Vai al contenuto principale

Specie botanica

Caryophyllaceae

Dianthus seguieri Vill.

Garofano di Seguier

Sin.: Dianthus seguieri Vill.; Dianthus seguieri Vill. subsp. italicus Tutin
H scap
Emicriptofite scapose
7
Foto
Foto 1
55020 LU, Italia
Foto 2
Foto 3
Foto 4
Foto 5
+2

Descrizione

Descrizione morfologica

Il Garofano di Seguier è una pianta erbacea perenne, con portamento scaposo e talvolta brevemente strisciante. L’altezza varia generalmente tra i 30 e i 60 cm. I fusti sono angolosi, spesso ramosi, glabri e legnosi alla base; quelli fioriferi sono eretti e privi di foglie lungo l’asse principale. Le radici sono filiformi e sottili.

Le foglie sono opposte, lineari-lanceolate, di consistenza piuttosto ferma, con margine intero e leggermente scabro. La loro larghezza è generalmente compresa tra 1 e 3 mm, ma si possono trovare esemplari con foglie fino a 6 mm, soprattutto in alcune popolazioni relitte come nelle Alpi Apuane. Le guaine fogliari sono strette, lunghe 1-2 mm, e avvolgono parzialmente il fusto.

I fiori sono riuniti in piccoli fascetti, da 1 fino a 8 per infiorescenza, posti all’apice del fusto. Ogni fiore è peduncolato e racchiuso da brattee calicine ovali, mucronate, lunghe circa metà o tre quarti del calice. Il calice è cilindrico, lungo 14-18 mm, con striature longitudinali e denti lanceolati acuti all’apice. La corolla è dialipetala, formata da cinque petali di colore rosa chiaro o fucsia, spesso screziati da macchie purpuree, con margine profondamente dentellato e una fauce ricoperta da peli (barbata). I petali misurano tra 6 e 12 mm. La presenza di un cerchio più scuro attorno al centro del fiore è caratteristica distintiva della specie.

Gli stami sono dieci, l’ovario è supero e il frutto è una capsula cilindrica che si apre per cinque denti apicali, contenente semi di colore scuro.

Habitat e distribuzione

Il Garofano di Seguier è diffuso in Europa centrale e temperata, con una distribuzione che va dalla Francia all’Ucraina, e si estende anche in alcune aree dell’Asia occidentale. In Italia cresce prevalentemente in ambienti montani e collinari, dal piano fino a circa 1000 metri di quota. È tipico di boschi di latifoglie, orletti forestali, prati mesofili e aridi, spesso su pendii rocciosi e in ambienti xerofili.

Predilige suoli ben drenati, calcarei o silicei, e si trova in zone con esposizione soleggiata o parzialmente ombreggiata. In alcune regioni come le Prealpi Veronesi, l’Appennino sopra Pontremoli e le Alpi Apuane, mostra una certa variabilità morfologica, adattandosi a condizioni locali. È segnalato anche in ambienti subalpini e collinari nelle regioni alpine italiane.

Periodo di fioritura

La fioritura avviene tra giugno e agosto, con possibili variazioni legate all’altitudine e alla latitudine. In generale, i fiori compaiono in estate, con un picco di sviluppo nei mesi di luglio e agosto. Nei climi più freschi di alta montagna la fioritura può essere più breve e leggermente posticipata.

Ecologia e impollinazione

Il Garofano di Seguier è una pianta emicriptofita scaposa, capace di sopravvivere grazie a gemme poste a livello del terreno. La sua strategia riproduttiva si basa principalmente sull’impollinazione entomogama: fiori vistosi con petali profondamente dentati e macchie purpuree attirano diversi insetti pronubi, tra cui api e farfalle, che facilitano la fecondazione.

La dispersione dei semi avviene tramite capsule dehiscenti che rilasciano semi scuri, probabilmente dispersi localmente per gravità e piccoli movimenti del suolo, senza strategie di dispersione a lunga distanza particolarmente specializzate.

Curiosità e usi tradizionali

Il Garofano di Seguier, come altri garofani, è apprezzato non solo per il suo valore ornamentale ma anche per le essenze profumate estratte dalla sua corolla, utilizzate in profumeria. Storicamente, i garofani erano impiegati nella medicina popolare come espettoranti e diuretici, anche se tali usi non trovano supporto nella medicina moderna e sono considerati privi di valore terapeutico comprovato.

Dal punto di vista storico-culturale, il garofano è associato a tradizioni antiche: in Europa fu introdotto nella seconda metà del XIII secolo attraverso i contatti con il mondo musulmano, che lo utilizzavano per profumare liquori e prodotti cosmetici. Nel corso dei secoli, grazie a incroci e selezioni, i garofani sono diventati fiori da coltivazione con capacità di rifiorenza, importanti nell’industria dei fiori recisi.

Etimologia

Il nome del genere "Dianthus" deriva dal greco antico: "dios" (divino) e "anthos" (fiore), traducibile come "fiore divino". La specie è dedicata al botanico francese Jean François Séguier (1703-1784), noto per i suoi studi sulla flora veronese.

Il nome comune italiano "garofano" proviene dal latino "caryophyllus", che nel tempo ha subito una trasformazione fonetica fino a diventare l’attuale denominazione. Storicamente, il termine si riferisce a piante aromatiche con fiori caratteristici, apprezzati anche per le loro proprietà olfattive.

Fonti

  • Prof. S. Pignatti, "Flora d'Italia"
  • Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Nino Messina)
  • Tela Botanica / H. Coste, "Flore descriptive et illustrée de la France"
  • World Flora Online (WFO)
Testo elaborato con assistenza AI da fonti scientifiche ·Metodologia
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Caratteristiche

Dove l'ho trovata (6 avvistamenti)

Classificazione

Regno
Plantae
Nome completo
Dianthus seguieri Vill.
Sinonimi
Dianthus seguieri Vill.; Dianthus seguieri Vill. subsp. italicus Tutin
Forma biologica
H scapScapose
H — Emicriptofite

Periodo di fioritura

Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
GiuLugAgo
Set
Ott
Nov
Dic

Hai notato un errore nella determinazione? Scrivimi

Altre specie della stessa famiglia

Caryophyllaceae

Vedi tutte

Esplora

Altre specie di Caryophyllaceae