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Specie botanica

Amaryllidaceae

Pancratium maritimum L.

Giglio marino comune

Sin.: Pancratium angustifolium Lojac.; Pancratium linosae Soldano & F.Conti
G bulb
Geofite bulbose
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07037 Sorso SS, Italia
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Descrizione

Descrizione morfologica

Pianta erbacea perenne alta tra 30 e 60 cm, il Giglio marino comune si distingue per il suo bulbo ovoidale, piuttosto voluminoso (5-6 cm), rivestito da tuniche membranose scure. Da questo organo sotterraneo tuberoso ogni anno si sviluppano foglie e fiori. Il fusto è uno scapo afillo, compresso, che sostiene all’apice un’infiorescenza a ombrella con 3-15 fiori.

Le foglie, generalmente 5-6 per pianta, sono tutte basali, di colore verde glauco, lunghe fino a 50-60 cm e larghe 1-1,5 cm. Hanno una lamina lineare, spesso ritorta a spirale e possono risultare marcescenti durante la fioritura. Il fusto è robusto ma privo di foglie.

I fiori sono grandi, bianchi, attinomorfi e ermafroditi, molto profumati, con un perigonio imbutiforme che presenta un tubo lungo e stretto, di circa 5-8 cm, di colore verdastro, che si dilata gradualmente nella parte superiore. Il perigonio è composto da sei tepali lanceolati, mucronati all’apice e con una striatura verde mediana esterna. La paracorolla è ampia, campanulata, con 6 lobi biforcati che formano 12 denti triangolari appuntiti, disposti due a due tra gli stami. Gli stami sono sei, con filamenti saldati alla paracorolla, portano antere gialle lineari e dorsifisse. Lo stilo è filiforme e si prolunga oltre l’ovario, terminando con uno stimma capitato.

Il frutto è una capsula obovoide triloculare, che si apre a loculi per liberare numerosi semi compressi, protetti da un pericarpo spugnoso, nero e angoloso. Questa caratteristica permette ai semi di galleggiare e favorisce la dispersione tramite le correnti marine.

Habitat e distribuzione

Il Giglio marino comune è una specie tipica delle coste mediterranee, presente lungo le coste sabbiose e dune di tutto il bacino, comprese le isole maggiori e minori italiane (ad eccezione delle coste più settentrionali del Friuli Venezia Giulia). Vegeta preferibilmente su spiagge, dune e litorali sabbiosi, con esposizione marittima diretta, in ambienti caratterizzati da suoli sabbiosi aridi e salmastri. La sua presenza è limitata alle zone costiere, non superando generalmente il livello del mare.

Questo habitat, estremamente esposto e difficile, è caratterizzato da elevata salinità e forte insolazione, a cui la pianta è ben adattata grazie alle sue caratteristiche morfologiche e fisiologiche. La specie è considerata steno-mediterranea, ossia con una distribuzione strettamente limitata al clima e agli ambienti mediterranei.

In Italia è piuttosto rara e minacciata, soprattutto a causa della pressione antropica sulle coste per scopi turistici e balneari, che ne riducono l’habitat naturale.

Periodo di fioritura

La fioritura avviene principalmente tra luglio e settembre, con possibili lievi variazioni locali legate al microclima e all’esposizione. Durante questo periodo i fiori bianchi molto profumati si aprono sull’infiorescenza a ombrella, attirando gli insetti impollinatori.

Ecologia e impollinazione

Il Giglio marino comune è impollinato da insetti (impollinazione entomogama), attratti dal profumo intenso e dalla forma dei fiori. La struttura del fiore, con la lunga corolla tubulosa e la paracorolla dentata, favorisce l’accesso degli insetti pronubi, che trasportano il polline da fiore a fiore.

La disseminazione dei semi avviene principalmente attraverso la barocoria, ma grazie al pericarpo spugnoso e galleggiante, anche la dispersione tramite le correnti marine (idrocorie) è molto efficiente, permettendo la colonizzazione di nuove aree costiere sabbiose.

Curiosità e usi tradizionali

Il nome del genere Pancratium deriva dal greco “pan” (tutto) e “kratys” (potente, forte), probabilmente in riferimento alla capacità della pianta di sopravvivere in condizioni ambientali estreme come quelle delle dune sabbiose aride e saline, oppure alle sue presunte virtù medicinali. L’epiteto specifico “maritimum” indica chiaramente l’habitat marino in cui cresce.

I semi con pericarpo spugnoso sono un adattamento evolutivo che consente la dispersione tramite il mare, facilitando la diffusione della specie lungo le coste mediterranee. Questo meccanismo è particolarmente interessante dal punto di vista ecologico.

Non sono segnalati usi alimentari o medicinali attuali rilevanti; tuttavia, storicamente, alcune fonti attribuivano al genere proprietà terapeutiche, presumibilmente legate a piante affini della famiglia Amaryllidaceae. La pianta è comunque apprezzata per il suo valore ornamentale e la sua bellezza, oltre che per il profumo intenso dei fiori.

Etimologia

Il nome scientifico Pancratium maritimum deriva da termini greci e latini: “Pancratium” unisce “pan” (tutto) e “kratos” (potente), alludendo alla resistenza delle piante di questo genere a condizioni ambientali difficili. L’epiteto “maritimum” significa “marittimo”, riferendosi all’habitat costiero.

Il nome comune italiano “Giglio marino comune” richiama la somiglianza dei fiori bianchi e profumati con quelli dei gigli, nonché l’habitat tipicamente costiero in cui cresce la specie.

Fonti

  • Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Anja Michelucci)
  • Tela Botanica / H. Coste, "Flore descriptive et illustrée de la France"
Testo elaborato con assistenza AI da fonti scientifiche ·Metodologia
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Caratteristiche

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Classificazione

Regno
Plantae
Nome completo
Pancratium maritimum L.
Sinonimi
Pancratium angustifolium Lojac.; Pancratium linosae Soldano & F.Conti
Forma biologica
G bulbBulbose
G — Geofite

Periodo di fioritura

Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu
LugAgoSet
Ott
Nov
Dic

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