Specie botanica
Eryngium maritimum
L.
Calcatreppola marina
Descrizione
Descrizione morfologica
Pianta erbacea perenne, generalmente alta tra i 20 e i 60 cm, con portamento eretto e fusto legnoso alla base e ramificato nella parte superiore. Il fusto è robusto, striato e midolloso all’interno, di colore grigio-verde azzurrino nella parte superiore, e presenta una superficie spinosa che si estende anche alle foglie e alle brattee.
Le foglie sono coriacee, glabre, spinose e di colore verde glauco o azzurrastro, talvolta con toni violacei. Le foglie basali sono picciolate, con base cordiforme, suborbicolari o reniformi, divise in 3-5 lobi profondi e dentati con segmenti centrali più piccoli rispetto ai laterali. Le foglie superiori sono sessili, amplessicauli e presentano una guaina larga alla base; sono palmatilobate con nervature ben evidenti che terminano in aculei rigidi, mentre i margini sono cartilaginei e spinati. L’intera pianta è adattata a limitare la perdita d’acqua grazie alla cuticola spessa e cerosa e alla presenza di spine.
Le infiorescenze sono numerose e raggruppate in capolini subglobosi, di dimensioni variabili da 1 a 3 cm di diametro, distribuiti all’apice del fusto e all’ascella delle foglie. Ogni capolino è protetto da un involucro formato da 4-6 brattee ovato-lanceolate, coriacee e spinose, che superano di lunghezza i capolini stessi. I fiori sono ermafroditi, ametistini o azzurro-viola, con cinque sepali rigidi, aristati e cinque petali più corti del calice. Sono inoltre dotati di cinque stami e di un ovario infero bicarpellare. Il profumo dei fiori attrae diversi insetti impollinatori.
Il frutto è un poliachenario oblungo, formato da due monocarpi uniti, con striature longitudinali e munito di squame uncinate che facilitano la dispersione tramite il vento o il trasporto su animali. La radice è un robusto rizoma legnoso che emette stoloni sotterranei, consentendo alla pianta di sopravvivere in ambienti dinamici come le dune mobili.
Habitat e distribuzione
La calcatreppola marina è una pianta tipica degli ambienti costieri sabbiosi, principalmente delle dune mobili e delle spiagge marine, dove svolge un ruolo pionieristico nel consolidamento del substrato. È diffusa lungo tutte le coste italiane e mediterranee, nonché sulle coste atlantiche europee, estendendosi sino all’Asia occidentale e al Nord Africa.
Predilige substrati sabbiosi molto ben drenati, con esposizione soleggiata e condizioni di elevata salinità e vento. La sua particolare adattabilità la rende capace di resistere a condizioni estreme di aridità e movimento della sabbia, grazie a un apparato radicale profondo che può estendersi per oltre un metro nel terreno.
L’altitudine di crescita si limita generalmente alle zone costiere, dalla riva fino alle prime dune, non superando quindi poche decine di metri sul livello del mare.
Periodo di fioritura
La fioritura avviene da giugno a settembre, variando leggermente in base alla latitudine e alle condizioni climatiche locali. In Italia e nel Mediterraneo la pianta è visibile in fiore soprattutto durante l’estate, periodo in cui la sua colorazione blu-azzurra spicca nell’ambiente costiero.
Ecologia e impollinazione
La calcatreppola marina è impollinata principalmente da insetti pronubi attratti dal colore e dal profumo ametistino dei fiori, tra cui api e altri imenotteri. La struttura del capolino, con numerosi fiori ermafroditi, facilita la fecondazione incrociata, migliorando la variabilità genetica della specie.
La dispersione dei semi avviene principalmente grazie alle squame uncinate del frutto, che possono aderire a piume o pellicce di animali o essere trasportate dal vento. Questo meccanismo permette alla pianta di colonizzare nuove aree di dune mobili, contribuendo alla stabilizzazione del terreno sabbioso.
La pianta svolge un ruolo ecologico fondamentale nelle dune costiere, aiutando a bloccare il movimento della sabbia e favorendo così la formazione di un habitat più stabile, utile anche per altre specie vegetali.
Curiosità e usi tradizionali
La calcatreppola marina è nota da tempo per le sue proprietà officinali e alimentari. Tradizionalmente è stata utilizzata come pianta afrodisiaca, diaforetica, espettorante, stimolante, diuretica e tonica. Le radici, dolciastre, possono essere consumate crude in insalata, mentre le foglie giovani sono commestibili se cotte.
Pur non presentando tossicità note, un consumo eccessivo può causare abbassamenti della pressione sanguigna, per cui è consigliata cautela. Gli usi medicinali e alimurgici sono però da considerarsi a scopo informativo e non sostituiscono indicazioni mediche.
Dal punto di vista ecologico e conservazionistico, la calcatreppola marina è una specie sensibile all’urbanizzazione e al turismo costiero, per cui la raccolta è fortemente sconsigliata per permettere la conservazione degli habitat naturali.
Etimologia
Il nome del genere Eryngium deriva dal termine greco antico utilizzato per indicare piante simili, probabilmente riferito alla forma spinosa e all’habitat marino. Il nome specifico maritimum sottolinea infatti la sua stretta associazione con l’ambiente costiero.
Il nome comune italiano "calcatreppola" richiama la natura spinosa della pianta, "calca-" in riferimento al calpestio e "treppola" (da "trappola") per indicare la sensazione pungente che si prova toccandola, tipica di molte piante spinose e urticanti.
Fonti
- Prof. P.V. Arrigoni, "Flora analitica della Toscana", "Flora dell'Isola di Sardegna"
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Giuliano Salvai)
- Tela Botanica / H. Coste, "Flore descriptive et illustrée de la France"
Caratteristiche
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Classificazione
- Regno
- Plantae
- Famiglia
- Apiaceae
- Nome completo
- Eryngium maritimum L.
- Forma biologica
- Geofite rizomatose
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