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Specie botanica

Urticaceae

Urtica membranacea Poir. ex Savigny

Ortica membranosa

Tossica o urticante
T scap
Terofite scapose
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Foto
Foto 1
56122 Pisa PI, Italia

Descrizione

Descrizione morfologica

Pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Urticaceae, si presenta con un portamento eretto e ramificato, generalmente alto tra 20 e 30 cm, ma può raggiungere eccezionalmente anche gli 80 cm. Il fusto è scanalato, angoloso e ricoperto da una lieve peluria (irsuto), caratteristica che insieme alla presenza di peli urticanti rende la pianta urticante al tatto.

Le foglie sono di dimensioni medio-grandi, con lamina ovata o lanceolata, lunga circa 15-30 mm e larga 18-30 mm, con base cordata o arrotondata e margine seghettato con 8-15 denti per lato. Il picciolo ha una lunghezza approssimativamente uguale a quella della lamina e alla sua base si trovano due stipole ovato-lanceolate, saldate a due a due, dando l’aspetto di due stipole bidentate. La pagina superiore delle foglie è cosparsa di peli urticanti, mentre quella inferiore è moderatamente pelosa.

L’infiorescenza è scaposa, costituita da racemi unisessuali, monoici nella maggior parte dei casi, anche se occasionalmente possono comparire fiori ermafroditi o dioici. I racemi maschili sono più lunghi del picciolo, spesso sporgenti e posti all’apice del fusto; hanno un asse appiattito e dilatato ai lati da membrane caratteristiche, con i fiori disposti unilateralmente sul lato superiore e di colore verdastro con sfumature violacee. I racemi femminili, invece, sono più corti del picciolo, di forma cilindrica, posti più in basso e inseriti in posizione ascellare.

I fiori sono piccoli, verdastri e monoclamidati, con perianzio membranoso composto da 4 segmenti: quelli maschili sono subuguali, ellittici, pubescenti e con 4 stami sporgenti, mentre quelli femminili presentano 4 segmenti ineguali, con i due interni più grandi, glabri, e un ovario supero uniloculare con stimma capitato e subsessile.

Il frutto è un achenio (diclesio) ovoideo, compresso e lucente, avvolto dai due pezzi interni accrescenti del perianzio.

Habitat e distribuzione

Specie tipica delle regioni mediterranee, è diffusa principalmente lungo le coste meridionali atlantiche e mediterranee, con presenza documentata in diverse regioni italiane, tra cui la Liguria, la Toscana, la Campania e la Sicilia. Cresce frequentemente in ambienti ruderali, su terreni nitrofili, incolti e nei pressi di muri e ruderi fino a un’altitudine di circa 1000 metri.

Predilige posizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate e suoli ben drenati, spesso disturbati dall’attività antropica, dove svolge un ruolo di infestante. La sua distribuzione si estende anche in alcune zone costiere francesi (Pyrénées-Orientales, Gard, Bouches-du-Rhône, Var, Alpes-Maritimes) e in Corsica.

Periodo di fioritura

La fioritura si estende da marzo fino ad agosto, con una certa variabilità legata alle condizioni climatiche e geografiche. Durante questo periodo la pianta produce i suoi caratteristici racemi unisessuali, assicurando così la riproduzione anche in ambienti con diverse condizioni ecologiche.

Ecologia e impollinazione

La specie è prevalentemente monoica, con fiori maschili e femminili separati sulla stessa pianta, sebbene occasionalmente possano comparire fiori ermafroditi o dioici. I fiori sono piccoli, poco appariscenti e privi di profumo marcato, indicativi di una impollinazione prevalentemente anemofila (trasportata dal vento).

La disposizione unilaterale e la struttura membranosa dell’asse fiorale, tipica dei racemi maschili, facilitano la dispersione del polline nel vento. Il frutto, un achenio leggero e lucente, viene disperso principalmente per gravità e tramite piccoli animali o agenti antropici, contribuendo alla colonizzazione rapida di ambienti disturbati.

Curiosità e usi tradizionali

L’ortica membranosa è una pianta con diverse proprietà officinali e usi tradizionali. Le foglie, una volta lessate per neutralizzare i peli urticanti, vengono impiegate in cucina per preparare ripieni, frittate e contorni, soprattutto nelle regioni meridionali d’Italia.

Dal punto di vista medicinale, la specie è nota per le sue proprietà emmenagoghe, antinfiammatorie e rimineralizzanti. Tradizionalmente, nel Sud Italia, è stata utilizzata per alleviare la tosse e l’angina. Inoltre, è stata impiegata nell’alimentazione animale: mescolata al pastone delle galline incrementerebbe la produzione di uova, mentre inserita nella dieta delle vacche ne aumenterebbe la produzione di latte.

È importante sottolineare che questi usi sono da considerarsi tradizionali e di interesse etnobotanico, e non devono sostituire indicazioni mediche professionali.

Etimologia

Il nome generico "Urtica" deriva dal latino urere, che significa "bruciare", in riferimento alla sensazione dolorosa causata dai peli urticanti presenti sulla pianta. Il nome specifico "membranacea" richiama le membrane caratteristiche presenti nell’asse dell’infiorescenza e nei segmenti del perianzio, che sono sottili, membranose e ben evidenti nelle infiorescenze maschili.

Il nome comune italiano "ortica membranosa" riflette proprio questa caratteristica morfologica distintiva che la differenzia da altre specie di ortica.

Fonti

  • Prof. S. Pignatti, Flora d’Italia, Edagricole, Bologna 1982
  • Acta Plantarum – Flora delle regioni italiane (scheda di Giuliano Salvai)
  • Tela Botanica / H. Coste, Flore descriptive et illustrée de la France
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Caratteristiche

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Classificazione

Regno
Plantae
Famiglia
Urticaceae
Nome completo
Urtica membranacea Poir. ex Savigny
Forma biologica
T scapScapose
T — Terofite

Periodo di fioritura

Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic

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