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Famiglia botanica

Scrophulariaceae

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Specie

Descrizione

Caratteristiche botaniche

Le piante appartenenti a questa famiglia hanno un portamento molto vario, che spazia da erbacee annuali, biennali o perenni, a suffrutici e piccoli arbusti, fino a rari casi di liane e alberi. La superficie degli steli può essere glabra o rivestita da peli semplici, ramificati o stellati, conferendo talvolta un aspetto villoso. Gli steli sono spesso eretti o ascendenti, con sezione quadrangolare dovuta alla presenza di fasci di collenchima alle estremità.

Le foglie si presentano in disposizione opposta, alterna o verticillata, e talvolta formano rosette basali. Sono prive di stipole e variano da lanceolate a orbicolari, con margini dentati o seghettati. La superficie fogliare può essere glabra o pubescente, con tessuti specializzati in alcune specie.

Le infiorescenze sono indefinite, generalmente racemose o tirsoidee, spesso provviste di brattee. I fiori sono ermafroditi, zigomorfi e pentameri, con calice gamosepalo che assume forme cilindriche o campanulate, talvolta bilabiate. La corolla è gamopetala, bilabiata, con cinque lobi disposti in modo da formare un labbro superiore e uno inferiore; i colori variano da arancio, rosa, giallo, rosso, bianco a violetto, con alcune specie dal colore verdastro o marrone.

L’androceo è composto tipicamente da quattro stami didinami, con un eventuale quinto staminodio sterile. Le antere sono reniformi, con apertura per fessura distale. Il gineceo è sincarpico, bicarpellare, con ovario supero biloculare, contenente da uno a più ovuli pendenti. Il frutto è solitamente una capsula deiscente, con semi numerosi spesso dotati di superficie rugosa o reticolata. In rari casi il frutto può essere una bacca secca o simil-drupe.

Queste piante contengono composti chimici come gli iridoidi e, in alcune specie, presentano un odore caratteristico. La loro riproduzione avviene principalmente tramite impollinazione entomogama o, in alcune specie, ornitogama. La dispersione dei semi avviene inizialmente per azione del vento, seguita da dispersione secondaria tramite insetti come le formiche.

Distribuzione e diversità

Questa famiglia ha una distribuzione cosmopolita, adattandosi a numerosi habitat diversi. Comprende circa 59 generi suddivisi in 10 tribù, con una notevole diversità di forme e adattamenti ecologici. Originariamente ricca di generi (oltre 210), la famiglia è stata oggetto di revisione tassonomica con una significativa riduzione del numero di generi assegnati, a seguito di analisi filogenetiche che hanno portato a spostare molti taxa in famiglie affini all’interno dell’ordine Lamiales.

Generi principali e specie rappresentative

Tra i generi più importanti si annovera il genere tipo, noto per specie come Scrophularia nodosa, caratterizzata da fiori labiati e impollinazione entomogama. Altri generi presenti in Italia includono specie erbacee e arbustive tipiche della flora spontanea mediterranea, spesso riconoscibili per la loro corolla bilabiata e la struttura particolare dei fiori.

Etimologia

Il nome della famiglia deriva dal genere tipo, che a sua volta fu chiamato Scrophularia da un medico italiano. Il termine fa riferimento a una malattia chiamata scrofola, un’infezione delle ghiandole linfonodali; alcune specie di questo genere presentavano infatti ghiandole simili a quelle colpite dalla malattia, da cui il nome.

Fonti

  • Wikipedia
Testo elaborato con assistenza AI da fonti scientifiche ·Metodologia

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