Specie botanica
PoaceaeSorghum halepense (L.) Pers.
Sorgo selvatico
Descrizione
Descrizione morfologica
Pianta perenne erbacea, il sorgo selvatico presenta un portamento eretto che può raggiungere un’altezza variabile tra 30 e 180 (fino a 250) cm. Il fusto è robusto, cilindrico ma leggermente compresso, solido, e si sviluppa da un apparato rizomatoso molto esteso, carnoso e strisciante, che si trova sotto il terreno. Questo rizoma, biancastro o rosato, consente alla pianta di diffondersi rapidamente e rappresenta una delle cause della sua natura infestante.
Le foglie sono alterne, lineari, con una lamina larga 1-2 cm e lunga fino a 60 cm, di colore verde con sfumature talvolta violacee, lucida ma non particolarmente brillante. I margini delle foglie sono ruvidi e scabri, spesso provvisti di piccoli aculei rivolti verso l’alto, mentre la superficie è glabra, con una nervatura centrale bianca ben evidente. La ligula, situata alla base della foglia, è membranosa e ciliata, con una lunghezza variabile di circa 2-6 mm e può presentare un ciuffo di peli bianchi.
L’infiorescenza è una pannocchia ampia, piramidale, con ramificazioni patenti e sottili, a volte leggermente pendule. Le spighette, lunghe 4-6 mm, sono disposte in coppie appaiate lungo i rametti e in gruppi di tre all’apice dei rami; nella triade la spighetta centrale è sessile, fertile ed ermafrodita con lemma generalmente aristato (con una “resta” o arista lunga 5-15 mm, spesso attorcigliata alla base), mentre le laterali sono rispettivamente peduncolate e maschili, e sessili e sterili. Le glume sono coriacee, lucide, con una superficie pubescente nella parte inferiore, di colore bruno-rossastro nelle spighette peduncolate e proteggono le pagliette sottostanti, che risultano invece trasparenti. Il frutto è una cariosside ovale-oblungo, parzialmente avvolta dalle glume, con una tipica forma detta “a guscio di tartaruga”.
Il culmo è glabro o leggermente pubescente, con nodi privi di peli bianchi diffusi e superficie rugosa o tomentosa. L’apparato radicale è rizomatoso, con rizomi lunghi e striscianti che emettono radici e fusti avventizi, conferendo alla pianta una grande capacità di colonizzazione e resistenza.
Habitat e distribuzione
Il sorgo selvatico è originario del Mediterraneo orientale, con il nome specifico che richiama la città di Aleppo in Siria, ma ormai è ampiamente naturalizzato in tutto il bacino del Mediterraneo, in Europa meridionale e in molte altre regioni temperate e tropicali del mondo. In Italia è presente come avventizio in tutte le regioni e isole, dal livello del mare fino a circa 600 metri di altitudine, talvolta fino a 1200 m, soprattutto in zone collinari e pianeggianti.
Predilige habitat disturbati come campi coltivati (soprattutto mais), incolti, bordi di strade, zone ruderali e terreni sabbiosi o sciolti. È frequente in suoli sabbiosi, ben drenati, ma si adatta anche a terreni più argillosi o misti, mostrando una buona tolleranza all’ambiente. La sua presenza è spesso considerata infestante a causa della sua aggressività e capacità di competere con le colture erbacee.
Periodo di fioritura
La fioritura avviene prevalentemente da luglio a ottobre, con variazioni geografiche che possono influenzare leggermente la durata e l’inizio del periodo fiorale. Nei climi più caldi e temperati la fioritura può prolungarsi fino all’autunno inoltrato. In alcune zone del Mediterraneo, specie nelle regioni più meridionali, la fioritura può iniziare già a giugno e protrarsi fino a settembre.
Ecologia e impollinazione
Pianta perenne con capacità rizomatosa, il sorgo selvatico si riproduce sia per via vegetativa attraverso i rizomi sia per via sessuata tramite le cariossidi. L’impollinazione è anemofila, cioè mediata dal vento, tipica delle Poaceae, e non richiede l’intervento di insetti pronubi. Le spighette uniflore sono strutturate per favorire la dispersione del polline nell’aria.
La dispersione dei semi avviene principalmente per caduta vicino alla pianta madre, ma anche attraverso trasporto accidentale da parte dell’uomo, animali o acqua. L’apparato rizomatoso consente inoltre una rapida espansione locale, rendendo la specie molto competitiva e spesso infestante nei terreni coltivati.
Curiosità e usi tradizionali
Il sorgo selvatico è considerato una pianta infestante in molte colture, in particolare nel mais, a causa della sua capacità di diffondersi rapidamente e competere per le risorse. Tuttavia, il genere Sorghum include anche specie coltivate di grande importanza alimentare e foraggera, come Sorghum bicolor, utilizzato in Africa e Asia come cereale resistente alla siccità.
In Italia e nel Mediterraneo il sorgo selvatico non è comunemente utilizzato a scopo alimentare o medicinale, ma la sua presenza è monitorata per via del suo impatto sulle colture. Storicamente, le varietà coltivate di sorgo sono state impiegate per il foraggio e l’alimentazione umana in altre regioni del mondo.
Etimologia
Il nome del genere "Sorghum" deriva probabilmente da una parola indiana "sorghi", riferita a una specie affine del genere. Il nome specifico "halepense" indica l’origine geografica della specie, cioè Aleppo, in Siria, da cui il nome comune italiano "sorgo selvatico" o "sorgo d’Aleppo". Questo richiamo geografico sottolinea la provenienza mediterranea orientale della pianta, da cui si è poi diffusa in tutto il bacino mediterraneo e oltre.
Fonti
- Prof. S. Pignatti, "Flora d'Italia"
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Mirna Medri)
- Tela Botanica / H. Coste, "Flore descriptive et illustrée de la France"
- World Flora Online (WFO)
Caratteristiche
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Classificazione
- Regno
- Plantae
- Famiglia
- Poaceae
- Nome completo
- Sorghum halepense (L.) Pers.
- Sinonimi
- Andropogon halepensis (L.) Brot.; Andropogon sorghum (L.) Brot. subsp. halepensis (L.) Hack.; Blumenbachia halepensis (L.) Koeler; Holcus halepensis L.; Milium halepense (L.) Cav.; Rhaphis halepensis (L.) Roberty; Sorghum saccharatum (L.) Moench
- Forma biologica
- G rhizRizomatoseG — Geofite
Periodo di fioritura
Approfondimenti
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