Lino d'acqua

Samolus valerandi

Fusti eretti, di altezza assai variabile, i più sviluppati ramosi in alto. Foglie basali in rosetta, oblanceolato-spatolate; foglia cauline simili, ma molto poche. Racemo semplice o ramificato; fiori su peduncoli di 1-2 cm, portanti a metà una brattea e quivi ginocchiati, calice (1.5 mm) diviso su ⅓-⅕; corolla bianca (3 mm); capsula ovoide, quasi completamente avvolta dal calice. Subcosmopolita.
In tutto il territorio: R. Valerand Dourez (sec. XVI), corrispondente del Bauhin. Nota - Neofita Settentrionale. si può incontrare soprattutto lungo i litorali; nella Padania era certo frequente un tempo, però ora è quasi ovunque estinto. Nel Meridione si allontana dalle coste e vive anche sulle montagne.

Mazza d'oro comune

Lysimachia vulgaris

Fusto eretto, pubescente, scanalato, spesso ampiamente ramoso. Foglie con picciolo di 1-2 cm e lamina lanceolata (2-3 X 7-12 cm) ovvero oblanceolata (fino a 4 X 12-14 cm), glabra e lucida di sopra, più chiara e pubescente sui nervi di sotto; margine intero ondulato; nervature reticolate. Fiori (diametro 1.5 cm) in pannocchie piramidali alla base fogliose, in alto con brattee lineari; peduncoli con densi peli semplici e ghiandolari; calice con lacinie acute, bordate di rosso, 1 x 3-4 mm; corolla gialla, con tubo brevissimo e segmenti ellittici (5 X 10 mm); stami saldati su ½; capsula subsferica (4-6 mm) con stilo presto caduco.
Eurasiatica.
Settentrione e Centro, Corsica: C; ancora provincia Potenza, sul Pollino e Sicilia a Spaccaforno.
Variabilità - In relazione all'habitat palustre è specie piuttosto polimorfa. Normalmente essa cresce negli ambienti in fase d'interramento, nella vegetazione a Phragmites e nelle fasi di consolidamento ad Agrostis stolonifera; sporadicamente può mantenersi anche nelle boscaglie ripariali. In genere la pianta radica su fango, talora anche ricoperto da un velo d'acqua. In condizioni ecologiche particolari (stazioni inondate) può sviluppare stoloni epigei lunghi fino a qualche metro; in Germania è stata pure osservata una forma submersa Gliick del tutto glabra, sterile e con foglia pellucide.

Ciclamino autunnale napoletano

Cyclamen hederifolium

Tubero a forma di cipollina (compresso ai poli) alto 1-2 cm, con perimetro circolare (diametro 3-5 cm); corteccia bruno-rossastra sugherosa, polpa bianca; radici inserite solo nella metà superiore. Foglie con picciolo di 4-5 cm, roseo e spesso contorto; lamina pubescente, ovale-poligonale (3-5 X 4-7 cm), con 5-9 angoli ottusi e bordo dentellato; insenatura basale profonda 1-2 cm; pagina superiore variegata di bianco, l'inferiore generalmente purpurea. Fiore unico, inodoro; peduncolo di 6-12 cm, roseo e pubescente; calice con lacinie di 2-3 mm; corolla con tubo roseo di 6 mm e 5 lacinie rosa-pallido (8-9 X 18-21 mm), alla base ristrette (3 mm), chiazzate di purpureo ed allargate in un'orecchietta su ciascun lato.

Primula odorosa

Primula veris

Rz. obliquo o suborizzontale, generalmente arcuato (2-3 cm); scapo eretto 12-22 cm, indiviso ed afillo. Foglia tutte basali con picciolo (3-8 cm) abbastanza nettamente distinto dalla lamina che è ovata (3-5 X 5-8 cm). Fi. 5-15 in ombrella densa; peduncoli 5-20 mm; calice con tubo di 4-5 X 8-10 mm e denti triangolari-acuti 2.5-3.5 X 2.0-3.0 mm (tanto lunghi che larghi o più larghi che lunghi); corolla gialla con tubo diametro 1-2 mm e lembo diametro 10-13 mmAlpi, App. Sett. e Centr. fino alla Camp.: C. Nota - La distinzione tra le subsp. (c) e (d) è poco chiara e forse esse non sono veramente diverse. I peli delle due subsp. secondo O. Schwarz sarebbero ramificati e lunghi fino a 2 mm, ma nel materiale da noi controllato (Alpi Or.) essi invece sono semplici ed assai più brevi (non oltre 0.6 mm). Le 3 specie sopra descritte (Sp. Primula vulgaris, Sp. Primula elatior e Sp. Primula veris) possono frequentemente produrre ibridi, sia come individui sporadici inter parentes, sia come popolazioni compatte: il loro riconoscimento dalle forme parentali è spesso difficile e richiede un confronto statistico. Le combinazioni più frequenti sono: P. X tommasinii G. et G. (Sp. Primula vulgaris X Sp. Primula veris) e P. X digenea Kerner (Sp. Primula vulgaris X Sp. Primula elatior).

Centonchio palustre

Lysimachia tenella

Primula comune

Primula vulgaris

Rizoma obliquo, breve (3-5 X 30-40 mm) con grosse radici secondarie; fusto nullo (cfr. Nota). Foglie tutte basali, oblanceolato-spatolate (alla fior. 1-2 X 5-9 cm, in seguito grandi fino al doppio e più), con apice arrotondato e margine irregolarmente eroso-dentellato, progressivamente ristretto fino alla base. Fiori portati da piccioli di 4-7 cm; calice con tubo di 3 X 10 mm e denti lesiniformi di 5-7 mm; corolla gialla (nel secco spesso verde-azzurra) con tubo di 13-20 mm e lobi obcordati (7-12 X 10-15 mm), portanti una macchia più scura alla base.
Nota - Sp. Primula vulgaris è strettamente collegata a Sp. Primula elatior per i caratteri del calice, di notevole peso tassonomico, e per la colorazione della corolla (giallo-chiara, anziché giallo-uovo). La caratteristica disposizione dei fiori si potrebbe interpretare come derivata da una normale ombrella (simile a quella di Sp. Primula elatior e delle Primula in maggioranza) per progressiva riduzione dell'asse comune fino a totale annullamento di questo. In effetti, singole specie prive di scapo si presentano in varie sezioni del subgen. Primula (ad es. P. juliae Kusn. del Caucaso, P. heterochroma Stapf dell'Iran Settentrionale ed il trio P. tibetica Watt - P. urticifolia Maxim, e P. fasciculata Balf. et Ward dell'Asia Centr. e Cina), sempre assieme ad una maggioranza di specie scapose. In Sp. Primula vulgaris l'esistenza dei tipi ancestrali scaposi può ritenersi verosimile in quanto nelle popolazioni selvatiche sporadicamente compaiono individui con uno scapo più o meno allungato: essi sono stati indicati come var. caulescens Koch, ma rappresentano solo una variazione accidentale.
P. sibthorpii Hoffmgg. (probabilmente, una sottospecie di Sp. Primula vulgaris) dell'Albania, Macedonia, Asia Minore e Caucaso è simile, ma con corolla rossa o purpurea: introdotta nell'Europa Occidentale (la prima notizia risale al 1622) per ornamento è spesso coltivata, anche in ibridi con Sp. Primula vulgaris, che sporadicamente si osservano più o meno spontaneizzati presso i centri abitati e nei parchi e giardini.
Eterostilia - Nelle popolazioni naturali di Sp. Primula vulgaris si riconoscono facilmente individui a fiori longistili ed altri (per il resto identici) con fiori brevistili: il fenomeno è molto evidente e venne descritto già da Darwin. Il rapporto quantitativo normale è 1:1 (secondo altre misure 0.6:0.4), ma in generale è necessario misurare un gran numero di individui per ottenere cifre non troppo divergenti da questo.

Centonchio dei campi

Lysimachia arvensis