Fusto eretto, ascendente, con 2 strie longitudinali. Foglie con picciolo parzialmente alato (1-3 cm) e lamina asimmetrica, lanceolata a ovata (3-5 X 5-8 cm). Fiori in cime (3-)5-10flore; calice conico 2.5 mm; corolla bianca lunga 6 mm, diam. 7 mm; bacca sferica (6-7 mm) verde e poi nera-lucida.
Variabilità - Le inflorescenze sono irregolarmente ombrelliformi oppure allungate e più o meno racemiformi (S. moschatum Presl.); nel Meridione singoli individui tendono a passare a piante perenni suffruticose, con fusto lignificato alla base. Sp. Solanum nigrum e  Sp. Solanum luteum sono strettamente collegati: il primo è esaploide e deriva per incrocio fra S. luteum Miller (tetraploide) e S. americanum Miller (diploide); quest'ultimo si distingue per le cime ombrelliformi e la corolla minore, è stato segnalato ripetutamente in Europa, ma è dubbio se esista da noi realmente (Edmonds J. M., comente verb.). Sp. Solanum nigrum e Sp. Solanum luteum vengono generalmente considerate piante velenose; le parti vegetative contengono solo piccole quantità di un alcaloide non identificato. In alcuni casi invece è stata provata la presenza di quantità consistenti di solanina nei frutti, che pertanto risulterebbero tossici; casi di avvelenamento a bambini o animali domestici sono stati descritti. Invece fonti degne di fede (cfr. Hegi, Ill. Fl. Mitteleur. 5.4:2593, 1927) indicano anche le bacche di Sp. Solanum nigrum come commestibili. Forse il problema va spiegato con la variabilità del gruppo.

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