Specie botanica
OrchidaceaeEpipactis atrorubens (Hoffm.) Besser
Elleborina violacea
Descrizione
Descrizione morfologica
Pianta erbacea perenne dotata di un rizoma cilindrico e orizzontale da cui originano radici secondarie. Il fusto è eretto, generalmente solitario, alto tra 20 e 80 cm, con superficie glabra nella parte basale e leggermente pubescente nella parte superiore; la sua colorazione tende al rossastro-porporino. Alla base del fusto sono presenti 2-3 squame basali di colore violaceo, scariose e di forma ottusa.
Le foglie cauline sono disposte su due file, alternate e distiche, concentrate nella metà inferiore del fusto. Le foglie inferiori sono quasi a contatto con il terreno, amplessicauli, ovate o ovato-lanceolate, di colore verde scuro con consistenza leggermente coriacea; sono eretto-patenti e ben sviluppate. Le foglie superiori sono più sottili, lanceolate e progressivamente di dimensioni minori.
L’infiorescenza è allungata, multiflora, generalmente unilaterale, con asse densamente peloso di colore grigiastro-purpureo. Può contenere da 10 fino a 40 fiori pedicellati, patenti o lievemente penduli. Le brattee dell’infiorescenza sono patenti, lanceolate e acute; quelle inferiori sono uguali o più lunghe dei fiori, mentre le superiori sono simili all’ovario.
I fiori presentano un perigonio di colore bruno-roseo o bruno-porporino, con sepali ovali lanceolati acuti, densamente pelosi all’esterno e glabri all’interno. I petali laterali sono ovali-lanceolati, glabri o scarsamente pelosi esternamente e glabri internamente, simili per colore ai sepali.
Il labello, caratteristico del genere, è lungo poco meno dei petali ed è diviso in due parti distinte da una profonda insenatura: la parte anteriore (ipochilo) è emisferica, concava, nettarifera, di colore purpureo con margine biancastro; la parte posteriore (epichilo) è di forma trigona, con margine sfrangiato e vistose increspature alla base. L’ovario è piriforme e pubescente.
Il frutto è una capsula ellittica, patenti o lievemente pendula, contenente numerosi semi molto piccoli di colore bruno.
Habitat e distribuzione
Questa specie ha un areale eurasiatico che si estende dall’Europa al Giappone, con una presenza predominante nell’area euro-caucasica. In Italia cresce in ambienti boschivi luminosi, prati magri e macereti, prediligendo habitat calcarei. È particolarmente frequente nelle foreste di conifere.
L’altitudine di crescita varia da 0 fino a 2.000 m s.l.m., con segnalazioni occasionali fino a 2.400 m. Preferisce esposizioni soleggiate o semiombreggiate e suoli ben drenati, spesso con substrato calcareo.
In ambienti paludosi può essere confusa con Epipactis palustris, che si distingue per tepali esterni verdastri, labello bianco-rosato e ovario fusiforme.
Periodo di fioritura
La fioritura avviene tra giugno e agosto, con possibile variazione in base all’altitudine e alla latitudine: in zone più elevate o settentrionali la fioritura può iniziare più tardi e durare fino ad agosto inoltrato. I fiori si aprono progressivamente dal basso verso l’apice dell’infiorescenza.
Ecologia e impollinazione
I fiori sono profumati con una fragranza di vaniglia, un adattamento che attira insetti pronubi. Sebbene non siano disponibili dati specifici sulle specie impollinatrici, il profumo e la struttura dei fiori suggeriscono una strategia di impollinazione entomogama, probabilmente da api e altri insetti impollinatori attratti dal nettare prodotto nell’ipochilo.
La pianta non possiede sperone, ma il labello nettarifero con due gibbosità pieghettate funge da richiamo e guida per gli insetti impollinatori. I semi, molto piccoli e leggeri, sono dispersi principalmente dal vento, facilitando la colonizzazione di nuovi habitat.
Curiosità e usi tradizionali
Non sono riportati usi alimentari o medicinali tradizionali certi per questa specie. Tuttavia, come tutte le Orchidaceae, è soggetta a protezione a livello internazionale dalla Convenzione di Washington (CITES), che ne vieta il raccolto in natura per prevenire il rischio di estinzione.
Il nome comune “Elleborina violacea” richiama il colore dei fiori e la somiglianza delle foglie con quelle dell’elleboro, una pianta nota in erboristeria e tradizione popolare. Le caratteristiche estetiche e la presenza nei boschi calcarei la rendono una specie apprezzata dagli appassionati di orchidee spontanee.
Etimologia
Il nome del genere Epipactis deriva dal greco “epí” (sopra) e “pégnymi” (io cresco), o alternativamente da “Epipaktis”, nome antico di una pianta chiamata elleboro, richiamando la somiglianza delle foglie con quelle del Veratrum album (elleboro bianco).
L’epiteto specifico atrorubens deriva dal latino “ater” (nero) e “ruber” (rosso), in riferimento alla tonalità scura porporina dei fiori.
Il nome comune italiano “Elleborina violacea” sottolinea proprio il colore violaceo intenso dei fiori e la somiglianza con l’elleboro.
Fonti
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (actaplantarum.org)
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Marinella Zepigi)
- World Flora Online (WFO)
Caratteristiche
Dove l'ho trovata
Le posizioni degli avvistamenti di questa specie non sono pubbliche per ragioni di tutela.
Classificazione
- Regno
- Plantae
- Famiglia
- Orchidaceae
- Nome completo
- Epipactis atrorubens (Hoffm.) Besser
- Sinonimi
- Epipactis atropurpurea Raf.; Epipactis rubiginosa (Crantz) W.D.J.Koch; Helleborine atropurpurea (Raf.) Schinz & Thell.; Serapias latifolia Huds. [unranked] atrorubens Hoffm.
- Forma biologica
- G rhizRizomatoseG — Geofite
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