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Specie botanica

Plantaginaceae

Digitalis purpurea L.

Digitale rossa

Tossica o urticante
Sin.: Digitalis gyspergerae Rouy; Digitalis purpurea L. subsp. gyspergerae (Rouy) Rouy; Digitalis purpurea L. var. gyspergerae (Rouy) Fiori
H scap
Emicriptofite scapose
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Descrizione

Descrizione morfologica

Pianta erbacea biennale o perenne, alta generalmente tra 30 e 150 cm, con portamento eretto e cespitoso. Il fusto è robusto, cilindrico o angoloso, di colore verde talvolta lievemente purpureo, ricoperto da una peluria fine, prevalentemente di peli ghiandolari, che gli conferisce una superficie bianco-puberula o lanuginosa. Nel secondo anno di crescita il fusto si sviluppa e sostiene l'infiorescenza. La base della pianta presenta una rosetta di foglie basali, ovate o ovato-lanceolate, di consistenza erbacea, con margini crenati o leggermente seghettati. Le foglie basali sono di dimensioni maggiori, generalmente lunghe tra 5 e 20 cm e larghe 1,5-10 cm, disposte in modo spiralato e con una superficie superiore verde scuro e lucida, mentre la pagina inferiore è più chiara e tomentosa. Le foglie cauline sono più piccole, lanceolate, sessili e disposte in modo alterno lungo il fusto.

L'infiorescenza è costituita da un racemo allungato, spesso unilaterale e scaposo, lungo fino a 50-60 cm o più, che porta numerosi fiori penduli, generalmente da 30 a 100, disposti in modo compatto o più sparso lungo l'asse. I peduncoli dei singoli fiori sono lunghi circa 8-16 mm e sono anch'essi pubescenti.

I fiori sono grandi, tubuloso-campanulati, con una corolla lunga tra 3 e 5 cm, caratterizzata da una colorazione che varia dal rosso porporino, passando per il carminio fino al violetto, spesso con macchie scure o porporine cerchiate di bianco all'interno del tubo corollino. La parte inferiore della corolla presenta un labbro sporgente di circa 5 mm, ciliato ai margini e peloso internamente. Il calice è formato da cinque lacinie ovate, acute, di dimensioni variabili da 6 a 18 mm, spesso ricoperte da peli ghiandolari. Il pistillo ha uno stilo filiforme con stigma bifido, persistente anche dopo la fioritura.

Il frutto è una capsula ovoidale-oblunga, lunga circa 9-15 mm e larga 6-10 mm, pubescente alla base, che si apre per deiscenza septicidale. I semi sono piccoli (0,6-0,7 x 0,4-0,5 mm), di forma obconica e con tegumento reticolato.

L’apparato radicale è costituito da una radice fusiforme, ramificata e tomentosa, che permette alla pianta di sopravvivere anche in condizioni difficili.

Habitat e distribuzione

La digitale rossa è una specie tipica delle zone montane e collinari del Mediterraneo occidentale e dell’Europa occidentale, con una distribuzione che spazia dalla Scandinavia fino alla Penisola Iberica, includendo la Sardegna e la Corsica, dove è parte integrante della vegetazione naturale. Nel territorio italiano è presente soprattutto nelle aree montane e pedemontane, ma si rinviene anche in popolazioni inselvatichite in diverse zone alpine e prealpine, come Friuli, Carnia, Asiago, Baldo, Comasco, Poschiavo, Ossola e Ivrea, spesso da antiche coltivazioni a scopo medicinale. Tuttavia, nelle Alpi non cresce spontanea, ma esclusivamente come pianta naturalizzata.

Predilige habitat di chiarie boschive di latifoglie, pascoli montani e radure su suoli silicei, ricchi di sostanza organica, con esposizione da collinare fino a circa 1600 metri di altitudine. Cresce su terreni ben drenati con abbondante humus e in ambienti aperti o semiombreggiati, spesso in associazione con altre specie erbacee tipiche del sottobosco montano.

Periodo di fioritura

La fioritura si estende generalmente da maggio a settembre, con un picco che può variare a seconda dell'altitudine e della latitudine. In zone più fredde o montane la fioritura può iniziare più tardi e protrarsi fino alla fine dell’estate, mentre in aree mediterranee più calde può iniziare già a maggio e concludersi prima. La fioritura è progressiva e prolungata, permettendo una lunga disponibilità di fiori per gli insetti pronubi.

Ecologia e impollinazione

La digitale rossa è impollinata principalmente da insetti pronubi, in particolare api e bombi, attratti dai vistosi fiori tubulosi e dal loro colore rosso-porporino macchiato internamente, che funge da segnale visivo. La forma tubulare del fiore è adatta all’impollinazione da parte di insetti con apparati boccali lunghi, che possono penetrare nel tubo corollino per raggiungere il nettare. La simmetria dei fiori è zigomorfa, una caratteristica che facilita il contatto con gli organi riproduttivi durante la visita degli insetti.

La dispersione dei semi avviene attraverso la deiscenza delle capsule mature, che si aprono per liberare un elevato numero di semi leggeri e di piccole dimensioni, facilitandone la dispersione a distanza limitata, principalmente tramite la gravità e il vento leggero. La pianta è in grado di rigenerarsi anche tramite la persistenza delle gemme basali, che le permettono di sopravvivere e ricrescere negli anni successivi.

Curiosità e usi tradizionali

La digitale rossa è una delle piante medicinali più note e studiate per il suo contenuto in glucosidi cardioattivi, utilizzati storicamente nel trattamento di alcune malattie cardiache. Questi principi attivi, però, sono anche altamente tossici e la pianta deve essere maneggiata con cautela. Attualmente, la farmacopea impiega più frequentemente Digitalis lanata, specie affine con principi attivi simili ma meno labili e meno tossici.

Oltre all’uso medicinale, la digitale rossa è apprezzata anche per la sua bellezza ornamentale e viene coltivata come pianta da giardino per la formazione di aiuole e per la produzione di fiori recisi. Sono stati realizzati numerosi ibridi e cultivar con fiori di diverse tonalità, e talvolta si osserva la mutazione detta "peloria", in cui la simmetria del fiore diventa raggiata anziché bilaterale.

La pianta ha ispirato anche la cultura e l’arte: il poeta Giovanni Pascoli la descrisse evocando l’immagine di "una spiga di fiori, anzi di dita, spruzzolate di sangue, dita umane", mentre Van Gogh la ritrasse in un celebre dipinto ("Ritratto del dottor Gachet").

Nonostante il suo potenziale uso medicinale, è importante sottolineare che la digitale rossa è tossica e non deve essere utilizzata a scopo curativo senza adeguata competenza.

Etimologia

Il nome del genere "Digitalis" deriva dal latino digitus, cioè "dito", con riferimento alla forma tubolare dei fiori che ricorda un ditale, uno strumento per cucire a forma di dito. Il nome fu latinizzato dal termine tedesco "Fingerhut" (ditale).

L’epiteto specifico purpurea deriva dal greco porphýreos, che significa "di colore rosso porpora", descrivendo appunto la vivace colorazione dei fiori.

Il nome comune italiano "digitale rossa" richiama sia la forma dei fiori (simili a piccoli ditali o dita) sia il colore rosso-porporino caratteristico della specie.


Fonti

  • Prof. S. Pignatti, "Flora d'Italia"
  • Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Marinella Zepigi)
  • World Flora Online (WFO)
Testo elaborato con assistenza AI da fonti scientifiche ·Metodologia
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Caratteristiche

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Classificazione

Regno
Plantae
Nome completo
Digitalis purpurea L.
Sinonimi
Digitalis gyspergerae Rouy; Digitalis purpurea L. subsp. gyspergerae (Rouy) Rouy; Digitalis purpurea L. var. gyspergerae (Rouy) Fiori
Forma biologica
H scapScapose
H — Emicriptofite

Periodo di fioritura

Gen
Feb
Mar
Apr
MagGiuLugAgoSet
Ott
Nov
Dic

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