Descrizione
Descrizione morfologica
Pianta erbacea annuale, la cicerchia cicerchiella si sviluppa con un portamento scaposo, raggiungendo un'altezza variabile tra 10 e 60 (fino a 100) cm. Il fusto è eretto o ascendente e può manifestare un carattere rampicante grazie alla presenza di ali strette (0,3-1,3 mm di larghezza) che ne caratterizzano la sezione angolosa. È glabro e ramoso soprattutto alla base.
Le foglie sono composte, paripennate, con una o due paia di segmenti strettamente lanceolati o lineari-lanceolati, di dimensioni variabili tra 2-8 mm di larghezza e 20-60 mm di lunghezza. La disposizione è opposta e la consistenza erbacea. Le foglie inferiori terminano generalmente con un cirro semplice, mentre quelle superiori presentano un cirro ramificato, che aiuta la pianta a sostenersi durante la crescita. Il rachide è alato, fungendo da fillodio, e misura da 4 a 28 mm. Le stipole sono lanceolate, acute, semisagittate, larghe all’incirca quanto i segmenti fogliari (3-5 x 8-20 mm), spesso con un piccolo dente alla base, e possono raggiungere fino a un terzo della lunghezza del segmento fogliare corrispondente.
L’infiorescenza è costituita da fiori solitari, raramente in coppia, portati su peduncoli ascellari lunghi tra 1 e 3 (fino a 4,5) cm, generalmente più corti della foglia ascellante. Il peduncolo è articolato, solitamente con un breve mucrone di circa 5 mm nella metà della sua lunghezza.
I fiori sono papilionacei, di colore rosso carminio o rosso-mattone con il vessillo reticolato e smarginato. La corolla misura tra 13 e 15 mm. Il calice è campanulato, lungo 6,5-12,5 mm, con denti subuguali, acuti e almeno il doppio più lunghi del tubo calicino (3-5 mm nel tubo e denti di 5 mm). Gli stami sono diadelfi e l’ovario glabro con stilo contorto.
Il frutto è un legume glabro, deiscente, ellittico, lungo 20-40 mm e largo 5-10 mm, caratterizzato da una sutura dorsale solcata e da due strette ali laterali. Contiene da 2 a 6 semi lisci, angolosi o sferici, di circa 4-6 mm, con ilo relativamente piccolo (circa 1/13 della circonferenza del seme).
L’apparato radicale è tipico delle leguminose, con radici secondarie e noduli rizobiali per la fissazione dell’azoto, anche se non è stata descritta in dettaglio nelle fonti consultate.
Habitat e distribuzione
La cicerchia cicerchiella è una specie eurimediteranea, con distribuzione prevalente lungo le coste del Mediterraneo ma con estensioni verso nord e verso est, seguendo l’area della vite. In Italia è presente in tutto il territorio, con frequenza maggiore al nord dove si trova spesso come relitto di colture antiche. Cresce su suoli aridi, incolti, campi abbandonati, spesso su substrati ben drenati e soleggiati. L’altitudine di crescita varia da 0 fino a circa 1000 metri sul livello del mare.
L’esposizione preferita è soleggiata o con luce diretta, in ambienti aperti e aridi, dove si adatta a condizioni di terreno povero o sassoso.
Periodo di fioritura
La fioritura si estende da marzo a giugno, con possibili variazioni geografiche legate al clima locale: nelle regioni più meridionali o meno fredde la fioritura può iniziare già a marzo, mentre nelle zone più settentrionali può protrarsi fino a giugno. I fiori compaiono singolarmente sulle ascelle fogliari durante questo periodo.
Ecologia e impollinazione
La specie è impollinata prevalentemente da insetti pronubi attratti dal colore vivace dei fiori, in particolare api e bombi, che facilitano la fecondazione incrociata. La presenza di fiori scaposi e peduncolati favorisce l’accesso degli insetti impollinatori.
La dispersione dei semi avviene tramite la deiscenza del legume che si apre longitudinalmente lungo la sutura dorsale, permettendo la caduta dei semi al suolo. Non sono note strategie di dispersione a distanza particolarmente sviluppate, la specie tende a rimanere localizzata o a espandersi lentamente nel terreno circostante.
Curiosità e usi tradizionali
La cicerchia cicerchiella è una specie storicamente utilizzata come alimento soprattutto in tempi di carestia. I semi, infatti, sono commestibili ma contengono un aminoacido tossico che, se consumato in grandi quantità o per lunghi periodi, può provocare una grave sindrome neurologica nota come "latirismo". Per questo motivo l’uso alimentare è oggi poco comune e considerato a rischio.
I legumi raccolti ancora verdi sono invece commestibili e venivano utilizzati come foraggio per gli animali, raccolto però prima della maturazione dei semi proprio per evitare la tossicità. La pianta è quindi coltivata in alcune aree come foraggio di qualità, sebbene sia importante evitare l’ingestione dei semi maturi da parte degli animali.
Non sono stati segnalati usi medicinali o applicazioni farmaceutiche consolidate, e qualsiasi indicazione a riguardo è da considerarsi puramente informativa e non vincolante.
Etimologia
Il nome del genere, Lathyrus, deriva dal greco "lathyros" (λαθύρος), latinizzato in "lathyrus", termine antico per indicare la cicerchia o un legume simile. L’epiteto specifico cicera proviene dal latino "cicer", che significa "cece", riferendosi ai piccoli semi della pianta.
Il nome comune italiano "cicerchia cicerchiella" richiama direttamente il nome scientifico e la somiglianza con la cicerchia comune, sottolineando la dimensione più piccola dei semi e della pianta rispetto ad altre specie affini.
Fonti
- Prof. P.V. Arrigoni, "Flora analitica della Toscana", "Flora dell'Isola di Sardegna"
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Anja Michelucci)
- World Flora Online (WFO)
Caratteristiche
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Classificazione
- Regno
- Plantae
- Famiglia
- Fabaceae
- Nome completo
- Lathyrus cicera L.
- Forma biologica
- T scapScaposeT — Terofite
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