Specie botanica
AsteraceaeGalactites tomentosus Moench
Scarlina tomentosa
Descrizione
Descrizione morfologica
Pianta erbacea biennale alta generalmente fino a 1 metro, con portamento eretto e fusto ramoso soprattutto nella parte superiore. Il fusto è caratteristicamente bianco-tomentoso, cioè ricoperto da una densa peluria lanuginosa, ed è provvisto di ali laterali spinose, caratteristiche che lo distinguono da specie affini. La superficie del fusto presenta inoltre una leggera ragnatelosità e irsutismo, conferendo un aspetto vellutato e setoso.
Le foglie sono lunghe tra 10 e 20 cm, pennatosette, cioè suddivise in più segmenti profondamente incisi, con una lamina verde variegata di bianco sulla pagina superiore e bianco-tomentosa su quella inferiore. I margini sono robustamente spinati e acutamente appuntiti, conferendo alla pianta un aspetto difensivo. Raramente le foglie possono presentarsi con lamina quasi intera o, al contrario, ridotte alle sole nervature irte di spine. Le foglie sono sessili e talvolta decombenti lungo il fusto.
I capolini, isolati o raggruppati in piccoli fascetti, sono di dimensioni relativamente grandi e hanno forma campanulata. L’involucro è composto da squame triangolari, spesso ragnatelose e con una lunga spina apicale scanalata sulla superficie superiore. I fiori sono esclusivamente tubulosi, con corolle di colore variabile dal lilla, al viola fino al porpora, lunghe circa 2 cm. I fiori centrali sono ermafroditi, tetraciclici e pentameri, mentre quelli periferici sono sterili e più lunghi, formando un raggio esterno. Gli stami sono dotati di filamenti concresciuti e antere saldate in un manicotto che circonda lo stilo unico, con stimma profondamente bifido.
Il frutto è un achenio compresso, brunastro e lucente, dotato di una coroncina emisferica di piccole squame o reste persistenti e di un pappo costituito da setole piumose biancastre lunghe circa 13 mm, che facilitano la dispersione anemocora (trasporto tramite il vento).
L’apparato radicale, come nella maggior parte delle Asteraceae biennali, è fittonante, con una radice principale robusta che permette l’ancoraggio e l’assorbimento nelle zone aride dove cresce.
Habitat e distribuzione
Specie tipicamente mediterranea con distribuzione steno-mediterranea, Galactites tomentosus è presente lungo le coste del bacino del Mediterraneo, in particolare in Italia, Grecia, Spagna, Portogallo e Nord Africa. In Italia si trova comunemente soprattutto nelle regioni costiere e nell’area mediterranea interna, inclusa la Corsica. Cresce spontaneamente in terreni incolti, aridi, sassosi o sabbiosi, ai bordi delle strade e in ambienti ruderali, prediligendo suoli poveri, ben drenati e esposizione soleggiata.
L’altitudine di crescita si estende dal livello del mare fino a circa 1300 metri. La specie è ben adattata a condizioni di aridità e suoli calcarei, tipici degli ecosistemi mediterranei, e si trova spesso associata a vegetazione di macchia e gariga.
Periodo di fioritura
La fioritura avviene generalmente tra aprile e luglio, con possibili variazioni legate all’altitudine e alla latitudine. In alcune aree mediterranee la floritura può estendersi fino ad agosto. Durante questo periodo si osserva la comparsa dei capolini colorati che attirano gli insetti impollinatori.
Ecologia e impollinazione
La specie è entomogama, cioè impollinata principalmente da insetti, che vengono attratti dai fiori tubulosi dai colori vivaci (lilla, viola, porpora) e dall’offerta di nettare. La struttura dei fiori, con stami e stimma ben sviluppati, facilita il trasferimento del polline da un individuo all’altro, favorendo la fecondazione incrociata e la variabilità genetica.
La dispersione dei semi avviene prevalentemente tramite il vento, grazie al pappo piumoso che consente agli acheni di essere trasportati anche a notevole distanza dalla pianta madre. Questo meccanismo di disseminazione anemocora facilita la colonizzazione di nuovi habitat, soprattutto in ambienti aperti e disturbati.
Curiosità e usi tradizionali
Questa specie, nota con il nome comune di scarlina tomentosa, è storicamente riconosciuta anche come pianta commestibile. Già nell’antichità figure come Diodoro e Dioscoride ne suggerivano l’uso alimentare. Le giovani infiorescenze e gli scapi fiorali possono essere consumati crudi in insalata, previa accurata pulizia, mentre foglie e fusto, anch’essi ricchi di sostanze nutrienti, vengono utilizzati per preparazioni sott’olio o sott’aceto, similmente a quanto si fa con altre specie di cardi e carciofi selvatici.
L’uso alimentare tradizionale ne sottolinea anche la considerevole resistenza in ambienti aridi e poveri, rendendola una risorsa locale interessante in contesti di biodiversità e cucina mediterranea.
Etimologia
Il nome del genere Galactites deriva dal greco “gála, gálaktos” che significa “latte”, in riferimento al colore bianco della fitta peluria lanuginosa che ricopre fusto e foglie della pianta. L’epiteto specifico tomentosus indica proprio la caratteristica peluria densa e soffice (tomo = peluria, tomentoso = coperto da peluria). Il nome comune italiano "scarlina tomentosa" riprende questa caratteristica pelosa (tomentosa) e il colore spesso violaceo dei fiori (scarlina, da “scarlet” cioè rosso vivo in inglese, con riferimento al colore purpureo).
Fonti
- Prof. S. Pignatti, "Flora d'Italia"
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Marinella Zepigi)
- Tela Botanica / H. Coste, "Flore descriptive et illustrée de la France"
Caratteristiche
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Classificazione
- Regno
- Plantae
- Famiglia
- Asteraceae
- Nome completo
- Galactites tomentosus Moench
- Sinonimi
- Centaurea galactites L.; Galactites elegans (All.) Soldano; Galactites pumila Porta; Lupsia galactites (L.) Kuntze
- Forma biologica
- H bienneBienniH — Emicriptofite
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