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Specie botanica

Linaceae

Linum usitatissimum L.

Lino coltivato

Commestibile
Officinale
T scap
Terofite scapose
9
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Pisa PI, Italia
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Descrizione

Descrizione morfologica

Il lino coltivato è una pianta erbacea annuale che raggiunge un’altezza compresa tra 20 e 80 cm. Il portamento è scaposo, cioè presenta un asse fiorale allungato, spesso privo di foglie, con fusto generalmente semplice, eretto e glabro, dalla superficie liscia e dalla consistenza tenace. Le foglie sono alterne, di forma lineare-lanceolata, con margine intero e consistenza erbacea; le dimensioni variano da 1 a 4 cm di lunghezza e 1,5–3 mm di larghezza, con tre nervature evidenti.

I fiori sono singoli, posti all’apice dell’asse fiorale in una cima escorpioide lunga tra 5 e 15 cm. Hanno un portamento scaposo, sollevato e sono caratterizzati da cinque sepali ellittici o ovati, lunghi 6-9 mm, con margini membranosi e cigliati nella parte superiore. I petali, lunghi circa 12-15 mm (circa tre volte la lunghezza del calice), sono azzurro intenso o bianchi, con una forma lanceolata e un’apertura che avviene poco prima dell’antesi. Gli stigmi sono di forma claviforme e superano 0,8 mm in lunghezza.

Il frutto è una capsula legnosa, di forma ovale, lunga 6-9 mm e larga 5-15 mm, contenente cinque logge doppie. I semi sono appiattiti, oleosi, di colore bruno, lunghi 3-4 mm e presentano un’apice caratteristico. L’apparato radicale non è particolarmente sviluppato, tipico delle piante annue coltivate, con radici relativamente superficiali.

Habitat e distribuzione

Il lino coltivato è una specie di origine incerta, probabilmente derivata da Linum bienne mediante selezione artificiale. È presente in tutto il bacino mediterraneo e nelle aree limitrofe dell’Europa centrale e dell’Asia occidentale, ma si trova solo come pianta coltivata o occasionalmente inselvatichita in seguito a colture. Non è attestata come spontanea in senso stretto.

In Italia e nel Mediterraneo cresce prevalentemente in ambienti collinari e montani, fino a circa 1200 m di altitudine, spesso in aree ruderali o nei terreni coltivati. Preferisce esposizioni soleggiate e terreni ben drenati, anche se la sua coltivazione tradizionale è oggi quasi abbandonata. La specie si adatta a diversi tipi di suolo, ma viene generalmente coltivata in substrati fertili e moderatamente umidi.

Periodo di fioritura

La fioritura si estende principalmente da maggio a luglio, con possibili variazioni in base all’altitudine e alla latitudine. In Italia, la fase di fioritura è concentrata nella tarda primavera e all’inizio dell’estate, periodo in cui i fiori azzurri o bianchi si aprono per consentire l’impollinazione.

Ecologia e impollinazione

Il lino coltivato si riproduce principalmente tramite impollinazione entomogama, con l’intervento di insetti pronubi attratti dal colore vivace dei petali azzurri o bianchi. La struttura floreale, con petali lunghi e stigmi prominenti, facilita l’impollinazione da parte di api e altri insetti impollinatori.

La dispersione dei semi avviene principalmente tramite caduta diretta dalla capsula matura, che si apre per liberare i semi appiattiti e oleosi. In coltivazione, la raccolta avviene manualmente o meccanicamente prima della completa apertura delle capsule per evitare la dispersione spontanea.

Curiosità e usi tradizionali

Il lino coltivato è una delle più antiche piante tessili conosciute, coltivata da oltre 5000 anni in Mesopotamia, Egitto e nell’Europa preistorica, come dimostrano reperti archeologici. È stato tradizionalmente coltivato per la fibra ricavata dal fusto, utilizzata per la produzione di tessuti pregiati, e per i semi, da cui si estrae l’olio di lino, noto per il suo elevato contenuto di acidi grassi insaturi e per le proprietà dietetiche e officinali.

La fibra di lino veniva ottenuta tramite macerazione dei fusti e successiva filatura, ed è stata per millenni la fibra tessile più importante in Europa e nel Mediterraneo, sostituita solo recentemente da cotone, juta e fibre sintetiche. In Italia la coltivazione è ormai quasi abbandonata.

I semi di lino sono utilizzati in alimentazione, soprattutto in zootecnia, e per la produzione di farina e olio, impiegati anche in campo medicinale per le loro proprietà emollienti e lassative. Nel folklore e nella cultura popolare il lino ha un valore simbolico legato alla purezza e alla protezione domestica.

Etimologia

Il nome scientifico Linum deriva dal greco λίνον (línon), passato poi al latino come linum, che indica la pianta del lino. L’epiteto specifico usitatissimum è un superlativo latino che significa “molto usato”, “comunissimo”, sottolineando l’importanza storica e culturale della specie.

Il nome comune italiano “lino” deriva anch’esso dal latino linum, ed è presente in molte lingue europee con radici simili (es. francese lin, tedesco Lein). La parola riflette la lunga tradizione di utilizzo della pianta per fibre e semi alimentari.

Fonti

  • Prof. P.V. Arrigoni, "Flora analitica della Toscana", "Flora dell'Isola di Sardegna"
  • Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Giuliano Salvai)
  • World Flora Online (WFO)
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Caratteristiche

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Classificazione

Regno
Plantae
Famiglia
Linaceae
Nome completo
Linum usitatissimum L.
Forma biologica
T scapScapose
T — Terofite

Periodo di fioritura

Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic

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