Descrizione
Caratteristiche botaniche
Le piante appartenenti a questa famiglia presentano un portamento prevalentemente erbaceo, sia annuale che perenne, anche se non mancano forme arbustive, cespugliose e persino alcune specie arboree o lianose, in particolare nelle regioni indiane. Le forme biologiche più comuni sono le emicriptofite e le terofite, con una presenza minore di camefite e nanofanerofite. I fusti sono spesso quadrangolari, una caratteristica dovuta alla presenza di fasci di collenchima ai quattro angoli, e possono essere decombenti o eretti, semplici o ramosi. L'indumento è generalmente pubescente, con peli semplici, e in alcune specie sono presenti ghiandole contenenti oli essenziali aromatici.
Le foglie sono disposte lungo il fusto in modo opposto, spesso decussato, e talvolta verticillate. Possono essere sessili o picciolate, con forme molto variabili: da lanceolate a ovate, con margini interi, dentati o lobati, e in alcuni casi anche pennati.
Le infiorescenze sono tipicamente tirsoidi o racemosi, costituite da verticilli ascellari sovrapposti formati da più fiori (da 2 a 20), disposti circolarmente e poggianti su brattee fogliose che possono essere anche colorate o spinose. Le brattee del verticillo successivo sono disposte in modo alternato.
I fiori sono ermafroditi, generalmente zigomorfi, con calice gamosepalo formato da 5 lobi uguali o subuguali, spesso lanceolati o triangolari, a volte anche spinose. Il calice può essere debolmente bilabiato e presenta da 5 a 10 venature. La corolla è gamopetala e tipicamente bilabiata, con un tubo dilatato all’apice e due labbra: quella superiore, corta e a forma di cappuccio, e quella inferiore, appiattita e formata da tre lobi. Tuttavia, alcune specie mostrano variazioni, come corolle apparentemente attinomorfe o labbra assenti. Gli stami sono generalmente quattro, didinami (due più lunghi e due più corti), adnati alla corolla e posizionati sotto il labbro superiore; in alcuni generi sono ridotti a due. L’ovario è supero, bicarpellare con quattro lobi apparenti a causa di falsi setti, e possiede quattro ovuli. Lo stilo è filiforme con stigma bifido.
Il frutto è uno schizocarpo formato da quattro nucule secche o carnose, arrotondate o alate, talvolta piatte o troncate, che si separano facilmente per liberare i semi, i quali sono generalmente privi di endosperma.
Caratteri distintivi della famiglia sono il fusto quadrangolare, la presenza di peli ghiandolari con oli essenziali, foglie opposte senza stipole, infiorescenze a verticilli ascellari, fiori con calice e corolla gamosepali a 5 parti, stami didinami, ovario supero e frutto schizocarpo a quattro nucule.
Distribuzione e diversità
Questa famiglia è ampiamente diffusa in tutto il mondo, con un centro di diversificazione particolarmente ricco nel bacino del Mediterraneo, dove molte specie prosperano in ambienti degradati come macchia mediterranea, garighe e terreni rocciosi, calcarei o sabbiosi. Nel mondo comprende numerosi generi e specie, molte delle quali sono adattate a condizioni xerofile.
Generi principali e specie rappresentative
Tra i generi più importanti della famiglia vi sono Lamium, Mentha (menta), Salvia, Rosmarinus (rosmarino), Ocimum (basilico), Ajuga e Teucrium. In Italia sono presenti molte specie spontanee di questi generi, alcune delle quali sono ben note e utilizzate sia in cucina che in medicina popolare. Ad esempio, il rosmarino e la menta sono ampiamente diffusi e apprezzati, così come il basilico coltivato e alcune specie di Salvia.
Etimologia
Il nome della famiglia deriva dal genere tipo Lamium. L'origine del termine potrebbe risalire al greco "laimos", che significa "fauci" o "gola", in riferimento alla forma bilabiata della corolla, oppure da altre parole greche come "lamos" (larga cavità) o dal nome di una regina libica, "Làmia". Quest’ultima ipotesi si collega a una leggenda secondo cui la regina ingoiava i bambini, similmente al modo in cui il fiore della pianta avvolge gli insetti impollinatori. Il nome scientifico "Lamiaceae" fu definito ufficialmente nel XIX secolo, evolvendosi dal nome precedente "Labiate".
Curiosità e usi
Molte specie di questa famiglia sono note per la produzione di oli essenziali aromatici e hanno un ruolo importante in cucina come erbette aromatiche e condimenti. Sono utilizzate anche in profumeria, liquoreria e farmacia per le loro proprietà aromatiche e medicinali. L’importanza ecologica della famiglia è legata all’impollinazione entomogama, favorita da insetti come api, bombi, vespe, farfalle, mosche e coleotteri. La presenza di peli nelle fauci dei fiori limita l’accesso agli insetti inadatti all’impollinazione, ottimizzando così la riproduzione.
Fonti
- Wikipedia
Specie della famiglia
27 specie catalogate
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