Piante "a fiori fucsia": 21

Calcatreppola, Fiordaliso stellato

Centaurea calcitrapa

Fusto prostrato-ascendenti, ramosissimi, ragnatelosi o alla fine subglabri. Foglie inferiori (5-8 cm) per lo più semplicemente pennatosette con lacinie di 1-2 X 18-25 mm, dentellate sul bordo subpungenti-scabre. Capolini numerosi, ascellari e subsessili o apicali; involucro piriforme diametro 6-8(10) mm; squame portanti all'apice una spina robusta (14-25 mm), nella parte basale per lo più con 2 coppie di spinule patenti di 2-3 mm; corolla purpureo-pallido; acheni 3 mm senza pappo.
Variabilità - Il portamento, la forma delle foglie, la spinosità di queste, come pure lo sviluppo delle spine inserite sulle squame involucrali sono caratteri sottoposti a variazioni casuali. Maggiore importanza potrebbe avere C. torreana Ten. del Garg., con fusto e rami eretti e spine ridotte, sulla quale tuttavia mancano notizie recenti.

Trifoglio dei prati

Trifolium pratense

Rizoma legnoso, avvolto da guaine scure; rami erbacei brevemente striscianti ed arcuato-eretti. Foglie con picciolo allungato e segmenti lanceolati, ellittici, ovati ovvero obeuneati; stipole allungate, terminanti in una breve resta. Capolini brevemente peduncolati o subsessili alfasc. delle foglie superiori; calice con tubo di 3.5-4 mm e denti di 2.5-4 mm l'inferiori lungo 1.5-2 volte tanto: corolla 12-16 mm, violetta, salvo subsp. (b).
Nota - Gruppo estremamente polimorfo: inquadramento qui proposto ha solo il significato di un tentativo. Verosimilmente Sp. Trifolium pratense ha il suo centro d'origine sulle montagne della Penisola e Sicilia, dove in effetti raggiunge la massima variabilità: come tipo originario si può probabilmente proporre la subsp. (c), che popola stazioni naturali; la subsp. (b), pure in stazioni, naturali, sembra segnare il passaggio verso Sp. Trifolium noricum ed è forse ibridogena. Da queste potrebbe essersi formata la subsp. (a), soprattutto attraverso l'invasione del nuovo spazio ecologico creato dall'uomo; i limiti di questa verso le altre due subsp. tuttavia non sono netti, e d'altra parte essa comprende una fortissima variabilità, in dipendenza di selezione a scopo agrario, ma anche come indice di una intrinseca instabilità. I problemi delle tre subsp. verranno esaminati separatamente:
subsp. (a) - I tipi spontanei hanno in generale segmenti fogliari di 10-20 X 17-35 mm, con apice ottuso o arrotondato, talora anche bilobo e portamento robusto, con rami alti 10-20 cm Nelle stazioni secche ed aride ed in generale al Sud, si nota riduzione delle dimensioni del fusto e foglie e segmenti progressivamente allargati fino a risultare circa tanto lunghi quanto larghi (var. microphyllum Bertol.); non è infrequente in questo caso un aumento della pelosità, come nelle popolazioni dei luoghi umidi subsalsi descritte come var. maritimum Zabel, che tuttavia rappresenta probabilmente soltanto un tipo estremo. Le piante coltivate si distinguono per la generale glabrescenza e lo sviluppo dei fusto (alti 4-7 e fino a 10 dm) e dei segmenti fogliari lunghi fino a 4 cm e più; tipi con segmenti obovati vengono indicati come var. sativum Schreber, altri con segmenti strettamente ellittici come var. americanum CO. Harz.
subsp. (b) - Molto caratteristica nei pascoli subalpini su terreno blandamente acido (suoli calcarei umificati, suoli di origine lavica) nelle Dolomiti, essa è stata confusa con tipi della subsp. (a) adattati alle condizioni ecologiche d'alta montagna e pertanto indicata da tutta la catena alpina; riteniamo invece che essa debba venire circoscritta alle popolazioni delle Alpi Orientale e che pertanto i sinonimi di Hoppe e di Gaudin vadano eliminati; a causa della grande confusione no-menclaturale sembra attualmente impossibile precisarne l'areale. Alcuni caratteri (soprattutto la colorazione della corolla) pongono questa subsp. in posizione intermedia fra 1879 subsp. (a) e 1882.
subsp. (c) - Pensiamo possano essere qui riunite le razze delle montagne merid. e della Sicilia per il caratteristico aspetto dei capolini cuneati alla base. Esse tuttavia presentano un notevole polimorfismo. Popolazioni della Sila con pelosità ridotta e talora glabrescenti sono state descritte come var. silvnum Fiori , e forse anche le indicazioni di T. baeticum Boiss. per la Sicilia, vanno qui ricondotte. Questa subsp. contrae stretti rapporti con subsp. (b).

  • Formula fiorale: K (5), C 5, A (5+5) oppure (9) + 1, G 1

Becco di gru malvaceo

Erodium malacoides

Fusti ascendenti o eretti, scanalati, ispidi per setole rivolte verso il basso. Foglie basali con picciolo di 4-6 cm e lamina ovata (2-3 X 3-6 cm), grossamente lobata e dentellata o crenulata tutt'attorno; foglie cauline simili, ma minori e subsessili. Ombrelle 3-8 flore su peduncoli di 3-7 cm; brattee ispide, membranose, ovate (2.5 X 4-6 cm); fiori  su peduncoli di 1 cm, alla fruttificazione spesso ripiegati; sepali 5-6 mm; petali purpurei, 5-9 mm; achenio (5-6 mm) bruno con sparse setole eretto-patenti rossastre di 0.5 mm; becco 2-3 cm.
Variabilità - Forma e dentatura della lamina fogliare, dimensioni del fiori  e del frutto sono caratteri variabili; a Linosa è descritta una var. linosae (Sommier) Fiori  con foglie basali completamente pennatifide o pennato-partite, che va ulteriormente studiata.

Orchide a farfalla

Anacamptis papilionacea

Fusto eretto con 2-8 foglie basali eretto-patenti, lineari-lanceolate, e 2-5 foglie caulinari, guainanti, le superiori bratteiformi, spesso arrossate. Inflorescenza di solito ovoide, lassa e pauciflora, talvolta però cilindrica e abbastanza densa, con 2-12 fiori ; brattee lunghe come o più dell'ovario. Sepali e petali rosso-bruni con nervature molto evidenti, più o meno conniventi a formare un casco allargato; labello intero, ristretto alla base e con margini rialzati più o meno profondamente incisi, di forma e dimensioni assai variabili, di solito di colore roseo uniforme o biancastro con linee e punti porporini divergenti a ventaglio, spesso più chiaro alla base; sperone alquanto sottile, conico, lungo più o meno come l'ovario, arcuato verso il basso.
Garighe, prati magri, boschi chiari.
Nota - Specie polimorfa, da alcuni Autori suddivisa in diverse varianti o sottospecie, in particolare la subsp. papilionacea a labello con colore uniforme e fiori  medi, e la subsp. grandiflora (Boiss.) Kreutz, a fiori  grandi e labello striato; recenti ricerche su materiale genetico portano a escludere, almeno per le popolazioni italiane, una differenziazione a livello intraspecifico.

Geranio lucido

Geranium lucidum

Fusti cilindrici, glabri, lucidi, rossi, ramosissimi. Foglie con picciolo di 3-5 cm e lamina reniforme (25 X 20 mm) divisa su ⅗ in 5 lobi dentato-crenati sul margine. Sepali (2x5 mm) acuminati con 3 nervi longitudinali e 5 coste trasversali; petali rosei 2x8 mm, profondamente bilobi; frutto con becco di 1 cm.

Gladiolo dei campi

Gladiolus italicus

Epilobio maggiore, Garofanino d'acqua

Epilobium hirsutum

Fusto eretto, oscuramente tetragono, con peli appressati e peli patenti abbondanti o talvolta rari. Foglie opposte, sessili, lanceolate (1.5-2 X 4-9 cm), dentellate, acute. Calice di 7 mm; petali 7 X 12-15(10-16, raramente anche 6) mm; capsula 8-10 cm; semi 1-1.5 mm.

Garofano di Seguier

Dianthus seguieri

Fusto gracile, strisciante. Foglie lineari-lanceolate larghe 1-3 (-6) mm; guaine 1-2 mm Fiore unico o pochi; squame dell'epicalice 2-6, ovali-mucronate, lunghe ½/¾ del calice, questo di 14-18 mm, cilindrico; petali rosei screziati di purpureo con lembo di 6-10 (-12) mm, dentellato sul bordo.
Variabilità - La lamina delle foglia in generale non supera i 3 mm di larghezza, però individui con foglia larghe fino a 4 mm non sono rari, assieme agli stenofìlli (Prealpi Veronesi, Appennino sopra Pontremoli, Alpi Apuane); una forma estrema brachifilla, con lamina larga fino a 6 mm e fiori  un po' maggiori è stata descritta dalle A. Apuane (M. Altissimo) come subsp. italicus Tutin, ma va ulteriormente precisata. D. collinus W. et K., citato dal Goriz., Veron. ed Avell., è certo da escludere.Séguier J.-F. (1703-1784) botanico francese, descrittore della flora veronese.

Fico degli Ottentotti

Carpobrotus edulis

Pianta glabra e carnosa (!). Fusti striscianti erbacei, lunghi fino a parecchi metri. Foglie opposte, trigono-carenate (1 cm di spessore), larghe alla base fino a 13 mm e lunghe 8-12 cm, progressivamente ristrette nell'apice acuto. Fiori  solitari (diametro 6 cm) gialli o purpurei; stami gialli.

Cardo asinino

Cirsium vulgare

Pianta con aculei patenti di 3 mm su fusto e foglie (!). Fusto eretto, angoloso con ali spinose, con grosso midollo centrale. Foglie pennato-partite, decorrenti, le inferiori di 7-10 X 20-30 cm; segmenti circa 5 per lato acutamente spinosi. Capolini subsessili (diametro 4-5 cm); involucro piriforme di 2.5 X 3 cm (senza le spine divergenti); corolla roseo-violetta 33-40 mm (20-24; 6-7; 7-9); pappo 20 mm.

Geranio minore, Geranio selvatico comune

Geranium molle

Erba annua a fusti prostrato-ascendenti, mollemente pubescente. Foglie inferiori patenti o eretto-patenti, lungamente picciolate, con lamine quasi rotonde, incise alla base, 7-9 lobe, con denti o lacinie diseguali con un piccolo callo apicale. Stipole ampie, ovali o ovali-lanceolate, da ottuse ad acuminate, ciliate. Fiori  su peduncoli opposti alle foglie, subeguali o più lunghi di queste. Sepali ovali-bislunghi, ottusetti, trinervi, glabri internamente, pubescenti-glandulosi interiormente. Petali obovali, smarginato-bilobi, roseo-violacei con venature, ristretti e ciliati in breve unghia. Stami subeguali al calice con filamenti lanceolato-lesiniformi. Antere violaceo-scure. Cassule ovate, rugose, glabre. Semi lisci.

Erba ruota, Falsa ortica reniforme

Lamium amplexicaule

Erba annua a fusti eretti o decombenti, 5-30 cm, glabra alla base e appressato-pelosa all'apice. Foglie reniformi o cordate alla base, romboidali, picciolate, irregolarmente crenate. Verticillastri 3-5 con 6-20 fiori. Calice assai nervato, da pubescente a irsuto con qualche pelo glanduloso: denti subeguali eguaglianti il tubo. Corolla porporina, 1,5-2 cm, con lungo tubo bruscamente dilatato all’apice. Stili 2-5 mm, glabri, più corti della corolla.

Garofano minore

Dianthus deltoides

Fusti ascendenti o prostrati, minutamente pubescenti, pluriflori. Foglie dei rigetti sterili lineari-spatolate (1.5-2 X 6-15 mm), ravvicinate, le cauline sessili ( 1 X 15-25 mm). Squame 2, lanceolato-lineari, acuminate; calice cilindrico (2 X 15 mm), arrossato, con denti acutissimi di 3 mm; petali purpurei lunghi 22 mm.

Clinopodio dei boschi

Clinopodium vulgare

Fusti striscianti-ascendenti o più o meno eretti, con peli di 1-1.5 mm, patenti o crespi. Foglie con picciolo di 2-6 mm e lamina ovale a lanceolata (15-23 X 32-46 mm), con dentelli brevissimi sul bordo. Verticillastri 14-40flori, generalmente 2-pochi all'ascella di foglie normali; bratteole filiformi (0.2 X 10-13 mm); calice 7-12 mm con denti lunghi metà-due terzi del tubo; corolla roseo-purpurea 12-14 mm.

Lunaria annuale

Lunaria annua

Fusto cilindrico, eretto, glabro a ispido per densi peli discendenti. Foglie inferiori e medie opposte, con picciuolo di 10-15 cm e lamina triangolare-astata (10-13 X 10-15 cm), regolarmente dentata sul bordo, foglie con dentatura grossolana e irregolare; denti non aristati; foglie cauline sessili; fiori  generalmente grandi con sepali di 7-8 mm e petali di 8-10 X 15-20 mm; frutto ellittico, arrotondato alle due estremità; valve senza nervi evidenti; semi visibili in trasparenza; stilo 4-8 mm.

Betonica del monte Prada

Betonica hirsuta

  • Sinonimi accettati: Stachys pradica (Zanted.) Greuter & Pignatti
  • Fioritura: VII-VIII
  • Sistema Raunkiær: Emicriptofite (H) - Scapose (H scap)
  • Formula fiorale: X, K (5), [C (2+3), A 2+2], G (2), supero, drupa, 4 nucole.

Camedrio maro

Teucrium marum

Fusti cespugliosi, legnosi, bianco-tomentosi, alla fine induriti e subspinosi. Foglie sessili, intere, lanceolate (2-3 x 6-8 mm), acute, bianco-tomentose di sotto. Verticillastri 1-2flori, addensati in spiga cilindrica; brattee simili a foglia, minori dei fiori ; calice lanoso 5 mm (denti lunghi 1/4 del tubo); corolla purpurea, 10-12 mm, con peli ghiandolari. Sard, Corsica, Arcip. Tose, alla Gorgona, Capraia, Montecristo ed Elba: R. (Ancora sulla costa provenzale alle Isole Hyères ed in Dalmazia provincia Sebenico allo Scoglio Morter; dubbia nelle Baleari).
Variabilità - I calici possono essere provvisti di peli ghiandolari più o meno densi, oppure anche con soli peli ramificati. Un tempo Teucrium marum era coltivata come pianta medicinale (l'aroma simile a quello della Valeriana e della Gattaia, attira i gatti), ed in molti luoghi si era spontaneizzata (L. di Lugano, L. Maggiore alle Isole Borromee, Marche, Teramano, Sic, forse anche in Spagna), però quasi ovunque essa è scomparsa. Teucrium subspinosum Pourret Simile a Teucrium marum ma rami decisamente spinosi all'apice; foglia addensate 1-6 mm; calice 2-3 mm - Segnalata in Sardegna provincia Iglesias, ma da verificare.

  • Formula fiorale: K (5), C (5), A 4, G (2)

Anemone dei fiorai

Anemone coronaria

Fusti eretti, ingrossati, flessuosi. Foglie basali bipennate, divise in lacinie lineari; foglie cauline formanti un involucro poco sotto del fiore con base allargata-bratteiforme e bordo sfrangiato. Fiori  (diam. 3.5-6.5 cm) di regola con 6-8 petali ellittici o subrotondi; antere blu-violette.Il colore dei petali nelle forme selvatiche è per lo più violetto o rosso-violetto con tendenza in singoli individui a sbiancare; questo tipo (var. cyanea Risso) prevale sul versante adriatico ed in Sicilia; nell'area occidentale sono invece frequenti popolazioni a fiori  rosso o purpureo (var. phoenicea Jordan). Anche la forma dei petali varia molto, dalla normale (ellittica o subrotonda) a più o meno dentata o irregolarm. lobata, cuoriforme, oppure ristretta o carenata; si conoscono pure forme a petali acuti, brevi e stretti oppure con fiori  pieno. Non pare che tutte queste variazioni possano esser fissate in tipi con reale valore tassonomico. In generale si ammette che Sp. Anemone coronaria sia originaria dal Medio Oriente, però la sua introduzione in Italia, almeno per quanto riguarda la forma a fiori  violetto infestante le colture è certo assai antica (archeofita); nell'It. Centr. si presenta vicino alle rovine etrusche di Fesulae, Cures, Tibur (Montelucci in litt.), il che testimonia un'antica introduzione; le colonie sparse nell'It. Sett. (spesso effìmere) sono invece probabilm. più recenti e derivate da ceppi coltivati per ornamento a partire dal secolo XVI.

Acetosella debole

Oxalis debilis

Bella di notte

Mirabilis jalapa

Erba perenne glabra o debolmente pelosa. Radice tuberosa esternamente scura e fusti eretti, 40-90 cm, ramosi, macchiati di rosso ai nodi. Foglie alterne. Cordate alla base, ovali-acuminate, lisce o finemente ciliate. Fiori  3-6 in cime terminali bratteate con calice petaloideo di colore variabile secondo le varietà, bianco, giallo o rosso. Tubo lungo 2-3,5 cm con lembo aperto in alto di 2,5 cm di diametro. Stami e stilo sporgenti dalla fauce. Semi neri.

  • Formula fiorale: P 5, A 3-5, G 1

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