Specie botanica
OrchidaceaeSerapias vomeracea (Burm. f.) Briq.
Serapide maggiore
Descrizione
Descrizione morfologica
Pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Orchidaceae, dotata di un apparato radicale costituito da due piccoli rizotuberi ovoidi, di cui il più giovane presenta un corto peduncolo. Il fusto, di colore verde chiaro con sfumature rossastre soprattutto nella parte superiore, raggiunge un’altezza compresa tra 15 e 40 cm, con casi eccezionali fino a 60 cm. La base del fusto è inguainata da una o due foglie membranacee, mentre più in alto si osservano 6-8 foglie lineari-lanceolate, dapprima riflesse, quindi progressivamente più corte, aderenti all’asse e, infine, trasformate in brattee.
L’infiorescenza si presenta come una spiga lassa, stretta e allungata, composta da 3-8 (fino a 10) fiori. Le brattee, lanceolate, acute e glabre, sono più lunghe dei tepali e di colore rosso-violaceo con nervature più intense. I tepali esterni, sei in totale, sono lanceolati, acuti, eretti e riuniti in alto a formare un caratteristico casco appuntito lungo circa 20-28 mm, di colore rosso purpureo o rosa con nervature più marcate. I tepali interni laterali, molto più corti e di colore bruno-porpora, sono quasi completamente nascosti all’interno del casco.
Il labello, di colore rosso scuro e più grande rispetto agli altri tepali, è trilobato e suddiviso in due zone distinte: la parte inferiore, chiamata ipochilo, è concava, reniforme, più breve e lunga circa la metà della superiore; questa è racchiusa all’interno del casco insieme ai due lobi laterali rialzati, ricoperti da numerosi peli chiari, e presenta due callosità parallele o divergenti davanti. La parte superiore, detta epichilo, è più stretta, di forma triangolare lanceolata o acuta, di colore rosso porpora o rosso ruggine (raramente giallo-ocracea), più chiara e con vene al centro; è ricoperta da peli lunghi ed è pendula o rivolta verso l’interno. Non è presente alcuno sperone.
L’ovario è cilindrico, lungo, di colore verde e con sezione triangolare, non ritorto. Il frutto è una capsula oblunga, eretta e fissuricida, contenente semi molto piccoli di colore bruno-ocraceo.
Habitat e distribuzione
La specie è tipica delle regioni mediterranee, con un areale centrato sulle coste del Mediterraneo e prolungamenti verso nord e est. In Italia, cresce preferibilmente in habitat xerotermici quali prati aridi, pascoli, cespuglieti e macchie, spesso su suoli argillosi. È presente fino a un’altitudine di circa 1300 metri sul livello del mare, mostrando una certa adattabilità a differenti esposizioni, ma prediligendo ambienti soleggiati e ben drenati.
L’areale è definito steno-mediterraneo, limitato soprattutto alle zone costiere del Mediterraneo, con maggiore frequenza nell’area definita “dell’Olivo” e “della Vite” secondo la classificazione biogeografica.
Periodo di fioritura
La fioritura si estende principalmente da aprile fino a giugno, con possibili variazioni locali legate alle condizioni climatiche e altitudinali. L’infiorescenza appare in questo periodo con i suoi caratteristici fiori colorati, visibili e facilmente riconoscibili grazie alla forma del labello e al casco formato dai tepali.
Ecologia e impollinazione
La specie è impollinata da insetti (entomogama), che vengono attratti e ospitati all’interno del casco formato dai tepali esterni. Qui trovano un rifugio caldo e asciutto durante la notte, entrando in contatto con il polline presente nel gimnostemio e sull’ipochilo, che poi trasporteranno ad altri fiori, garantendo l’impollinazione. Questo adattamento è essenziale per la riproduzione della pianta, che sfrutta la morfologia del fiore per facilitare la visita e la permanenza degli insetti pronubi.
La dispersione dei semi avviene tramite il vento (anemocora), grazie ai semi piccolissimi e leggeri contenuti nella capsula fissuricida.
Curiosità e usi tradizionali
Il nome generico Serapias deriva dal greco e richiama il dio greco-egiziano della fertilità e della medicina, Serapide, a cui Dioscoride e Plinio avevano attribuito proprietà medicinali alle orchidee. La specie è caratterizzata da una strategia di impollinazione particolarmente interessante, che prevede l’ospitalità agli insetti pronubi all’interno del fiore stesso, una forma di mutualismo che assicura una più efficace fecondazione.
Non risultano usi alimentari o medicinali tradizionali specifici per questa specie, mentre è importante sottolineare che è un’entità protetta a livello nazionale e in alcune regioni italiane, data la sua particolare ecologia e il ruolo nel mantenimento della biodiversità degli habitat xerotermici mediterranei.
Etimologia
Il nome specifico vomeracea deriva dal latino e fa riferimento alla forma della parte esterna del labello (epichilo), che ricorda il vomere di un aratro, strumento agricolo utilizzato per arare i campi. Il nome comune italiano, Serapide maggiore, richiama la grandezza relativa rispetto ad altre specie del genere e il richiamo al dio Serapide, connesso alla fertilità e alle proprietà curative tradizionali delle orchidee.
Fonti
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (actaplantarum.org)
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Giuliano Salvai)
- World Flora Online (WFO)
Caratteristiche
Dove l'ho trovata
Le posizioni degli avvistamenti di questa specie non sono pubbliche per ragioni di tutela.
Classificazione
- Regno
- Plantae
- Famiglia
- Orchidaceae
- Nome completo
- Serapias vomeracea (Burm. f.) Briq.
- Sinonimi
- Serapias vomeracea (Burm.f.) Briq. subsp. longipetala (Ten.) H.Baumann & Künkele
- Forma biologica
- G bulbBulboseG — Geofite
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