Specie botanica
OrchidaceaeHimantoglossum robertianum (Loisel.) P. Delforge 1999. Handb. Skand. Fl. 329
Barlia
Descrizione
Descrizione morfologica
Pianta erbacea perenne alta tra i 20 e gli 80 cm, caratterizzata da un portamento eretto e robusto. Il fusto è grosso, ascendente, con una colorazione violacea nella parte superiore che sfuma in verde chiaro verso la base, dove è avvolto da squame scariose. L’apparato radicale è formato da 2-3 grossi rizotuberi profondi, di circa 3 cm di diametro, da cui si originano radici secondarie.
Le foglie sono di notevoli dimensioni e di consistenza carnosa e lucida. Le due foglie inferiori sono ovato-lanceolate, di forma ovata a ellittica, con margini lisci, e misurano tra 5-10 cm di larghezza e 10-30 cm di lunghezza. Le foglie mediane sono più piccole e avvolgono il fusto. Tutte le foglie sono di colore verde intenso.
L’infiorescenza è densa e può portare fino a 60 fiori, inizialmente conica per poi diventare allungata e cilindrica, lunga tra 8 e 25 cm. Le brattee sono lanceolate-lineari, sfumate di viola, e superano in lunghezza i fiori stessi.
I fiori sono piuttosto grandi, profumati con un aroma che ricorda quello dell’iris, e presentano una colorazione che varia dal violetto, rosa, al bianco con sfumature verdastre e macchie porporine. La corolla è composta da cinque tepali conniventi a formare un casco: i tepali esterni sono ovati e ricurvi con striature rosso-violaceo, mentre quelli interni sono più corti e lineari.
Il labello, lungo fino a 2 cm, è trilobo con i lobi laterali falciformi, rivolti all’indietro e con margini esterni crenulati. Il lobo mediano è più lungo e diviso in due segmenti ottusi e divaricati. È caratteristico il lunghissimo labello nastriforme che ha dato origine al nome del genere. Lo sperone è corto, conico, lungo circa 3-6 mm, e rivolto verso il basso.
Il ginostemio è grande e contiene masse polliniche scure; lo stimma ha una forma a cuore. L’ovario è sessile. La pianta produce frutti a capsula, tipici delle Orchidaceae, contenenti numerosi semi minute, favorendo la dispersione anemocora.
Habitat e distribuzione
Specie mediterranea stenoendèmica, si trova prevalentemente lungo le coste mediterranee, in particolare nell’area dell’Olivo. In Italia cresce in ambienti caratterizzati da prati aridi, garighe e cespuglieti, sempre in pieno sole e preferibilmente su suoli calcarei. Il suo areale si estende dalla pianura fino a circa 1000 metri di altitudine.
Questa specie predilige habitat soleggiati e ben drenati, con terreni poveri e aridi, tipici delle zone mediterranee, dove coesiste con altre specie xerofile.
Periodo di fioritura
La fioritura si estende da gennaio ad aprile, con variazioni geografiche legate all’altitudine e alla latitudine. In zone più calde e costiere la fioritura può anticiparsi a gennaio-febbraio, mentre in altitudini maggiori si protrae fino a marzo-aprile.
Ecologia e impollinazione
Non producendo nettare, questa orchidea attira insetti pronubi grazie alla presenza di afidi (Dysaphis tulipae) che vivono sulle sue parti e producono melata, una sostanza zuccherina ricercata da imenotteri apoidei, in particolare bombi come Bombus hortus e imenotteri di grandi dimensioni come Xylocopa violacea. Questi insetti visitano i fiori per raccogliere la melata e, nel processo, favoriscono l’impollinazione.
I fiori presentano un profumo che ricorda l’iris, ulteriore attrattiva per gli impollinatori. La struttura del fiore, con il labello trilobo e lo sperone conico, è adattata alla visita degli insetti pronubi che favoriscono il trasferimento del polline.
La dispersione dei semi avviene mediante il rilascio di piccolissimi semi alati che vengono trasportati dal vento (disseminazione anemocora), tipica delle Orchidaceae.
Curiosità e usi tradizionali
Questa orchidea ha suscitato interesse e fascino fin dall’antichità. Nonostante non abbia usi medicinali documentati specifici, nella tradizione popolare è stata considerata una pianta "magica" e "rituale".
Viene chiamata "malefica" per un antico rituale secondo cui strofinare il fiore sul bordo di un paiolo contenente latte avrebbe causato il suo seccarsi. È anche definita "enigmatica" perché un’orchidea simile fu consacrata al culto di Demetria, dea legata alla fertilità e alla natura.
In ambito amoroso, si riteneva che potesse favorire la ripresa di un amore non corrisposto, da cui l’appellativo "magica". Inoltre, nelle civiltà del Centro America, orchidee simili accompagnavano l’uomo in tutto il percorso della vita, sottolineandone il valore rituale.
Etimologia
Il nome del genere Himantoglossum deriva dal greco: ἱμάς (himás, "cinghia") e γλῶσσα (glóssa, "lingua"), con riferimento al caratteristico labello lungo e nastriforme simile a una cinghia.
L’epiteto specifico robertianum è un omaggio a Gaspard Nicolas Robert (1776-1857), farmacista, botanico e orticultore francese, amico del botanico Parlatore. Il nome comune italiano "Barlia" deriva dal precedente genere Barlia, dedicato a Joseph Hieronymus Barla (1817-1896), micologo e specialista di orchidee di Nizza.
Fonti
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (actaplantarum.org)
- Acta Plantarum - Scheda di Antonino Messina
- World Flora Online (WFO)
Caratteristiche
Dove l'ho trovata
Le posizioni degli avvistamenti di questa specie non sono pubbliche per ragioni di tutela.
Classificazione
- Regno
- Plantae
- Famiglia
- Orchidaceae
- Nome completo
- Himantoglossum robertianum (Loisel.) P. Delforge 1999. Handb. Skand. Fl. 329
- Sinonimi
- Barlia robertiana, Barlia longibracteata (Biv.) Parl.; Himantoglossum longibracteatum (Biv.) Schltr.; Himantoglossum robertianum (Loisel.) P.Delforge; Orchis longibracteata Biv.; Orchis robertiana Loisel.
- Forma biologica
- G bulbBulboseG — Geofite
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