Specie botanica
OrchidaceaeOphrys apifera Huds.
Orchidea apifera
Descrizione
Descrizione morfologica
Pianta erbacea perenne, geofita a tubercoli subglobosi, alta generalmente tra 20 e 60 cm, con fusto eretto, semplice, glabro e liscio. Il fusto porta da 2 a 4 foglie basali lanceolate-oblunghe, di consistenza erbacea, di colore verde intenso, e da 2 a 3 foglie cauline che abbracciano parzialmente il fusto; queste ultime sono ovato-lanceolate, più piccole e spesso di colore verde o giallastro.
L’infiorescenza è una spiga terminale cilindrica, di aspetto lasso, con asse eretto e allungato, che porta da 3 a 12 fiori sessili. Le brattee sono fogliacee, ovato-lanceolate, acuminate, più lunghe del fiore e di colore verde o giallastro.
I fiori sono caratteristici e variabili nel colore: i tepali esterni sono ovati, acuti, concavi e liberi, di colore rosa porpora, rosso-violaceo o bianco, con una nervatura dorsale verde longitudinale centrale; il tepalo centrale può essere eretto o riflesso all’indietro rispetto al gimnostemio, mentre i due laterali sono rivolti verso il basso. I due tepali interni, più piccoli (1-3 mm), sono subtriangolari, ottusi e vellutati.
Il labello è la parte più distintiva e complessa: suborbicolare, convesso, vellutato e trilobo, di colore rosso-bruno con una frangia gialla o bianco-giallastra. I lobi laterali sono gibbosi, triangolari, ricurvi verso il basso e ornati di peli gialli, mentre il lobo mediano, più grande e ovale, è fortemente revoluto (ripiegato verso il basso) con un’appendice triangolare gialla rivolta verso l’interno. La superficie del labello presenta una macchia centrale giallo-aranciata, glabra e bilobata, che può assumere forme diverse. La struttura complessiva del labello richiama l’aspetto di un insetto femmina.
Il gimnostemio è verde-giallastro con apicolo triangolare e riflesso, privo di sperone. L’ovario è cilindrico, non ritorto, glabro, ripiegato in avanti. Il frutto è una capsula fissuricida contenente fino a 12.000 minuscoli semi, tipici delle Orchidaceae.
Habitat e distribuzione
Si tratta di una specie tipicamente mediterranea e atlantica, presente lungo le coste e con ampie penetrazioni nell’entroterra. In Italia è diffusa dal piano fino a circa 800 metri di altitudine, con segnalazioni eccezionali fino a 1500 metri. Cresce in ambienti molto variegati, prediligendo prati e luoghi erbosi sia umidi che secchi, cespugli, radure boschive e margini di bosco, prediligendo suoli calcarei e magri.
La specie si trova comunemente nelle regioni costiere e nelle aree collinari dell’Italia e del Mediterraneo, estendendosi anche in Europa centrale e meridionale e nel Nord Africa.
Periodo di fioritura
La fioritura si estende da aprile a luglio, con punte massime nei mesi di maggio e giugno. La durata e l’intensità della fioritura possono variare in base alle condizioni climatiche e all’altitudine.
Ecologia e impollinazione
La strategia riproduttiva di questa orchidea è particolarmente affascinante e complessa. Il labello ha l’aspetto e la consistenza di un insetto femmina, e produce un profumo che simula i feromoni sessuali di alcune specie di imenotteri, in particolare maschi di Eucera (Eucera longicornis, Eucera pulveracea, Eucera lucasi). Questi maschi, attratti dal falso segnale sessuale, tentano di accoppiarsi con il labello, entrando in contatto con le sacche polliniche. In questo modo il polline si incolla al capo dell’insetto e viene trasportato al fiore successivo, permettendo così l’impollinazione incrociata.
Tuttavia, Ophrys apifera è unica tra le Ophrys per la sua capacità di autofecondazione (autogamia). Questa avviene grazie all’allungamento della caudicola che consente il ripiegamento delle sacche polliniche direttamente sulla cavità stigmatica, garantendo la fecondazione anche in assenza di insetti pronubi.
La dispersione dei semi avviene tramite il rilascio dalla capsula fissuricida di migliaia di semi microscopici, che si disperdono con il vento.
Curiosità e usi tradizionali
La particolare strategia di impollinazione sessuale ingannevole di Ophrys apifera è un esempio emblematico di coevoluzione e mimetismo nell’ambito delle Orchidaceae. Questo meccanismo è studiato come modello di “trappola sessuale” nelle piante.
Non sono documentati usi medicinali o alimentari tradizionali significativi per questa specie, probabilmente a causa della sua rarità e protezione legale. È comunque una specie protetta a livello nazionale e in diverse regioni italiane, motivo per cui la sua raccolta è vietata.
Etimologia
Il nome generico Ophrys deriva dal greco ophrys, che significa “sopracciglio”, probabilmente riferendosi alla forma arcuata e alla posizione dei tepali superiori che ricordano questo tratto del viso. Il nome specifico apifera deriva dal latino apis = ape e fero = porto, “portatrice di api”, in riferimento all’aspetto del labello che simula l’insetto impollinatore, un’ape femmina. Il nome comune italiano "Orchidea apifera" riprende direttamente questa caratteristica evocativa.
Fonti
- Prof. S. Pignatti, "Flora d'Italia"
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Giuliano Salvai)
- Tela Botanica / H. Coste, "Flore descriptive et illustrée de la France"
- World Flora Online (WFO)
Caratteristiche
Dove l'ho trovata
Le posizioni degli avvistamenti di questa specie non sono pubbliche per ragioni di tutela.
Classificazione
- Regno
- Plantae
- Famiglia
- Orchidaceae
- Nome completo
- Ophrys apifera Huds.
- Sinonimi
- Ophrys apifera Huds. var. aurita (Moggr.) Gremli; Ophrys apifera Huds. var. botteronii (Chodat) Brand; Ophrys apifera Huds. var. chlorantha (Hegetschw.) Nyman; Ophrys apifera Huds. var. tilaventina Nonis & Liverani; Ophrys apifera Huds. var. trollii (Hegetschw.) Rchb.f.
- Forma biologica
- G bulbBulboseG — Geofite
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