Specie botanica
AsteraceaeErigeron sumatrensis Retz.
Cespica di Sumatra
Descrizione
Descrizione morfologica
Pianta erbacea annuale o biennale, Erigeron sumatrensis può raggiungere un’altezza compresa tra 50 e 200 cm, risultando la specie più alta del genere presente in Italia. Il fusto è eretto, robusto, scanalato e spesso ramificato sin dalla base, ricoperto da una densa pubescenza formata da peli irsuti e stellati che conferiscono una consistenza ruvida e ispida. La superficie del fusto è inoltre striata e rugosa.
Le foglie basali si dispongono in rosette e sono oblanceolate o ellittiche, con dimensioni che possono arrivare fino a 10 cm di lunghezza e 1,5 cm di larghezza. Hanno un apice acuto e una base attenuata; il margine è generalmente intero o lievemente dentato o lobato verso l’apice. Le nervature laterali sono ben evidenti e marcate. Le foglie cauline inferiori sono simili a quelle basali, ma tendono ad appassire durante la fioritura pur persistendo; le foglie cauline superiori sono più piccole, lanceolate o lineari, alterne, con margini subinteri e anch’esse ricoperte da una pubescenza su entrambe le superfici.
I fiori sono riuniti in numerosi capolini peduncolati, di forma campanulata o a orciolo, disposti in grandi infiorescenze corimbose o pannocchioidi, con rami più corti rispetto all’asse principale. L’involucro è formato da bratte lineari-lanceolate disposte in tre serie, acute e sparse di peli irsuti, con le bratte esterne più piccole rispetto alle interne. I fiori sono tutti tubulosi e privi di ligule vere e proprie; quelli del raggio sono ridotti a filiformi ligule minute, di colore giallo pallido o bianco-giallastro, spesso con sfumature rosate. I fiori del disco hanno corolle tubolari pentalobate, di colore giallo-dorato. Il diametro dei capolini è inferiore a 1 cm.
I frutti sono acheni oblunghi, oblanceolati, lunghi circa 0,7-1,5 mm, compressi e rugosi, ricoperti da una sottile pubescenza minutamente strigillosa. Il pappo, di colore biancastro che diventa giallo-bruno o rossastro con l’età, è formato da setole sottili e persistenti, lunghe circa 5 mm, facilitando la dispersione anemocora.
L’apparato radicale è fittonante con radici fusiformi, che ancorano saldamente la pianta al terreno.
Habitat e distribuzione
Originaria dell’America del Sud, Erigeron sumatrensis si è ampiamente naturalizzata in Italia, dove è ormai presente in tutte le regioni, risultando una specie invasiva e infestante. Cresce comunemente in ambienti antropizzati quali incolti, bordi di strade campestri, terreni alluvionali e sabbiosi, inclusi ambienti costieri come dune, a quote comprese tra 0 e 600 metri di altitudine.
Nel Mediterraneo in generale, la specie predilige luoghi disturbati e suoli poveri o degradati, dove si comporta da infestante. La pianta è adattata a esposizioni soleggiate e terreni ben drenati, mostrando una buona tolleranza a condizioni di siccità temporanea.
Periodo di fioritura
Il periodo di fioritura si estende da giugno a novembre, con un picco che può variare leggermente a seconda della latitudine e delle condizioni climatiche locali. In Italia la fioritura è più intensa tra luglio e settembre. Le infiorescenze persistono a lungo, consentendo un’efficace produzione di semi nel corso della stagione vegetativa.
Ecologia e impollinazione
La fioritura di Erigeron sumatrensis è caratterizzata da fiori tubulosi adattati ad attrarre insetti impollinatori generalisti, in particolare api e mosche, che si nutrono del nettare e impollinano i fiori. L’assenza di ligule vistose suggerisce una minore attrattiva visiva rispetto ad altre Asteraceae, ma la produzione abbondante di fiori favorisce comunque l’impollinazione entomofila.
La dispersione dei semi avviene principalmente tramite il pappo piumoso, che favorisce la propagazione anemocora su lunghe distanze. Questo meccanismo contribuisce alla rapida diffusione della specie in nuovi habitat, facilitandone il carattere invasivo.
Curiosità e usi tradizionali
Non sono documentati usi medicinali o alimentari tradizionali significativi per questa specie in Italia o nel Mediterraneo. Il nome comune "Cespica di Sumatra" e altri sinonimi derivano dalla presunta origine geografica, anche se la pianta è nativa del continente americano. Il genere Erigeron ha in alcune culture usi fitoterapici, ma per E. sumatrensis non si segnalano impieghi etnobotanici rilevanti.
La specie è principalmente nota per il suo ruolo di infestante nelle colture e negli ambienti antropizzati, dove può competere con la flora autoctona e rappresentare un problema per l’agricoltura.
Etimologia
Il nome generico Erigeron deriva dal greco: "er" (sollecito) e "geron" (vecchio), in riferimento alla breve durata della fioritura, che sembra “affrettare” la fine della stagione vegetativa. Il nome specifico sumatrensis indica una presunta origine o scoperta legata a Sumatra, anche se in realtà la specie è originaria dell’America del Sud.
Il sinonimo Conyza potrebbe derivare da una pianta che emette un odore simile a quello della cimice o dal greco kònopos, cioè “pulce”, probabilmente riferendosi alla natura infestante e fastidiosa della pianta.
Il nome comune italiano "Cespica di Sumatra" riprende il nome specifico latino, usato per indicare un’erba cespitosa di origine esotica.
Fonti
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (actaplantarum.org)
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Giuliano Salvai)
- Tela Botanica / H. Coste, "Flore descriptive et illustrée de la France"
- World Flora Online (WFO)
Caratteristiche
Dove l'ho trovata (17 avvistamenti)
Classificazione
- Regno
- Plantae
- Famiglia
- Asteraceae
- Nome completo
- Erigeron sumatrensis Retz.
- Sinonimi
- Conyza albida Willd. ex Spreng.
- Forma biologica
- T scapScaposeT — Terofite
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