotto. Inflorescenza fogliosa in basso; glomeruli (diametro 3 mm) con parecchi fiori verdastri di 1.5 mm; frutto verdastro diametro più o meno 1.5 mm, avvolgente un solo seme nero, lucido diametro 1.2-1.6 mm.

Zigolo delle spiagge

Cyperus capitatus

Scilla marittima

Charybdis maritima

Erba ruota, Falsa ortica reniforme

Lamium amplexicaule

Erba annua a fusti eretti o decombenti, 5-30 cm, glabra alla base e appressato-pelosa all'apice. Foglie reniformi o cordate alla base, romboidali, picciolate, irregolarmente crenate. Verticillastri 3-5 con 6-20 fiori. Calice assai nervato, da pubescente a irsuto con qualche pelo glanduloso: denti subeguali eguaglianti il tubo. Corolla porporina, 1,5-2 cm, con lungo tubo bruscamente dilatato all’apice. Stili 2-5 mm, glabri, più corti della corolla.

Caglio zolfino

Galium verum

Due specie, ben individuate dal caratteristico annerimento nel secco, il fusto cilindrico (almeno inferiormente), le foglie sottili e la corolla gialla con lobi più o meno acuti. Ad esse va aggiunto G. X pomeranicum Retz., l'ibrido Sp. Galium verum X Sp. Galium album, che ha corolla di un giallo biancastro, fusto più o meno quadrangolare nella parte inferiore ed inflorescenza lassa, non molto pelosa. Questo ibrido si presenta sporadicamente nelle zone montane del nostro territorio.

Calcatreppola campestre

Eryngium campestre

Erba perenne glabra, verde-giallastra, 20-60 cm, legnosa alla base e nella parte radicale. Fusto eretto, cilindrico, carnosetto, con manicotto di fibre alla base. Foglie basali con lungo picciolo dilatato alla base in una guaina nervata. Foglie inferiori del fusto brevemente picciolate, spesso con guaina spinescente, le altre sessili, semiamplessicauli; lamina ovale-triangolare, bipennatofida, con lobi spinescenti vistosamente nervati; margine coriaceo. Infiorescenza ampia costituita da numerosi capolini subsferici, 1-1,5 cm di diametro. Brattee 5-7, 2-3 X 0,1-0,3 cm, lineari-lanceolate, intere o brevemente spinose. Bratteole lineari-acuminate, intere. Sepali ovali-lanceolati, con evidente acume terminale. Frutto densamente squamoso.

Euforbia prostrata

Euphorbia prostrata

Erba annua prostrata, pelosa, ramosa alla base, spesso arrossata. Foglie opposte, brevemente picciolate, oblungo-ellittiche, 6-9 x 3-6 mm, asimmetriche alla base, maculate, da glabrescenti a pelose. Stipole dimorfedeltato-fimbriate, pelose. Ciazio peloso con nettari trasversalmente ellittici, rossastri. Cassiula ovoidea, 1,2-1,5 mm, pelosa, solcata, con cocche carenate. Semi subtetragoni, apicolati, circa 1 mm, grigiastri, granuloso-striati trasversalmente.

Rosmarino

Rosmarinus officinalis

Pianta con profumo aromatico intenso (!). Cespuglio con rami prostrati o ascendenti, raramente eretti; corteccia bruno-chiara. Foglie lineari, revolute sul bordo, dunque apparentemente di 2-3 X 15-28 mm, verde-scure e lucide di sopra, bianco-tomentose di sotto; fascetti ascellari generalmente presenti. Racemi ascellari brevi, 4-16 fiori; calice pubescente bilabiato 5-6 mm, diviso su 1/3; corolla 10-12 mm, azzurro-chiara o lilla, raramente rosea o bianca.
Nota - Questo diffuso e caratteristico componente della macchia bassa e gariga mediterranea, già dall'antichità è comunemente impiegato come pianta medicinale, aromatica e condimento. Nella cucina italiana il Rosmarino è di uso frequentissimo, soprattutto per arrosti e condimenti; per questo motivo è coltivato comunemente negli orti e giardini in tutta la zona dell'Olivo e della Vite, e spesso al riparo dei muri esposti a mezzogiorno o su rupi soleggiate può essere incontrato come pianta apparentemente selvatica. Si può ritenere spontaneo tuttavia solo lungo le coste, con esclusione di quelle del Medio ed Alto Adriatico; solo nell'Italia Meridionale, Sicilia e Sardegna penetra anche ad una certa distanza dal mare, però sempre in ambiente di macchia. Nell'Italia Settentrionale è spontaneo solo in Liguria e sul Garda: le località citate da Fiori (Duino, Lit. Veneto al Cavallino) sono certamente dovute a piante inselvatichite; anche sul Garda il Rosmarino è generalmente inselvatichito, però il Béguinot {Pubbl. Ist. Bot. Messina, 1924) descrivendo le stazioni sulle rupi sopra Tignale, Campione e Limone annota «Nessun dubbio sull'assoluta spontaneità della specie in questo tratto della riviera», che dunque rappresenterebbe l'estremo avamposto, isolatissimo, della specie in Italia.

Papavero cornuto

Glaucium flavum

Fusto glaucescente (!). Fusto eretto, ramoso, con sparse setole patenti. Foglie basali (10-20 cm) pennatosette con 4-6 segni, opposti, ovali (2x3 cm), dentati o lobati e segmenti terminale (4x2 cm) profondamente 3-lobo; foglia cauline progressivamente abbreviate, le superiori lobate. Fiori (diametro 4-5 cm) con 4 petali obovati (3x3 cm) gialli; capsula lineare (fino a 20 cm).

Viperina azzurra

Echium vulgare

Fusto eretto, più o meno ramoso, portante getti laterali ascendenti e con peli di due tipi: peli brevi densi e setole allungate, patenti, inserite su un tubercolo spesso rosso-bluastro alla base. Foglie basali in rosetta, appressate al suolo, oblanceolate a lineari-spatolate (1-1.5 X 6-10 cm), per lo più con setole tubercolate dirette verso l'apice e con brevi peli molli. Inflorescenza spiciforme o poco ramosa; calice con lacinie di 4-9 mm, alla fruttificazione generalmente molto allungate; corolla 10-17(20) mm generalmente assai zigomorfa; stami inseriti nel tubo corollino a varie altezze; filamenti glabri; mericarpi 2-3.5 mm, con sculture delicate.

Piantaggine barba di cappuccino

Plantago coronopus

Foglie tutte in rosetta, generalmente pennatosette, lunghe 3-7 cm e con lamina larga 2-5 mm. Scapo ascellare alle foglie, generalmente arcuato; spiga cilindrica (2-10 cm), prima dell'antesi ricurva; antere ellittiche 1.2 mm con appendice triangolare di 0.3 mm; semi bruni 1 mm.

Erba vetriola, Parietaria

Parietaria officinalis

Specie perenni, di taglia relativamente elevata, generalmente sinantropiche ed assai comuni. Esse risultano ben distinte in individui tipici, tendono però ad esser collegate da forme intermedie quando, come da noi, crescono assieme. Ricerche sperimentali e genetiche hanno dato finora risultati contradditori, in quanto certe esperienze hanno confermato l'autonomia delle due specie, altre invece hanno fatto pensare si tratti di morfosi indotte dall'ambiente. Le ricerche più recenti sembrano tuttavia avere dimostrato chiaramente che si tratta di specie indipendenti: Sp. Parietaria officinalis ha 2n = 14 (raramente anche 28 in singoli individui), mentre Sp. Parietaria diffusa ha 2n = 26: stando così le cose, anche le possibilità di ibridazione sembrerebbero ridotte.

Campanula selvatica

Campanula trachelium

Fusto eretto con 5 spigoli acuti o strettamente alati, arrossati; peli irsuti patenti. Foglie basali con picciolo di 8-15 cm e lamina cuoriforme (5-9 cm); foglia cauline con picciolo largamente alato di 5-10 mm e lamina lanceolata (4 x 7 cm), grossamente dentata, ispida e ruvida. Inflorescenza semplice o ramosa; calice diviso per ⅔ con tubo di 4 mm e denti triangolari di 7-8 mm; corolla con tubo di 14 X 15-25 mm e denti triangolari di 8 X 9-12 mm; frutto (2 cm) con calice accrescente.
Variabilità - La pelosità del fusto, foglia e soprattutto del calice variano in maniera irregolare anche nell'ambito di una stessa popolazione.

Gallinetta comune

Misopates orontium

Fusto ascendente, ramoso, con sparsi peli ghiandolari. Foglie lineari-lanceolate (4-6 X 30-40 mm), ottuse, le superiori strettamente lineari. Fiori sub-sessili in racemo allungato, distanziati; calice completamente diviso in lacinie lineari (8-11 mm), poco differenti come lunghezza, ispide alla base; corolla rosea o violacea (10)13-15(17) mm, alla base del tubo rigonfia; capsula ovoide, gozzuta (5 X 8 mm).

Centocchio comune

Stellaria media

Le specie Sp. Stellaria media,Sp. Stellaria neglecta e Sp. Stellaria pallida formano un complesso variabilissimo nella pelosità, forma delle foglie, lunghezza degli internodi e dei peduncoli, forma dei sepali, sviluppo dei petali, numero degli stami. Queste forme sono in maggior parte fondate su caratteri ereditari fra loro non concatenati e si incontrano in ogni possibile combinazione; per alcune si può constatare segregazione geografica oppure selezione dovuta all'ambiente; vengono generalmente considerate autonome le specie Sp. Stellaria neglecta e Sp. Stellaria pallida, diploidi con 2n = 22; il complesso tetraploide (2n = 40,42,44) corrispondente a St. media (L.) Vill. s.s. può parimenti venire diviso in due gruppi abbastanza ben differenziabili (ma facilmente ibridatali!) con rango di sottospecie ed una terza (subsp. romana Bég.) ancora dubbia. Le altre varianti o forme distinte degli AA. vanno considerate fino a prova contraria stati individuali, sprovvisti di valore tassonomico.

Iperico, Erba di San Giovanni comune

Hypericum perforatum

Pianta glabra (!). Fusto alla base prostrato e lignificato, con rami orizzontali afilli e più o meno arrossati e rami eretti fioriferi, con 2 linee longitudinali su lati alterni negli internodi successivi. Foglie lanceolate, cosparse di ghiandole traslucide e con ghiandole scure sul bordo. Corimbi multiflori; brattee strettamente lanceolate 1x5 mm; sepali lesiniformi, interi, acutissimi; petali ellittici (6 X 10-12 mm), spesso asimmetrici, dentellati, con ghiandole scure sul bordo.

Reseda bianca

Reseda alba

Pianta generalmente glauca. Fusto eretto, semplice. Foglia tutte pennatosette con 5-15 coppie di segmenti laterali larghi 1-3 mm Racemo lineare allungato; fiori 5-meri o 6-meri; sepali 2-4 mm; petali bianchi 3-6 mm, nella metà apicale divisi in 3 lacinie lineari parallele; capsula più o meno patente, obovoide (7-15 dm).Steno-Medit.Lig., Penisola (verso N fino alla Romagna, Umbria, Maremma), Sic, Sard., Cors. e Isole minori: C; segnalata inoltre nel Par-mig. e sul Ut. pr. Venezia e nel Friuli, ma forse scomparsa.Variab. - Singole popolaz. presentano fg. con segmenti in numero particolarmente basso o elevato, ow. più o meno increspate, con glaucescenza più o meno accentuata; anche le misure dei segmenti (talora lineari e larghi fino a 3-4 mm) sono variabili. Nelle zone più calde il fusto è lignificato alla base, così da render la pianta suffruticosa.

Carota selvatica

Daucus carota

Erba annua o bienne a fusti eretti (30-100 cm), rugosi, irsuti o glabrescenti in alto. Foglie inferiori guainanti alla base, a lamina triangolare-acuta, bi-tripennatosette, con segmenti e lobi lanceolato-acuti. Infiorescenze terminali o laterali, 5-10 cm di diametro e piane all’antesi, convesse alla fruttificazione. Brattee setacee, trifide o pennatosette, a segmenti lineari. Bratteole lineari più lunghe dei pedicelli. Petali bianchi, gli esterni vessilliferi. Acheni 2-3,2 mm, con aculei non o poco confluenti alla base. Linee intercostali con setole brevi, divergenti.

Nepitella, Mentuccia comune

Clinopodium nepeta

  • Sinonimi accettati: Calamintha nepeta (L.) Savi, Melissa nepeta L., Satureja nepeta (L.) Scheele, Thymus nepeta (L.) Sm.
  • Fioritura: VI-IX
  • Sistema Raunkiær: Emicriptofite (H) - Scapose (H scap)
  • Formula fiorale: X, K (5), [C (2+3), A 2+2] G (2), (supero), drupa, 4 nucule

Tribolo comune

Tribulus terrestris

Fusti striscianti, pubescenti e ruvidi. Foglie paripennate con rachide di 2-4 cm e 8-14 segmenti opposti di 2-3 X 6-8 mm. Sepali 3 mm; petali gialli 4 mm, frutti 5-10 mm, con spine acute.

Valeriana rossa

Centranthus ruber

Pianta glabra, glauca e un po' grassa (!). Fusti ascendenti, ramosi, lignificati in basso. Foglie maggiori (alle dicotomie) ovali a triangolari-acuminate (3-7 X 7-12 cm), talora dentate; foglie superiori lineari-lanceolate (1-2 X 5-9 cm), acute e intere. Corimbi densi; corolla rosso-violetta (raramente bianca) con tubo di 9-11 mm e lembo diviso in 5 lobi di 3-4 mm; sperone lineare, acuto, 6-7 mm, lungo il doppio dell'ovario; stilo sporgente (6-7 mm); frutto fusiforme 2x5 mm.

Malva alcea

Malva alcea

Erba perenne eretta, 30-120 cm, con fusti sparsamente irsuti in basso, stellato-pubescenti in alto. Foglie inferiori cordato-orbicolari, le superiori palmatosette, con 3-5 lobi ottusamente dentati o pennatofidi. Pedicelli solo con peli stellati. Epicalice di 3 pezzi ovali-deltati, densamente pubescenti. Sepali ovali, acuti, densamente stellato-pubescenti. Petali rosei, 20-35 mm. Mericarpi glabri o pelosi, lisci o reticolati.

Cinquefoglia comune

Potentilla reptans

Fusti striscianti, radicanti ai nodi, lunghi fino ad 1 m. Foglie con 5 segmenti, i maggiori di 8-20 X 16-60 mm, con 6-7 denti per lato. Fiori isolati su peduncoli eretti (5-8 cm), ascellari alle foglia delle rosette; segmenti dell'epicalice e sepali di 2 X 4-6 mm; petali gialli, obeordati (10 X 12 mm).