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Specie botanica

Orchidaceae

Gymnadenia conopsea (L.) R.Br.

Manina rosea

Sin.: Gymnadenia conopsea (L.) R.Br. var. alpina Rchb.f. ex Beck; Habenaria gymnadenia Druce; Orchis conopsea L.
G bulb
Geofite bulbose
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Descrizione

Descrizione morfologica

Pianta erbacea perenne, con portamento eretto, di dimensioni variabili da 20 fino a 60 cm di altezza, eccezionalmente sino a 80 cm. L’apparato radicale è costituito da due rizotuberi profondamente palmati, uno chiaro a funzione vegetativa e l’altro scuro, floscio, di riserva per l’anno successivo. Il fusto è robusto, lievemente striato e foglioso, con 3-7 foglie cauline di colore grigio-verdastro, disposte lungo lo stelo. Le foglie sono lanceolate, lineari e carenate, con dimensioni che variano da 10 a 25 cm di lunghezza e 1-2 cm di larghezza, le superiori più brevi e dalle forme più bratteiformi.

L’infiorescenza è cilindrica, compatta e multiflora, lunga da 5 a 25 cm, con brattee lanceolate spesso decorate da sfumature violacee che possono superare in lunghezza l’ovario dei fiori. I fiori, generalmente di colore roseo-violaceo, sono molto profumati e raramente si presentano di colore bianco o rosa pallido. Presentano sei tepali: i tre esterni, larghi e patenti, e i tre interni più corti e conniventi, che insieme formano un cappuccio sopra il labello. Il labello è trilobato, più lungo che largo, con i tre lobi quasi uguali tra loro, di forma arrotondata o leggermente triangolare; i lobi laterali sono ellittici o ovati, mentre quello centrale è più piccolo e triangolare. Lo sperone è filiforme, pendulo e arcuato verso il basso, lungo circa 15-20 mm, ovvero circa il doppio della lunghezza dell’ovario, ed è ricco di nettare.

I frutti sono capsule erette che contengono semi minuti, piatti e reticolati.

Habitat e distribuzione

Questa specie è diffusa principalmente nelle regioni montane e submontane dell’Italia settentrionale, in particolare nelle Alpi, Prealpi e Appennino settentrionale, dove è comune. La sua presenza si fa più rara procedendo verso le regioni meridionali della Penisola. La distribuzione si estende in tutta l’area eurasiatica, dall’Europa fino al Giappone.

Cresce in habitat vari, tipicamente boschi radi e luminosi, prati umidi e pascoli, prediligendo ambienti freschi e umidi, ma si adatta a esposizioni da luminose a parzialmente ombreggiate. La specie si può trovare dal livello del mare fino a circa 2.400 metri di altitudine, frequentando terreni spesso umidi, con substrati subalpinimontani.

Periodo di fioritura

La fioritura avviene generalmente tra giugno e agosto, con variazioni locali legate alle condizioni climatiche e altitudinali. Nei mesi estivi i fiori si aprono emettendo un profumo delicato, spesso percepito nelle ore serali, che serve ad attirare gli insetti impollinatori.

Ecologia e impollinazione

La Manina rosea è impollinata principalmente da lepidotteri, in particolare da farfalle diurne e anche notturne, attratte dal profumo e dal nettare presente nello sperone. L’ampia lunghezza dello sperone favorisce l’impollinazione da parte di insetti con apparati boccalie lunghi, come alcune specie di farfalle e falene. La produzione di nettare è strategica per incentivare la visita degli insetti pronubi. La dispersione dei semi avviene tramite capsule che si aprono a maturazione, liberando numerosi semi minuti e leggeri, favorendo la dispersione soprattutto tramite il vento.

Curiosità e usi tradizionali

In passato, questa orchidea è stata oggetto di raccolta per scopi erboristici, soprattutto per le sue supposte proprietà anticonvulsivanti. In Abruzzo e in altre regioni italiane, la Manina rosea e altre orchidee simili venivano utilizzate da maghi e fattucchiere nelle pratiche popolari legate a questioni d’amore e di discordia familiare. L’apparato radicale, costituito da due tuberi uniti, ricordava due mani congiunte e veniva considerato un amuleto potente: dividendo i tuberi si voleva fomentare la discordia, mentre unirli favoriva la riconciliazione e la pace sociale. Questa simbologia ha conferito alla pianta i nomi popolari di “pianta della concordia” o “della sconcordia”.

La specie è inoltre coltivata per scopi ornamentali, valorizzata per la bellezza e il profumo dei suoi fiori.

Etimologia

Il nome del genere Gymnadenia deriva dal greco “gymnos” (nudo) e “aden” (ghiandola), in riferimento all’assenza di borsicole nei retinacoli dei fiori di queste orchidee. L’epiteto specifico “conopsea” proviene dal greco “konops” che significa zanzara, probabilmente riferito alla forma allungata e sottile dello sperone, che ricorda l’apparato boccale di questi insetti. Il nome comune italiano “Manina rosea” richiama la delicatezza e il colore rosa dei fiori.

Fonti

  • Prof. S. Pignatti, Flora d'Italia
  • Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Marinella Zepigi)
  • World Flora Online (WFO)
Testo elaborato con assistenza AI da fonti scientifiche ·Metodologia
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Caratteristiche

Dove l'ho trovata

Le posizioni degli avvistamenti di questa specie non sono pubbliche per ragioni di tutela.

Classificazione

Regno
Plantae
Famiglia
Orchidaceae
Nome completo
Gymnadenia conopsea (L.) R.Br.
Sinonimi
Gymnadenia conopsea (L.) R.Br. var. alpina Rchb.f. ex Beck; Habenaria gymnadenia Druce; Orchis conopsea L.
Forma biologica
G bulbBulbose
G — Geofite

Periodo di fioritura

Gen
Feb
Mar
Apr
MagGiuLugAgo
Set
Ott
Nov
Dic

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