Descrizione
Descrizione morfologica
Pianta erbacea annuale alta generalmente tra i 20 e i 30 cm, con portamento scaposo e fusto eretto, ramoso e ascendente. Il fusto appare pubescente, irsuto e rugoso, privo di getti sterili, e presenta una superficie rivestita da peli morbidi e corti. Le foglie sono disposte in modo decussato lungo il fusto; quelle basali sono spatolate con lembo che si restringe in un lungo picciolo, mentre le superiori sono sessili, ellittiche o lanceolate, acute e lunghe tra 1 e 3 cm. Le foglie sono vellutate e presentano ciglia alla base.
I fiori, ermafroditi e attinomorfi, sono disposti in infiorescenze a dicasio, generalmente da 1 a 4 per pianta, su pedicelli più corti del calice. Il calice è tuboloso e cilindrico, lungo 11-19 mm, verde con nervature verticali violacee ben evidenti (circa 10), pubescente e con 5 denti triangolari acuti e cigliati. Alla fruttificazione il calice assume forma clavata. La corolla, più lunga del calice, è composta da 5 petali di colore rosa vivo, profondamente bilobati e troncati, con al centro una corona formata da 10 piccoli dentelli acuti di forma oblanceolata e ottusa. Sono presenti 5 stami con antere lanceolate e un ovario supero munito di tre stili. Il carpoforo, parte del pistillo che sostiene gli stili, misura 5-6 mm, superando la lunghezza della capsula.
Il frutto è una capsula elissoide, denticida, lunga circa 7-8 mm, poco più grande del carpoforo. Al suo interno si trovano semi bruni, reniformi e reticolati, di dimensioni 0,6-1,4 x 1-1,7 mm, dotati di due strette ali dorsali ondulate che facilitano la dispersione. L’apparato radicale non è descritto specificamente nelle fonti, ma trattandosi di una specie psammofila annuale, si presume che abbia radici fibrose adatte a stabilizzarsi in substrati sabbiosi.
Habitat e distribuzione
Specie steno-mediterranea, la sua distribuzione è limitata alle coste mediterranee, soprattutto nell’area dell’Olivo, che comprende le coste italiane affacciate sul Mar Mediterraneo. Cresce principalmente su substrati sabbiosi litoranei, dune marine e campi sabbiosi coltivati, mostrando una chiara preferenza per ambienti psammofili (legati a sabbie costiere). Vegeta quindi in ambienti marini, con esposizione prevalentemente soleggiata e su suoli ben drenati, poveri e sciolti tipici delle zone dunali e delle spiagge.
L’altitudine di crescita è tipicamente bassa, limitata alle zone costiere. Non sono riportate presenze significative in aree interne o montane.
Periodo di fioritura
La fioritura si estende da aprile a giugno, con possibili leggere variazioni in base alla latitudine e alle condizioni locali. Durante questo periodo la pianta produce i suoi caratteristici fiori rosa vivo, visibili in infiorescenze a pochi fiori. La fioritura coincide con la stagione primaverile, periodo favorevole per la riproduzione e la dispersione dei semi.
Ecologia e impollinazione
L’impollinazione è entomogama, affidata principalmente a farfalle notturne e altri insetti pronubi attratti dal colore vivo e dalla forma dei fiori. La struttura della corolla, con petali bilobati e la corona centrale di dentelli, è probabilmente adattata a facilitare l’accesso dei pronubi ai nectari e agli organi riproduttivi.
La dispersione dei semi avviene prevalentemente tramite anemocoria, cioè per mezzo del vento. Le ali ondulate sui semi favoriscono la loro dispersione a distanza, permettendo alla specie di colonizzare nuove aree sabbiose lungo la costa.
Curiosità e usi tradizionali
Non sono riportati usi medicinali, alimentari o particolari tradizioni legate a questa specie. Il nome del genere richiama probabilmente Sileno, il compagno di Bacco noto per il suo ventre rigonfio, in riferimento al calice gonfio e clavatamente allargato in fruttificazione. Un’altra ipotesi etimologica lega il nome al greco "sialon", che significa saliva, riferendosi al liquido appiccicoso presente sul fusto di alcune specie del genere.
Il nome specifico colorata fa riferimento al vivace colore rosa dei fiori, che rappresenta una delle caratteristiche più evidenti e distintive della pianta.
Etimologia
Il genere Silene potrebbe derivare dal nome di Sileno, figura mitologica compagna di Bacco, caratterizzata dal ventre rigonfio, similmente al calice gonfio di queste piante. Un’altra radice possibile è il termine greco "sialon" (saliva), in riferimento alla secrezione appiccicosa che alcune specie del genere presentano sul fusto.
Il nome specifico colorata allude al colore roseo brillante dei fiori, che costituisce un tratto distintivo e facilmente riconoscibile.
Il nome comune italiano “Silene colorata” riprende semplicemente la denominazione scientifica, mettendo in risalto il colore dei fiori.
Fonti
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (actaplantarum.org)
- Acta Plantarum - Scheda di Giuliano Salvai
- Tela Botanica / H. Coste, Flore descriptive et illustrée de la France
- World Flora Online (WFO)
Caratteristiche
Dove l'ho trovata (20 avvistamenti)
Classificazione
- Regno
- Plantae
- Famiglia
- Caryophyllaceae
- Nome completo
- Silene colorata Poir.
- Forma biologica
- T scapScaposeT — Terofite
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