Descrizione
Descrizione morfologica
Pianta erbacea perenne, la Bella di notte raggiunge un’altezza variabile tra 0,5 e 1,5 metri. Il portamento è eretto e molto ramificato, con fusti glabri o leggermente pubescenti nella parte alta, che spesso assumono una colorazione rossastra. I nodi del fusto sono ingrossati e, al termine del ciclo vegetativo, i rami si staccano facilmente.
L’apparato radicale è costituito da un grande tubero verticale di colore nerastro, spesso profondo nel terreno, che costituisce l’organo di riserva perenne.
Le foglie sono disposte in modo opposto lungo il fusto, con forme ovate, ovato-triangolari o subcordate; i margini sono interi e possono essere leggermente ciliati. La lamina fogliare varia da 35 a 130 mm di lunghezza e da 20 a 80 mm di larghezza, con apice acuminato e base subcordata o troncata, spesso con piccioli lunghi (soprattutto nelle foglie inferiori) che si accorciano verso l’alto fino a diventare subsessili.
L’infiorescenza è costituita da cime terminali o ascellari, composte da gruppi di 3-7 fiori ermafroditi, aromatici e profumati, che si aprono nelle ore crepuscolari o notturne. Il calice è sostituito da un involucro formato da 5 brattee triangolari e acute, saldate alla base, lunghe 9-13 mm. Il perianzio petaloide ha la forma di un tubo stretto e imbutiforme lungo 25-50 mm, pubescente, con un lembo ampio e pentalobato. I colori dei fiori possono variare notevolmente anche sulla stessa pianta e includono tonalità di bianco, rosa, rosso, fucsia, giallo e variegato (screziato). Il numero di petali è 5, così come gli stami, che sporgono dal tubo del perianzio e presentano antere ovali.
Il frutto è un achenio ovale, rugoso e verrucoso, lungo circa 7-9 mm e di colore nero a maturità, avvolto da un involucro accrescente che deriva dalla base del fiore.
Habitat e distribuzione
Originaria del Sud America, probabilmente dal Perù o dal Messico, la Bella di notte è oggi una specie neofita invasiva ampiamente naturalizzata in Italia e nel Mediterraneo. In Italia è presente praticamente in tutto il territorio, dal piano fino a 600 metri di altitudine, dove cresce in terreni freschi, ben drenati e ricchi di nutrienti. Si trova comunemente in ambienti antropizzati quali aiuole, giardini, bordi di strade e terreni disturbati, spesso colonizzando aree abbandonate o coltivate.
La specie predilige esposizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate e si adatta a vari tipi di suolo, purché non eccessivamente aridi o poveri.
Periodo di fioritura
La fioritura si estende da maggio fino a ottobre, con una maggiore intensità nelle stagioni calde. I fiori si aprono soprattutto nel tardo pomeriggio e nelle ore notturne, restando aperti per tutta la notte e spesso sfiorendo nelle prime ore del mattino successivo. In climi più temperati o subtropicali, la fioritura può iniziare già in primavera (da ottobre ad aprile nelle zone più calde).
Ecologia e impollinazione
La Bella di notte è impollinata principalmente da insetti notturni, in particolare falene appartenenti alla famiglia Sphingidae, attratti dal profumo intenso e dalla colorazione vivace dei fiori durante le ore crepuscolari e notturne. Gli stami sporgenti facilitano il contatto con gli insetti impollinatori.
La dispersione dei semi avviene tramite i frutti acheni racchiusi nel calice accrescente, che possono essere trasportati casualmente da animali o dall’uomo, contribuendo alla diffusione della specie in ambienti antropizzati.
Curiosità e usi tradizionali
Mirabilis jalapa è stata oggetto di numerosi studi genetici per la sua peculiare trasmissione dei caratteri ereditari, in particolare per la variabilità cromatica dei fiori che non segue sempre le classiche regole mendeliane. Carl Correns, uno dei pionieri della genetica, utilizzò questa specie per dimostrare l’eredità citoplasmatica.
Tradizionalmente, la pianta è stata utilizzata in fitoterapia per le sue proprietà lassative, attribuite alla somiglianza dei tuberi con quelli di Ipomea purga, da cui si estrae un noto purgante chiamato “jalápa”. In alcune culture sudamericane, la Bella di notte ha avuto anche usi ornamentali e rituali.
In Italia e nel bacino mediterraneo è apprezzata soprattutto come pianta ornamentale per la fioritura notturna e i colori vivaci, ma è considerata anche una specie infestante in alcune aree.
Etimologia
Il nome del genere, Mirabilis, deriva dal latino e significa “ammirevole” o “meraviglioso”, riferendosi non tanto alla singola bellezza dei fiori, quanto alla loro singolarità e variabilità cromatica che può manifestarsi contemporaneamente sulla stessa pianta. L’epiteto specifico, jalapa, fa riferimento alla città messicana di Jalápa (Xalápa), probabilmente per la somiglianza dei tuberi della pianta con quelli di Ipomea purga, originaria di quella regione e utilizzata per le sue proprietà lassative.
Il nome comune italiano “Bella di notte” richiama appunto la caratteristica apertura notturna dei suoi fiori, che si schiudono al crepuscolo e diffondono un profumo intenso durante le ore serali.
Fonti
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (actaplantarum.org)
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Anja Michelucci)
- Tela Botanica / H. Coste, Flore descriptive et illustrée de la France
- World Flora Online (WFO)
Caratteristiche
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Classificazione
- Regno
- Plantae
- Famiglia
- Nyctaginaceae
- Nome completo
- Mirabilis jalapa L.
- Sinonimi
- Nyctago jalapa (L.) DC.
- Forma biologica
- G bulbBulboseG — Geofite
Periodo di fioritura
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