Specie botanica
CaryophyllaceaeSilene latifolia Poir.
Silene bianca
Descrizione
Descrizione morfologica
Pianta erbacea biennale o perenne, con portamento eretto, alta generalmente dai 30 agli 80 cm, ma talvolta fino a 100 cm. Il fusto è ramificato, con pubescenza appressata; la base è villosa mentre l’apice si presenta vischioso-glanduloso. L’apparato radicale è fittonante e legnoso alla base.
Le foglie sono disposte in modo opposto lungo il fusto. Le foglie basali, spesso picciolate e con lamina oblungo-lanceolata o ellittica, tendono a disseccare durante la fioritura, mentre le foglie cauline sono sessili, lanceolate o ellittiche, di dimensioni variabili da 3 a 12 cm di lunghezza e 6-30 mm di larghezza, con apice acuto e margine intero. Sulle foglie si riscontra una pubescenza generalmente appressata, ma spesso tendono a diventare glabre. Sono percorse da tre venature principali, e all’ascella fogliare possono essere presenti fasci di brattee.
L’infiorescenza è un dicozio aperto e poco denso, con fiori unisessuali (pianta diclina), di dimensioni medie: i fiori maschili presentano un calice tubolare-campanulato con 10 venature longitudinali, mentre quelli femminili hanno un calice tubolare-ovoidale, rigonfio per circa metà della lunghezza e contratto all’apice, con 20 venature. Il calice, bruno-rossastro e peloso, è dotato di denti acuti e spesso acuminati, lunghi circa due terzi del tubo calicino. La superficie calicinale è ricoperta da una fine peluria e da ghiandole vischiose.
La corolla è composta da cinque petali bianchi, talora leggermente sfumati di rosa, glabri e bilobati per metà della loro lunghezza, con forma obovata. Gli stami sono inclusi nel calice e gli stili femminili sono cinque, sporgenti oltre il calice. I fiori sono fragranti e larghi circa 25-35 mm.
Il frutto è una capsula conica, di dimensioni simili al calice, che si apre mediante 4-5 denti patenti o leggermente rivoluti, lunghi e acuti. All’interno contiene numerosi semi reniformi, di colore grigio-marrone scuro, convessi su entrambe le facce e con superficie tubercolata. Il numero cromosomico della specie è 2n=24.
Habitat e distribuzione
Specie tipica delle regioni mediterranee, con un areale che si estende prevalentemente lungo le coste del bacino mediterraneo, ma presente anche nella fascia continentale europea temperata. In Italia è comune e diffusa dalla pianura fino a circa 1900 metri di altitudine, frequentando numerosi ambienti antropizzati o semi-naturali.
Predilige terreni nitrofili, spesso disturbati, come campi coltivati, orti, incolti, ruderi, bordi di strade e luoghi prossimi a letamai o concimi organici. È una pianta sinantropa, cioè che prospera in ambienti modificati dall’uomo, e si adatta a suoli di varia natura purché sufficientemente fertili e ben drenati. L’esposizione è solitamente soleggiata o parzialmente ombreggiata.
Periodo di fioritura
La fioritura si estende generalmente da maggio a settembre, con picchi nei mesi estivi. In alcune aree mediterranee e in basse quote la fioritura può iniziare precocemente in primavera e proseguire fino all’inizio dell’autunno, a seconda delle condizioni climatiche locali.
Ecologia e impollinazione
La specie è caratterizzata da fiori unisessuali, con piante separate portatrici di soli fiori maschili o solo femminili (diclinia). I fiori, di colore bianco e talvolta leggermente rosati, sono profumati e attraggono vari insetti pronubi, principalmente imenotteri (api e bombi) e lepidotteri, che facilitano l’impollinazione incrociata.
La capsula, una volta matura, si apre liberando i semi tramite denti che si dispiegano all’esterno, facilitando la dispersione soprattutto per caduta vicino alla pianta madre. Non sono note strategie di dispersione a lunga distanza tramite vento o animali, ma la vicinanza a habitat antropizzati favorisce la diffusione locale.
Curiosità e usi tradizionali
La Silene bianca contiene saponine, composti naturali che le conferiscono una certa scarsa tossicità se consumata in quantità elevate, pertanto è consigliata cautela nell’uso alimentare.
Le giovani foglie sono commestibili se consumate cotte, utilizzate in zuppe o saltate in padella. Tradizionalmente, l’intera pianta è stata impiegata nella preparazione della “minestrella”, un’antica zuppa povera composta da molte erbe spontanee, tipica di alcune regioni italiane, che veniva accompagnata da focacce di granoturco.
La radice, dopo bollitura, veniva usata come sostituto naturale del sapone grazie alla presenza di saponine, sfruttate per le loro proprietà detergenti.
In alcune tradizioni inglesi, questa pianta è conosciuta come "Flower of the Dead" (fiore dei morti), a causa della sua frequente presenza nei cimiteri.
Etimologia
Il nome del genere deriva probabilmente dal greco "sialon", che significa saliva, con riferimento alla consistenza vischiosa di alcune specie del genere, dovuta alle secrezioni mucillaginose del fusto e del calice. Un’altra possibile origine è legata alla figura mitologica di Sileno, compagno di Bacco, noto per il ventre gonfio e l’aspetto “pieno”, metafora del calice rigonfio di questi fiori.
L’epiteto specifico "latifolia" indica la presenza di foglie relativamente larghe rispetto a specie affini, con lamina ben sviluppata e lanceolata. Il nome comune italiano “Silene bianca” fa riferimento al colore prevalente dei fiori, bianchi o leggermente rosati.
Fonti
- Prof. S. Pignatti, Flora d'Italia
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Marinella Zepigi)
- Tela Botanica / H. Coste, Flore descriptive et illustrée de la France
- World Flora Online (WFO)
Caratteristiche
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Classificazione
- Regno
- Plantae
- Famiglia
- Caryophyllaceae
- Nome completo
- Silene latifolia Poir.
- Sinonimi
- Silene alba (Mill.) E.H.L.Krause
- Forma biologica
- H bienneBienniH — Emicriptofite
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