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Famiglia botanica

Verbenaceae

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Specie

Descrizione

Caratteristiche botaniche

Le Verbenaceae sono una famiglia di piante angiosperme comprendente specie erbacee annuali o perenni, subarbustive, arbustive e piccoli alberi, oltre a liane. Generalmente queste piante non sono aromatiche e spesso presentano un fusto con sezione quadrangolare con facce leggermente concave, dovuto alla presenza di fasci di collenchima ai vertici; in altri casi il fusto è rotondo. Alcune specie hanno portamento legnoso alla base, altre sono procombenti, alcune sono spinose, mentre alcune sviluppano radici stolonifere.

Le foglie sono disposte lungo il caule in modo opposto o subopposto, spesso ruotate di 90° tra un verticillo e l'altro, e in alcune specie possono essere trifogliate o ridotte a scaglie. La lamina fogliare varia da lanceolata a ovata, lineare o spinosa, con margini dentati o lobati. Le stipole sono assenti. La venatura è generalmente pennata e la superficie può essere glabra o tomentosa.

I fiori sono ermafroditi, tetraciclici (con quattro verticilli: calice, corolla, androceo e gineceo) e pentameri, sebbene possano talvolta variare da 4 a 8 elementi per verticillo. Il calice è gamosepalo, tubolare o campanulato, con 2-5 lobi persistenti che in alcune specie accrescono a maturità avvolgendo quasi completamente il frutto. La corolla è gamopetala, generalmente tubolare, debolmente zigomorfa o attinomorfa, con 4-5 lobi spesso bilabiati. Il colore varia dal bianco al giallo, rosa, blu, violetto, malva o porpora. All’interno della gola corollina sono spesso presenti peli ghiandolari che impediscono l’accesso a insetti non efficaci nell’impollinazione.

L’androceo è composto da quattro stami fertili (raramente due), spesso inclusi e adnati alla corolla, con antere dorsofisse o basifisse e deiscenza longitudinale. Può essere presente uno staminoide o un quinto stame fertili. Il gineceo è formato da un ovario supero bicarpellare, talvolta monocarpellare o tetracarpellare, con due loculi e ovuli penduli a placentazione assile. Lo stilo, che termina con uno stigma bilobo, è corto o lungo meno di tre volte l’ovario.

Il frutto può essere una capsula schizocarpica che si divide in quattro mericarpi, ognuno con un seme, oppure una drupa con due o quattro pireni. L’endosperma è assente. Le infiorescenze sono spesso terminali o ascellari, costituite da racemi, cime, spighe o pannocchie, con brattee ridotte.

La fecondazione avviene principalmente tramite insetti (impollinazione entomogama) e nei tropici anche tramite uccelli come i colibrì (impollinazione ornitogama). La dispersione dei semi avviene inizialmente con il vento e successivamente da insetti, in particolare formiche, o altri animali.

Distribuzione e diversità

Questa famiglia ha una distribuzione prevalentemente americana, soprattutto nelle regioni tropicali centro-meridionali del continente, ma alcuni generi come Verbena e Chascanum sono cosmopoliti, presenti anche in altre zone del mondo. Alcuni generi si ritrovano in Africa e Asia, soprattutto nelle tribù Lantaneae e Priveae.

La famiglia comprende circa 33 generi e circa 900 specie, suddivise in 8 tribù principali. La maggior parte delle specie si trova in ambienti tropicali, con poche specie presenti nelle zone temperate, inclusa l’Italia.

Generi principali e specie rappresentative

Tra i generi più significativi si annoverano:

  • Verbena: genere tipo della famiglia, comprendente specie cosmopolite, alcune delle quali sono diffuse anche in Italia.
  • Lantana: ampiamente distribuito, con molte specie ornamentali note per i fiori colorati.
  • Duranta: genere tropicale con specie arbustive molto apprezzate come piante ornamentali.
  • Stachytarpheta: comprendente numerose specie tropicali e sub-tropicali.
  • Aloysia e Lippia: generi con molte specie, alcune note per usi medicinali o aromatici.

In Italia sono presenti principalmente specie del genere Verbena, che crescono spontanee in diversi habitat, dai prati ai luoghi aridi.

Etimologia

Il nome della famiglia deriva dal genere tipo Verbena, parola latina antica che indicava la verbena comune europea, chiamata anche "herbena" per il suo aspetto verdeggiante. Il termine è attestato già negli scritti di Plinio il Vecchio e Virgilio. Anticamente, i ramoscelli di verbena venivano usati nelle cerimonie rituali druidiche, portati come corone dai sacerdoti.

Il nome scientifico Verbenaceae fu ufficialmente definito nel 1805 dal botanico francese Jean Henri Jaume Saint-Hilaire.

Curiosità e usi

Le Verbenaceae includono piante di interesse ornamentale per i loro fiori colorati e decorativi, impiegate in giardini e parchi. Alcune specie hanno un ruolo ecologico importante come fonte di nettare per insetti impollinatori e, nelle regioni tropicali, per uccelli come i colibrì. Alcune specie contengono composti iridoidi, glicosidi fenolici che possono avere applicazioni farmacologiche, anche se non sono comuni piante aromatiche come le Lamiaceae.

Fonti

  • Wikipedia
Testo elaborato con assistenza AI da fonti scientifiche ·Metodologia

Specie della famiglia

1 specie catalogate

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