Descrizione
Descrizione morfologica
Pianta erbacea perenne, alta tra 20 e 60 cm, dal portamento eretto e generalmente semplice, non ramificato. Il fusto è quadrangolare, caratterizzato da una fine peluria biancastra, più densa soprattutto ai nodi, con peli patenti allungati di 1,2-2 mm e talvolta tomentoso o irsuto. Le radici sono costituite da un robusto rizoma accompagnato da radici secondarie filiformi.
Le foglie sono opposte, subsessili o con breve picciolo, di forma ovale o ellittico-lanceolata, con dimensioni generalmente comprese tra 3 e 9 cm di lunghezza e 3-8 cm di larghezza. La lamina ha una consistenza erbacea, è glabra o leggermente pelosa soprattutto lungo la nervatura centrale e i margini sono dentati o crenato-dentati con 10-20 denti acuti o arrotondati per lato. La base della foglia è tipicamente cordata, formando un’incisura di 3-5 mm tra i due lobi, anche se esistono varianti con base troncata o arrotondata che danno origine a foglie più ellittiche e di dimensioni minori. Le foglie emanano se schiacciate un aroma gradevole, simile a quello del limone, dovuto alla presenza di cumarina.
I fiori sono grandi, ermafroditi, profumati e di colore variabile dal rosso cupo al rosa fino al bianco, con tutte le possibili sfumature intermedie. Sono riuniti in gruppi da 1 a 6, più frequentemente 2-4, disposti unilateralmente all’ascella delle foglie superiori e portati da peduncoli pelosi lunghi 5-12 mm. Il calice è campanulato, verde e spesso membranoso, marrone secco, peloso, con denti mucronati, a volte denticolati e brevemente cigliati; il labbro superiore è lungo circa il doppio di quello inferiore.
La corolla, lunga tra 3 e 4,5 cm, ha forma di tromba allungata con tubo eretto e gola fortemente allargata anteriormente. Il labbro superiore è quadrangolare, leggermente concavo e finemente glanduloso, mentre quello inferiore è trilobato con il lobo centrale più ampio e spesso lievemente ricurvo verso il basso; può presentare macchie porporine o una zona gialla. Gli stami sono quattro, didinami, con filamenti pelosi che non superano i lobi della corolla. Lo stimma è bifido.
Il frutto è un tetrachenio (quattro acheni riuniti), ciascuno di circa 3-5 mm, liscio, globoso e trigono, lievemente peloso e marrone a maturità, racchiuso all’interno del calice.
Esistono diverse varietà: la var. melissophyllum con foglie a lamina lanceolata-acuminata o ellittico-cuoriforme e corolla dal rosso cupo al bianco; la var. kerneriana con foglie più piccole, ellittiche, a base troncata o arrotondata e corolla generalmente bianca; infine, in alcune regioni meridionali è presente la subsp. albida, più grande con abbondanti peli ghiandolari e corolla bianca.
Habitat e distribuzione
La specie è diffusa principalmente in Europa temperata, dal Centro Europa fino all’Ucraina, con una presenza estesa in Italia dalla Pianura Padana fino alle regioni meridionali, dove si trova soprattutto nelle zone collinari e montane fino a circa 1400 m di altitudine.
Predilige habitat a clima caldo e suoli calcarei, vegetando tipicamente nei boschi caldi di latifoglie, più raramente in boschi di conifere. Frequenta margini boschivi, cespuglieti, siepi, bordi di sentieri e strade, prediligendo esposizioni a mezz’ombra o in zone semiombreggiate. La preferenza per ambienti calcarei e termofili la rende una specie tipica dei boschi collinari e montani soprattutto nelle regioni con substrato calcareo.
La distribuzione interna in Italia vede la var. melissophyllum prevalente nell’area settentrionale e in Abruzzo, mentre la var. kerneriana è più diffusa dalla Toscana al Sud, con presenze sporadiche anche sul bordo meridionale delle Alpi in Piemonte, nelle Prealpi Venete e in Friuli.
Periodo di fioritura
La fioritura si estende da aprile ad agosto, con possibili variazioni locali in relazione all’altitudine e al clima. Di norma, la massima fioritura si osserva tra maggio e luglio.
Ecologia e impollinazione
I fiori sono visitati principalmente dalle api, da cui il nome del genere, e altri insetti pronubi attratti dall’ampia corolla colorata e profumata. La forma della corolla, con tubo allungato e labbro inferiore trilobo, facilita l’impollinazione da parte di insetti impollinatori che si posano sul labbro inferiore mentre raggiungono il nettare.
La pianta produce semi contenuti in acheni raggruppati a quattro (tetrachenio), leggermente pelosi, che possono disperdersi principalmente per caduta naturale al piede della pianta o tramite trasporto secondario da parte di animali o agenti abiotici, anche se i dettagli sulla dispersione specifica non sono ben documentati.
Curiosità e usi tradizionali
L’erba limona è nota per il suo aroma caratteristico, dovuto alla cumarina, simile a quello del limone, che si libera soprattutto durante l’essiccazione delle foglie. Questa caratteristica ha favorito il suo uso in erboristeria e fitoterapia tradizionale.
Viene utilizzata per preparare infusi aromatici, apprezzati per le loro proprietà digestive e sedative, utili soprattutto dopo i pasti. L’azione calmante e antispasmodica è anche sfruttata nella cura degli spasmi duodenali e come sedativo leggero. Tradizionalmente, unita ad altre erbe come Achillea e Primula, è impiegata come sonnifero naturale.
Le foglie fresche o essiccate sono inoltre considerate emmenagoghe, favorendo e regolando il flusso mestruale e alleviando i dolori associati. In applicazioni esterne, la pianta è utilizzata per le sue proprietà astringenti e vulnerarie, aiutando la cicatrizzazione delle ferite e alleviando dolori da contusioni o infiammazioni.
Da un punto di vista botanico, Melittis melissophyllum è la specie del genere Melittis e si distingue per avere i fiori più grandi tra le Lamiaceae, caratteristica che la rende facilmente riconoscibile nel suo ambiente.
Etimologia
Il nome del genere deriva dal greco melissa, che significa “ape”, in riferimento al fatto che i fiori sono molto visitati da questi insetti impollinatori. Il nome specifico melissophyllum significa “a foglie di Melissa”, indicando la somiglianza delle foglie di questa pianta con quelle della Melissa officinalis, nota erba aromatica.
Il nome comune italiano “erba limona” si riferisce all’aroma caratteristico di cumarina che ricorda il profumo del limone, particolarmente evidente nelle foglie schiacciate o durante l’essiccazione.
Fonti
- Prof. S. Pignatti, Flora d'Italia
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Giuliano Salvai)
- World Flora Online (WFO)
Caratteristiche
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Classificazione
- Regno
- Plantae
- Famiglia
- Lamiaceae
- Nome completo
- Melittis melissophyllum L.
- Forma biologica
- H scapScaposeH — Emicriptofite
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