Famiglia botanica
Orobanchaceae
Descrizione
Caratteristiche botaniche
Le piante appartenenti a questa famiglia sono prevalentemente erbacee, annuali o perenni, con un portamento spesso eretto e un’altezza che raramente supera il metro. Il fusto, generalmente cilindrico, può essere sottile e ramificato o semplice, talvolta con base dilatata; la consistenza varia da carnosa a legnosa, e la superficie può essere pubescente o glabra, con peli semplici o ghiandolosi.
Le foglie sono di solito ridotte a brattee o, quando presenti, hanno forme semplici da ovoidi a lanceolate, con margini interi o dentati, disposte in modo alterno o spiralato. In alcuni generi sono scarsissime o trasformate in squame sessili. Le stipole sono assenti.
L’infiorescenza è una spiga o un racemo allungato, con fiori sessili o brevemente pedicellati, disposti in modo più o meno denso. Le brattee sono ovate, talvolta aristate, e possono avere colorazioni che variano dal rosso al violetto o purpureo.
I fiori sono ermafroditi, zigomorfi e bilabiati, con quattro verticilli e una struttura pentamera nella corolla. Il calice è gamosepalo, ridotto a 3-5 denti o lobi, a volte con bratteole calicine. La corolla, simpetala e tubolare, termina in un lembo bilabiato con cinque lobi; può essere cilindrica, campanulata o spatolata, con superficie lanosa o glabra e colori che spaziano dal giallo-bruno al rosso, passando per l’arancio-violetto e il bianco.
L’androceo comprende quattro stami didinami, rari casi di due soli stami; le antere sono trasversalmente disposte, spesso con due logge, e la deiscenza avviene per fessure longitudinali. Il gineceo è formato da un ovario supero bicarpellare (raramente tricarpellare), uniloculare o biloculare, con placentazione parietale e numerosi ovuli. Lo stilo è filiforme, con stigma a capolino o lobato.
Il frutto tipico è una capsula loculicida, a volte una drupa o bacca, contenente numerosi semi minuti, neri e angolosi, con embrione rudimentale composto da poche cellule.
Un carattere distintivo della famiglia è la natura parassitaria di molte specie, che si nutrono tramite austori collegati alle radici delle piante ospiti. Alcune specie sono oloparassite, prive di clorofilla e incapaci di fotosintesi, mentre altre sono emiparassite, in grado di fotosintetizzare ma anche di assorbire nutrimenti da altre piante.
Distribuzione e diversità
Le Orobanchaceae sono diffuse principalmente nell’emisfero boreale, con una presenza significativa in Europa, Asia e Nord America, ma alcune specie si ritrovano anche in altre aree del mondo. La famiglia comprende numerosi generi e specie, con una varietà biologica che spazia da terofite parassite annuali a geofite parassite perenni dotate di organi sotterranei specializzati.
Generi principali e specie rappresentative
Tra i generi più noti si annoverano Orobanche, Rhinanthus, Castilleja, Euphrasia, Lathraea, Lindenbergia e Rehmannia. In Italia sono presenti specie di Orobanche (come Orobanche purpurea), Rhinanthus e Euphrasia, spesso riconoscibili per il loro ruolo ecologico come piante parassite di altre specie vegetali.
Le specie di Orobanche sono oloparassite, incapaci di fotosintesi e dipendenti esclusivamente dall’ospite; Rhinanthus e Euphrasia sono emiparassiti, capaci di fotosintesi ma anche di estrarre nutrienti da piante vicine.
Etimologia
Il nome della famiglia deriva dal greco: òrobos significa “legume” e anchéin “strozzare”, richiamando il carattere parassitario di molte specie che agiscono a danno delle Leguminose. Il termine fu utilizzato nell’antichità per indicare piante parassite della veccia (Vicia sativa). Il nome scientifico è stato formalmente definito nel 1799 dal botanico francese Étienne Pierre Ventenat.
Fonti
- Wikipedia
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