Le fioriture in autunno

Quali piante fioriscono in autunno? Ecco alcuni esempi: Verbena comune (Verbena officinalis), Peverina dei campi (Cerastium glomeratum), Filigrana marittima comune (Lobularia maritima), Radicchio raggiato (Hyoseris radiata), Ficaria, Ranuncolo favagello (Ficaria verna), Ortica membranosa (Urtica membranacea), Reseda bianca (Reseda alba), Acetosella debole (Oxalis debilis), Ravastrello marittimo (Cakile maritima), Centocchio comune (Stellaria media)...

Verbena comune

Verbena officinalis

Fusti legnosi solo alla base, ascendenti, 4angolari-solcati e pubescenti sugli spigoli. Foglie spatolate (1-2. x 3-5 cm), lobate o pennatosette, le superiori ridotte e più o meno intere: nervature sporgenti di sotto. Spighe 3-6 cm alla fioritura; alla fruttificazione 10-25 cm, con 1-2 paia di rami basali arcuati; brattee lanceolato-acuminate: calice 15 mm: corolla 4 mm, roseo-violetta sul bordo; acheni 1.5-2 mm, con 4-5 strie longitudinali sul dorso.
Nota - È dubbio se si tratta di pianta indigena da noi, essa vive sempre in contatto con gli insediamenti umani e non si inserisce in alcun tipo di vegetazione naturale. Nell'antichita era considerata medicinale ed avere una parte importante in pratiche magiche, superstiziose o folcoristiche. Molte specie di Verbena sono coltivate per ornamento, però nessuna tende a naturalizzarsi.

Peverina dei campi

Cerastium glomeratum

Fusti eretti, dicotomi, densamente pelosi. Foglie generalmente ovali o subspatolate (fino a 11 X 16 mm) o lanceolate (4-6 X 10-15 mm). Peduncoli brevissimi (1-3 mm) fino alla fruttificazione, quindi fiori riuniti in glomeruli; petali generalmente cigliati alla base; filamente glabri (spesso alcuni sterili o mancanti); antere 0.2-0.3 (-0.45) mm; stili lunghi fino a 1 mm; placenta a bastoncino; capsula 7-8 mm; semi diametro 0.5 mm, con verruche alte 0.02 mm.
Variabilità - Nelle popolazioni naturali si trovano mescolati individui a petali ben sviluppati, a petali brevi o del tutto mancanti: pare si tratti di modificazioni indotte dalle condizioni ecologiche e prive di base genetica. Di regola Sp. Cerastium glomeratum è abbondantemente ghiandolosa, raramente si presentano individui senza ghiandole (in questo caso è facile la confus. con Sp. Cerastium holosteoides e Sp. Cerastium tenoreanum). Il binomio più antico è C. viscosum L., la cui descrizione (pianta annua) corrisponde a Sp. Cerastium glomeratum, mentre l'esemplare typus conservato nell'erbario linneano di Londra è {t489]}: per questo tale binomio è da considerare nomen ambiguum.

Filigrana marittima comune

Lobularia maritima

Fusti legnosi alla base, ramosissimi, ascendenti. Foglie basali subspatolate (fino a 5 X 15 mm), le cauline lanceolato-lineari (1.5-3 X 6-30 mm), acute, grigio-tomentose da giovani con peli a navetta (che sotto la lente sembrano peli semplici). Racemi allungati; sepali 1 mm; petali bianchi, spesso screziati di rosa oppure bianco-giallastri 2x3 mm; siliquetta 2-3 X 2.5-3.5 mm con setto argentino persistente; semi 1 per loggia, 1.2x 1.5 mm rossastri con ala di 0.1 mm; stilo 0.5-1 mm; peduncoli patenti 4-6 mm
Osservazioni - Pianta comunemente coltivata e con tendenza ad inselvatichire sui vecchi muri: è difficile precisarne l'area naturale, che probabilmente è limitata alle coste occidentali (dalla Liguria alla Calabria), jonie, adriatiche (verso nord fino al Gargano) ed Isole.

Radicchio raggiato

Hyoseris radiata

Radice grossa, robusta, portante una rosetta di foglia pennatosette (2-2.5 X 10-14 cm) con 7-8 segmenti per lato (dalla base verso l'alto progressivamente ingranditi) e picciolo lungo ⅛-⅕ della lamina; peli ispidi patenti presenti almeno sulla rachide. Scapi eretti, più o meno ispidi, afilli e indivisi. Capolini (diametro 4-4.5 cm) 20-60 fiori e più: involucro cilindrico-campanulato diametro 7-8 mm, formato da 5-8 squame lanceolate, rinforzate da 3 squamette esterne lunghe ⅓: fiori gialli, gli esterni con ligula di 3-4.5 X 15-17 mm, inferiormente verdastra e spesso arrossata, gli interni progressivamente minori ed interamente gialli; acheni periferici cilindrico-angolosi, sterili.
Variabilità - La pelosità mostra variazioni saltuarie (come del resto in tutte le specie nostrane di questo genere): individui ispidi ed altri del tutto glabri possono venire incontrati nella stessa popolazione; le foglia tuttavia sono quasi sempre ispide almeno sulla pagina inferiore attorno alla nervatura centrale i segmenti fogliari sono spesso diretti verso il basso e si ricoprono parzialmente, i maggiori hanno forma irregolarmente triangolare con un dente sul lato superiori ed 1-2 denti sull'inferiore, però anche a questo proposito esiste una elevata variabilità individuale. Popolazioni con foglie quasi del tutto glabre e segmenti laterali interi, con apice arrotondato, osservati in ambienti litorali della Sardegna ed a Pantelleria (forse anche sulle coste tirreniche della Penisola) hanno aspetto molto caratteristico e sono state indicate come H. lucida L., ma è poco verosimile che si tratti di specie distinta.

Ficaria, Ranuncolo favagello

Ficaria verna

Pianta glabra e lucida (!). Tuberetti sotterranei bianchi, fusiformi (4-5 X 10 mm) o allungati (fino a 3 cm); fusto prostrato-ascendente, spesso flaccido e tubuloso (diametro fino a 5 mm). Foglie radicali con picciolo di 7-11 cm e lamina cordata di 2 X 2.5 cm (anche fino a 5 X 6.5 cm), grassetta, lucida, con 5-9 nervi terminanti sul bordo con un punto bianco, margine crenato, faccia superiore spesso variegata di chiaro. Fiori solitari, con 3-4 sepali bianco-verdastri, ovati e 8-11 petali gialli, brunastri di sotto; acheni 2.5 mm pubescenti o irsuti.

  • Sinonimi accettati: Ranunculus ficaria L.
  • Fioritura: IX-III
  • Sistema Raunkiær: Geofite (G) - Bulbose (G bulb)
  • Formula fiorale: K 5, C 5, A molti G 1-molti

Ortica membranosa

Urtica membranacea

Pianta monoica (!). Fusti scanalati ascendenti. Foglie con picciolo lungo circa quanto la lamina, questa ovata (15-25 x 18-30 mm), con base cordata e 8-15 denti per lato; stipole 2. Racemi unisessuali, i femminili maggiori della foglia ascellante, arcuato-eretti, i maschili con asse appiattito.
Variabilità - A volte i racemi presentano commisti fiori dei due sessi ed asse non appiattito.

Reseda bianca

Reseda alba

Pianta generalmente glauca. Fusto eretto, semplice. Foglia tutte pennatosette con 5-15 coppie di segmenti laterali larghi 1-3 mm Racemo lineare allungato; fiori 5-meri o 6-meri; sepali 2-4 mm; petali bianchi 3-6 mm, nella metà apicale divisi in 3 lacinie lineari parallele; capsula più o meno patente, obovoide (7-15 dm).Steno-Medit.Lig., Penisola (verso N fino alla Romagna, Umbria, Maremma), Sic, Sard., Cors. e Isole minori: C; segnalata inoltre nel Par-mig. e sul Ut. pr. Venezia e nel Friuli, ma forse scomparsa.Variab. - Singole popolaz. presentano fg. con segmenti in numero particolarmente basso o elevato, ow. più o meno increspate, con glaucescenza più o meno accentuata; anche le misure dei segmenti (talora lineari e larghi fino a 3-4 mm) sono variabili. Nelle zone più calde il fusto è lignificato alla base, così da render la pianta suffruticosa.

Acetosella debole

Oxalis debilis

Ravastrello marittimo

Cakile maritima

Pianta succulenta (!). Fusti ascendenti o prostrati, flaccidi, glabri. Racemi brevi, con fiori addensati (diametro 1 cm); sepali giallo-verdastri di 5 mm; petali spatolati, con unghia di 4 mm e lembo rifiatino di 4x5 mm; siliqua (15-20 mm) formata da 2 articoli sovrapposti, l'inferiore più meno rombico, il superiore conico.

Centocchio comune

Stellaria media

Le specie Sp. Stellaria media,Sp. Stellaria neglecta e Sp. Stellaria pallida formano un complesso variabilissimo nella pelosità, forma delle foglie, lunghezza degli internodi e dei peduncoli, forma dei sepali, sviluppo dei petali, numero degli stami. Queste forme sono in maggior parte fondate su caratteri ereditari fra loro non concatenati e si incontrano in ogni possibile combinazione; per alcune si può constatare segregazione geografica oppure selezione dovuta all'ambiente; vengono generalmente considerate autonome le specie Sp. Stellaria neglecta e Sp. Stellaria pallida, diploidi con 2n = 22; il complesso tetraploide (2n = 40,42,44) corrispondente a St. media (L.) Vill. s.s. può parimenti venire diviso in due gruppi abbastanza ben differenziabili (ma facilmente ibridatali!) con rango di sottospecie ed una terza (subsp. romana Bég.) ancora dubbia. Le altre varianti o forme distinte degli AA. vanno considerate fino a prova contraria stati individuali, sprovvisti di valore tassonomico.

Tasso barbasso

Verbascum thapsus

Pianta con lanosità bianca o più o meno giallastra (!). Fusto semplice, densamente foglioso. Foglie lanceolate, le inferiori di 3-4 X 10-15 (e fino a 10 X 30) cm, crenulate, le cauline minori, alla base lungamente decorrenti sul fusto e formanti ali larghe 2-3 cm. Inflorescenza semplice, cilindrica; brattee lanceolato-acuminate 12-18 mm; fiori subsessili; calice bianco-lanoso 7-10 mm; corolla giallo-pallida a bianco-lattea, pubescente all'esterno; stami dimorfi, gli inferiori glabri, i superiori bianco-lanosi; antere gialle 1 mm; capsule 7-10 mm.

Salvia minore

Salvia verbenaca

Fusti eretti, ramosi in alto, con peli patenti e peli ghiandolari. Foglie basali con picciolo di 2-5 cm e lamina ellittica (3-4 X 6-10 cm), con 3-4 lobi ottusi, più o meno profondi per lato; foglie cauline progressivamente sessili e ovali (3-4 X 4-6 cm), con lobi più profondi oppure pennatosette. Inflorescenza allungata, generalmente semplice; brattee verdi, poco più brevi del calice, questo di 6-7 mm con peli lanosi biancastri soprattutto nelle insenature fra i denti; corolla violetta, raramente azzurrina, rosea o pallida, 6-10(-15) mm.
Variabilità - Le foglie basali presentano incisioni profonde ⅓-⅔ della semilamina, più raramente esse sono soltanto crenate. La corolla varia in colore dal roseo e celeste pallido al violaceo e violetto cupo; essa talora sporge appena dal calice, talora è lunga il doppio di questo o più; anche la forma delle labbra e la lunghezza dello stilo sono variabili. I caratteri della corolla sono correlati alla biologia della riproduzione: fiori ermafroditi presentano corolla grande, mentre i fiori a corolla piccola sono femminili oppure (soprattutto alla fine della stagione) autoimpollinantisi. Le molte entità descritte (S. clandestina L., S. horminoides Pourret, S. neglecta Ten., S. oblongata Vahl, S. praecox Savi, S. hiemalis Brot. etc.) sono probabilmente solo dei tipi estremi.

Veronica comune

Veronica persica

Erba annua procumbente, 5-30 cm, spesso ramosa alla base, con fusti pubescenti. Foglie opposte in basso, poi alterne, brevemente picciolate, pubescenti, ovali-triangolari, troncate alla base. 5-25 x 4-15 mm, oppure cuneato-lanceolate. Fiori isolati ascellari, con pedicelli pubescenti di 1-4 cm. Calice con sepali ovali-lanceolati, 4-8 x 2-3 mm, leggermente ineguali, ciliati. Corolla azzurra, 8-12 mm di diametro. Capsula compressa ai lati, 4-7 x 6-9 mm, con due lobi divergenti separati da un profondo seno, pelosa e glandulosa soprattutto lungo la carena. Semi ovali-ellittici 1,5-2 mm, bruni, rugosi trasversalmente.

Euforbia minore

Euphorbia peplus

Erba annua, glabra, semplice o ramosa, 5-25 cm. Foglie sparse, ovali-cuneate o obovali, brevemente picciolate, intere. Brattee 3, ovali-cuneate o obovali, brevemente picciolate, intere, rattee ovali-ellittiche, sessili. Ombrella a 3 raggi ripetutamente dicotomi, eretto-patenti. Glandule 4, sessili, giallo-verdi, a corna filiformi-setacee. Capsula pendula, ovato-trigona, solcata, bialata al dorso, liscia. Semi cenerini, bislunghi, l.l-l.4 mm, esagonali, a facce solcate o con 3-4 fossette.

Erba cristallina a foglie cordate

Mesembryanthemum cordifolium