Le fioriture di luglio

Quali piante fioriscono a luglio? Ecco alcuni esempi: Malva alcea (Malva alcea), Bella di notte (Mirabilis jalapa), Perpetuini profumati (Helichrysum stoechas), Camedrio maro (Teucrium marum), Betonica del monte Prada (Betonica hirsuta), Cardo di palude (Cirsium palustre), Ipopitide (Monotropa hypopitys), Cimiciotta comune (Ballota nigra), Tasso barbasso (Verbascum thapsus), Salvastrella minore (Poterium sanguisorba)...

Malva alcea

Malva alcea

Erba perenne eretta, 30-120 cm, con fusti sparsamente irsuti in basso, stellato-pubescenti in alto. Foglie inferiori cordato-orbicolari, le superiori palmatosette, con 3-5 lobi ottusamente dentati o pennatofidi. Pedicelli solo con peli stellati. Epicalice di 3 pezzi ovali-deltati, densamente pubescenti. Sepali ovali, acuti, densamente stellato-pubescenti. Petali rosei, 20-35 mm. Mericarpi glabri o pelosi, lisci o reticolati.

Bella di notte

Mirabilis jalapa

Erba perenne glabra o debolmente pelosa. Radice tuberosa esternamente scura e fusti eretti, 40-90 cm, ramosi, macchiati di rosso ai nodi. Foglie alterne. Cordate alla base, ovali-acuminate, lisce o finemente ciliate. Fiori 3-6 in cime terminali bratteate con calice petaloideo di colore variabile secondo le varietà, bianco, giallo o rosso. Tubo lungo 2-3,5 cm con lembo aperto in alto di 2,5 cm di diametro. Stami e stilo sporgenti dalla fauce. Semi neri.

Perpetuini profumati

Helichrysum stoechas

Pianta di odore aromatico (!). Fusti legnosi ramificati formanti un denso pulvino basale, bianco-tomentosi; peli crespi (diam. 3.8-5.7 µ) formanti uno strato sottile, che nei fusti e nelle foglie alla fine tende a distaccarsi lasciando trasparire i parenchimi sottostanti. Foglie 1 x 15-25(-35) mm, con bordo completamente revoluto. Capolini a 5-10 in corimbi densi, spesso glomeruliformi; involucro generalmente subsferico, alla fine emisferico (5-6 X 5-6 mm); squame giallo-chiare, alla fine brune, le superiori acute; fiori circa 20, giallastri (3.5-4.0 mm); tubo allargantesi nella metà superiore.

Camedrio maro

Teucrium marum

Fusti cespugliosi, legnosi, bianco-tomentosi, alla fine induriti e subspinosi. Foglie sessili, intere, lanceolate (2-3 x 6-8 mm), acute, bianco-tomentose di sotto. Verticillastri 1-2flori, addensati in spiga cilindrica; brattee simili a foglia, minori dei fiori; calice lanoso 5 mm (denti lunghi 1/4 del tubo); corolla purpurea, 10-12 mm, con peli ghiandolari. Sard, Corsica, Arcip. Tose, alla Gorgona, Capraia, Montecristo ed Elba: R. (Ancora sulla costa provenzale alle Isole Hyères ed in Dalmazia provincia Sebenico allo Scoglio Morter; dubbia nelle Baleari).
Variabilità - I calici possono essere provvisti di peli ghiandolari più o meno densi, oppure anche con soli peli ramificati. Un tempo Teucrium marum era coltivata come pianta medicinale (l'aroma simile a quello della Valeriana e della Gattaia, attira i gatti), ed in molti luoghi si era spontaneizzata (L. di Lugano, L. Maggiore alle Isole Borromee, Marche, Teramano, Sic, forse anche in Spagna), però quasi ovunque essa è scomparsa. Teucrium subspinosum Pourret Simile a Teucrium marum ma rami decisamente spinosi all'apice; foglia addensate 1-6 mm; calice 2-3 mm - Segnalata in Sardegna provincia Iglesias, ma da verificare.

Betonica del monte Prada

Betonica hirsuta

  • Sinonimi accettati: Stachys pradica (Zanted.) Greuter & Pignatti
  • Fioritura: VII-VIII
  • Sistema Raunkiær: Emicriptofite (H) - Scapose (H scap)
  • Formula fiorale: X, K (5), [C (2+3), A 2+2], G (2), supero, drupa, 4 nucole.

Cardo di palude

Cirsium palustre

Fusto eretto, semplice, nella metà superiori quasi afillo, terminante con un denso grappolo di capolini; ali sviluppate in tutta la lungh. del fusto in alto però spesso ridotte a gruppi di spine patenti. Foglie basali pennatopartite (2-4 X 12-20 cm) con area centr. indivisa larga 5-8 mm e segmenti laterali acuti, con spine di 2-4 mm, villosi e bianco-ragnatelosi di sotto; foglie mediane simili, ma minori, decorrenti. Capolini, con involucro a bicchiere (diametro 7-11 mm); squame inferiori 1.2x4mm, le superiori di 1 X 10-12mm, a punta bruna; corolla rosso-vinosa 13-18 mm (6-8; 4-5; 3-5); stami con filamenti pubescenti; pappo 10-13 mm.
Paleotemperata Alpi, Appennino Settentrionale: Critica; Padania, Appennino Centrale: Rara; Italia Meridionale fino alla Sila e Serra S. Bruno: Molto rara.
Variabilità - Si presentano sporadicamente tipi con spine più robuste, lunghe fino a 13 mm (var. horridum Pospichal) oppure con corolle più o meno decolorate.

Ipopitide

Monotropa hypopitys

Pianta di colore giallastro (senza clorofilla!), nel secco bruno-nera. Rizoma carnoso, intricato, odoroso. Fusto scanalato, semplice, alla fioritura, con apice incurvato, alla fruttificazione eretto. Foglie ridotte a squame ovate, le superiori distanziate. Inflorescenza con brattee lineari, dentellate; fiori 4meri (il terminale 5mero); petali giallastri, 7-12 mm, saccati alla base; capsule 5-7 mm con stilo persistente.
Variabilità - La sp. viene spesso ripartita fra una var. esaploide (2n = 48) con capsula ovoide e sparsi peli sui sepali, filamenti e frutti ed una var. diploide (2n = 16), glabra e con capsula sferica; la prima è la var. hypopitys (var. hirsuta Roth) e sarebbe propria dei boschi di conifere, la seconda corrisponde alla var. hypophegea (Wallr.) Auct. (var. glabra Roth), propria delle faggete. Sulle popolazioni delle Alpi Orientali non ci sembra che questa distinzione possa venire realmente mantenuta.

Cimiciotta comune

Ballota nigra

Odore fetido (!). Fusti ascendenti, legnosi in basso, irti di peli ripiegati verso il basso. Fg. con picciolo di 1-3 cm e lamina ovale-lanceolata a cuoriforme, crenata o dentata, generalmente pubescente o tomentosa. Verticillastri 15-30flori, subsferici o più o meno unilaterali, all'asc. di foglie normali; calice (7-)9-10(-13) mm; corolla rosea, viola-pallido o biancastra (9-)12-13(-15) mm Ciclo polimorfo, dentro il quale il monografo Patzak ha distinto almeno 7 entità, classificate come sottospecie, delle quali almeno 4 sono per noi interessanti. Esse si distinguono per la forma del calice, pertanto si rimanda alle figure ed alle diagnosi, più chiare di una chiave analitica:(a) subsp. nigra (= B. ruderalis Swartz) -Pubescente, raramente subglabra, con peli di 0.2-0.6(1.2) mm misti a papille e ghiandole sessili; calice 9-13 mm con denti eretti o eretto-patenti lunghi 3-6(-6.5) mm - Stirpe E-Europ. -steppica, non conosciuta con sicurezza dal nostro territorio, però la località più vicina (Hochosterwitz in Carinzia) lascia pensare alla possibilità che, almeno come avvent., possa essere rinvenuta anche da noi.(b) subsp. foetida Hayek - Pubescente, raramente subglabra, con peli di 0.2-0.5(-0.8) mm misti a papille e ghiandole sessili; calice 7-12 mm con denti eretto-patenti o eretti di (1.5-)2.5(-3) mm, con mucrone di 0.2-0.5(-1.7) mm - La stirpe esclusiva nell'It. Seti, prevalente nella Penisola fino al Garg. e Napol. sporadica in Basii. (Stigliano). -Sub -Medit. - Subatl.(c) subsp. uncinata (Fiori et Bég.) Patzak ( = B. nigra var. meridionalis Fiori et Bég.) -Pubescente, raramente subglabra con peli di 0.3-0.5(-1.0) mm misti a ghiandole sessili; calice 9-11 mm con denti patenti a 90° lunghi 1-2 mm, con mucrone di 0.2-0.6 mm - La stirpe esclusiva in Cai, Sic, Sard., Cors. ed Isole minori, anche in Puglia (fino al Garg.) e Basii; nell'It. Centr. sporadica (Colli Albani, Argentario, Lucca). - Steno-Medit.(d) subsp. velutina (Pospichal) Patzak - Grigio-tomentosa, vellutata, con peli flessuosi di 1.5-2 mm misti a papille e ghiandole sessili; calice 9-10(-l 1) mm con denti patenti a 90° lunghi 1(-1.5) mm, con mucrone > 0.5 mm - Diffusa in Dalmazia, da dove irradia fino all'Istria (Pirano) e da ricercare anche da noi. - Illirica.

Tasso barbasso

Verbascum thapsus

Pianta con lanosità bianca o più o meno giallastra (!). Fusto semplice, densamente foglioso. Foglie lanceolate, le inferiori di 3-4 X 10-15 (e fino a 10 X 30) cm, crenulate, le cauline minori, alla base lungamente decorrenti sul fusto e formanti ali larghe 2-3 cm. Inflorescenza semplice, cilindrica; brattee lanceolato-acuminate 12-18 mm; fiori subsessili; calice bianco-lanoso 7-10 mm; corolla giallo-pallida a bianco-lattea, pubescente all'esterno; stami dimorfi, gli inferiori glabri, i superiori bianco-lanosi; antere gialle 1 mm; capsule 7-10 mm.

Salvastrella minore

Poterium sanguisorba

Nepitella, Mentuccia comune

Clinopodium nepeta

  • Sinonimi accettati: Calamintha nepeta (L.) Savi, Melissa nepeta L., Satureja nepeta (L.) Scheele, Thymus nepeta (L.) Sm.
  • Fioritura: VI-IX
  • Sistema Raunkiær: Emicriptofite (H) - Scapose (H scap)
  • Formula fiorale: X, K (5), [C (2+3), A 2+2] G (2), (supero), drupa, 4 nucule

Bardana maggiore

Arctium lappa

Simile a Sp. Arctium nemorosum, ma rami corimbosi; piccioli interamente midollari, non tubulosi; foglie di sotto grigio-tomentose; squame > fiori completamente verdi; acheni 6-7 mm.
Segnalata quasi ovunque nella Penisola, ma spesso confusa con Sp. Arctium nemorosum.

Cardo scolimo

Scolymus hispanicus

Fusto ramoso-corimboso, con ali brevi e interrotte. Foglia pennatopartite o pennatosette (5-12 cm) con denti profondi, spine robuste, lamina verde, non o scarsamente coriacea; foglie superiori largamente amplessicauli. Capolini sia ascellari che terminali, avvolti da generalmente 3 brattee, queste con spine larghe circa quanto l'area centrale indivisa; squame lesiniformi, progressivamente assottigliate in punta acutissima; corolla gialla, 1 X 16-17 mm (nei fiori centrali spesso minore); antere gialle; achenio ovoide-compresso con piccola coroncina e 2(4) setole caduche.

Falsa ortica purpurea

Lamium purpureum

Erba annua, 15-30 cm, a fusti eretti o decombenti, tetragoni, talora radicanti ai nodi. Foglie picciolate, ovali, cordate alla base, irregolarmente incise o crenate, pubescenti su entrambi i lati. Verticillastri pauciflori (3-5) in corona intorno ai nodi. Calice tubuloso-campanulato, 5-7 mm, con 10 nervi e denti divaricati, triangolari-acuti più corti del tubo, ciliati. Corolla porporina, 0,8-1,3 cm circa, maculata di roseo più intenso, sporgente fuori del tubo calicino, bilabiata, con anello di peli all'interno del tubo. Labbro superiore della corolla intero e quello inferiore patente, lobato e smarginato all'apice. Stami 4, didinami, saldati in basso col tubo corollino.

Cretamo, Finocchio marino

Crithmum maritimum

Frutice legnoso in basso, di aspetto cespuglioso, 30-60 cm, glabro. Foglie grassette, guainanti in basso, le basali bi-tripennatosette, le cauline bipennate, a segmenti lanceolati o subellittici, acuti all'apice. Ombrelle terminali con brattee lanceolate-acuminate, trinervie, 0,5-1 cm; raggi 15-25 e bratteole lanceolate di 2-4 mm. Fiori bianchi, piccoli. Achenio oblungo, 4-5 mm, bruno-rossastro.

Calcatreppola, Fiordaliso stellato

Centaurea calcitrapa

Fusto prostrato-ascendenti, ramosissimi, ragnatelosi o alla fine subglabri. Foglie inferiori (5-8 cm) per lo più semplicemente pennatosette con lacinie di 1-2 X 18-25 mm, dentellate sul bordo subpungenti-scabre. Capolini numerosi, ascellari e subsessili o apicali; involucro piriforme diametro 6-8(10) mm; squame portanti all'apice una spina robusta (14-25 mm), nella parte basale per lo più con 2 coppie di spinule patenti di 2-3 mm; corolla purpureo-pallido; acheni 3 mm senza pappo.
Variabilità - Il portamento, la forma delle foglie, la spinosità di queste, come pure lo sviluppo delle spine inserite sulle squame involucrali sono caratteri sottoposti a variazioni casuali. Maggiore importanza potrebbe avere C. torreana Ten. del Garg., con fusto e rami eretti e spine ridotte, sulla quale tuttavia mancano notizie recenti.

Garofano dei Certosini

Dianthus carthusianorum

Fusti legnosi alla base, eretti, semplici. Foglie lineari, a guaina 3-8 volte più lunga che larga. Fiori in fascetti apicali all'ascella di brattee più o meno ovato-acuminate, aristate; squame dell'epicalice bruscamente ristrette in alto ed aristate; calice fusiforme 2-4 X 10-13 (-20) mm; petali con lembo roseo a rosso, barbato alla base.
Centro- e S-Europea
In tutto il territorio: C (manca Sardegna e Corsica). Dedicato all'ordine dei Certosini oppure, secondo altra etimologia, ai fratelli Karthäuser, naturalisti tedeschi del sec. XVIII. Pontedera G. (1688-1757), botanico padovano.
Osservazione - La delimitazione rispetto alle sp. vicine è spesso problematica. Tipicamente le squame dell'epicalice sono bruscamente ristrette o quasi troncate all'apice e portano una resta che pertanto è ben distinta dalla porzione laminare delle squame; raramente si presentano popolazioni con squame acute, progressivamente ristrette nella resta. Con questo si passa a D. pontederae 2 Kerner (calice di 10-15 mm, il caso più frequente) oppure a D. giganteus D'Urv. (calice 18-22 mm), ed effettivamente queste due sp. sono state ripetutamente segnalate per la flora italiana. D. pontederae è stato indicato in più luoghi del Trentino-Alto Adige ed anche distribuito in exsiccata da Fortezza, però si tratta di sp. dell'area balcanico-danubiana, le cui località sicure più prossime sono nel bacino di Vienna; su una popolazione del M. Morrone in Abruzzo, è stato descritto D. gìganteus subsp. italicus Tutin: è probabile che nell'uno e nell'altro caso si tratti di individui atipici di Sp. Dianthus carthusianorum.
Variabilità - La straordinaria plasticità di questa sp. ha dato luogo a diversi tentativi di inquadramento (i più completi di Hegi in Ill. Fl. Mitteleur. 3: 323-326 ed Allg. Bot. Zeitschr., 1911) fra loro contradditori, ciò che ha indotto Tutin in Fl. Europ. 1: 203 a rinunziare ad una analisi approfondita, ritenendo che non vi sia correlazione fra le variazioni dei singoli caratteri e che tali variazioni abbiano carattere continuo e senza gradienti geografici.

Verbena comune

Verbena officinalis

Fusti legnosi solo alla base, ascendenti, 4angolari-solcati e pubescenti sugli spigoli. Foglie spatolate (1-2. x 3-5 cm), lobate o pennatosette, le superiori ridotte e più o meno intere: nervature sporgenti di sotto. Spighe 3-6 cm alla fioritura; alla fruttificazione 10-25 cm, con 1-2 paia di rami basali arcuati; brattee lanceolato-acuminate: calice 15 mm: corolla 4 mm, roseo-violetta sul bordo; acheni 1.5-2 mm, con 4-5 strie longitudinali sul dorso.
Nota - È dubbio se si tratta di pianta indigena da noi, essa vive sempre in contatto con gli insediamenti umani e non si inserisce in alcun tipo di vegetazione naturale. Nell'antichita era considerata medicinale ed avere una parte importante in pratiche magiche, superstiziose o folcoristiche. Molte specie di Verbena sono coltivate per ornamento, però nessuna tende a naturalizzarsi.

Salsola erba cali

Salsola kali

Fusto prostrato o eretto con rami patenti e portamento a pulvino. Foglie inferiori opposte, patenti. Perianzio di 5 (4) tepali liberi# antere appena sporgenti.

  • Sinonimi accettati: Kali soda Moench, non (L.) Scop., Kali turgidum (Dumort.) Gutermann, Salsola turgida Dumort.
  • Fioritura: V-VIII
  • Sistema Raunkiær: Terofite (T) - Scapose (T scap)
  • Formula fiorale: * P 3-5, A 2-5, G (2) (supero)

Elleborina comune

Epipactis helleborine

Rizoma breve, non stolonifero; fusto eretto, cilindrico, foglioso, densamente pubescente. Foglie 6-15, le inferiori ovato-ellittiche e amplessicauli (3-4 X 5-6 cm), le mediane sottili ed allungate (1.5-2 X 8-10, raramente 18 cm), ondulate sul bordo; foglie superiori progressivamente minori. Inflorescenza lineare, quasi unilaterale, con fiori numerosi, spaziati, debolmente profumati; brattee inferiori simili alle foglie superiori (1X5-6 cm), ma pendule, le altre minori (2-3 X 12-18 mm); ovario piriforme 5X10 mm, su un peduncolo incurvato di 2-3 mm; tepali interni ed esterni simili, acuti, patenti, 7-8 mm; labello (4 mm) con ipochilo ed epichilo rigidamente connessi; fiori verdastri sul labello bianchi e talora soffusi di violaceo-pallido.
Variabilità - Accanto ad una maggioranza di popolazioni che praticano normalmente la fecondazione incrociata, in Sp. Epipactis helleborine si presentano pure regolarmente popolazioni autogame. Queste ultime tendono a differenziare stirpi separate, almeno quattro delle quali sono state finora riconosciute nell'Europa Centrale: esse andrebbero ricercate anche in Italia. Le popolazioni autogame si riconoscono (Young, cit.) dai caratteri del rostello: esso è nelle piante allogame sferico e ghiandoloso, nelle autogame invece, il rostello manca oppure è rudimentale. Nelle piante allogame è possibile estrarre i pollini introducendo la punta della matita nel fiore, nelle autogame invece il polline si disperde già all'inizio della fioritura all'interno del fiore stesso. In Italia è probabile si presentino due specie:

  • E. leptochila Godfr. - Foglie con lamina tenue, quasi piana; tepali 12-15 mm; epichilo acuminato. Soprattutto nelle faggete; Triesterne, Alpi Mariti, e certo altrove.
  • E. muelleri Godfr. - Foglie con lamina coriacea, scanalata; tepali 10 mm circa; epichilo ottuso. Soprattutto nelle quercete e carpineti.
  • E. purpurata Smente - G rhiz - 2-6 dm Simile a Sp. Epipactis helleborine, ma fusto spesso riuniti in cespuglietto; pianta per lo più sfumata di violaceo; foglie mediane in generale lunghe circa quanto l'internodo soprastante o poco più; inflorescenza densa, scabra, multiflora. Faggete. Non segnalata finora dal nostro territorio, però conosciuta per il Tirolo e quindi da ricercare. (500 - 1000 m).

Erba vetriola, Parietaria

Parietaria officinalis

Specie perenni, di taglia relativamente elevata, generalmente sinantropiche ed assai comuni. Esse risultano ben distinte in individui tipici, tendono però ad esser collegate da forme intermedie quando, come da noi, crescono assieme. Ricerche sperimentali e genetiche hanno dato finora risultati contradditori, in quanto certe esperienze hanno confermato l'autonomia delle due specie, altre invece hanno fatto pensare si tratti di morfosi indotte dall'ambiente. Le ricerche più recenti sembrano tuttavia avere dimostrato chiaramente che si tratta di specie indipendenti: Sp. Parietaria officinalis ha 2n = 14 (raramente anche 28 in singoli individui), mentre Sp. Parietaria diffusa ha 2n = 26: stando così le cose, anche le possibilità di ibridazione sembrerebbero ridotte.

Trifoglio rosso dei prati

Trifolium pratense

Rizoma legnoso, avvolto da guaine scure; rami erbacei brevemente striscianti ed arcuato-eretti. Foglie con picciolo allungato e segmenti lanceolati, ellittici, ovati ovvero obeuneati; stipole allungate, terminanti in una breve resta. Capolini brevemente peduncolati o subsessili alfasc. delle foglie superiori; calice con tubo di 3.5-4 mm e denti di 2.5-4 mm l'inferiori lungo 1.5-2 volte tanto: corolla 12-16 mm, violetta, salvo subsp. (b).
Nota - Gruppo estremamente polimorfo: inquadramento qui proposto ha solo il significato di un tentativo. Verosimilmente Sp. Trifolium pratense ha il suo centro d'origine sulle montagne della Penisola e Sicilia, dove in effetti raggiunge la massima variabilità: come tipo originario si può probabilmente proporre la subsp. (c), che popola stazioni naturali; la subsp. (b), pure in stazioni, naturali, sembra segnare il passaggio verso Sp. Trifolium noricum ed è forse ibridogena. Da queste potrebbe essersi formata la subsp. (a), soprattutto attraverso l'invasione del nuovo spazio ecologico creato dall'uomo; i limiti di questa verso le altre due subsp. tuttavia non sono netti, e d'altra parte essa comprende una fortissima variabilità, in dipendenza di selezione a scopo agrario, ma anche come indice di una intrinseca instabilità. I problemi delle tre subsp. verranno esaminati separatamente:
subsp. (a) - I tipi spontanei hanno in generale segmenti fogliari di 10-20 X 17-35 mm, con apice ottuso o arrotondato, talora anche bilobo e portamento robusto, con rami alti 10-20 cm Nelle stazioni secche ed aride ed in generale al Sud, si nota riduzione delle dimensioni del fusto e foglie e segmenti progressivamente allargati fino a risultare circa tanto lunghi quanto larghi (var. microphyllum Bertol.); non è infrequente in questo caso un aumento della pelosità, come nelle popolazioni dei luoghi umidi subsalsi descritte come var. maritimum Zabel, che tuttavia rappresenta probabilmente soltanto un tipo estremo. Le piante coltivate si distinguono per la generale glabrescenza e lo sviluppo dei fusto (alti 4-7 e fino a 10 dm) e dei segmenti fogliari lunghi fino a 4 cm e più; tipi con segmenti obovati vengono indicati come var. sativum Schreber, altri con segmenti strettamente ellittici come var. americanum CO. Harz.
subsp. (b) - Molto caratteristica nei pascoli subalpini su terreno blandamente acido (suoli calcarei umificati, suoli di origine lavica) nelle Dolomiti, essa è stata confusa con tipi della subsp. (a) adattati alle condizioni ecologiche d'alta montagna e pertanto indicata da tutta la catena alpina; riteniamo invece che essa debba venire circoscritta alle popolazioni delle Alpi Orientale e che pertanto i sinonimi di Hoppe e di Gaudin vadano eliminati; a causa della grande confusione no-menclaturale sembra attualmente impossibile precisarne l'areale. Alcuni caratteri (soprattutto la colorazione della corolla) pongono questa subsp. in posizione intermedia fra 1879 subsp. (a) e 1882.
subsp. (c) - Pensiamo possano essere qui riunite le razze delle montagne merid. e della Sicilia per il caratteristico aspetto dei capolini cuneati alla base. Esse tuttavia presentano un notevole polimorfismo. Popolazioni della Sila con pelosità ridotta e talora glabrescenti sono state descritte come var. silvnum Fiori, e forse anche le indicazioni di T. baeticum Boiss. per la Sicilia, vanno qui ricondotte. Questa subsp. contrae stretti rapporti con subsp. (b).

Raperonzolo

Campanula rapunculus

Radice ingrossata, fusiforme; fusto eretto, glabro o sparsamente peloso, ramoso in alto. Foglie oblanceolato-spatolate (1-2 X 6-12 cm), dentellate, le cauline ridotte, lanceolate o lineari. Pannocchia ampia, ricca, con fiori più o meno eretti; calice con denti lineari lunghi ⅔ della corolla, spesso patenti o riflessi; corolla 1-2 cm, azzurra, generalmente pallida, raramente roseo-violacea o biancastra, con tubo lungo ⅔ del tot. e denti acuti, ripiegati all'infuori.

Geranio lucido

Geranium lucidum

Fusti cilindrici, glabri, lucidi, rossi, ramosissimi. Foglie con picciolo di 3-5 cm e lamina reniforme (25 X 20 mm) divisa su ⅗ in 5 lobi dentato-crenati sul margine. Sepali (2x5 mm) acuminati con 3 nervi longitudinali e 5 coste trasversali; petali rosei 2x8 mm, profondamente bilobi; frutto con becco di 1 cm.

Cespica di Sumatra

Erigeron sumatrensis

  • Sinonimi accettati: Conyza albida Willd. ex Spreng.
  • Fioritura: VI-XI
  • Sistema Raunkiær: Terofite (T) - Scapose (T scap)
  • Formula fiorale: K 0, C (5), A (5), G 2 infero

Viperina piantaginea

Echium plantagineum

Pianta con peli molli su tutti gli organi. Fusti eretti, con peli brevi e setole molli appressate. Foglie basali lanceolate 2-4 X 8-14 cm, picciolate; foglie cauline oblanceolato-lineari, sessili. Inflorescenza generalmente con rami nutanti; calice 8-10 mm alla fior., fino a 15 mm alla fruttificazione; corolla purpurea, largamente imbutiforme; filamenti più o meno sparsamente pelosi; mericarpi a contorno triangolare, di un grigio-bruno chiaro, tubercolati.

Carlina raggio d'oro

Carlina corymbosa

Rizoma ramoso, ingrossato e lignificato; fusto eretto o ascendente, semplice e monocefalo o raramente ramoso, alla base nudo o poco foglioso. Foglie inferiori generalmente lanceolate, alla fioritura scomparse, le mediane 6-9 cm, lanceolate a lanceolato-triangolari (4-4.5 volte più lunghe che larghe), profondamente pennato-partite con più o meno 5 coppie di segmenti patenti ed area centrale indivisa larga 3-5 mm; spina apicale 10-20 mm, le altre 1-3 mm; foglie superiori arcuato-patenti, le più elevate bratteali. Capolini diametro 1.5-2 cm (con le brattee fino a 4 cm) isolati all'apice dei rami; foglie involucrali esterne lineari-lanceolate, poco ingrossate alla base, (14) 19-48(56) mm, nettamente più lunghe delle squame, con spina apicale di 7-12 e fino a 25 mm; squame interne raggianti, lesiniformi-subspatolate (massima larghezza a ⅕ dall'apice) 2 X 16-18 mm, giallo-dorate di sopra, gialle o purpuree di sotto, nel secco spesso brune; corolla pallida, cilindrica 0.8 X 8 mm.
Nota - Una pianta con foglie ovato-lanceolate di 1.5 X 3-4 cm, sinuato-lobate, dentate e con spine brevi (1-1.5 mm), foglie superiori largamente ovali, capolino maggiore, squame esterne fogliacee, palmato-3dentate, squame med. 3 X 15 mm terminanti in una spinula è stata descritta come C. corymb. var. globosa Arcang. ( = C. globosa Huter) e va probabilmente riferita come subsp. a C. hispanica Lam. È nota per la Calabria provincia Reggio e Sicilia Settentrionale-Orientale; Sp. Carlina corymbosa in Sicilia manca completamente nell'areale di Sp. Carlina sicula. Una var. rothii Heldr. et .Sart. è nota per le Isole Tremiti (Cretaccio) e forse può presentarsi in altre zone della Puglia; si distingue per le foglie cauline e involucrali con spine apicali molto robuste e sviluppate e segna il passaggio verso C. graeca (Boiss.) Heldr., che, almeno in aspetto tipico, da noi sembra mancare.

Camedrio scorodonia

Teucrium scorodonia

Odore sgradevole (!). Fusto eretto, pubescente con peli arrossati riflessi. Foglie con picciolo di 1 cm e lamina astata (25-35 x 40-55 mm), acuta, scura e rugosa di sopra, sui due lati pubescente ed irregolarmente crenato-dentata; nervi reticolati. Verticillastri distanziati, alla base ramosi; brattee ovali, progressivamente ristrette alla base; calice bilabiato 4 mm; corolla bianco-giallastra 9-10 mm, con tubo lungo il doppio del calice; acheni 2 mm.
Nota - T. arduini L. si distingue soprattutto per i verticillastri addensati in una spiga cilindrica compatta e le brattee lineari-lanceolate. È sp. illirica diffusa dal Montenegro alla Croazia, che raggiunge il suo estremo nordoccid. sul M. Ucka (M. Maggiore) in Istria, senza però avvicinarsi ai nostri confini.

Salcerella comune

Lythrum salicaria

Erba rizomatosa, robusta, 50-90 cm, a fusti quadrangolari, semplici o famosi. Foglie opposte o verticillate a tre, lineari o lanceolate, sessili. Fiori esameri in fascetti ascellari riuniti in infiorescenze terminali spiciforrni fino a 40 cm. Tubo fiorale da infundibuliforme a cilindrico, 5-7 x 2-3 mm, peloso, con 12 nervi marcati. Sepali 6, largamente triangolari, 0,5-1 mm; appendici tra i sepali lineari, di lunghezza doppia di questi. Petali lineari-lanceolati, 6-10 x 2 mm, porporino-violacei. Stami 12 di cui almeno 6 exserti. Frutto ovoideo.

Campanula selvatica

Campanula trachelium

Fusto eretto con 5 spigoli acuti o strettamente alati, arrossati; peli irsuti patenti. Foglie basali con picciolo di 8-15 cm e lamina cuoriforme (5-9 cm); foglia cauline con picciolo largamente alato di 5-10 mm e lamina lanceolata (4 x 7 cm), grossamente dentata, ispida e ruvida. Inflorescenza semplice o ramosa; calice diviso per ⅔ con tubo di 4 mm e denti triangolari di 7-8 mm; corolla con tubo di 14 X 15-25 mm e denti triangolari di 8 X 9-12 mm; frutto (2 cm) con calice accrescente.
Variabilità - La pelosità del fusto, foglia e soprattutto del calice variano in maniera irregolare anche nell'ambito di una stessa popolazione.

Centonchio dei campi

Lysimachia arvensis

Nontiscordardimè delle paludi

Myosotis scorpioides

Pianta annerente alla disseccazione. Rizoma strisciante stolonifero; fusti ascendenti a eretti, un po' carnosi, glabri o in alto con peli patenti. Fg. oblanceolato-lineari (1-1.5 X 5-8 cm), acute, glabrescenti o con peli appressati rivolti verso l'apice (raramente le inferiori con peli riflessi). Inflor. breve e densa, con asse a peli appressati; peduncoli alla frutt. 6-10 mm; calice 2.5-4 mm, frutt. fino a 6 mm, diviso su ⅖; corolla blu-violetta, rosea al centro, con lembo piano diametro 8 mm; nucule 1.2 X 1.8 mm, orlate in alto. Europ. W-Asiat. Pad. dal Friuli al Piemente: C; indicato anche per la Penisola e Sard., ma area da precisare.Per questa e le specie vicine cfr. Schuster R., Feddes Rep. 74: 39-98 (1967).

Lattuga a foglie di salice

Lactuca saligna

Simile a {4398}, ma generalmente senza setole subspinose; foglie completamente divise in lacinie sottili, l'apicale spesso allungatissima; capolini subsessili in spighe allungate; fiore spesso scrziati di putpureo; acheni provo di setole, con becco lungo 1.5 volte il corpo.Eurimedit.-Turan.In tutto il territorio C.Nota - Anche le foglie di Sp. Lactuca saligna, come quelle di Sp. Lactuca serriola, tendono a disporsi parallelamente ai raggi del sole (Erba Bussola).

Ranuncolo strisciante

Ranunculus repens

Fusto ascendente, alla base per lo più strisciante. Foglie radicali lunghe 9-25 cm, con picciolo maggiore della lamina, questa a contorno triangolare formata da 5 segmenti (2 inferiori opposti, portati da un peduncolo, 1-2-pennatosetti, 2 superiori opposti sessili; il terminale peduncolato, rombico, acutamente lobato); segmenti 5-10 X 25-45 mm. Fiori (diametro 2 cm) su peduncoli striati; sepali patenti (2x6 mm); petali gialli 7x10 mm; ricettacolo pubescente; achenio 3-4 mm.
Variabilità - Sporadicamente si presentano piante a portamento eretto. Foglie e fusto sono di regola glabri, raramente (var. villosus Lamotte) con fitti peli patenti. Individui con foglie divise in segmenti stretti o più o meno laciniate, abbastanza comuni, sono stati descritti come var. oenanthifolius (Ten. et Guss.), var. reptabundus (Jordan), var. tenuifolius Wimmente et Grab. ( = R. myriophyllus Wallr.). Tutto il gruppo meriterebbe un'analisi approfondita, in quanto esso risulta composto da stirpi diploidi e tetraploi-di con possibilità di apomissia: accanto ad un'elevata variabilità fluttuante, esistono probabilmente stirpi ben segregate.

Gallinetta comune

Misopates orontium

Fusto ascendente, ramoso, con sparsi peli ghiandolari. Foglie lineari-lanceolate (4-6 X 30-40 mm), ottuse, le superiori strettamente lineari. Fiori sub-sessili in racemo allungato, distanziati; calice completamente diviso in lacinie lineari (8-11 mm), poco differenti come lunghezza, ispide alla base; corolla rosea o violacea (10)13-15(17) mm, alla base del tubo rigonfia; capsula ovoide, gozzuta (5 X 8 mm).

Finocchio selvatico

Foeniculum vulgare

Pianta dall'aroma dolce intenso (!). Rizoma orizzontale nodoso ed anulato, biancastro; fusto eretto, verde-scuro, cilindrico, ramoso. Foglie 3-4 pennatosette, completamente divise in lacinie capillari, per lo più giallastre. Ombrelle senza involucro; petali gialli; frutti 4-7 mm.

Scarlina tomentosa

Galactites tomentosus

Simile a Carduus, ma fiori periferici sterili; stami con filamenti concresciuti; pappo di peli piumosi; achenio con coroncina emisferica. Il nome Galactites Moench (1794) è stato dichiarato nomen conservandum rispetto a Lupsia Neck. (1790), che risulterebbe precedente. Fusto eretto, generalmente ramoso, bianco-tomentoso e con ali provviste di spine. Foglie (1-2 dm) pennatosette, di sopra generalmente variegate di bianco, di sotto bianco-tomentose, acutamente spinose. Capolini isolati ovvero riuniti in fascetti; involucro campanulato; squame triangolari con una lunga spina apicale scanalata di sopra; corolla lillacina 21-23 mm (14-15; 1; 6-8), più lunga nei fiori periferici (sterili); acheni compressi con pappo di 13 mm.
Variabilità - Le foglie hanno di regola lamina pennatosetta, però raramente mostrano riduzione delle incisioni e lamina più o meno intera oppure al contrario sono ridotte alle sole nervature irte di spine; variano pure l'aspetto delle ali ed il colore delle corolle (lillacine, violette, azzurre, rosee o quasi bianche).

Verga d'oro comune

Solidago virgaurea

Rizoma obliquo bruno-rossastro; fusto eretto, subglabro, scarsamente pubescente e striato in alto. Foglie inferiori con picciolo alato lungo 5-8 cm e lamina lanceolata (2-3 X 7-9 cm, fino a 8 X 15 cm nelle rosette sterili), acuta, con dentelli conniventi; foglia cauline rivolte più o meno verso lo stesso lato, progressivamente ridotte e sessili. Capolini su peduncoli pubescenti di 1-3 mm; involucro cilindrico; squame 6-8 mm; fiori gialli, i ligulati di 10-16 mm (con ligula di 5-10 mm), i tubulosi di 7-9 mm; achenio (3 mm) costato, pubescente.
Variabilità - Nelle zone più elevate delle Alpi anche la subsp. (a) può presentare individui o intere popolazioni di dimensioni ridotte come semplice adattamento ai fattori ecologici avversi; esse sono state descritte come var. pumila Willd., var. pygmaea (Berto!.), var. minuta (L.) DC. di scarso valore, e non vanno confuse con la subsp. (c), che si distingue con certezza solo per i capolini più grossi.

Reseda bianca

Reseda alba

Pianta generalmente glauca. Fusto eretto, semplice. Foglia tutte pennatosette con 5-15 coppie di segmenti laterali larghi 1-3 mm Racemo lineare allungato; fiori 5-meri o 6-meri; sepali 2-4 mm; petali bianchi 3-6 mm, nella metà apicale divisi in 3 lacinie lineari parallele; capsula più o meno patente, obovoide (7-15 dm).Steno-Medit.Lig., Penisola (verso N fino alla Romagna, Umbria, Maremma), Sic, Sard., Cors. e Isole minori: C; segnalata inoltre nel Par-mig. e sul Ut. pr. Venezia e nel Friuli, ma forse scomparsa.Variab. - Singole popolaz. presentano fg. con segmenti in numero particolarmente basso o elevato, ow. più o meno increspate, con glaucescenza più o meno accentuata; anche le misure dei segmenti (talora lineari e larghi fino a 3-4 mm) sono variabili. Nelle zone più calde il fusto è lignificato alla base, così da render la pianta suffruticosa.

Acetosella debole

Oxalis debilis

Garofano di bosco

Dianthus hyssopifolius

Calendula, Fiorrancio selvaggio

Calendula arvensis

Fusti eretti o ascendenti, ramosi,e più o meno corimbosi. Foglie inferiori lanceolato-spatolate (6-15 X 20-50 mm) irregolarmente dentellate al margine, le cauline minori. Capolini (diam. 2-3 cm) numerosi, alla fioritura inclinati; squame 7-9 mm; fiori gialli, raramente aranciati, i periferici ligulati; acheni esterni rostrati lunghi fino a 15 mm, i mediani cimbiformi ed i centrali anulari.
Variabilità - La pelosità può essere scarsa o più o meno densa ed allora vellutata oppure scabra per peli uncinati. Nella subsp. (a) il tipo più diffuso presenta ligule lunghe 10-15 mm; le popolazioni a ligule brevi (5-6 mm) sono molto differenziate e danno spesso l'impressione di sp. distinte: esse sono state indicate come C. parviflora Rafin., C. stellata Cav., C. micrantha Tineo.

Trifoglio incarnato

Trifolium incarnatum

Pubescente per peli appressati. Foglie cauline con picciolo di 2-4 cm, segmenti obcordati e stipole avvolgenti il fusto su 3-4 mm biauriculate. Capolino unico terminale, ovato (1x2 cm); calice di 8-10 cm.

Viola del pensiero

Viola tricolor

Fusti ascendenti o eretti, ramificati e fogliosi, glabri o con peli brevi. Stipole con segmento apicale lanceolato, intero o crenato sul bordo, e 4-10 piccoli segmenti laterali, addensate alla base o più o meno regolarmente pennate, inferiormente spesso pennatifide; foglie inferiori con lamina cuoriforme a ovale, le superiori fino a lanceolato-cuneate, tutte crenate. Sepali 8-16 mm; corolla 1-2.5 cm, violetta, gialla ovvero bi-tricolore, con petali superiori sempre più lunghi del calice; sperone sottile, 3-6 mm.
La distribuzione in Italia è mal nota, a causa di confusione con Sp. Viola arvensis-Sp. Viola hymettia; Italia Settentrionale: C (?), segnalata in molti posti della Penisola, ma da verificare.
Nota - Le Viole del Pensiero coltivate derivano probabilmente, almeno in parte, da Sp. Viola tricolor, attraverso ibridi con V. lutea Hudson (Europa Centr. e Settentrionale), V. altaica Ker-Gawl. e forse altre specie; sono indicate come V. hortensis Auct. oppure V. X wittrockiana Gams. La coltura sembra sia stata iniziata in Inghilterra ai primi del secolo XIX, ed ha portato rapidamente alla selezione di un incredibile numero di cultivar e cloni con i petali dei colori più diversi.

Camomilla dei tintori

Cota tinctoria

Aglio delle streghe

Allium carinatum

Morella comune

Solanum nigrum

Fusto eretto, ascendente, con 2 strie longitudinali. Foglie con picciolo parzialmente alato (1-3 cm) e lamina asimmetrica, lanceolata a ovata (3-5 X 5-8 cm). Fiori in cime (3-)5-10flore; calice conico 2.5 mm; corolla bianca lunga 6 mm, diam. 7 mm; bacca sferica (6-7 mm) verde e poi nera-lucida.
Variabilità - Le inflorescenze sono irregolarmente ombrelliformi oppure allungate e più o meno racemiformi (S. moschatum Presl.); nel Meridione singoli individui tendono a passare a piante perenni suffruticose, con fusto lignificato alla base. Sp. Solanum nigrum e  Sp. Solanum luteum sono strettamente collegati: il primo è esaploide e deriva per incrocio fra S. luteum Miller (tetraploide) e S. americanum Miller (diploide); quest'ultimo si distingue per le cime ombrelliformi e la corolla minore, è stato segnalato ripetutamente in Europa, ma è dubbio se esista da noi realmente (Edmonds J. M., comente verb.). Sp. Solanum nigrum e Sp. Solanum luteum vengono generalmente considerate piante velenose; le parti vegetative contengono solo piccole quantità di un alcaloide non identificato. In alcuni casi invece è stata provata la presenza di quantità consistenti di solanina nei frutti, che pertanto risulterebbero tossici; casi di avvelenamento a bambini o animali domestici sono stati descritti. Invece fonti degne di fede (cfr. Hegi, Ill. Fl. Mitteleur. 5.4:2593, 1927) indicano anche le bacche di Sp. Solanum nigrum come commestibili. Forse il problema va spiegato con la variabilità del gruppo.

  • Sinonimi accettati: Solanum americanum Mill.
  • Fioritura: III-IX
  • Sistema Raunkiær: Terofite (T) - Scapose (T scap)
  • Formula fiorale: * K (5), [C (5), A 5], G (2)

Salicornia fruticosa

Salicornia fruticosa

Fusto semplice o molto ramificato, più o meno glauco, talvolta diffusamente gialliccio o più spesso rossastro nei segmenti fertili. Spighe terminali lunghe 1-5 cm; segmenti fertili inferiori poco convessi lunghi 2.5-4.5 mm, larghi 3-5 mm nel punto più stretto e 3.5-6 mm nel punto più largo; stami generalmente 1, raramente nulli o 2; antere 0.2-0.5 mm; fiori spesso cleistogami.

  • Sinonimi accettati: Arthrocnemum fruticosum (L.) Moq, Salicornia europaea L. var. fruticosa L., Sarcocornia fruticosa (L.) A.J.Scott
  • Fioritura: VII-VIII
  • Sistema Raunkiær: Camefite (Ch) - Succulente (Ch succ)
  • Formula fiorale: * P 3-5, A 2-5, G (2) (supero)

Erba mazzolina, Dattile

Dactylis glomerata

Fusti ascendenti o eretti, alla base compresse-bitaglienti. Foglie con lamina larga (4)6-8 mm, verde-erbacea; ligula tronca ovvero ottusa (2 mm). Pannocchia con 1-2 rami basali distanziati, eretto-patenti, nudi su 1-4 cm; spighette 3-4flore (7 mm); glume 3-3.5 mm, generalmente violacee, l'inferiore 1nervia, la superiore 3nervia; legumi 5 mm; antere violette 2 mm.
Nota - Complesso poliploide, per il quale sono note popolazioni con 2n = 14, 28, 42 oppure con altri numeri intermedi irregolari; i tetraploidi con 2n = 28 prevalgono. Si ammette in generale un'origine ibrida dall'incrocio tra Sp. Dactylis hispanica e Sp. Dactylis polygama (entrambe diploidi con 2n = 14), oppure tra Sp. Dactylis polygama e D. woronowii Ovczinn. dell'Iran. Oppure potrebbe trattarsi di autopoliploidia. Questo può spiegare l'elevata variabilità morfologica per quanto riguarda i caratteri della pelosità, dimensioni delle foglie ed organi fiorali, aspetto della pannocchia. Nella situazione attuale Sp. Dactylis glomerata è specie sinantropica, quasi completamente legata all'insediametro umano e alle aree coltivate; negli ambienti naturali essa è per lo più sostituita da Sp. Dactylis hispanica e Sp. Dactylis polygama. Nelle zone di contatto sono frequenti popolazioni di aspetto intermedio, forse dovuti a introgressione.Le tre specie risultano nettamente distinte come ecologia: Sp. Dactylis hispanica - in generale solo negli aspetti di degradazione delle leccete stenomediterranee, quindi nelle macchie, garighe e rupi, sempre in ambiente caldo e arido; Sp. Dactylis glomerata - specie sinantropica, soprattutto nei prati regolarmente falciati e concimati; Sp. Dactylis polygama - soprattutto nei boschi di Quercus petraea, talora anche in faggete subacide. Tuttavia questo vale solo quando si verificano le più tipiche condizioni di crescita, infatti Sp. Dactylis glomerata, evidentemente più vitale, tende spesso ad invadere gli spazi ecologici delle altre due specie.

Cardo asinino

Cirsium vulgare

Pianta con aculei patenti di 3 mm su fusto e foglie (!). Fusto eretto, angoloso con ali spinose, con grosso midollo centrale. Foglie pennato-partite, decorrenti, le inferiori di 7-10 X 20-30 cm; segmenti circa 5 per lato acutamente spinosi. Capolini subsessili (diametro 4-5 cm); involucro piriforme di 2.5 X 3 cm (senza le spine divergenti); corolla roseo-violetta 33-40 mm (20-24; 6-7; 7-9); pappo 20 mm.

Romice crespo

Rumex crispus

Erba perenne con breve rizoma verticale, a fusti eretti, robusti, 30-100 cm, glabri, angolosi, semplici o famosi. Foglie basali lungamente picciolate, con lembo lanceolato o oblungo-lanceolato, fino a 12 x 4 cm, glabro, ondulato-crespato al margine; le caulinari progressivamente decrescenti fino a lineari-lanceolate, attenuate alla base. Fiori ermafroditi o unisessuali in densi verticillastri multiflori, disposti in spicastri terminali, fogliosi alla base, formanti una pannocchia lassa. Sepali esterni patenti, lineari-lanceolati. Valve fruttifere cordate e subtriangolari, 3,5-5 x 4 mm, reticolate, brevemente pedicellate. Acheni ovato-trigoni, 2,5-3 mm, lucenti, lisci, bruni.

Borsa del pastore

Capsella bursa-pastoris

Fusti eretti, glabri o poco pelosi. Foglie basali in rosetta a contorno spatolato (0.5-2 X 3-10 cm), irregolarmente pennato-partite, le cauline progressivamente intere a sagittato-amplessicauli. Racemo allungato; sepali verdastri di 1-2 mm; petali di 2-3 mm, bianchi; siliquetta triangolare, all'apice troncato-retusa di 4-6 mm, stilo persistente di 0.5 mm; peduncoli patenti di 0.5-2 cm. Variab. - Forma delle foglie, colore dei fiori, portamento, aspetto del fr. sono estremamente variabili e per la diffusa autogamia tendono a fissarsi nelle popolazioni naturali.

Gramigna delle spiagge

Sporobolus virginicus

Rizoma lungamente (2-4 dm) strisciante; generalmente affondato nella sabbia, dal quale si dipartono getti sterili con foglie distiche e robusti culmi fioriferi eretti, fogliosi. Foglie spesso subopposte, con lamina larga 2-5 mm, rigida e convoluto-pungente; ligula breve, sfrangiata. Pannocchia densa e contratta, piramidale, alla base spesso avvolta dalla foglia superiore; spighette uniflore; glume ineguali, l'inferiore di 2 mm, la superiore di 3 mm; lemma di 3 mm, liscio, mutico.

Iperico, Erba di San Giovanni comune

Hypericum perforatum

Pianta glabra (!). Fusto alla base prostrato e lignificato, con rami orizzontali afilli e più o meno arrossati e rami eretti fioriferi, con 2 linee longitudinali su lati alterni negli internodi successivi. Foglie lanceolate, cosparse di ghiandole traslucide e con ghiandole scure sul bordo. Corimbi multiflori; brattee strettamente lanceolate 1x5 mm; sepali lesiniformi, interi, acutissimi; petali ellittici (6 X 10-12 mm), spesso asimmetrici, dentellati, con ghiandole scure sul bordo.

Fiordaliso alpino

Centaurea nervosa

Erba perenne, 1-4 dm. Fusto eretto, striato, generalmente semplice e portante un solo capolino, arrossato, con peli patenti bianco-grigi. Foglie verdi, puberulente, le basali con picciolo di 2-3 cm e lamina oblanceolato-ovata (4-5x9-11 cm), acuta, intera o con dentelli distanziati; nervature arcuate, con base da tronca a semi-amplessicaule, le superiori ellittiche. Capolini solitari con involucri ovoidali (diametro 10-20[-25]); fiori violetti. Acheni 4mm com pappo di 1,5-3 mm. Pascoli soleggiati su suolo fertile, neutro-subacido ma ben provvisto di basi, sulle Alpi nella fascia subalpina e alpina. In generale su substrati silicei (soprattutto lave e tufi), e con presenza di materiale fine calcico e dolomitico (apporto eolico, frane).

Trifoglio campestre

Trifolium campestre

Fusti semplici o ramosi alla base, pubescenti, portanti 1-2 capolini. Foglie spaziate con stipole lanceolate (2 x 5mm), acuminate; piccioli di 4-6 mm; segmenti ellittici (4-8 X 5-10 mm), dentellati nella metà superiori, il centrale picciolettato. Capolini ovati (9-13 mm); corolla gialla, dopo l'antesi bruniccia, lunga 4(2-6) mm.
Variabilità - Sono descritte due varianti, incompletamente distinte:

  1. con fusti eretti o ascendenti, capolini lunghi 12-13 mm su peduncoli lunghi circa quanto la foglia ascellante, corolla giallo-dorata di 4(5) mm: var. campestre ( = T. camp. var. typicum Fiori, T. procumbens var. majus Koch)
  2. con f prostrato-ascendenti, capolini lunghi 9-10 mm su peduncoli lunghi 2-4 volte la foglia, corolla giallo-pallida di 2-3 mm: var. pseudoprocumbens (Gmelin) Asch. et Gr. (= T. procumbens Auct. FI. Ital. s.s., non L.; T. sehreberi Jordan; T. procumbens var. minus Koch);
La prima prevale al N e nei luoghi umidi, la seconda al S e nelle stazioni aride calcaree. La corolla si presenta sporadicamente rosea o bruno-violacea. Maggiore importanza pare avere la variante thionanthum (Hausskn.) Maly, con fiore giallo-pallidi, dopo l'antesi rossastri, foglie glauche, corolla di 4-6 mm, nota per la Corsica, ma probabilmente da ricercare nel Meridione.

Giglio marino comune

Pancratium maritimum

Veronica comune

Veronica persica

Erba annua procumbente, 5-30 cm, spesso ramosa alla base, con fusti pubescenti. Foglie opposte in basso, poi alterne, brevemente picciolate, pubescenti, ovali-triangolari, troncate alla base. 5-25 x 4-15 mm, oppure cuneato-lanceolate. Fiori isolati ascellari, con pedicelli pubescenti di 1-4 cm. Calice con sepali ovali-lanceolati, 4-8 x 2-3 mm, leggermente ineguali, ciliati. Corolla azzurra, 8-12 mm di diametro. Capsula compressa ai lati, 4-7 x 6-9 mm, con due lobi divergenti separati da un profondo seno, pelosa e glandulosa soprattutto lungo la carena. Semi ovali-ellittici 1,5-2 mm, bruni, rugosi trasversalmente.

Erba di S. Giovanni montana

Hypericum montanum

Fusto eretto, robusto, glabro un po' ramoso solo nell'inflorescenza. Foglie lanceolate (1.5-3 X 4-6 cm), di sotto glauche e scabre o più o meno pubescenti; ghiandole nere abbondanti lungo il margine; foglie superiori anche con ghiandole traslucide; internodi allungati (spesso fino a 2-4 volte la foglie corrispondenti). Corimbi lungamente peduncolati, densi e quasi glomeruliformi; sepali lanceolati (1.5 X 4.5 mm), sul bordo subdentellati per ciglia lunghe 0.5 mm portanti una ghiandola nera; petali 9-10 mm, senza ghiandole nere.

Papavero cornuto

Glaucium flavum

Fusto glaucescente (!). Fusto eretto, ramoso, con sparse setole patenti. Foglie basali (10-20 cm) pennatosette con 4-6 segni, opposti, ovali (2x3 cm), dentati o lobati e segmenti terminale (4x2 cm) profondamente 3-lobo; foglia cauline progressivamente abbreviate, le superiori lobate. Fiori (diametro 4-5 cm) con 4 petali obovati (3x3 cm) gialli; capsula lineare (fino a 20 cm).

Verbasco sinuato

Verbascum sinuatum

Pianta densamente grigio- o giallo-lanosa (!). Fusti cilindrici, con abbondanti rami arcuati. Foglie basali 4-10 X 12-22 cm, sessili, lobate o partite con 4-5 incisioni per lato, e grossamente dentate; foglie cauline ovato-acuminate o più o meno lanceolate. Inflorescenza ampiamente ramosa; brattee (3-8 mm) con base cuoriforme di 3 X 3 mm ed apice allungato e sottile; peduncoli 2-4 mm; calice 2-4 mm; corolla diametro 15-30 mm; stami tutti con antere reniformi e filamenti violetto-tomentosi; stilo più o meno davate; capsula 2.5-4 mm.

Avena comune

Avena sativa

Simile a Sp. Avena fatua e generalmente glauca e glabrescente; foglie larghe 8-15 mm; pannocchia ampia e ricca; spighette con 2-3 fiori non articolate sulla rachide e quindi persistenti dentro alle glume fino a quando non si rompe la rachide stessa; glume 20-30 mm; lemma 20 mm, glabro o con pochi peli basali, con resta di 3-5 cm. Coltivata comunemente soprattutto nel Settentrione, e spesso inselvatichita.
Nota - Non si conosce allo stato spontaneo: probabilmente ottenuta per selezione da Sp. Avena fatua oppure Sp. Avena sterilis nelle zone montuose dell'Europa meridionale e già diffusa in coltura nell'età del bronzo. Veniva usata soprattutto per l'alimentazione umana e come foraggio per i cavalli, però la sua importanza è negli ultimi secoli assai diminuita e la coltura è oggi in regresso. Strettamente collegata è A. orientalis Schreber (A. sativa var. contratta Neilr.), che ha pannocchia contratta, lineare, strettamente unilaterale: questa avrebbe origine centro asiatica (Kazhakistan?) e sarebbe stata introdotta in Europa dalle popolazioni indo-europee migranti da Est nell'età del ferro; la coltura ne è oggi quasi abbandonata.
Il nome Avena è noto già dall'antichità e viene usato dagli Autori latini, ad es. Vairone. Secondo Hehn esso si collega al paleoslavo ovisu, (lituano owiza, pruss. vyse, wisge) ed al sanscrito avasa. È stato supposto che derivi dal nome della pecora (lat. ovis), ma questa etimologia appare fantasiosa; si tratta piuttosto di un'antica radice indoeuropea.

Trifoglio strisciante

Trifolium repens

Fusto orizzontale strisciante e radicante ai nodi, lungo 1-3 dm. Foglie con picciolo di 5-12 cm e segmenti obovati ( 12-16 X 14-20 mm). Capolini (diametro 2 cm) isolati all'apice di scapi eretti (5-20 cm), nudi, glabri e striati; calice 4 mm; corolla bianca o più o meno rosea, dopo la fioritura bruna e inclinata verso il basso, lunga 8-10 mm. Questa descrizione si riferisce al tipo più frequente; per le altre forme vedi sotto.
Variabilità - Questa importantissima foraggera è coltivata su vasta scala nelle «marcite» lombarde; in coltura si hanno piante a fusto tuboloso, e foglie aventi picciolo di 20-60 cm e segmenti lunghi fino a 5 cm (anziché 5-15 e 2-3 cm rispettivamente), chiamate Trifoglio lodigiano (var. giganteum Lagr.-Fosset). Nelle popolazioni naturali si presentano sporadicamente individui con corolla rosea, verdastra oppure sostituita da brattee, foglie o altre malformazioni (fo. phyllanthum Ser.) causate da infezioni fungine o agenti chimici. In montagna Sp. Trifolium repens compare spontaneo in pascoli subalpini su silice (nardeti), in individui ridotti in ogni parte, descritti come var. alpinum Schur, che forse è solo una modificazione indotta dall'ambiente. T. orphanideum Boiss., ripetutamente segnalato in Italia è specie endemica della Grecia: le indicazioni della Penisola ed Isole vanno probabilmente riferite alla subsp. (b).

Clematide Vitalba

Clematis vitalba

Fusti legnosi volubili, fascicolati; rami giovani erbacei, angolosi. Foglie completamente divise in (3) 5 segmenti imparipennati; lanceolati o ovali (2-4 X 4-6 cm), dentati, alcuni anche profondamente lobati, su peduncoli patenti e ingrossati alla base. Fiori (diametro 2.5 cm) profumati in pannocchie multiflore; petali bianco-verdastri, ellittici (3-4 X 10-12 mm); acheni fusiformi (2x3 mm) con resta piumosa, argentea, lunga 2-3 cm.
Variabilità - Gli individui con foglia a segmenti lobati o più o meno divisi (descritti come var. taurica Besser) non rappresentano una razza autonoma.

Zigolo delle spiagge

Cyperus capitatus

Lappolina canaria

Torilis arvensis

Fusto eretto, scabro per sparse setole rivolte verso il basso. Fg. (3-6 cm) 2-4 pennatosette, divise in lacinie larghe 1-2 mm Ombrelle a 3-12 raggi, senza brattee (raramente 1-2 brattee effimere); fr. ovoide (3-6 mm), verde-scuro, irsuto per aculei lunghi 1-1.2 mm, all'apice foggiati a freccia.divenuta Subcosmop.In tutto ilterritorio: C; Pad.: R.

Lino d'acqua

Samolus valerandi

Fusti eretti, di altezza assai variabile, i più sviluppati ramosi in alto. Foglie basali in rosetta, oblanceolato-spatolate; foglia cauline simili, ma molto poche. Racemo semplice o ramificato; fiori su peduncoli di 1-2 cm, portanti a metà una brattea e quivi ginocchiati, calice (1.5 mm) diviso su ⅓-⅕; corolla bianca (3 mm); capsula ovoide, quasi completamente avvolta dal calice. Subcosmopolita.
In tutto il territorio: R. Valerand Dourez (sec. XVI), corrispondente del Bauhin. Nota - Neofita Settentrionale. si può incontrare soprattutto lungo i litorali; nella Padania era certo frequente un tempo, però ora è quasi ovunque estinto. Nel Meridione si allontana dalle coste e vive anche sulle montagne.

Linaiola comune

Linaria vulgaris

Fusti eretti, ramosi, in alto peloso-ghiandolosi. Foglie alterne, lineari di 1-1.5 X 35-50 mm, raramente 2.5(10) X 45-60 mm, uninervie, acute. Racemi densi; peduncoli 2-8 mm; calice con lacinie di 2-3 mm; corolla gialla 25-30 mm (sperone di 9-12 mm); capsula ovoide 5 X 6-10 mm.
Nel Meridione è diffusa una forma a fiori più grandi e colore più scuro, indicata come L. speciosa Ten.

Caglio zolfino

Galium verum

Due specie, ben individuate dal caratteristico annerimento nel secco, il fusto cilindrico (almeno inferiormente), le foglie sottili e la corolla gialla con lobi più o meno acuti. Ad esse va aggiunto G. X pomeranicum Retz., l'ibrido Sp. Galium verum X Sp. Galium album, che ha corolla di un giallo biancastro, fusto più o meno quadrangolare nella parte inferiore ed inflorescenza lassa, non molto pelosa. Questo ibrido si presenta sporadicamente nelle zone montane del nostro territorio.

Trigonella bianca, Meliloto bianco

Trigonella alba

Geranio di San Roberto

Geranium robertianum

Pianta con peli patenti lunghi fino a 2 mm (!). Fusto cilindrico, arrossato, prostrato o ascendente. Foglie con picciolo di 5-8 cm e lamina a contorno pentagonale, 2 palmatosetta, diametro 5-8 cm; segmenti di 2° ordine lanceolati (5-7 X 10-15 mm), lobati, all'apice arrotondati e con breve mucrone rosso. Fiori appaiati in racemi alla fine maggiori delle foglie; sepali 6 mm con resta di 2 mm; petali (9-13 mm) generalmente con unghia di 6 mm e lembo roseo-purpureo, arrotondato all'apice (2 X 5-6 mm); calice fruttifero piriforme, 5 X 10 mm; polline aranciato; becco 2 cm.

Epilobio maggiore, Garofanino d'acqua

Epilobium hirsutum

Fusto eretto, oscuramente tetragono, con peli appressati e peli patenti abbondanti o talvolta rari. Foglie opposte, sessili, lanceolate (1.5-2 X 4-9 cm), dentellate, acute. Calice di 7 mm; petali 7 X 12-15(10-16, raramente anche 6) mm; capsula 8-10 cm; semi 1-1.5 mm.

Scrofularia annuale

Scrophularia peregrina

Pianta sparsam. ghiandolosa (!). F. eretti, ramosi, 4an-golari. Fg. inf. con picciuolo di 6-10 cm e lamina 3angolare-cuoriforme (3-5 X 4-6 cm), irregolarm. dentata; fg. cauline inf. opposte, le sup. alterne, ± simili alle basali, ma progressivam. sessili. Calice 4-5 mm con lacinie lanceolate, acute, senza bordo membranoso; corolla purpurea 5-7 mm; staminodio spatolato; capsula subsferica (diam. 5 mm) con mucrone di 1 mm.

Cencio perennante

Kickxia commutata

Fusti prostrato-ascendenti con peli patenti di 1 mm e più. Foglie inferiori opposte, ovate, le superiori alterne, astate, ottuse. Fiori solitari all'ascella delle foglie superiori, peduncoli 6-30 mm; calice con lacinie lineari (1 X 4-5 mm); corolla 11-15 mm giallastra con labbro superiore violetto; sperone ricurvo; capsula 4-4.5 mm, avvolta dal calice accrescente (fino a 5 mm); semi con una rete di creste, delimitanti aree alveolate, coperti da brevi tubercoli o papille. Simile a Sp. Kickxia elatine, ma perenne.

Garofano di Balbis

Dianthus balbisii

Assieme a Sp. Dianthus carthusianorum, che è più nettamente differenziato, rappresentano le specie con fiori riuniti in denso fascetto apicale. Si tratta di piante poco frequenti, che mostrano tendenza a segregare stirpi locali, e la cui sistemazione va considerata ancora provvisoria. Nella Flora Europaea queste specie sono riunite sotto il binomio «D. ferrugineus», che in senso stretto (cfr. Lacaita, cit.) va limitato a Sp. Dianthus ferrugineus: questo ha procurato una notevole confusione anche dal punto di vista nomenclaturale.

Erba limona

Melissa officinalis

Pianta di odore gradevole di limone (!). Rizoma orizzontale; fusti eretti, ampiamente ramosi, sugli spigoli con setole patenti di 6-13 mm, ai nodi formanti ciuffi biancastri nel resto più o meno glabri. Foglie sparsamente pelose, con picciolo di 2-3 cm e lamina ovata (3-4 X 4-5 cm) con base ottusa (le inferiori spesso cuoriformi) e 6-14 denti arrotondati per lato. Verticillastri 2flori all'ascella di foglie normali; bratteole lanceolate 1.5-2 X 3-7 mm, intere; peduncoli 2-4 mm e fiori nutanti; calice 6-9 mm, alla fruttificazione con dente centrale del labbro superiori ben sviluppato; corolla giallastra, dopo la fecondazione bianca o rosea, 10-12 mm.
Nota - Pianta aromatica soprattutto per usi medicinali, di origine asiatica, ma introdotta in Italia già nell'antichità. Coltivata negli orti, era mantenuta in condizioni di subspontaneità in tutto il territorio; ora per il crescente disinteresse all'erboristeria, la coltura si è ridotta ed allo stato spontaneo Sp. Melissa officinalis è quasi ovunque scomparsa.

Convolvolo, Vilucchio comune

Convolvulus arvensis

Rizoma biancastro; fusti erbacei scandenti, volubili, striati, generalmente avvolti verso sinistra, sottili alla base, più in alto spesso ingrossati. Foglie con picciolo di 2-3 cm e lamina astata (generalmente 2-3 x 3-5 cm). Fiori (diametro 2.5 cm) all'ascella delle foglie mediane; calice campanulato 4-5 mm; corolla bianca a rosea, imbutiforme (10-)15(-25) mm; antere violette; stimma con 2 lobi candidi divergenti; capsula glabra, sferica.
Una delle nostre più dannose infestanti, oltremodo difficile da combattere; tra i nomi popolari vanno ricordati nel Veneto «broglia» e «trigarella», da cui potrebbero derivare parole di largo uso quali «imbrogliare, intrigare». Le foglia variano di forma, così da risultare a volte lunghe il doppio della larghezza a volte lunghe il quadruplo ( = var. lancifolius Presi), però si tratta solo di aspetti estremi. Nell'Italia Settentrionale ed in generale negli ambienti umidi prevalgono piante glabre o quasi, con corolla candida (o tutt'al più all'esterno screziata di roseo); al Sud e nelle stazioni aride si osservano invece piante pelose o irsute, con corolla più o meno arrossata, talora anche con fusto lignificato alla base (var. montanus Terr.): anche questi pare siano solo adattamenti alle condizioni stazionali.

Convolvolo delle spiagge, Vilucchio marittimo

Convolvulus soldanella

  • Sinonimi accettati: Calystegia soldanella (L.) Roem. & Schult.
  • Fioritura: VI-VIII
  • Sistema Raunkiær: Geofite (G) - Rizomatose (G rhiz)
  • Formula fiorale: * K (5), [C (5), A (5)], G (2) (ovario supero)

Ciombolino comune

Cymbalaria muralis

Fusto prostrato-ascendenti, filiformi, radicanti ai nodi. Foglia alterne, reniformi o semicircolari, raramente suborbicolari; picciolo 2-4 cm; lamina cordata o reniforme (14-40 X 10-30 mm) con 5-9 lobi rotondati o ovato-acuti, talora mucronulati; pagina inferiore spesso arrossata. Calice glabro o debolmente peloso (2-2.5 mm); corolla 8-9 mm, liliacina con palato verrucoso giallo; sperone conico 1.5-3 mm; capsula sorpassante i lobi calicini; semi globosi o ovoidi, neri, rugoso-crestati, a volte tubercolati.
Variab. - Si presenta generalmente glabra oppure più o meno villosa sul fusto e foglie: var. pilosa (Vis.) Degen.

Cresta di gallo minore

Rhinanthus minor

Brattee glabre o sparsamente ispide più lunghe o (le inferiori) poco più corte del calice, con denti inferiori maggiori dei superiori, non aristati; calice glabro o con sparsi peli semplici; corolla anectolema 13-15 mm con naso arrotondato di 0.5 mm. Nota - Sp. Rhinanthus minor è segnalata in tutto il terr. (escluse le isole), però quasi sempre col binomio Rh. minor Ehrh., sotto il quale sono passate le specie più diverse ed anche (essendo indicato dal Fori come la var. a del suo Rh. crista-galli) l'intero genere come aggregato di specie. L'areale va dunque riaccertato. Corolla anectolema: è caratterizzata dal naso corallino, che costituisce una protuberanza breve ( più o meno 0.5 mm), emisferica, in visione laterale con margine a semicerchio.

Vedovella annuale

Jasione montana

Fusto eretto o ascendente, senza stoloni, generalmente ramosissimo. Foglie basali subspatolate (5-8 X 20-28 mm), le cauline sessili e lanceolate (5-6 X 25-30 mm), tutte villose ed ondulate sul bordo. Capolini subsferici diametro 1-1.5(2) cm; brattee lanceolate o triangolari (1-2 X 3-5 mm), intere o raramente crenate o dentellate; corolla violaceo-azzurra 6-10 mm, con stilo sporgente.
Variabilità - Aspetto polimorfo, presentandosi spesso popolazioni a ciclo annuale anziché bienne e persino perennanti (a meno che non si tratti di confusione con Sp. Jasione echinata). Il fusto è ramoso o semplice, eretto o ascendente o anche prostrato. Anche la pelosità è variabile, come pure la grandezza dei capolini.

Morella rampicante

Solanum dulcamara

Fusto in basso legnoso e ramosissimo, in alto erbaceo, scandente; rami con pubescenza appressata. Foglie triangolari con picciolo alato di 2-3 cm e lamina triangolare di 3-6 X 5-10 cm, le superiori composte, con 1 In tutto il territorio : C.scun lato del picciolo. Cime più o meno ombrelliformi 10-20flore; calice 3 mm; corolla violetta con lacinie di 6 mm; antere gialle 5 mm; bacca verde, a maturità rossa, ovoide (7x8 mm).

Silene bianca

Silene latifolia

Pubescenza appressata e foglie spesso glabrescenti sulle facce; calice subsferico (soprattutto alla fruttificazione) con denti acuti lunghi ⅔ del tubo; petali spesso rosei; capsula alla deiscenza con denti patenti o revoluti.

Castalda, Girardina silvestre

Aegopodium podagraria

Pianta perenne di 30-80 cm, glabre, ceppo lungo strisciante. Stelo robusto, cavo, scanalato, poco vogatore - foglie inferiori a lungo inseguito, anemone, volantini a foglia larga 3-4 cm, ovato-lanceolate, acute, inegualmente seghettato, sessili cauline sulla guaina e Ternate - fiori bianchi in ombrelle 12-20 quasi uguali raggi sottili, l'unica centrale fertile - buccia e Zero involucel - nessun calice arto - obovate petali, emarginate, a punta ricurva - stili riflessa, 3 volte più a lungo rispetto al stylopod conica - frutta piccola, ovale-oblunga lato tavoletta, glabra - mericarps bordi contigui, pari a 5 costole filiformi - vallecules colpo strisce - commissural fronte seme planare.

Clematide fiammella

Clematis flammula

Rizoma legnoso; fusti legnosi in basso, volubili, tenaci, angolosi. Foglia opposte, 2-pennatosette, con segmenti di 2° ordine interi e più o meno lanceolati (circa 1 X 1.5 cm), ottusi, talora lobati o completamente divisi. Pannocchia ricca e ben fornita; fiori tetrameri con petali pelosi solo di sotto; achenio discoidale (diametro 3 mm) con resta piumosa di 1-2 cm. Le foglie hanno segmenti di 2° ordine da interi a completamente divisi; la forma stessa dei segmenti d'ultimo ordine varia dal lanceolato all'ovato e subrotondo, oppure fino a lineare (var. maritima L.); individui con questi caratteri si ritrovano mescolati nella stessa popolazione.

Becco di gru malvaceo

Erodium malacoides

Fusti ascendenti o eretti, scanalati, ispidi per setole rivolte verso il basso. Foglie basali con picciolo di 4-6 cm e lamina ovata (2-3 X 3-6 cm), grossamente lobata e dentellata o crenulata tutt'attorno; foglie cauline simili, ma minori e subsessili. Ombrelle 3-8 flore su peduncoli di 3-7 cm; brattee ispide, membranose, ovate (2.5 X 4-6 cm); fiori su peduncoli di 1 cm, alla fruttificazione spesso ripiegati; sepali 5-6 mm; petali purpurei, 5-9 mm; achenio (5-6 mm) bruno con sparse setole eretto-patenti rossastre di 0.5 mm; becco 2-3 cm.
Variabilità - Forma e dentatura della lamina fogliare, dimensioni del fiori e del frutto sono caratteri variabili; a Linosa è descritta una var. linosae (Sommier) Fiori con foglie basali completamente pennatifide o pennato-partite, che va ulteriormente studiata.

Lattuga dei boschi

Lactuca muralis

Ravastrello marittimo

Cakile maritima

Pianta succulenta (!). Fusti ascendenti o prostrati, flaccidi, glabri. Racemi brevi, con fiori addensati (diametro 1 cm); sepali giallo-verdastri di 5 mm; petali spatolati, con unghia di 4 mm e lembo rifiatino di 4x5 mm; siliqua (15-20 mm) formata da 2 articoli sovrapposti, l'inferiore più meno rombico, il superiore conico.

Achillea millefoglie, Millefoglio comune

Achillea millefolium

Caratteri generali: perenne, con fusto di 2-10 dm e odore aromatico; rizoma orizzontale allungato, generalmente con stoloni epigei; pelosità su fusto e foglie per peli semplici molli lunghi 1-3 mm. Foglie a contorno lanceolato, 2(3)pennatosette (divisioni di 1° ordine completamente divise in lacinie intere o più o meno profondamente dentate), le basali molto (anche 3-5 volte) più lunghe delle cauline e picciolate, le cauline sessili. Corimbi ampi; capolini piccoli con involucro ovoide e 4-6 fiori ligulati; squame con margine membranoso, generalmente chiaro, corolla bianca, rosea o più o meno arrossata; talora anche giallastra; fiori ligulati 2 mm con tubo alato, verso il basso progressivamente allargato; ligula più larga che lunga, generalmente 3loba (con lobo centrale minore dei laterali); fiori tubulosi 2 mm, con tubo un poco espanso a cuffia sopra l'ovario; acheni 1.7-2 mm. Il Millefoglio è pianta diffusissima, che i botanici hanno tradizionalmente considerato «polimorfa» o «difficile». Il più serio tentativo di darne un inquadramento morfologico è di Briquet et Cavillier in Burnat, FI. Alp. Mar. 6: 199-214 (1917): esso porta alla definizione di 2 sottospecie con complessivamente 11 varietà, e mostra chiaramente i limiti del metodo morfologico in questi casi. L'indagine citogenetica ha permesso invece di definire un gruppo di specie, in massima parte già intraviste da Autori precedenti e molto simili tra loro, ma distinte da caratteri sufficientemente stabili. Esse rappresentano il risultato di un processo evolutivo che parte da specie diploidi ben separate e costanti, dalle quali per ibridazione sono derivati tetra- ed esaploidi, progressivamente più. incostanti e collegati l'un l'altro da popolazioni ibridogene di aspetto intermedio. A questo proposito cfr. Ehrendorfer F., Oesterr. Bqt. Z. 100: 583-592 (1953) e 106: 363-368 (1959), id. Gold Spring Harbor Symposia Quant. Biol. 24: 141-152 (1959) e Schneider I., Oesterr. Bot. Z. 105: 112-158 (1958). Sulla distribuzione di queste specie in Italia si hanno solo notizie frammentarie, per lo più limitate alle Alpi: i loro areali nella Penisola ed Isole restano in gran parte da accertare. Le specie di questo gruppo già dall'antichità vengono ricordate tra te piante medicinali, soprattutto come emostatico, vulnerario ed emmenagogo, di qui i loro nomi popolari più diffusi; dall'odore aromatico derivano invece denominazioni quali Camomilla selvatica, Finocchiella, Trementina, etc. Il fieno aromatico di queste piante è adatto all'alimentazione della pecora e dei polli.

Soldinella acquatica

Hydrocotyle vulgaris

Rizoma orizzontale strisciante e radicante ai nodi. Foglia peltate, con picciolo sottile di 5-10 cm e lamina arrotondata (diametro 3-4, raramente 6 cm), tipicamente con 9 nervi palmati ed altrettante crenature poco profonde. Fiori subsessili in inflorescenza subcapitata (ombrella semplice contratta) < foglie; frutti 2 mm con coste rilevate. Europeo-Caucasica. (Submediterranea-Subatlantica). Pian. Veneto-Friulana ed Emilia, V. Susa, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Sicilia e Corsica: Molto rara e spesso estinta.

Centocchio comune

Stellaria media

Le specie Sp. Stellaria media,Sp. Stellaria neglecta e Sp. Stellaria pallida formano un complesso variabilissimo nella pelosità, forma delle foglie, lunghezza degli internodi e dei peduncoli, forma dei sepali, sviluppo dei petali, numero degli stami. Queste forme sono in maggior parte fondate su caratteri ereditari fra loro non concatenati e si incontrano in ogni possibile combinazione; per alcune si può constatare segregazione geografica oppure selezione dovuta all'ambiente; vengono generalmente considerate autonome le specie Sp. Stellaria neglecta e Sp. Stellaria pallida, diploidi con 2n = 22; il complesso tetraploide (2n = 40,42,44) corrispondente a St. media (L.) Vill. s.s. può parimenti venire diviso in due gruppi abbastanza ben differenziabili (ma facilmente ibridatali!) con rango di sottospecie ed una terza (subsp. romana Bég.) ancora dubbia. Le altre varianti o forme distinte degli AA. vanno considerate fino a prova contraria stati individuali, sprovvisti di valore tassonomico.

Senecione comune

Senecio vulgaris

Fusto ascendente o eretto, ramoso-corimboso in alto. Foglie basali spatolate (fino a 2 X 7 cm), lobate o partite, le infime solamente dentate; foglia cauline semiamplessicauli, pennato-partite. Involucro cilindrico-piriforme (3-4 X 6-7 mm); squame esterne 10-12 (in visione laterale o su materiale essiccato 5-6 squame per lato), con punta nera o interamente nere; squame interne dopo la fioritura ribattute; fiori gialli, tutti tubulosi (7 mm), appena sporgenti dall'involucro; acheni 1-2 mm.
Nota - Pianta a ciclo breve (2-3 mesi dalla germinazione del seme alla maturità sessuale), con parecchie generazioni in un anno; nelle zone più fredde la fioritura si concentra nei mesi estivi e spesso Sp. Senecio vulgaris tende a passare a bienne. Varia notevolmente nella statura e ramificazione: individui ridotti, spesso con fusto semplice e pochi cm d'altezza, possono essere confusi con Sp. Senecio pygmaeus (S. pygmaeus sensu Strobl non DC). Sporadicamente si presentano individui con pochi fiori periferici ligulati (forse ibridi con le sp. prec. cfr. anche Sp. Senecio sylvaticus); in Sardegna sembra dominare un tipo con pelosità più densa (var. tyrrhenus Fiori), in Sicilia è indicata una var. siculus Guss. a squame esterne ridotte; nelle stazioni aride e subsalse compaiono ecotipi a foglie carnose e spesso un po' glabrescenti. Sp. Senecio leucanthemifolius-Sp. Senecio vulgaris costituiscono un gruppo di sp. affini, con spiccata tendenza alla formazione di tipi locali; è probabile che questo sia conseguenza di accentuata autogamia: i fiori, pare vengano solo raramente visitati da insetti impollinatori. È probabile che questo gruppo abbia il suo centro nel Mediterraneo, forse fra la Sicilia, Sardegna ed Italia Meridionale. Qui probabilmente va cercata anche l'origine di Sp. Senecio vulgaris; come mai solo questa sp. abbia poi potuto adattarsi agli ambienti creati dall'uomo ed espandersi su tutto il Globo non è chiaro.
Confusione - Con Sp. Senecio sylvaticus.

Viperina azzurra

Echium vulgare

Fusto eretto, più o meno ramoso, portante getti laterali ascendenti e con peli di due tipi: peli brevi densi e setole allungate, patenti, inserite su un tubercolo spesso rosso-bluastro alla base. Foglie basali in rosetta, appressate al suolo, oblanceolate a lineari-spatolate (1-1.5 X 6-10 cm), per lo più con setole tubercolate dirette verso l'apice e con brevi peli molli. Inflorescenza spiciforme o poco ramosa; calice con lacinie di 4-9 mm, alla fruttificazione generalmente molto allungate; corolla 10-17(20) mm generalmente assai zigomorfa; stami inseriti nel tubo corollino a varie altezze; filamenti glabri; mericarpi 2-3.5 mm, con sculture delicate.

Mirto

Myrtus communis

Pianta con profumo aromatico resinoso (terpeni) (!). Arbusto sempreverde con corteccia rosea a frattura longitudinale, desquamante in fascetti fibrosi; rami opposti. Foglia opposte, coriacee, sessili; lamina lanceolata o ellittica (8-11 X 20-24, raramente 12 x 32 mm). Fiori solitari o appaiati al fascio delle foglie; peduncoli 12-18 mm; petali bianchi, subrotondi (7 mm); bacca ellissoide o subsferica (6-9 mm), sormontata dai rudimenti del calice.
Variabilità - Forma e dimensioni delle foglie sono caratteri incostanti: le misure date nella nostra descrizione sono quelle normali delle piante selvatiche, però si trovano spesso singoli rami oppure anche interi individui con foglie di dimensioni maggiori o minori. Tipi macrofilli e con petali pure maggiori (diametro 8-12 mm) sono stati descritti già dal Linneo come var. romana L. e var. baetica L., però rappresentano solo stati individuali. Il frutto è di regola alla maturità di un azzurro-nerastro, a volte però (almeno in parte) biancastro o screziato. Maggior valore viene attribuita alla subsp. tarentina (L.) Arcang., che si differenzia per le foglie di 4-6 X 10-15 mm, addensate (portamento simile a quello del Tasso) e la bacca sferica: essa è segnalata in Corsica, Sardegna (S. Rocco di Pula), provincia Firenze, Capri, Napoli e Gallipoli, però forse solo come relitto di antiche colture. Il Mirto è uno dei principali componenti della macchia mediterranea, nella quale caratterizza gli aspetti più aridi e termofili; è distribuito soprattutto lungo le coste, con decisa preferenza per quelle occidentali.

Ortica membranosa

Urtica membranacea

Pianta monoica (!). Fusti scanalati ascendenti. Foglie con picciolo lungo circa quanto la lamina, questa ovata (15-25 x 18-30 mm), con base cordata e 8-15 denti per lato; stipole 2. Racemi unisessuali, i femminili maggiori della foglia ascellante, arcuato-eretti, i maschili con asse appiattito.
Variabilità - A volte i racemi presentano commisti fiori dei due sessi ed asse non appiattito.

Farinello comune

Chenopodium album

Fusto eretto, semplice o ramificato, striato, glabro ed un po' glauco, sparsamente farinoso soprattutto in alto. Foglie alterne, le maggiori lungamente (2-4 cm) picciolate, lanceolate (2.5-5 X 5-9 cm), con base progressivamente ristretta nel picciolo e 3-6 denti grossolani, poco differenti fra loro per lato; foglie minori (3-4 cm) lanceolate, subintere; lamina farinosa, soprattutto di sotto. Inflorescenza fogliosa in basso; glomeruli (diametro 3 mm) con parecchi fiori verdastri di 1.5 mm; frutto verdastro diametro più o meno 1.5 mm, avvolgente un solo seme nero, lucido diametro 1.2-1.6 mm.

Porcellana di mare

Halimione portulacoides

Fusti legnosi prostrati, radicanti ai nodi. Foglie grassette, glauche, opposte, da lineari-lanceolate a lanceolate (7-14x30-60 mm), raramente le superiori subastate e larghe fino a 25 mm, con un angolo ottuso su ciascun lato alla base della lamina. Fiori sessili in pannocchie talora fogliose; glomeruli gialli; bratteole (3-4 mm) triangolari, tridentate all'apice, sul dorso con 2 tubercoli.

Cappellini comuni

Agrostis stolonifera

F. striscianti, radicanti ai nodi, quindi arcuato-ascendenti, spesso con stoloni epigei. Fg. spesso glaucescenti con lamina larga 4-7 mm; ligula 2-6 mm, acuta e spesso sfrangiata. Pannocchia generalmente contratta lunga 5-15 cm, con rami eretto-patenti; glume subeguali, di 2 mm circa, talora arrossate; lemma troncato-denticolato a 5 nervi, lungo 1.5 mm, generalmente privo di resta; palea 1 mm.Circumbor.In tutto ilterr.: C. - Bibl: Feuillade M., Bull. Soc. Bot. Fr. 79: 789-804 (1932).Varìab. - Amplitudine ecologica ed elevato polimorfismo caratterizzano questa specie e ne hanno fatto un autentico rompicapo per i botanici. Sul piano morfologico si possono individuare delle forme, che in generale appaiono il risultato di variabilità casuale; d'altra parte il compianto amico Björkman aveva riconosciuto su amplissimo materiale l'esistenza di tre razze cromosomiche (rispett. tetra-, penta- ed esaploide) indistinguibili dall'aspetto esterno. I caratteri più variabili sono la forma ed il colore della pannocchia, la presenza o meno di una resta sul lemma, le dimensioni delle parti fiorali. Maggior importanza sembra avere A. maritima Lam. (= A. stol. subsp. maritima Meyer) che si distingue per il generale colore paglierino, i f. lungamente reptanti e radicanti ai nodi, la pannocchia contratta, rossastra, le fg. rigide, glauche, convoluto-pungenti: vive nelle bassure salmastre dietro le dune ed è diffusa sul litorale adriatico, dal Triest. al Venez., Romagna e lungo la Pen. fino alla Puglia, più raram. anche sul vers. tirrenico dalla Versilia all'Agro Pontino. Pure ben distinta è A. scabriglumis Boiss. et Reut. ( = A. stol. subsp. scabriglumis Maire; A. alba var. densiflora Guss.) con glume villoso-scabre sulla carena, diffusa in Sic, Cal. ed Ischia, Probabilm. queste due entità meritano di venire considerate buone specie oppure vanno collegate a Sp. Agrostis castellana. Per la Cors. viene segnalata una subsp. scabrida (Maire et Trabut) Maire, che si distingue per le fg. rigide e convolute, il portam. contratto, la generale glaucescenza ed il lemma brevem. peloso alla base. Essa andrebbe ulteriorm. studiata per accertare se si tratti veramente di stirpe distinta.

Centaurea maggiore

Centaurium erythraea

Tutta la pianta con sapore amaro (!). Fusto eretto, glabro, angoloso o con più o meno 6 nervi sporgenti subalati. Foglie basali in rosetta persistente, oblanceolate, ellittiche ovvero obovate (1-1.5 x 3-5 cm); foglie cauline opposte, più strette. Fiori in corimbi terminali fogliosi; calice 4-5 mm con lacinie lesiniformi, corolla rosea o più o meno purpurea; capsula cilindrica (2 X 10 mm); semi minutissimi.
Usi - Tutta la pianta (raccolta alla fioritura) contiene principi amari (il glucoside eritaurina) ed era usato con il nome di Centauro quale febbrifugo, soprattutto nel Meridione contro la malaria. Oggi rimane soprattutto fuso famigliare del thè, quale digestivo e stomachico.
Variabilità - Sp. estremamente polimorfa per il sovrapporsi di una variabilità individuale (priva di significato sistematico) su una incompleta differenziazione di sottospecie, delle quali alcune diploidi con 2n = 20, altre tetraploidi (2n = 40). La variabilità individuale riguarda soprattutto la statura, ramificazione, misure delle foglia, colore della corolla; individui ridotti possono apparire indistinguibili da Sp. Centaurium pulchellum e Sp. Centaurium tenuiflorumente. Le sottospecie, male differenziate sul piano morfologico, presentano distribuzioni assai interessanti: le diploidi sono strettamente localizzate e concentrate attorno alle isole centro-mediterranee (Sardegna e Sicilia sembrano aver rappresentato un importante centro di differenziazione) mentre le tetraploidi sono state in grado di espandersi ampiamente in tutta l'Eurasia temperata e temperato-fredda e più recentemente (introdotte dall'uomo) anche nel Nordamerica. Queste sottosp. sono tuttavia spesso interfertili e collegate da intermedi.

Euforbia marittima

Euphorbia paralias

Suffrutice a fusti eretti, 20-60 cm, glabri, glauchi, densamente fogliosi. Foglie sparse, sessili, coriacee, da lineari-acute in basso a oblungo-ellittiche in alto, 0,5-3 x 0,3-1,5 cm, un poco concave superiormente. Brattee cordato-ovali, acute, le fiorali cordato-reniformi, apicolate. Ombrella di 5(6) raggi, più volte dicotomi. Glandule 4, gialle o brune, arcuato-ellittiche. Capsula globosa, 3-5 x 4,5-6 mm, un poco depressa superiormente, profondamente trisolcata, granulata al dorso. Semi ovoideo-globosi, lisci, bianco-cenerini.

Erba cristallina a foglie cordate

Mesembryanthemum cordifolium

Garofano selvatico

Dianthus sylvestris

Vengono qui riunite le specie con fiore isolati e distanziati (spesso anche un unico fiore su ciascun fusto fiorifero), con petali appena dentellati e squame dell'epicalice brevi. Questo gruppo è caratterizzato da una notevole variabilità geografica, non ancora interpretata soddisfacentemente, ed ulteriormente confusa dalla selezione di numerosi ceppi coltivati (piante ornamentali!). Per una discussione della bibliogr. cfr Pignatti S., Giorn. Bot. hai 107: 209 (1973). Gruppo polimorfo nel quale possono venire distinte numerose razze locali, che tuttora attendono una sistemazione soddisfacente. Come D. longicaulis Ten. viene comunemente intesa la pianta dell'Italia Meridionale, spesso indicata anche come var. nodosus Auct Fl. Ital. non Tausch, var. garganicus (Ten.) Fiori, ecc.; essa presenta squame dell'epicalice in alto troncate e brevemente mucronate; il calice non presenta nervi evidenti nella metà basale. Dalla Gravina di Leucaspide pr. Taranto è descritto D. tarentinus Lacaita, che per tutti i caratteri più significativi rientra qui, però ha fiore in ogni parte più piccoli (calice di 20 mm con denti di 4-5 mm; petali con lembo di 4-5 X 5-8 mm, appena dentellati). Pure scarsamente differenziato è D. siculus Presi, noto della Calabria, Sicilia, Sardegna e Corsica, che si distingue da D. longicaulis Ten. per le squame ad apice più acuto ed il calice con nervi quasi raggiungenti la base. Qui va (fide Strobl) riferito anche D. gasparrinii Guss. Probabilmente anche il D. godronianus Jordan, che gli AA. francesi indicano per la Cors. e la Francia Merid. può rientrare in questo complesso di razze locali. Più fortemente differenziato è Sp. Dianthus arrostii, che è più robusto in ogni parte, ha foglie più larghe, dentellate sul bordo, ecc. Quest'ultima sp. si distingue ancora per le squame dell'epicalice leggermente patenti anziché strettamente avvolgenti il calice, però questo carattere può presentarsi in via eccezionale anche in singoli fiore di Sp. Dianthus sylvestris e quindi non può essere considerato esclusivo. D. gratianopolitanus Vill. ( = D. caesius Smente) si differenzia per i petali barbati e le foglie cauline con guaine brevi (1-2 mm). Il monografo (Novak in Acta Fac. Rer. Nat. Carol. 51:9) segnala questa sp. per «Agordo, Belluno, M. Baldo, Ponte di Legno, Adamello, V. Brembana, S. Bernardino in V. Mesocco, ecc.», però nessuna di queste indicazioni è stata recentemente confermata; l'indicazione per il Braulio (Comolli) va riferita a Sp. Dianthus arrostii (Furrer e Longa). È segnalato ancora nella Valtournanche e Val Susa il che apparirebbe più credibile, per la vicinanza con l'areale parziale nel Delfinato (Grenoble [l'antica Gratianopolis], Lautaret). Comunque, per il momento non ci sono prove certe che questa specie viva in Italia. D. caryophyllus L. è un binomio che, usato in senso collettivo, include Sp. Dianthus sylvestris e Sp. Dianthus arrostii, mentre in senso stretto (var. coronarius L.) è limitato alle sole piante coltivate per uso familiare (Garofanini). Queste si distinguono da Sp. Dianthus sylvestris per le foglie più larghe (2-4 mm), il fiore pieno e generalmente sterile, molto profumato ed i petali maggiori, cioè proprio per i caratteri selezionati dagli orticultori. Si tratta di ceppi derivanti verosimilmente da diverse razze di Sp. Dianthus arrostii o di sp. vicine, che hanno in comune solo caratteri esteriori, di scarso peso tassonomico. Allo stato spontaneo sono segnalate «qua e là nella Penisola e Sardegna» da Fiori, in Dalmazia da Strobl, nel settore Ibero-atlantico da Fournier, ed in varie zone dell'Europa Meridionale da Tutin in Fl. Europ., però non sembra che alcuno di questi AA. abbia constatato direttamente l'esistenza di popolazioni selvatiche: sembra dunque che non si tratti di una vera unità biologica, ma piuttosto di un esempio di «specie immaginaria». Il Garofano coltivato industrialmente in Riviera è ancora più grande (foglie larghe fino ad 1 cm, fiore pieni con calice diametro 1-2 cm e corolla diametro 6-8 cm). Esso forse deriva da Sp. Dianthus rupicola e Sp. Dianthus arrostii e pare sia esistito già nell'antichità, però diviene comune solo in epoca recente (Hehn lo definisce «die Blume der italienischen Renaissance»).

Specchio di Venere comune

Legousia speculum-veneris

Erba annua, 10-30 cm, pubescente o ispida, pelosità più o meno densa. Fusto eretto, ascendente o prostrato, generalmente ramoso. Foglie inferiori oblanceolato-spatolate, le superiori più o meno lanceolate, tutte generalmente patenti (5-10 x 14-30 mm), ondulate o crenulate sul bordo (forma e dentatura incostanti). Fiori numerosi, generalmente in pannocchia fogliosa; calice con tubo di 8-12 mm e denti lesiniformi (0,5-0,6 x 5-7 mm), patenti o un po' falcati, alla fioritura lunghi circa quanto i lobi corollini o poco più; corolla violacea, spesso roseo pallido, lunga 8-12 mm, lobi subrotondi, apiculati, in superficie piana ;capsula prismatica, verso l'apice un po' ristretta e qui deiscente con 3 valve aprentisi dal basso all'alto. Infestante nei campi di cereali, strettamente legata alle colture primaverili, su terreno prossimo alla neutralità, ricco di nutrienti.

Bocca di leone

Antirrhinum majus

Fusto eretto, semplice o poco ramoso in generale, glabro in basso, in alto con densi peli ghiandolari lunghi 0.5-1 mm. Foglie lanceolate (5-10 X 18-55 mm), ottuse, le superiori generalmente lineari-lanceolate. Racemo denso con fiori contigui; peduncoli 1-4(12) mm; calice quasi completamente diviso in lacinie ovali (4 X 8 mm); corolla purpurea alla fauce, più chiara sul tubo 33 X 45 mm; sperone sostituito da un ingrossamento basale del tubo corollino; capsula ellissoide (6 x 10-12 mm) con inserzione laterale.

Porcellana comune

Portulaca oleracea

Pianta glabra e grassetta (!). Fusti cilindrici, spesso arrossati e cavi all'interno. Foglie spatolate (6-7x12-16 mm) ed anche fino a 1.5x3 cm) con picciolo di 2 mm, all'apice tronche o un po' retuse. Fiori a 2-5 all'ascella delle foglie; petali gialli, 5 (4-6); sepali 2; capsula compresso-fusiforme (2.5 X 7 mm).

Crotonella fior di cuculo

Lychnis flos-cuculi

Fusti eretti, arrossati, pubescenti, ramosi in alto. Foglie basali lineari-spatolate (1 X 4-6 cm), le superiori strettamente lineari (3 X 40-50 mm). Cime ampie; fiori (diametro 2-3 cm) su peduncoli di 12-15 mm; calice striato di bruno con tubo di 4 X 5 mm e denti acuti di 2-3 mm; petali roseo-violetti lunghi 20-25 mm con lembo profondamente 4-fido.

Euforbia prostrata

Euphorbia prostrata

Erba annua prostrata, pelosa, ramosa alla base, spesso arrossata. Foglie opposte, brevemente picciolate, oblungo-ellittiche, 6-9 x 3-6 mm, asimmetriche alla base, maculate, da glabrescenti a pelose. Stipole dimorfedeltato-fimbriate, pelose. Ciazio peloso con nettari trasversalmente ellittici, rossastri. Cassiula ovoidea, 1,2-1,5 mm, pelosa, solcata, con cocche carenate. Semi subtetragoni, apicolati, circa 1 mm, grigiastri, granuloso-striati trasversalmente.

Valeriana rossa

Centranthus ruber

Pianta glabra, glauca e un po' grassa (!). Fusti ascendenti, ramosi, lignificati in basso. Foglie maggiori (alle dicotomie) ovali a triangolari-acuminate (3-7 X 7-12 cm), talora dentate; foglie superiori lineari-lanceolate (1-2 X 5-9 cm), acute e intere. Corimbi densi; corolla rosso-violetta (raramente bianca) con tubo di 9-11 mm e lembo diviso in 5 lobi di 3-4 mm; sperone lineare, acuto, 6-7 mm, lungo il doppio dell'ovario; stilo sporgente (6-7 mm); frutto fusiforme 2x5 mm.

Arabetta collinare

Arabis collina

Perenni con indumento più o meno denso del fusto e foglia formato soprattutto da peli peduncolati a 3-5 raggi (nelle foglia anche a 6 raggi), peli semplici e biforcati per lo più presenti particolarmente nella parte inferiori del fusto ed anche al margine delle foglia F. principale eretto, generalmente accompagnato da altri laterali ascendenti, tutti indivisi, Foglie basali lanceolato-obovate a quasi spatolate, pro-gressivamente ristrette nel picciolo e generalmente grossamente dentate, ottuse; foglia cauline 3-20 con base ristretta, arrotondata o debolmente cuoriforme, sessili, obovate, lanceolate, ovv. ovate, generalmente dentate, le inferiori ottuse, le superiori talora glabrescenti di sopra. Inflor. 7-20 (25) flora, densa e quindi allungata; sepali 1-2 X 2.5-5.5 mm; petali obovato-cuneati 1.8-4 X 6-10 mm, troncati all'apice; peduncoli frutt. eretti, i maggiori di 5-16 mm; silique appressate all'asse, le maggiori di 1-2 X 40-90 mm, con nervo med. visibile non oltre i ¾ delle valve; semi 1.1-1.3 X 1.6-2.1 mm, tutt'attorno con ala larga fino a 0.2-0.5 mmGruppo difficile, incompletamente studiato. Attualmente sembra di poter distinguere abbastanza chiaramente due sp., mediante una combinazione di caratteri: esse tuttavia sono collegate da forme di passaggio.

Garofanina annuale

Petrorhagia prolifera

Fusti eretti semplici o ramificate alla base, glabri. Foglie lineari (1 X 10-20 mm) denticolate sul bordo; guaina circa tanto lunga che larga. Fiori subsessili, riuniti a 2-5 o raramente solitari all'apice del fusto; calice (8-10 mm) quasi interamente nascosto dal calicetto rigonfio, paglierino; petali rosa pallidi, 10-13 mm; capsula clavata, alla fine lacerante il calice; semi più o meno ovoidi 0.8 X 1.3-1.9 i mm.

Trifoglio a foglie strette

Trifolium angustifolium

Fusti eretti, ramosi, con pubescenza appressata. Foglie scarse per lo più erette. Capolino unico terminale lungo 2-8 cm su un peduncolo di 1-5 cm; calice 10-12 mm, con tubo poco più breve dei denti, questi più o meno eguali fra loro; corolla bianco-rosea, circa eguagliarne i denti.

Geranio minore, Geranio selvatico comune

Geranium molle

Erba annua a fusti prostrato-ascendenti, mollemente pubescente. Foglie inferiori patenti o eretto-patenti, lungamente picciolate, con lamine quasi rotonde, incise alla base, 7-9 lobe, con denti o lacinie diseguali con un piccolo callo apicale. Stipole ampie, ovali o ovali-lanceolate, da ottuse ad acuminate, ciliate. Fiori su peduncoli opposti alle foglie, subeguali o più lunghi di queste. Sepali ovali-bislunghi, ottusetti, trinervi, glabri internamente, pubescenti-glandulosi interiormente. Petali obovali, smarginato-bilobi, roseo-violacei con venature, ristretti e ciliati in breve unghia. Stami subeguali al calice con filamenti lanceolato-lesiniformi. Antere violaceo-scure. Cassule ovate, rugose, glabre. Semi lisci.

Scardaccione selvatico

Dipsacus fullonum

Fusto eretto, tubuloso (alla base diametro 2 cm), striato, con molli spine patenti. Foglie più o meno lanceolate (le inferiori fino a 10-15 X 30-50 cm), con base amplessicaule e nervi laterali divergenti dal centro a 90°; bordo grossamente dentato; spine sparse, soprattutto sul nervo centrale; foglie superiori intere, glabre. Capolino ovoide (2-3 X 3-8 cm); squame lineari, le maggiori spesso superanti il capolino; pagliette acuminate; corolla 8-10 mm, lillacina (raramente bianca); frutto con involucretto quadrato, con 4 dentelli sugli angoli e calice a coppa.

Calcatreppola campestre

Eryngium campestre

Erba perenne glabra, verde-giallastra, 20-60 cm, legnosa alla base e nella parte radicale. Fusto eretto, cilindrico, carnosetto, con manicotto di fibre alla base. Foglie basali con lungo picciolo dilatato alla base in una guaina nervata. Foglie inferiori del fusto brevemente picciolate, spesso con guaina spinescente, le altre sessili, semiamplessicauli; lamina ovale-triangolare, bipennatofida, con lobi spinescenti vistosamente nervati; margine coriaceo. Infiorescenza ampia costituita da numerosi capolini subsferici, 1-1,5 cm di diametro. Brattee 5-7, 2-3 X 0,1-0,3 cm, lineari-lanceolate, intere o brevemente spinose. Bratteole lineari-acuminate, intere. Sepali ovali-lanceolati, con evidente acume terminale. Frutto densamente squamoso.

Erba ginestrina

Securigera varia

Fiordaliso stoppione

Centaurea jacea

Piante a foglie generalmente intere, ovate, lanceolate o lineari; pelosità generalmente ridotta; capolini per lo più grossi (2-4 cm), con involucro cilindrico a ovoide diametro 7-14 mm; squame con appendice molto sviluppata, e parte laminare separata dall'appendice mediante una evidente strozzatura; appendice membranosa, piana o più o meno concava, intera, lacerata o regolarmente pettinata (fra i due estremi vi è una serie continua di aspetti); fiori rosei, rossi, rosso-aranciati o purpurei, gli esterni raggianti (tranne in Sp. Centaurea transalpina e Sp. Centaurea carniolica); acheni 2.5-3 mm, con pappo mancante o rudimentale. Questo gruppo è stato variamente interpretato, come un'unica specie polimorfa, come due specie (C. jacea = Sp. Centaurea haynaldii-Sp. Centaurea pratensis e C. nigrescens = Sp. Centaurea transalpina-Sp. Centaurea carniolica) oppure come una dozzina di specie indipendenti. In realtà tutte le stirpi sono tra loro ibridabili, il che deporrebbe in favore della prima interpretazione (specie unica). D'altra parte è stato messo in evidenza il frequente passaggio all'apomissia, come pure la possibilità di copulazione tra gameti non ridotti con conseguente poliploidizzazione; inoltre le varie stirpi appaiono ben, segregate ecologicamente. In attesa di un giudizio definitivo sembra dunque più opportuno considerarle al livello di specie, sottolineando tuttavia che l'intensa differenziazione nell'ambito di questo gruppo è in gran parte l'effetto dell'azione antropica che mediante la creazione dei prati stabili ne ha favorito l'espansione.

Peverina dei campi

Cerastium glomeratum

Fusti eretti, dicotomi, densamente pelosi. Foglie generalmente ovali o subspatolate (fino a 11 X 16 mm) o lanceolate (4-6 X 10-15 mm). Peduncoli brevissimi (1-3 mm) fino alla fruttificazione, quindi fiori riuniti in glomeruli; petali generalmente cigliati alla base; filamente glabri (spesso alcuni sterili o mancanti); antere 0.2-0.3 (-0.45) mm; stili lunghi fino a 1 mm; placenta a bastoncino; capsula 7-8 mm; semi diametro 0.5 mm, con verruche alte 0.02 mm.
Variabilità - Nelle popolazioni naturali si trovano mescolati individui a petali ben sviluppati, a petali brevi o del tutto mancanti: pare si tratti di modificazioni indotte dalle condizioni ecologiche e prive di base genetica. Di regola Sp. Cerastium glomeratum è abbondantemente ghiandolosa, raramente si presentano individui senza ghiandole (in questo caso è facile la confus. con Sp. Cerastium holosteoides e Sp. Cerastium tenoreanum). Il binomio più antico è C. viscosum L., la cui descrizione (pianta annua) corrisponde a Sp. Cerastium glomeratum, mentre l'esemplare typus conservato nell'erbario linneano di Londra è {t489]}: per questo tale binomio è da considerare nomen ambiguum.

Falsa ortica macchiata

Lamium maculatum

Fusto ascendente o eretto, fabuloso, glabro e lucido o più o meno pubescente. Foglie con picciolo di 2-4 cm e lamina triangolare-ovata a -cuoriforme (3-4 X 3.5-5 cm), dentata. Calice con tubo di 3-4 mm e denti di 3-5 mm; corolla 20-30 mm, con tubo biancastro ricurvo a S (10-15 mm), labbro superiore roseo a purpureo e labbro inferiore bilobo, chiaro con macchie purpuree.
Variabilità - La forma e la dentatura delle foglie sono caratteri incostanti, che hanno portato alla descrizione di sp. (L. columnae Ten.; L. rugosum Ait. non S. et S.) probabilmente prive di valore; qui vanno pure riferite le var. rubrum Wallr. e var. nemorale Rchb.

Vedovina selvatica

Scabiosa columbaria

Queste specie (e forse anche Sp. Scabiosa silenifolia) formano un gruppo caratterizzato da elevato polimorfismo e caratteri fluttuanti, che rendono difficile o talora impossibile una distinzione obbiettiva. Parecchi Autori le hanno riunite in un'unica specie, ma in epoca moderna è invece prevalsa l'opinione di mantenerle distinte a livello specifico. Comunque, tra l'una e l'altra specie sono frequenti popolazioni intermedie, grazie alla facile ibridabilità. Già all'inizio del secolo Briquet et Cavillier in Burnat, Fl. Alp. Mar. V, scrivevano su questo gruppo (da loro sistemato a livello specifico): Espèce très riche en races subor-données qui ont une besoin urgent d'une revisione critique. Tuttavia finora è apparso un unico lavoro (Grossmann F., Veròf. Geobot. Inst. Rubel in Zurìch H. 52 pagg. 1-125, 1975), limitato alla zona centrale delle Alpi, quindi i problemi aperti sono ancora moltissimi e la sistemazione qui proposta è solo un tentativo.

Ortica comune

Urtica dioica

Pianta generalmente dioica (!). Rizoma stolonifero; fusti eretti, striati, in alto scanalati. Foglie opposte con picciolo lungo ⅔-⅘ della lamina, questa lanceolata (3-6X5-10 Cm), grossamente dentata, cuoriforme alla base; 4 stipole. Racemi in verticilli all'ascella delle foglie superiori arcuati, patenti o più o meno penduli, semplici o brevemente ramosi, di 2-3 cm (nel frutto fino a 5 cm). Fiori giallo-verdastri, minuti, con 4 tepali irsuti e persistenti nel frutto; stimmi arrossati all'apice.
Variabilità - La variabilità di questa specie non è stata ancora indagata in modo soddisfacente. I caratteristici peli urticanti sono di regola fitti, raramente assai scarsi (pianta quasi glabra) oppure in gran parte sostituiti da peli semplici appressati (var. galeopsidifolia Kanitz) oppure patenti (var. pubescens Trautv.); i peli semplici possono anche mancare del tutto. Un tipo meridionale con fusto prostrato, ramosissimo, legnoso alla base e foglie di 1-2 X 2-3 cm è descritto dalla Sicilia come U. sicula Gasparr. e merita ulteriore studio. In generale le piante hanno fiori tutti dello stesso sesso, sporadicamente accompagnati da fiori dell'altro sesso; molto raramente si osservano piante monoiche con inflorescenze inferiori femminili, le superiori con fiori maschili e femminili mescolati ed anche con fiori ermafroditi. Nei boschi umidi lungo i fiumi si presenta una var. subinermis Uechtr. caratterizzata dalla mancanza quasi completa di peli urticanti, che sembra abbastanza costante e ben segregata rispetto agli altri tipi.

Rosmarino

Rosmarinus officinalis

Pianta con profumo aromatico intenso (!). Cespuglio con rami prostrati o ascendenti, raramente eretti; corteccia bruno-chiara. Foglie lineari, revolute sul bordo, dunque apparentemente di 2-3 X 15-28 mm, verde-scure e lucide di sopra, bianco-tomentose di sotto; fascetti ascellari generalmente presenti. Racemi ascellari brevi, 4-16 fiori; calice pubescente bilabiato 5-6 mm, diviso su 1/3; corolla 10-12 mm, azzurro-chiara o lilla, raramente rosea o bianca.
Nota - Questo diffuso e caratteristico componente della macchia bassa e gariga mediterranea, già dall'antichità è comunemente impiegato come pianta medicinale, aromatica e condimento. Nella cucina italiana il Rosmarino è di uso frequentissimo, soprattutto per arrosti e condimenti; per questo motivo è coltivato comunemente negli orti e giardini in tutta la zona dell'Olivo e della Vite, e spesso al riparo dei muri esposti a mezzogiorno o su rupi soleggiate può essere incontrato come pianta apparentemente selvatica. Si può ritenere spontaneo tuttavia solo lungo le coste, con esclusione di quelle del Medio ed Alto Adriatico; solo nell'Italia Meridionale, Sicilia e Sardegna penetra anche ad una certa distanza dal mare, però sempre in ambiente di macchia. Nell'Italia Settentrionale è spontaneo solo in Liguria e sul Garda: le località citate da Fiori (Duino, Lit. Veneto al Cavallino) sono certamente dovute a piante inselvatichite; anche sul Garda il Rosmarino è generalmente inselvatichito, però il Béguinot {Pubbl. Ist. Bot. Messina, 1924) descrivendo le stazioni sulle rupi sopra Tignale, Campione e Limone annota «Nessun dubbio sull'assoluta spontaneità della specie in questo tratto della riviera», che dunque rappresenterebbe l'estremo avamposto, isolatissimo, della specie in Italia.

Grespino spinoso

Sonchus asper

Fusto robusto, poco ramoso; foglie spesse, pungenti, generalmente lucide di sopra; orecchiette avvolgenti il fusto ed arrotolate a chiocciola; capolini in cime ombrelliformi, raramente fioccosi alla base; acheni 1 X 2.5 mm, obovato-ellittici, bruscamente ristretti all'apice, con 3 coste longitudinali marcate, ma per il resto lisci.

Lattugaccio comune

Chondrilla juncea

Fusti eretti, in basso glaucescenti e con spinule retroflesse di 1-2 mm, in alto ramosissimi, lisci. Foglie basali (4-8 cm) in rosetta, oblanceolate, grossamente dentate, alla fioritura, per lo più scomparse; foglie cauline lineari (2-4 X 22-55 mm), generalmente spinulose sul bordo. Capolini numerosissimi, subsessili, spesso in fascetti di 2-4; involucro cilindrico (3X8 mm); squame inferiori ovate (1-2 mm), le superiori lineari (0.5-1 X 8-14 mm); fiori gialli 10-13 mm; achenio cimbiforme (3.5 mm) sormontato da un becco filiforme (4 mm), che porta il pappo niveo (6-8 mm). Le foglie del fusto sono strettamente lineari, più raramente lanceolate, con margine intero o più o meno denticolato-setolose. Anche C. juncea, come certe Lactuca mostra la caratteristica disposizione delle foglie in senso parallelo ai raggi solari (pianta bussola). In molte zone d'Italia si tratta di specie legata all'ambiente sinantropico e più o meno in costante, che negli ultimi anni sembra alquanto rarefatta.

Vilucchio bianco

Calystegia sepium

Erba perenne volubile, rampicante, alta fino a 3 m di altezza. Foglie alterne con picciolo lungo fino a 5 cm, a lamina ovale o ovale-lanceolata, 6-8 x 4-6 cm, cordato-sagittata alla base. Fiori odorosi, solitari, ascellari, con peduncolo lungo fino a 7-10 cm, con alla base due bratteole ovali, acute, accrescenti, 1-2 x 0,7-1 cm, più lunghe dei sepali. Calice campanulato verde-giallastro, a sepali ovali-oblunghi o ovali-lanceolati, 1-1,5 x 0,4-0,5 mm, mucronati. Corolla campanulato-infundibuliforme, 4-5 cm, bianca, glabra, oscuramente lobata. Stami inseriti alla base del tubo corollino. Cassula tondeggiante, brevemente mucronata, glabra.

Aglio pippolino, Aglio delle vigne

Allium vineale

Rapa, Colza

Brassica rapa

Pianta glabra e glauca in alto (!). Fusto eretto, ramoso. Foglie basali (4-8 cm) lirate con segmento apicale subrotondo (diametro 2-5 cm) e 1-3 coppie di segmenti laterali; foglia cauline lanceolate completamente amplessicauli (1-2 X 5-8 cm), subintere. Racemo alla fioritura breve ed ombrelliforme; i fiori aperti sono inframmezzati ai boccioli e sporgono al di sopra di essi; alla fruttificazione racemo allungato, 2-4 dm; sepali patenti 3 mm; petali 2.5 X 7 mm; stami esterni ¼ più brevi degli interni; silique 1.5-2 X 40-60 mm con becco di 5-10 mm e peduncolo 8-15 mm.

Kummel delle Apuane

Carum appuanum

Tribolo comune

Tribulus terrestris

Fusti striscianti, pubescenti e ruvidi. Foglie paripennate con rachide di 2-4 cm e 8-14 segmenti opposti di 2-3 X 6-8 mm. Sepali 3 mm; petali gialli 4 mm, frutti 5-10 mm, con spine acute.

Mazza d'oro comune

Lysimachia vulgaris

Fusto eretto, pubescente, scanalato, spesso ampiamente ramoso. Foglie con picciolo di 1-2 cm e lamina lanceolata (2-3 X 7-12 cm) ovvero oblanceolata (fino a 4 X 12-14 cm), glabra e lucida di sopra, più chiara e pubescente sui nervi di sotto; margine intero ondulato; nervature reticolate. Fiori (diametro 1.5 cm) in pannocchie piramidali alla base fogliose, in alto con brattee lineari; peduncoli con densi peli semplici e ghiandolari; calice con lacinie acute, bordate di rosso, 1 x 3-4 mm; corolla gialla, con tubo brevissimo e segmenti ellittici (5 X 10 mm); stami saldati su ½; capsula subsferica (4-6 mm) con stilo presto caduco.
Eurasiatica.
Settentrione e Centro, Corsica: C; ancora provincia Potenza, sul Pollino e Sicilia a Spaccaforno.
Variabilità - In relazione all'habitat palustre è specie piuttosto polimorfa. Normalmente essa cresce negli ambienti in fase d'interramento, nella vegetazione a Phragmites e nelle fasi di consolidamento ad Agrostis stolonifera; sporadicamente può mantenersi anche nelle boscaglie ripariali. In genere la pianta radica su fango, talora anche ricoperto da un velo d'acqua. In condizioni ecologiche particolari (stazioni inondate) può sviluppare stoloni epigei lunghi fino a qualche metro; in Germania è stata pure osservata una forma submersa Gliick del tutto glabra, sterile e con foglia pellucide.

Sambuco Ebbio

Sambucus ebulus

Pianta con odore fetido (!). Fusto erbaceo con coste chiare longitudinali; midollo bianco. Foglia opposte imparipennate a 5-9 segmenti di 2-4 X 10-15 cm, seghettati, glabri e verde-scuro di sopra, pubescenti e chiari di sotto; stipole ovate o subrotonde (1 cm), terminanti in punta acuta. Corimbi ampi (1-2 dm); calice (2 mm) ridotto al solo tubo, con denti indistinti; corolla bianco-rosea con lacinie di 4 mm; antere violette; drupe piriformi (4-6 mm) a maturità nere-lucide.
Variabilità - Sporadicamente si presentano individui con foglia a segni, profondamente dentati fino a pennatopartiti, che tuttavia rappresentano variazioni senza importanza tassonomica.

Boccione maggiore

Urospermum dalechampii

Fusto villoso per peli patenti (!). Fusto eretto o ascendente, foglioso nella metà inferiore. Foglie basali pennatosette lunghe 5-6 cm, le cauline inferiori progressivamente maggiori (2 X 6-8 cm) e meno profondamente divise, le superiori lanceolate, subintere. Capolino su un lungo peduncolo ingrossato; squame concresciute nel terzo inferiore, quindi libere (12-14 mm); fiori periferici con tubo incoloro di 12 mm e ligula raggiante (3 X 20 mm) giallo-chiara, di sotto ed all'apice generalmente con strie purpuree; achenio rugoso (6-8 mm) con becco lungo il doppio.

Camomilla marittima

Anthemis maritima

Pianta aromatica (!). Pianta glabra o quasi con fusto prostrato-ascendenti, fogliosi fino a ⅔ almeno. Foglie punteggiato-ghiandolari di sotto, le basali (2-4 cm) 2pennato-sette con lacinie di 1 X 3 mm; foglie cau-line (1-2 cm) con rachide allargato (1.5-2 mm) e 2-4 denti divergenti per lato; apice generalmente ottuso. Capolini (diam. 1.5-3 cm) su peduncoli sottili; squame acute a margine chiaro; pagliette brevemente mucronate; fiori periferici ligulati con ligule ovate (3.5-5 X 5-7 mm) generalmente ripiegate verso il basso; fiori centrali tubulosi gialli; acheni 2-2.5 mm, denticolati all'apice. Con Sp. Anthemis secundiramea, che però è pianta annua, non aromatica, generalmente con capolini rivolti tutti dalla stessa parte e su peduncoli ingrossati. Tuttavia non è certo che Sp. Anthemis maritima sia sempre perenne: sulle spiagge, dove il dinamismo del substrato è intensissimo, è possibile che anche individui dell'annata raggiungano la fioritura. Probabilmente va qui riferita anche A. aeolica Lojac. delle coste siciliane, che si differenzia per essere annua, con fusto elevati e fogliosi fino ai capolini e foglie più completamente divise.

Toccamano

Sherardia arvensis

Fusti gracili, ramificati dalla base, ascendenti, ruvidi se accarezzati dal basso verso l'alto. Foglia verticillate a 6, lanceolate (2 X 5-8 nini). Fiori subsessili, 4meri, in fascetti apicali avvolti da 6-8 foglia disposte a stella; corolla rosea (3 mm) con tubo cilindrico lungo circa 1.5 volte i lobi; frutto 2-5 mm scuro, ispido, con reste di 0.3-1 mm.

Stramonio comune

Datura stramonium

Pianta fetida (!). Fusto prostrato o ascendente-dicotomo, pubescente. Foglie alterne con picciolo di 2-4 cm e lamina largamente ovata 6-13 X 10-15 cm, con grossi denti acuti; base troncata. Fiori solitari ascellari su peduncoli di 3-10 mm, alla fruttificazione lignificati; calice tubuloso 6-8 X 25-30 mm, con denti acuti di 5-7 mm; corolla candida o più o meno purpurea, tubulosa, lunga 6-8 cm, con lobi lesiniformi divergenti; capsula grande come una noce (3-5 cm), irta di aculei; semi neri 3 mm. Nota - Originaria dell'America Tropicale, è stata introdotta da noi dopo il 1500 come pianta ornamentale (per il bel fiore bianco) e medicinale (soprattutto antiasmatica). Oggi è abbastanza comune, però sempre in stazioni aperte, dove può crescere priva di concorrenza da parte delle specie indigene, quindi su ruderi e particolarmente nelle stazioni sabbiose lungo i litorali; è pianta effimera, che quando la vegetazione tende a chiudersi scompare rapidamente. Sp. Datura stramonium e così pure le altre specie di Datura esistenti da noi sono fortemente tossiche; si ricordano casi di avvelenamenti soprattutto bambini che ne avevano mangiato i fiori oppure le capsule.

Gramigna tenacissima

Sporobolus indicus

Raponzolo con foglie di scorzonera

Phyteuma scorzonerifolium

Simile a Sp. Phyteuma zahlbruckneri, ma foglie basali (alla fior, generalmente scomparse) con lamina insensibilmente attenuata nel picciolo, senza distinzione chiara fra l'u-na e l'altro; foglie inferiori seghettate, con denti più o meno spaziati; foglie med. e superiori spesso con margine intero; inflor. molto allungata, spesso interrotta; corolla più chiara.SubendementeAlpi Occid. dal L. di Como alla Lig. ed App. Sett. fino all'alta Val Tiberina: R; segnalato pure sulle A. Apuane e M. Amiata, va invece eliminato dalle Alpi Or. Anche sulle vicine montagne della Svizzera e Francia.

Calcatreppola marina

Eryngium maritimum

Erba perenne, 20-50 cm, legnosa in basso e ramosa1n alto, con radice grossetta. Foglie basali con lungo picciolo, dilatato alla base in un'ampia guaina nervata, le superiori più o meno sessili, semiamplessicauli. Lamina 3-5 lobata, verde glauca, talora azzurrastra, con nervature ben evidenti terminanti all'apice dei lobi in un rigido acume; margine cartilagineo. Infiorescenza aperta con numerosi capolini apicali di 1-3 cm di diametro. Brattee 3-4 cm, ovate, con 3-5 lobi spinescenti. Bratteole cuspidate. Sepali ovali-lanceolati, 4-5 mm, aristati. Corolla bianca o celestlna. Frutto oblungo densamente squamoso.

Ombrellini pugliesi

Tordylium apulum

Erba annua eretta, 20-50 cm, pubescente, talora irta. Foglie basali pennatosette, 5-20 cm con 5-9 segmenti ovali, lobato-crenati, le cauline progressivamente più brevi e a segmenti lineari. Infiorescenza di 3-7 ombrelle con 6-10 raggi. Brattee e bratteole lineari denticulato-spinulose. Fiori bianchi con un petalo esterno bilobo vessillare evidente. Diachenio ellittico, 5-6 x 4 mm, a margine moniliforme, con dorso rivestito di peli vesciculosi.

Scorzonera rosea

Podospermum roseum

Piantaggine barba di cappuccino

Plantago coronopus

Foglie tutte in rosetta, generalmente pennatosette, lunghe 3-7 cm e con lamina larga 2-5 mm. Scapo ascellare alle foglie, generalmente arcuato; spiga cilindrica (2-10 cm), prima dell'antesi ricurva; antere ellittiche 1.2 mm con appendice triangolare di 0.3 mm; semi bruni 1 mm.

Canapa acquatica

Eupatorium cannabinum

Piante perenni con foglie opposte, divise; capolini ∞ con fiori ∞; squame in 2-3 serie; ricettacolo nudo; fiori ligulati assenti; fiori tubulosi ermafroditi; pappo di peli; antere arrotondate alla base; stili progressivamente assottigliati. Fusto eretto, ramoso, pubescente, soprattutto in alto. Foglie opposte, le inferiori lanceolato-acuminate (3X9 cm) e dentellate, le superiori completamente divise in 3 segmenti lanceolati (15-22 X 42-60 mm). Capolini formanti un corimbo denso (10 cm e più); involucro cilindrico (2X7 mm); squame 6-7; fiori 4-6, rosei, lunghi 10 mm (stilo compreso); achenio 3 mm, rugoso, con pappo (4 mm) cenerino.
Variabilità - La variabilità di questa specie attende ancora una sistemazione soddisfacente. Individui con foglie indivise oppure foglie a 5 segmenti si presentano sporadicamente ma non sembra che queste differenze abbiano vero significato. È stata descritta una subsp. corsicum (Req.) P. Fourn., con fusti gracili e minori, le foglie almeno in maggioranza indivise e pappo lungo quanto l'achenio o meno, che sarebbe endemica in Corsica, Sardegna ed Italia Meridionale: essa non pare realmente distinta. Maggior valore ci sembra avere la var. syriacum (Jacq.) Boiss. (= E. syriacum Jacq.) con fusti cespugliosi, ampiamente ramosi, in alto con densa pubescenza lanosa grigio-rossastra e foglie (almeno le maggiori) con segmenti ovati o largamente lanceolati (fino a 3 X 7 cm) grossamente dentati; i fiori sono minori (5 mm) e così pure gli acheni (2-3 mm): si osserva sporadicamente nel Meridione ed in Sicilia sulle Madonie. E. adenophorum Sprengel si distingue per i fusti e piccioli con densa pubescenza ghiandolare e le foglia tutte con lamina da triangolare a rombica, indivise: originaria del Messico e coltivata per ornamento è naturalizzata in Corsica.

Cicoria comune

Cichorium intybus

Erba perenne o talora bienne, 2-12 dm. Fusto prostrato o eretto, ispido per peli rivolti in basso, privo di spine. Foglie irregolarmente pennatopartite o pennatosette (3-5 x 10-25 cm) in segmenti triangolari-acuti, generalmente alterni; foglie cauline lanceolate, sessili e più o meno ridotte. Capolini numerosi (diametro 2-5 cm), con peduncoli non o debolmente ingrossati nella parte superiore e circa 13-18 fiori raggianti; involucro cilindrico (diametro 11-14 mm); brattee triangolari, le esterne (5 mm) patenti, le interne lunghe il doppio eretto-conniventi; corolla azzurra, raramente rosata (tinta facilmente disciolta in acqua); antere blu-violaceo scuro; stimmi da bianchi a celesti; acheni 2-3 mm, lunghi 8-10 volte il pappo.

Menta a foglie rotonde

Mentha suaveolens

Pianta di odore acre. Fusto eretto o ascendente, spesso stolonifero; pelosità variabile. Foglie rugose, ovate a subrotonde (2-4 X 3-4.5 cm), dentate o crenato-dentate, arrotondate all'apice; sulla pagina inferiore, peli semplici misti a peli ramosi con cellule basali diametro 43-57 fiori. Verticillastri contigui formanti spighe apicali (0.7 X 3-9 cm), fusiformi, appuntite all'apice; calice conico 1-2 mm, grigio-tomentoso, con denti triangolari-allungati; corolla biancastra o rosea.
Variabilità - Produce ibridi con Sp. M. longifolia, Sp. M. microphylla e Sp. Mentha X villosa, che per lungo tempo sono stati interpretati erroneamente, confusi con i genitori oppure descritti sotto nomi diversi; le ricerche di Harley hanno notevolmente chiarito questo problema.

Gramigna rossa

Cynodon dactylon

Rizoma tenace, strisciante e radicante ai nodi, con foglie distiche; culmi ascendenti, avvolti dalle guaine fino all'inflorescenza. Foglie con lamina larga 3-3.5 mm, quelle dei getti sterili brevi, lanceolate, le altre lunghe 3-5 cm; lamina canalicolata, rigida, irta di peli patenti; ligula sostituita da peli di 1.5 mm Spighe digitate a 3-5, sottili, generalmente violette; spighette uniflore (con il rudimento di un fiore superiore abortivo); glume di 0.7 e 2.6 mm rispettivamente; lemma 2.3mm.

Lino coltivato

Linum usitatissimum

Simile a Sp. Linum bienne, ma sempre annuo; fusti tenaci, ge-neralmente semplici; foglie lineari-lanceolate, le maggiori di 3-4 X 20-30 mm, 3ner-vie; sepali cigliati 6-9 mm; petali lunghi 3 volte il calice, di un azzurro più intenso; capsula 6-9 mm Usi, Orig. e Variab. - Sp. Linum usitatissimum è nota solo come sp. coltivata oppure inselvatichita in seguito a colture, nel bacino mediterraneo e nelle aree limitrofe dell'Europa Media ed Asia Occid.; non pare che essa cresca in nessun luogo come pianta veramente spontanea. Se ne distinguono due tipi, e cioè la var. usitatis-simum (= var. vulgare Boenn.) coltivata per la fibra, e la var. humile (Miller) Pers. (= var. crepitans Boenn.) coltivata per il seme. La fibra ottenuta per macerazione dei fusti all'aria oppure in acqua, e successiva battitura e filatura, è da tempo immemorabile il più importante tessile per i popoli europei e mediterranei, e solo nell'ultimo secolo è stata in gran parte sostituita da altre fibre vegetali (cotone, juta) o sintetiche; in Italia la coltura ne è quasi abbandonata. Dal seme si ricavano una farina alimentare (oggi usata soprattutto in zootecnia) ed un olio di alto valore dietetico (per la presenza di acidi grassi fortemente insaturi); essi hanno inoltre uso officinale. L'origine del Lino coltivato è incerta. I reperti più antichi risalgono a circa 5000 anni fa, sia in Mesopotamia che in Egitto e presso i palafitticoli del Neolitico recente in Svizzera. Generalmente si ammette che possa esser derivato da Sp. Linum bienne, probabilmente per progressivo ingentilimento ad opera dell'uomo, mediante un accorciamento del ciclo vitale da pianta perenne a pianta annua; le maggiori dimensioni del fusti e del frutto sono verosimilmente il risultato della selezione dei ceppi con la fibra più lunga e con i semi più grossi. Anche Sp. Linum collinum viene ricordato fra i possibili parenti del Lino coltivato. Del tutto isolata l'opinione dello Strobl (Fl. d. Aetna n. 1193), che suppone una derivazione da un tipo a foglie lanceolate di Sp. Linum narbonense, da lui osservato pr. Catania e nominato L. catanense Strobl. Non è escluso che il Lino possa esser stato specializzato indipendentemente in più luoghi e forse da parenti diversi, come si potrebbe dedurre dalla sua presenza presso popoli lontani e dall'esistenza di due distinte denominazioni presso i popoli indoeuropei: (a) Unum (lat.), da cui l'ital. lino, franc., lin, ted. Lein, serbo-croato lan e (b) flahs (antico alto tedesco), da cui il ted. Flachs, ingl. fiax.Bibl.: Kulpa W. und. Danert S., Kulturpflanze Beih. 3: 341-388 (1962).

Panico brasiliano

Paspalum dilatatum

Densamente cespugliosa con culmi ginocchiato-ascendenti. Foglie glabre o quasi, con lamina piana larga 3-10 mm, cigliata alla base; ligula 1-3 mm. Inflorescenza di 3-6 racemi, irregolarmente alterni, ma generalmente nutanti o penduli e più o meno unilaterali; spighette 3-3.5 mm, con gluma inferiore subnulla e 2 fiori (l'inferiore sterile); gluma superiori peloso-cigliata sul bordo; lemma di poco più breve.

Costolina giuncolina

Hypochaeris radicata

Rizoma legnoso ingrossato; scapi eretti, glauchi, scarsamente ramosi in alto, glabri, con sparse brattee di 1 X 3 mm Foglie tutte in rosetta, a contorno spatolato (1.5-2 X 5-10 cm), pennato-lobate o pennatifide, cigliate. Capolini terminali (2-4 cm); involucro cilindrico; fiori gialli; pappo (1 cm) con setole esterne più brevi.
Il polimorfismo della specie attende uno studio esauriente. Negli ambienti collinari dell'Italia Settentrionale e Centrale è diffuso un tipo (corrispondente al medioeuropeo) di dimensioni maggiori, con involucro lungo 15-25 mm, acheni (6 mm) con becco lungo 2 volte tanto (raramente gli acheni periferici a becco abbreviato). Nell'Abruzzo, Italia Meridionale e Sicilia questo è sostituito completamente da piante a capolini minori (involucro di 8 X 10-12 mm) con acheni di 3.5-4 mm, dei quali solo gli interni con becco lungo 2-3 volte tanto, gli esterni senza becco; esso può esser indicato come la subsp. neapolitana (DC.) Guadagno (= H. neapolitana DC; H. tenoni Guss.). Sulle spiagge adriatiche infine Sp. Hypochaeris radicata si presenta in individui a capolini grandi con acheni di 6 mm e becco breve (5 mm) che forse vanno riferiti ad un tipo speciale (confuso con Sp. Leontodon autumnalis) che ha scapi verdi anziché glauchi.

Filigrana marittima comune

Lobularia maritima

Fusti legnosi alla base, ramosissimi, ascendenti. Foglie basali subspatolate (fino a 5 X 15 mm), le cauline lanceolato-lineari (1.5-3 X 6-30 mm), acute, grigio-tomentose da giovani con peli a navetta (che sotto la lente sembrano peli semplici). Racemi allungati; sepali 1 mm; petali bianchi, spesso screziati di rosa oppure bianco-giallastri 2x3 mm; siliquetta 2-3 X 2.5-3.5 mm con setto argentino persistente; semi 1 per loggia, 1.2x 1.5 mm rossastri con ala di 0.1 mm; stilo 0.5-1 mm; peduncoli patenti 4-6 mm
Osservazioni - Pianta comunemente coltivata e con tendenza ad inselvatichire sui vecchi muri: è difficile precisarne l'area naturale, che probabilmente è limitata alle coste occidentali (dalla Liguria alla Calabria), jonie, adriatiche (verso nord fino al Gargano) ed Isole.

Cinquefoglia comune

Potentilla reptans

Fusti striscianti, radicanti ai nodi, lunghi fino ad 1 m. Foglie con 5 segmenti, i maggiori di 8-20 X 16-60 mm, con 6-7 denti per lato. Fiori isolati su peduncoli eretti (5-8 cm), ascellari alle foglia delle rosette; segmenti dell'epicalice e sepali di 2 X 4-6 mm; petali gialli, obeordati (10 X 12 mm).

Veronica thè svizzero

Veronica officinalis

Fusto prostrato, strisciante, pubescente, ramoso, appena ascendente (5 cm). Foglie subsessili a brevemente picciolate con lamina ovale a strettamente ellittica (7-22 X 15-40 mm), seghettato-crenulata, fittamente pubescente. Racemi 1-3, sottili ed allungati, a 15-25 fiori spaziati, con peli ghiandolari allungati; fiori subsessili; corolla blu-lilla o roseo-violetta, diametro 6-8 mm, lunga circa il doppio del calice, con lacinie ovali; capsula triangolare obeordata (4x4 mm), con smarginatura superficiale, pubescente; stilo 3-4 mm.
Nota - I peli del fusto sono lunghi 0.5-1 mm, patenti; i peli ghiandolari nell'inflorescenza sono lunghi invece (0.2)-0.3-0.5 mm.

Malva

Malva sylvestris

Fusti tenaci legnosi alla base, generalmente prostrato-diffusi o ascendenti, striati, ispidi. Foglie con picciolo di 3-7 cm e lamina a contorno circolare o pentagonale (diametro 2-4 cm), con 5 lobi arrotondati, margine dentellato, base cuoriforme con sinus di 2-7 mm Fiori appaiati all'ascella delle foglie superiori; peduncoli 1-2 cm; sepali 5 mm; segmenti dell'epicalice con facce pelose, densamente cigliati sul bordo; petali rosei con (generalmente 3) strie violacee longitudinali, spatolato-bilobi (8-10 X 20-22, raramente 12-30 mm); mericarpi glabri o pubescenti, appiattiti e reticolati sul dorso.
Variabilità - Pelosità (anche per la presenza di peli stellati), forma delle foglie e dimensioni dei petali sono caratteri incostanti.
Confusione - Cfr. Sp. Lavatera cretica.

Melica barbata

Melica ciliata

Fusti eretti, lisci, fogliosi fino in alto. Foglie con guaina glabra e lamina sparsamente cigliata, larga fino a 3 mm, canalicolata o alla fine più o meno convoluta; ligula ed antiligula (2) 2 mm Pannocchia lineare (6-10 cm), generalmente unilaterale portante alla base 1 squama sterile di 0.2-0.5 mm; rami inferiori brevi con 5-7 spighette a 1(2) fiori fertili ed 1 fiori superiori abortivo ridotto ad un corpo clavato; glume 5-8 mm, scabre e talora sparsamente pubescenti; lemma 3-4 mm, nella parte inferiori e sul bordo con peli di 2-3 mm. Euri-Mediterranea. In tutto il territorio: Critica; zone elevate delle AIpi e Padania: Rara o assente.
Variabilità - Le glume sono di lunghezza quasi eguale oppure l'inferiori è fino ad ⅓ più breve delle superiori: piante del primo tipo sono state indicate come M. glauca F. Schultz, le altre come M. nebrodensis Pari., ma la distinzione tra le due non è netta. Sp. Melica ciliata, Sp. Melica transsylvanica e Sp. Melica magnolii sono ben poco distinte l'una dall'altra e la loro distribuzione italiana andrebbe riveduta criticamente; anche l'ecologia pare sia distinta, in quanto Sp. Melica ciliata è elemento meridionale, Sp. Melica magnolii è sudoccidentale, mentre Sp. Melica transsylvanica è pianta continentale-steppica. L'antiligula è assai differente da quella di Sp. Melica uniflora: è formata da un anello membranoso che circonda il fusto e che nelle foglie più vecchie tende a scomparire.

Fitolacca americana

Phytolacca americana

Radice verticale ingrossata; fusto eretto, spesso arrossato, glabro. Foglie alterne con picciolo di 1-2 cm e lamina lanceolata (3-5 X 10 cm, le maggiori fino a 40 cm), intere con base ottusa. Fiori 5meri in racemi (10-15 cm) eretti, con rachide arrossata; perianzio sepaloide; stami 10; bacca arrotondata, lucida, nero-purpurea, diametro 5-8 mm, in grappoli lungamente persistenti.
Nordamerica
Coltivata per le bacche usate per colorare il vino, si espande vigorosamente grazie alle radici.

Balsamina di Balfour

Impatiens balfourii

Fusto ascendente, radicante e spesso arrossato alla base, ramosissimo, ingrossato ai nodi. Foglie alterne con picciolo alato di 1-2 cm e lamina ovata (2-5 X 3-7 cm), acuminata, su ciascun lato con 20-40 dentelli terminanti in una ghiandola arrossata. Racemi ascellari più o meno corimbiformi con 3-8 fiori lunghi (sperone compreso) 30-40 mm; colore bianco-porporino; sperone leggermente ricurvo o diritto (12-18 mm); capsula glabra di 2 X 20-25 mm.

Euforbia delle spiagge

Euphorbia peplis

Fusti robusti serpeggianti sulla sabbia, spesso arrossati. Foglie grassette, glauche, falcate, molto asimmetriche (5-10 X 8-13 mm); picciolo 2-3 mm. Ghiandole rosso-brune con appendice più chiara; capsula 4-5 mm; semi ovali (3 mm), grigi o con macchie brune.

Prunella comune

Prunella vulgaris

Pianta più o meno pubescente (!). Rizoma orizzontale con fusti ascendenti generalmente semplici. Foglie con picciolo di 1 cm e lamina lanceolata di l-1.5(-4) X 2.5-5(-9) cm intera o irregolarmente crenulata. Spiga cilindrica (2 X 4-5 cm) compatta avvolta alla base dalle 2 foglie più elevate; brattee reniformi (9-12 X 6-9 mm, prolungate da un'appendice sottile di 3-5 mm); calice irto di peli patenti, 7 mm, con denti inferiori lanceolati; corolla violetta con tubo di 7-8 mm e labbro superiori di 5 mm Ibridi - Sp. Prunella laciniata-Sp. Prunella vulgaris, che da alcuni Autori sono considerate varietà di una stessa specie, si ibridano facilmente quando crescono assieme: Sp. Prunella laciniata X Sp. Prunella grandiflora = X P. bicolor BeckSp. Prunella laciniata X Sp. Prunella vulgaris = X P. intermedia Link. Sp. Prunella grandiflora X Sp. Prunella vulgaris = X P. spuria Stapf.

Geranio nodoso

Geranium nodosum

Fusti gracili, ascendenti, ramosi, sparsamente pubescenti, ingrossati ai nodi. Foglie basali con picciolo di 6-12 cm, lamina di 7-9 X 5-7 cm, profondamente 5partita, con segmenti dentati sui bordi; foglie cauline con picciolo più breve e 3partite con 2 lobi basali. Sepali di 3 X 9 con mucrone apicale di 1-2 mm; petali lillacino-violetti 5 X 15-16 mm; acheni pubescenti.
Nota - La distribuzione geografica presenta problemi interessanti. Sulle Alpi Sp. Geranium nodosum è circoscritto alle catene periferiche (Gorizia, Alpi Giulie, Cansiglio, Prealpi Bellunesi, Vette di Feltre, Grappa, Lessini, Baldo, Bondone, Giudicarie, Bresciano, Bergamasco, Grigne, Lugano; inoltre nelle valli del Piemonte, verso N fino ad Ivrea) il che fa pensare che si tratti di un relitto preglaciale. Nella Penisola non avanza a S della linea M. Amiata - Senese - Pratomagno - Casentino - M. Nerone - M. Catria (indicazioni antiche per i Sibillini, Gr. Sasso e M. Simbruini attendono conferma), quindi Sp. Geranium nodosum risulta vicariante di Sp. Geranium versicolor: la sola area di contatto sarebbe nelle Marche. Si tratta di specie dei boschi di latifoglie, soprattutto faggete, querceti e castagneti, spesso diffusa più ai margini che nell'ambiente nemorale vero e proprio.

Anacio

Chaerophyllum temulum

Fusti ascendenti, ramosi, con peli brevi rivolti verso il basso. Foglie inferiori 2pennate con lamina a contorno triangolare e segmenti di 2° ordine ovati (11-26 X 20-40 mm), pennato-partiti. Ombrelle a 6-10 raggi; involucro nullo ovv. 1 brattea lanceolata, precocemente caduca; involucretto di brattee lanceolate ribattute; petali bianco-rosei (1 mm); frutti lineare (5-7 mm).
Variabilità - Nella.Penisola prevale la fo. eriocarpum Guss. con frutti irsuti per setole erette.

Gallinella dentata

Valerianella dentata

Simile a Sp. Valerianella rimosa, ma frutto con la sola loggia fertile sviluppata e le logge sterili ridotte a 2 canali sottili; per il resto frutto glabro o pubescente 2.5-3 mm (compresa l'appendice calicina che è acuta, breve, con 3 dentelli basali indistinti).Submedit.-Subatl.In tutto il territorio; nell'It. Sett. e Penisola fino alla Sila: C; nelle Isole: R.Nota - Assieme ad un dente principale allargato, sopra alla loggia fertile sono inseriti per lo più ancora 4-5 dentelli più o meno chiaramente sviluppati; sopra alle logge sterili sono generalmente 3 dentelli. Più raramente si possono osservare calici di forma simile a quella di Sp. Valerianella eriocarpa, tuttavia in tal caso il calice non è lungo circa quanto la nucula, ma decisamente più breve di questa (in generale appena ⅓ della nucula stessa).

Centauro giallo

Blackstonia perfoliata

Pianta glabra e glauca (!). Fusti eretti o ginocchiati, ramosi in alto. Foglie basali lanceolate (6 X 12 mm) a ovate, le mediane triangolari-acuminate (8-14 X 15-26 mm), generalmente lunghe ⅙-⅓ degli internodi. Fiori su peduncoli di 2-4 cm; calice quasi completamente diviso in lacinie lesiniformi di 1 X 9-10 mm; corolla gialla (diametro 10-15 mm) ad imbuto, con (6-)7-8 lacinie di 4 X 8 mm; capsula ellissoide, 6-10 mm.

Millefoglio tomentoso

Achillea tomentosa

Rz. obliquo, legnoso; fusti eretti o ginocchiati alla base, grigio-tomentosi per peli molli lunghi 1 mm o più. Foglia a contorno lineare (3 X 20-30 mm), 2 pennatosette, divise in lacinie lineari, dapprima grigio-lanose, in seguito glabrescenti. Capolini addensati; involucro ovoide (2-3 X 4 mm), con squame bruno-chiaro, ialine sul bordo; fiori gialli; ligule sporgenti di 1-1.5 mm, generalmente ribattute e ricoprenti l'involucro nel terzo superiori (raramente fino a metà).S-Europ. -Sudsiber.Alpi, dal Trent. alla Lig., App. Sett. e Centr. fino all'Abr.: R.

Carota selvatica

Daucus carota

Erba annua o bienne a fusti eretti (30-100 cm), rugosi, irsuti o glabrescenti in alto. Foglie inferiori guainanti alla base, a lamina triangolare-acuta, bi-tripennatosette, con segmenti e lobi lanceolato-acuti. Infiorescenze terminali o laterali, 5-10 cm di diametro e piane all’antesi, convesse alla fruttificazione. Brattee setacee, trifide o pennatosette, a segmenti lineari. Bratteole lineari più lunghe dei pedicelli. Petali bianchi, gli esterni vessilliferi. Acheni 2-3,2 mm, con aculei non o poco confluenti alla base. Linee intercostali con setole brevi, divergenti.

Enagra comune

Oenothera biennis

Fusto eretto, semplice o poco ramoso, alla base ingrossato-fusiforme. Foglie da glabre a ispide, strettamente lanceolate (2-3 X 8-15 cm), acute, grossamente dentate, alla fine arrossate lungo il nervo principale. Fiori in racemo foglioso terminale; calice verde; petali 24-30 mm, gialli; capsula clavata 8 X 25-35 mm. Verosimilmente originatasi in Europa ed indicata in coltura all'Orto Botanico di Padova già nel 1612.

Céspica annua

Erigeron annuus

Pianta ispida per peli patenti (!). Fusto eretto, ramoso nell'inflorescenza. Foglie inferiori lanceolato-spatolate (1-1.5 X 5-7 cm), le superiori lanceolate, sessili e progressivamente abbreviate, tutte con 4(3-5) denti per lato. Capolini (diametro 15 mm) con involucro a coppa da Champagne (diametro 7 mm); fiori ligulati raggianti, lunghi 9 mm; fiori del disco gialli.
Nota - Gruppo apomittico che tende a risolversi in popolazioni scarsamente differenziate. Normalmente si incontra in individui con tutte le foglie dentate e fiori ligulati bianchi o rosei lunghi 9-10 mm Più raramente si osservano individui con foglie superiori intere e fiori ligulati bianchi di soli 5 mm, corrispondenti a E. strigosus Muhlenb. = E. ramosus (Walter) Britton (es. a Brescia). Nel Nordamerica ed Asia Orientale dove questo gruppo è frequente, si incontra una miriade di forme, d'interpretazione molto difficile.

Radicchio raggiato

Hyoseris radiata

Radice grossa, robusta, portante una rosetta di foglia pennatosette (2-2.5 X 10-14 cm) con 7-8 segmenti per lato (dalla base verso l'alto progressivamente ingranditi) e picciolo lungo ⅛-⅕ della lamina; peli ispidi patenti presenti almeno sulla rachide. Scapi eretti, più o meno ispidi, afilli e indivisi. Capolini (diametro 4-4.5 cm) 20-60 fiori e più: involucro cilindrico-campanulato diametro 7-8 mm, formato da 5-8 squame lanceolate, rinforzate da 3 squamette esterne lunghe ⅓: fiori gialli, gli esterni con ligula di 3-4.5 X 15-17 mm, inferiormente verdastra e spesso arrossata, gli interni progressivamente minori ed interamente gialli; acheni periferici cilindrico-angolosi, sterili.
Variabilità - La pelosità mostra variazioni saltuarie (come del resto in tutte le specie nostrane di questo genere): individui ispidi ed altri del tutto glabri possono venire incontrati nella stessa popolazione; le foglia tuttavia sono quasi sempre ispide almeno sulla pagina inferiore attorno alla nervatura centrale i segmenti fogliari sono spesso diretti verso il basso e si ricoprono parzialmente, i maggiori hanno forma irregolarmente triangolare con un dente sul lato superiori ed 1-2 denti sull'inferiore, però anche a questo proposito esiste una elevata variabilità individuale. Popolazioni con foglie quasi del tutto glabre e segmenti laterali interi, con apice arrotondato, osservati in ambienti litorali della Sardegna ed a Pantelleria (forse anche sulle coste tirreniche della Penisola) hanno aspetto molto caratteristico e sono state indicate come H. lucida L., ma è poco verosimile che si tratti di specie distinta.

Erba di San Giovanni di Richer de Belleval

Hypericum richeri

Pianta glabra (!). Fusti brevemente striscianti, quindi eretti, robusti, indivisi fino all'inflorescenza. Foglie lanceolate a ovato-lanceolate (1-1.5 X 2.5-4 cm), in generale decisamente più lunghe dell'internodo corrispondente (carattere distintivo rispetto a Sp. Hypericum montanum!), per cui il fusto ne risulta quasi completamente avvolto; nervi prominenti sulla pagina inferiore e reticolati. Corimbi densi; sepali lanceolati 2.5x6 mm.
Nota - Da noi solo la subsp. richeri con foglie più o meno acute e ghiandole dei sepali portate da frange lunghe 1 mm e più; nei Balcani è diffusa la subsp. grisebachii (Boiss.) Nyman ( = H. alpinum W. et K. p.p.) con ghiandole peduncolate o frange brevi (0.4 mm) e foglie più ottuse, che all'estremo nordoccidentale del suo areale si avvicina al nostro territorio raggiungendo le Alpi della Slovenia. Essa potrebbe venire ricercata nell'Italia nordorientale.
P. Richer de Belleval (1564-1602), fondatore dell'Orto Botanico di Montpellier.

Ninfea comune

Nymphaea alba

Rizoma carnoso affondato nel fango; fusto flaccido, tenace. Foglie con lamina piana, a contorno circolare, intera (diametro 1-3 dm), galleggiante sull'acqua; picciolo inserito ad ⅓ della lamina, in un sinus stretto e profondo. Fiori natanti diametro 10-12 cm; sepali 4; petali più o meno 20, candidi (raramente rosei), spiralati, gli interni progressivamente trasformati in stami.
Eurasiatica Padana e valli alpine: Critica; nella Penisola progressivamente rarefatta (manca: Marche, Abruzzo, Calabria); Sicilia, Sardegna e Corsica: Rara.
Nota - Segnalata come N. candida Presl., che ha pure stigma concavo, ma si distingue per avere i filamente degli stami interni larghi 2-3 volte l'antera e granuli pollinici di 35 μ. con poche papille lunghe al max. il doppio del proprio diametro (in entrambe le subsp. di Sp. Nymphaea alba filamenti larghi 0.7-1.3 volte l'antera e granuli pollinici di 20 (i con sparse spinule lunghe fino a 3-5 volte il proprio diametro); cfr. Stucchi, N. Giorn. Bot. Ital. 62: 3,56 (1955).

Salpicroa a foglie di origano

Salpichroa origanifolia

Fusti legnosi prostrati o rampicanti, erbacei o pubescenti all'apice. Foglie ovali-spatolate con picciolo di 5-12 mm e lamina di 6-12 X 10-20 mm. Fiori isolati, penduli; calice con porzione indivisa svasata breviss. e lacinie filiformi di 1.5 mm; corolla bianca a tubo (4 X 7-9 mm); frutto ovoide-allungato, dapprima verde e come un piccolo cetriolo (8 X 15 mm), poi bruno-chiaro e simile ad un uovo di rondine (12 X 25 mm).

Salvia minore

Salvia verbenaca

Fusti eretti, ramosi in alto, con peli patenti e peli ghiandolari. Foglie basali con picciolo di 2-5 cm e lamina ellittica (3-4 X 6-10 cm), con 3-4 lobi ottusi, più o meno profondi per lato; foglie cauline progressivamente sessili e ovali (3-4 X 4-6 cm), con lobi più profondi oppure pennatosette. Inflorescenza allungata, generalmente semplice; brattee verdi, poco più brevi del calice, questo di 6-7 mm con peli lanosi biancastri soprattutto nelle insenature fra i denti; corolla violetta, raramente azzurrina, rosea o pallida, 6-10(-15) mm.
Variabilità - Le foglie basali presentano incisioni profonde ⅓-⅔ della semilamina, più raramente esse sono soltanto crenate. La corolla varia in colore dal roseo e celeste pallido al violaceo e violetto cupo; essa talora sporge appena dal calice, talora è lunga il doppio di questo o più; anche la forma delle labbra e la lunghezza dello stilo sono variabili. I caratteri della corolla sono correlati alla biologia della riproduzione: fiori ermafroditi presentano corolla grande, mentre i fiori a corolla piccola sono femminili oppure (soprattutto alla fine della stagione) autoimpollinantisi. Le molte entità descritte (S. clandestina L., S. horminoides Pourret, S. neglecta Ten., S. oblongata Vahl, S. praecox Savi, S. hiemalis Brot. etc.) sono probabilmente solo dei tipi estremi.

Fiordaliso tirreno

Centaurea paniculata

Specie bienne con fusto ampiamente ramoso, policefalo e foglia 2pennatosette, divise in lacinie strette (1-2 mm); capolini generalmente piccoli; squame con appendice triangolare terminante in un ciglio breve, non spinoso e portante sui lati ciglia allungate, regolarmente pettinate; pappo più o meno sviluppato, ma sempre presente. Parecchie stirpi, che vivono nei prati aridi steppici (Brometalia) e come altri gruppi degli ambienti antropogeni mostrano scarsa caratterizzazione così da risultare spesso di significato controverso.

Trifoglio ibrido

Trifolium hybridum

Simile a Sp. Trifolium pallescens, ma foglie più molli con segmenti maggiori, spesso subrotondi (8-15 X 15-22 mm); capolini maggiori; corolla bianco-rosea.

Erba medica

Medicago sativa

Rizoma sotterraneo con rami ascendenti, per lo più ramoso-unilaterali. Foglie con stipole lineari e segmenti oblanceolati con margine dentellato ed apice troncato-mucronato. Racemi densi su peduncoli di 3-4 cm subeguali alla foglia ascellante.
Variabilità - La coltura dell'Erba medica fu introdotta in Grecia dalla Persia durante le guerre persiane (480-470 a.C): dal nome della Media, regione centrale dell'Impero persiano derivano il greco antico medikai, il latino herba medica, il nome italiano e nomi slavi come meteljka (croato); in Italia la coltura era già fiorente al tempo di Virgilio. Nel Medioevo fu estesa dagli Arabi soprattutto in Spagna (il nome usato ancor oggi in questo Paese - alfalfa - è di origine araba); in Italia la coltura scomparve quasi del tutto, e fu reintrodotta solo nell'evo moderno (di qui il nome Erba Spagna). Inspiegata è invece l'origine del nome germanico «Luzerne», che si ritrova pure nel francese, ed in molte lingue slave, compreso il russo (la derivazione da qualche paese italiano di nome Luserna - Piemonte, Trentino - o dalla città di Lucerna pare fantasiosa), che comunque lascia supporre una seconda via di diffusione, distinta da quella attraverso Greci, Romani ed Arabi. Nella regione Caspica i parenti selvatici dell'Erba medica potrebbero venire identificati nella subsp. falcata (L.) Arcang. con legume diritto o falcato e nella subsp. coerulea ( Less.) Schmalh. con legume avvolto in 2-3 spire; il legume della subsp. sativa si presenta a questo riguardo di aspetto intermedio; per il colore della corolla si avvicina invece più alla seconda che alla prima. Rispetto ad entrambe l'Erba medica si differenzia per la corolla maggiore ed il legume più grosso il che può esser risultato dalla selezione; inoltre la subsp. sativa è tetra-ploide (2n = 32) mentre le altre due sono per lo più diploidi (2n = 16). L'incrocio fra le subsp. (a) e (b) è assai frequente e spesso è stato trattato come una subsp. a sé stante.

Cinquefoglia eretta

Potentilla erecta

Rizoma legnoso grosso; fusti eretti o ascendenti, ramosi con pelosità scarsa. Foglie basali scomparse alla fioritura, le cauline sessili con 5 segmenti palmati, obcuneati, i maggiori di 1 X 2 cm, con 2-3 denti per lato. Fiori 4-meri in cime fogliose; petali gialli, obcordato-retusi (2.5 X 2.5 mm), generalmente con macchia basale gialla.
Variabilità - Statura, portamento, pelosità, lunghezza dei piccioli, peduncoli e petali, aspetto delle stipole e dei segmenti fogliari sono caratteri incostanti; anche il numero dei petali varia da 4 a 3-6. Si tratta di specie normalmente sessuale senza tendenza a segregare tipi elementari.

Agrimonia comune

Agrimonia eupatoria

Fusto eretto, cilindrico con peli brevi e lunghi misti. Foglie imparipennate a contorno oblanceolato (6-8 x 10-15 cm) con 4-5 paia di segmenti principali (fino a 2.5 X 5 cm) e segmenti brevi (5-15 mm) intercalati; pagina inferiore più chiara; generalmente foglie cauline minori intenodi. Racemo spiciforme allungato (1-3 dm); peduncoli 2 mm, nel frutto riflessi; sepali 1.5 mm; petali gialli (2x3.5 mm); stami 10-20; frutto clavato (3x7 mm) all'ascella di una brattea divisa in 5 lacinie, nella metà superiore con un anello di aculei uncinati.

Saponaria comune

Saponaria officinalis

Fusti eretti, cilindrici, glabri. Foglie ellittico-lanceolate (1-2.5 x 5-8 cm), sessili, 3(5)-nervie, acute, di sopra verdi-scure. Fi. (diametro 3 cm) in cime fogliose dense; peduncoli 2-4 mm; calice cilindrico (3x17 mm) spesso purpureo almeno in alto, con denti di 1-2 mm; petali con unghia di 20 mm e lembo obeuneato roseo a bianchiccio, di 8 X 13 mm.
Nota - Probabilmente da noi spontanea solo in popolazioni (oggi assai rare) viventi negli alvei dei grandi fiumi, soprattutto in ambiente boschivo periodicamente inondato; altrove solo sinantropica e da considerare naturalizzata. Un tempo anche coltivata per uso domestico.

Garofano di Seguier

Dianthus seguieri

Fusto gracile, strisciante. Foglie lineari-lanceolate larghe 1-3 (-6) mm; guaine 1-2 mm Fiore unico o pochi; squame dell'epicalice 2-6, ovali-mucronate, lunghe ½/¾ del calice, questo di 14-18 mm, cilindrico; petali rosei screziati di purpureo con lembo di 6-10 (-12) mm, dentellato sul bordo.
Variabilità - La lamina delle foglia in generale non supera i 3 mm di larghezza, però individui con foglia larghe fino a 4 mm non sono rari, assieme agli stenofìlli (Prealpi Veronesi, Appennino sopra Pontremoli, Alpi Apuane); una forma estrema brachifilla, con lamina larga fino a 6 mm e fiori un po' maggiori è stata descritta dalle A. Apuane (M. Altissimo) come subsp. italicus Tutin, ma va ulteriormente precisata. D. collinus W. et K., citato dal Goriz., Veron. ed Avell., è certo da escludere. Séguier J.-F. (1703-1784) botanico francese, descrittore della flora veronese.

Erba codola, Orzo selvatico

Hordeum murinum

Culmi numerosi, ginocchiati o eretti, ramificati alla base, robusti, glabri. Foglia con guaina glabra e lamina mollemente pubescente, piana, larga 3-5 mm; ligula membranacea breve (1 mm), tronca. Spiga lanceolata terminale (8-10 cm); spighette ternate, le laterali sterili su un peduncolo di 2 mm, la centrale fertile; glume aristiformi lunghe 25-35 mm, nelle spighette laterali, la gluma interna cigliata su un lato, sull'altro scabra; lemmi 1.5X6-7 mm con resta di 25-30 mm
Osservazione - Cfr. Sp. Hordeum leporinum.

Euforbia minore

Euphorbia peplus

Erba annua, glabra, semplice o ramosa, 5-25 cm. Foglie sparse, ovali-cuneate o obovali, brevemente picciolate, intere. Brattee 3, ovali-cuneate o obovali, brevemente picciolate, intere, rattee ovali-ellittiche, sessili. Ombrella a 3 raggi ripetutamente dicotomi, eretto-patenti. Glandule 4, sessili, giallo-verdi, a corna filiformi-setacee. Capsula pendula, ovato-trigona, solcata, bialata al dorso, liscia. Semi cenerini, bislunghi, l.l-l.4 mm, esagonali, a facce solcate o con 3-4 fossette.

Centocchio gramignola

Stellaria graminea

Fusto ascendente, tetragono, glabro. Foglie lineari, allargate alla base, 3-4 X 20-25 mm, le superiori con un getto sterile all'ascella. Fiori (diametro 9 mm) su peduncoli di 8-20 mm, alla fine riflessi; sepali lineari-acuti, 1x4 mm, 3-nervi; petali superanti i sepali di ¼, divisi fin quasi alla base; capsula pendula, 1.5 x 5 mm, superante il calice.

Malva muschiata

Malva moschata

Fusto angoloso con peli semplici patenti. Foglie dimorfe: le inferiori con picciolo di 3-8 cm e lamina (5-6 cm) oscuramente lobata, con denti arrotondati, le superiori generalmente del tutto divise in lacinie larghe 1-4 mm. Segmenti dell'epicalice lanceolati (nel frutto 1.5-2 X 5-6 mm); sepali molto maggiori (5-7 X 9-10 mm); petali violetti (15 X 20-25 mm); mericarpi con lunghi peli bianchi.

Erba ruota, Falsa ortica reniforme

Lamium amplexicaule

Erba annua a fusti eretti o decombenti, 5-30 cm, glabra alla base e appressato-pelosa all'apice. Foglie reniformi o cordate alla base, romboidali, picciolate, irregolarmente crenate. Verticillastri 3-5 con 6-20 fiori. Calice assai nervato, da pubescente a irsuto con qualche pelo glanduloso: denti subeguali eguaglianti il tubo. Corolla porporina, 1,5-2 cm, con lungo tubo bruscamente dilatato all’apice. Stili 2-5 mm, glabri, più corti della corolla.

Prunella gialla

Prunella laciniata

Pianta densamente villosa per peli eretti (!). Fusti ascendenti, semplici. Foglie basali con picciolo di 1.5-2 cm e lamina lanceolata (1 X 2-3.5 cm), intera; foglie cauline progressivamente incise a pennatopartite, quelle ascellanti l'inflorescenza lineari (3 X 30-50 mm), dentate. Inflorescenza cilindrica (2x4 cm) densa; brattee reniformi con lamina di 2 X 1 cm sormontata da un mucrone di 5-6 mm; calice 10 mm con denti inferiori lineari-lanceolati; corolla giallo-pallida o biancastra con tubo di 10 mm, labbro superiori di 7 mm ed inferiori di 5 mm
Variabilità - Le foglie superiori sono incise, più raramente lobate, dentate o quasi intere.

Crespolina a foglie pennate

Santolina pinnata

Pianta cespugliosa a fusto legnoso ingrossato alla base; glabra, con rami fioriferi nudi all'apice. Foglie lineari (1-3.5 cm), pinnate a lacinie sottili (2-4 mm) su 2-4 file; picciolo evidente (3-8 cm) allargato alla base. Capolini piccoli (diametro 5-8 mm) con squame involucrali carenate, leggermente scariose all'apice; pagliette acute o mucronulate; corolla biancastra con lacinie triangolari acute (2n = 18).
Endemica Alpi Apuane.

Acetosella carnicina

Oxalis incarnata

  • Fioritura: V-VIII
  • Formula fiorale: K5 C5 A(5+5) G5 superiore

Garofanino di montagna

Epilobium montanum

Fusto eretto, subcilindrico, sparsamente pubescente o subglabro. Foglie mediane opposte, le superiori alterne, sessili o quasi; lamina lanceolata (1.5-3 X 3.5-8 cm), seghettata, acuta. Sepali più o meno pubescenti 4-5 mm; petali 7-8(6-10) mm; semi 1.2 mm.

Sorgo selvatico

Sorghum halepense

Rizoma sotterraneo orizzontale, lungamente strisciante; culmo eretto, foglioso fino all'inflorescenza. Foglie con lamina larga 1-2 cm, sul bordo ruvida-tagliente per aculei rivolti verso l'alto; ligula 2 mm con un pennello di peli bianchi. Pannocchia ampia con rami patenti; spighette 4-6 mm, appaiate (le apicali dei rami ternate), l'una sessile con 1 fiore ermafrodito, l'altra peduncolata con 1 fiore maschile o abortivo; glume pubescenti in basso, lucide, quelle delle spighette peduncolate bruno-rossastre; lemma mutico o con resta di 5-15 mm.

Carota spinosa, Finocchio litorale spinoso

Echinophora spinosa

Erba perenne crassa, rizomatosa, spinosa, a portamento cespuglioso, 20-50 cm. Fusti pubescenti, scanalati, articolati, con foglie bipennate o semplici, rigide, a segmenti lineari, carenati inferiormente, aculcati all'apice. Brattee ineguali, 1-4,5 x 0,2-0,4 cm, nervate al dorso e scariose al bordo, acuminato-pungenti. Bratteole lanceolate, 0,5-1,5 cm, con ampio margine scarioso, ciliate, con spina apicale rigida. Petali bianchi o appena rosati. Ombrelle con fiore centrale ermafrodita e fiori esterni maschili. Acheni ovoidi con stili eretti, persistenti.

Violaciocca marina

Matthiola tricuspidata

Pianta grigio-tomentosa (!). Fusti ramosi dalla base con rami procumbenti. Foglie oblanceolato-spatolate (1-1.5 X 3-5 cm) con 3-4 lobi regolari subrotondi per lato; apice arrotondato. Sepali grigio-violetti 9 mm; petali rosei o violacei, 3-5 X 14-17 mm; siliqua cilindrica, 2-3 X 40-70 mm, all'apice con 3 corni acuti di 3-4 mm; peduncolo 2-7 mm, grosso quasi quanto il frutto.

  • Sinonimi accettati: Cheiranthus tricuspidatus L.
  • Fioritura: IV-VII
  • Sistema Raunkiær: Terofite (T) - Scapose (T scap)
  • Formula fiorale: * K 2+2, C 4, A 2+4, G 2

Garofano minore

Dianthus deltoides

Fusti ascendenti o prostrati, minutamente pubescenti, pluriflori. Foglie dei rigetti sterili lineari-spatolate (1.5-2 X 6-15 mm), ravvicinate, le cauline sessili ( 1 X 15-25 mm). Squame 2, lanceolato-lineari, acuminate; calice cilindrico (2 X 15 mm), arrossato, con denti acutissimi di 3 mm; petali purpurei lunghi 22 mm.

Poligala comune

Polygala vulgaris

Pianta legnosa alla base, glabra o puberula; fusto ramoso alla base, ascendente. Foglie inferiori più o meno spatolate, le superiori lanceolato-lineari (2-4 X 10-20 mm), acute. Racemi 10-40 fiori; brattee (1-2 mm) minori del peduncolo (2-3 mm); fiori blu, violetti o raramente chiari; ali generalmente 4-7 mm, con 3 nervi (il centrale ramificato); tubo corollino 2.5-4 mm; petali sporgenti dalle ali; strofiolo con appendici lunghe un terzo del seme.
Variabilità - Molto polimorfa, però le numerose varianti descritte sono incompletamente distinte. Il colore del fiori individua forme senza importanza. Le ali sono generalmente obovato-acuminate, però è frequente un tipo ad ali più strette (lanceolate): var. oxyptera (Rchb.) Detkard.