Famiglia botanica
Plantaginaceae
Descrizione
Caratteristiche botaniche
Le piante appartenenti alla famiglia Plantaginaceae sono principalmente erbacee, annuali, biennali o perenni, ma includono anche piccoli arbusti e in rari casi alberi. Il portamento può variare da rosulato a scaposo, con fusti eretti, ascendenti o prostrati, talvolta quadrangolari per la presenza di fasci collenchimatici. Alcune specie sono acquatiche o subemergenti, con gemme sommerse e fusti galleggianti. L’indumento varia da glabro a villoso o ghiandolare-pubescente. Non si riscontrano specie parassite.
Le foglie possono essere disposte in rosette basali o lungo il fusto con disposizione opposta, alterna o spiralata, senza stipole. Le forme delle foglie sono molto varie: da lineari, lanceolate, ovate, orbicolari a reniformi, con margini generalmente interi ma talvolta dentati o crenati. Le venature sono spesso longitudinali e parallele, come nel genere Plantago.
Le infiorescenze sono tipicamente spicate, capitulate o racemose, spesso sorrette da uno scapo nudo e con fiori piccoli e poco appariscenti. I fiori sono tetraciclici e tetrameri o pentameri, sessili o pedicellati, ermafroditi o unisessuali a seconda del genere. Il calice è gamosepalo con 4 o 5 sepali, quasi sempre connati, di forma tubolosa, campanulata o imbutiforme, talvolta bilabiato. La corolla è gamopetala, spesso bilabiata, con 4 o 5 petali in forme tubulari o campanulate, talvolta con speroni o gibbosità basali. I colori variano dal bianco al blu, rosa, rosso o crema.
L’androceo è formato da 4 stami didinami (due lunghi e due corti) con filamenti adnati alla corolla. Le antere, biloculari con teche distinte, si aprono longitudinalmente. Il gineceo è bicarpellare con ovario supero biloculare, con placentazione assile e numerosi ovuli. Lo stilo è unico con stigma spesso bilobo e talvolta piumato.
Il frutto è una capsula deiscente, di tipo setticida, loculicida, poricida o circumscissile, contenente semi piccoli e numerosi. Alcuni frutti possono essere indeiscenti.
I caratteri distintivi della famiglia includono la presenza di stami didinami, la corolla bilabiata o attinomorfa, i carpelli connati in un ovario supero, la placentazione assile e il frutto capsulare.
Distribuzione e diversità
La famiglia Plantaginaceae ha una distribuzione cosmopolita, con specie diffuse in quasi tutte le regioni del mondo, dall’ambiente mediterraneo a quello tropicale e temperato. Le specie si adattano a una vasta gamma di habitat, dai terreni asciutti alle zone umide e acquatiche.
La famiglia comprende decine di generi e centinaia di specie, con una notevole diversità morfologica e ecologica. In Italia sono presenti numerosi generi e specie spontanee appartenenti a questa famiglia.
Generi principali e specie rappresentative
Tra i generi più importanti e diffusi della famiglia si ricordano:
- Plantago: genere tipo della famiglia, comprende specie erbacee con rosette basali e foglie a nervature parallele, come Plantago major (piantaggine maggiore) e Plantago lanceolata (piantaggine lanceolata), comuni nelle zone temperate e mediterranee.
- Veronica: comprende specie erbacee e arbustive, spesso con infiorescenze spicate e corolle bilabiate, diffuse in Europa e Asia.
- Callitriche: genere acquatico con forme vegetative adattate alla vita in acqua, caratterizzato da fiori unisessuali e corolla assente.
- Hippuris: acquatica, con fusto ramificato e foglie disposte a verticilli.
- Globularia: con infiorescenze a capolini molto piccoli inseriti in un ricettacolo scaglioso.
Le specie italiane più note includono varie Plantago, Veronica e Callitriche, rappresentando una parte importante della flora spontanea mediterranea.
Etimologia
Il nome della famiglia deriva dal genere tipo Plantago, il cui nome latino "planta" significa "pianta del piede" e si riferisce alla forma piatta delle foglie basali simili alla suola di un piede. Il nome scientifico Plantaginaceae è stato definito dal botanico francese Antoine-Laurent de Jussieu nel 1789.
Fonti
- Wikipedia
Specie della famiglia
18 specie catalogate
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