Specie botanica
PrimulaceaeLysimachia arvensis (L.) U.Manns & Anderb.
Centonchio dei campi
Descrizione
Descrizione morfologica
Pianta erbacea annuale di modeste dimensioni, con un’altezza variabile tra 7 e 30 cm, caratterizzata da un portamento prostrato o prostrato-ascendente. Il fusto è molto ramificato, glabro, di colore verde cupo, e presenta una sezione quadrangolare o angolosa. Ai nodi inferiori può radicare leggermente, contribuendo alla sua capacità di espansione sul terreno.
Le foglie sono generalmente opposte, talvolta quelle superiori disposte in verticilli di tre, sessili e di consistenza erbacea. La forma varia da ovata-oblunghe a lanceolata, con dimensioni comprese tra 5-30 mm in lunghezza e 3-17 mm in larghezza. Le foglie presentano un margine intero e sono punteggiate di nero soprattutto nella pagina inferiore, caratteristica distintiva della specie.
I fiori, ermafroditi e di piccole dimensioni (circa 0,5 cm di diametro), sono solitari e portati da peduncoli filiformi che si sviluppano all’ascella delle foglie superiori. Questi peduncoli, più lunghi delle foglie stesse, tendono a ricurvarsi durante la fruttificazione. La corolla è rotata, composta da cinque lobi obovati, cuneati, con margine intero o raramente leggermente seghettato, lunghi poco più dei sepali. Il colore predominante è il rosso in varie sfumature (rosso mattone, rosso aranciato, rosso salmone) con un caratteristico anello purpureo alla gola; esistono però varietà a fiori azzurri con anello rosso alla gola. Il margine della corolla è provvisto di numerosi peli ghiandolari tricellulari. Il calice è formato da cinque lacinie lanceolate, acute, con bordo ampiamente scarioso e saldate alla base.
Gli stami sono cinque, con filamenti ricoperti di peli purpurei o talvolta giallastri o biancastri; le antere sono di colore giallo. L’ovario è supero.
Il frutto è una capsula a pisside sferica, che si apre orizzontalmente in due emisfere, rilasciando tra 20 e 35 semi, piccoli e numerosi, favorendo la dispersione. L’apparato radicale è tipicamente modesto, adatto a un ciclo annuale rapido.
Habitat e distribuzione
Questa specie è molto comune in Italia e nell’area mediterranea, con una diffusione subcosmopolita che si estende in quasi tutte le zone temperate del globo. In Italia cresce dal piano fino a circa 1200 metri di altitudine, con segnalazioni occasionali fino a 1700 metri.
Predilige habitat antropizzati come incolti, terreni coltivati, bordi stradali e aree aride o sabbiose. È una pianta infestante tipica di suoli poveri e ben drenati, con esposizione soleggiata o parzialmente ombreggiata. La sua adattabilità a diversi substrati e condizioni climatiche la rende frequente anche in ambienti perturbati.
Periodo di fioritura
La fioritura si estende da maggio a novembre, con variazioni geografiche e climatiche che possono influenzare la durata e l’intensità del periodo fiorale. Nei climi più caldi la fioritura può protrarsi più a lungo, mentre in zone con inverni rigidi la stagione è più limitata.
Ecologia e impollinazione
La specie si riproduce sessualmente per mezzo di fiori ermafroditi, impollinati da insetti pronubi attratti dal colore brillante dei fiori rossi o azzurri. Il portamento dei peduncoli, più lunghi delle foglie e ricurvi in fase di fruttificazione, favorisce la dispersione dei semi. La capsula si apre liberando numerosi piccoli semi, facilitandone la diffusione sul terreno circostante.
Il fusto prostrato e la capacità di radicare ai nodi inferiori conferiscono alla pianta una buona capacità di colonizzazione rapida di spazi aperti e disturbati, tipica delle specie annuali infestanti.
Curiosità e usi tradizionali
Questa pianta è nota per le sue proprietà tossiche. Contiene triterpenoidi, saponine nelle parti aeree, e ciclamina nelle radici, oltre a oli volatili e primina nei peli ghiandolari. Tradizionalmente è stata utilizzata in medicina popolare per le sue proprietà bechiche, diaforetiche, espettoranti, colagoghe, purganti, stimolanti, vulnerarie, diuretiche e nervine. Tuttavia, il suo uso è sconsigliato a causa della sua tossicità, che ha causato episodi di intossicazione, soprattutto per consumo accidentale insieme ad altre erbe nelle insalate.
In passato era considerata una pianta officinale, ma la pericolosità dei suoi principi attivi ha limitato molto la sua applicazione pratica. Inoltre, è nota nel folklore come “pianta del tempo” o “barometro del povero” per la sua tendenza a chiudere i fiori in condizioni di tempo umido o nuvoloso.
Etimologia
Il nome del genere deriva da Lisimaco, medico greco dell’antichità. L’epiteto specifico arvensis significa “dei campi” in latino, richiamando il suo habitat tipico negli ambienti aperti e coltivati. Il nome comune italiano Centonchio dei campi fa riferimento ai suoi fiori vivaci e numerosi, che ricordano una sorta di “manto” colorato nei campi coltivati e negli incolti.
Fonti
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (actaplantarum.org)
- Acta Plantarum - Scheda di Giuliano Salvai
- Tela Botanica / H. Coste, Flore descriptive et illustrée de la France
- World Flora Online (WFO)
Caratteristiche
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Classificazione
- Regno
- Plantae
- Famiglia
- Primulaceae
- Nome completo
- Lysimachia arvensis (L.) U.Manns & Anderb.
- Sinonimi
- Anagallis arvensis L.
- Forma biologica
- T reptReptantiT — Terofite
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