Specie botanica
Carduus pycnocephalus
L.
Cardo saettone
Descrizione
Descrizione morfologica
Il cardo saettone è una pianta erbacea annuale o biennale appartenente alla famiglia delle Asteraceae, caratterizzata da un portamento eretto e ramificato nella parte superiore. Il fusto, di aspetto cilindrico, può presentare ali che raggiungono talvolta la base dei capolini; la superficie è generalmente lanuginosa, tomentosa e irsuta, con una consistenza rugosa e ricoperta da robuste spine lunghe tra 10 e 15 mm.
Le foglie, disposte lungo il fusto, sono generalmente lunghe dai 5 ai 15 cm, con forma lanceolata e margini fortemente spinati, con spine lunghe da 3 a 10 mm. Sono fortemente segmentate, con 3-5 segmenti angolosi per lato, e presentano una pagina inferiore bianco-lanosa o ragnatelosa. Il margine è bordato da numerose spine che possono raggiungere anche 1 cm di lunghezza. Le foglie cauline possono decorrere lungo il fusto e, quando presenti, le foglie fiorali non superano i capolini.
L'infiorescenza è composta da capolini cilindrici, lunghi più che larghi (circa 1,5-2 cm di diametro), disposti in piccoli gruppi di 2-3 (fino a 5) o isolati. L'involucro è cilindrico, lungo circa 1 cm e largo 2 cm, con squame medie lunghe 14-16 mm e con punta breve acuminata; le squame esterne sono scariose, ragnatelose e cigliate sul bordo. I fiori sono tutti tubulosi ed ermafroditi, di colore rosa-violaceo (raramente purpurei o biancastri) e lunghi 15-17 mm. La corolla è avvolta per circa quattro quinti dal pappo, che è piumoso e con setole semplici, favorendo la dispersione del seme.
I frutti sono acheni chiari, ovoidi e solcati, muniti di un pappo piumoso che facilita il trasporto aereo.
L’apparato radicale, come tipico delle piante biennali erbacee, è ben sviluppato per permettere l’ancoraggio e l’assorbimento in ambienti aridi e incolti.
Habitat e distribuzione
Il cardo saettone è una specie tipica delle regioni mediterranee e dell’areale euri-mediterraneo, con presenza anche in zone turano-asiatiche semidesertiche. In Italia è diffuso soprattutto nelle regioni del Lazio, Penisola, Sicilia, Sardegna, Corsica e altre piccole isole minori. Nel resto dell’Italia settentrionale è presente soprattutto nelle zone più aride, mentre nelle aree più umide è raro, mancando in alcune zone come il Trentino, Friuli e gran parte delle pianure alluvionali.
Predilige habitat aridi e incolti, come bordi di strade, argini di fiumi e canali, discariche e terreni abbandonati fino a 1000 metri di altitudine. Cresce su suoli ben drenati, spesso poveri, e tollera esposizioni soleggiate e condizioni di siccità, adattandosi a terreni sassosi o sabbiosi tipici degli ambienti mediterranei.
Periodo di fioritura
La fioritura avviene principalmente tra aprile e luglio, con qualche possibile variazione geografica legata alle condizioni climatiche locali. Nelle regioni mediterranee la fioritura può iniziare già in aprile, mentre nelle zone più settentrionali o montane può spostarsi verso i mesi più caldi della primavera inoltrata e inizio estate.
Ecologia e impollinazione
Il cardo saettone, come molte Asteraceae, è impollinato da insetti pronubi, in particolare api, bombi e altri insetti impollinatori che sono attratti dal colore roseo-violaceo dei fiori e dalla presenza di nettare. La struttura tubulosa dei fiori, ermafroditi e densi, favorisce l’impollinazione entomogama.
La dispersione del seme avviene principalmente tramite il pappo piumoso che consente ai frutti acheni di essere trasportati dal vento, facilitando la colonizzazione di nuovi ambienti, spesso disturbati o aridi, dove la specie può comportarsi da infestante.
Curiosità e usi tradizionali
Non sono disponibili dati specifici sugli usi tradizionali o medicinali del cardo saettone. Tuttavia, come molte specie di Carduus, è possibile che in passato sia stato utilizzato in fitoterapia per le sue proprietà amare o per trattamenti legati al fegato, ma queste informazioni non sono confermate da fonti attendibili nel materiale fornito.
La specie è nota soprattutto per il suo potenziale infestante in ambienti agricoli e terreni incolti, dove può diventare un problema per la gestione del suolo.
Etimologia
Il nome del genere Carduus deriva da una radice sanscrita "kar" che significa "duro", unita al greco "árdis" che significa "pungiglione", in riferimento alle spine robuste che caratterizzano queste piante.
Il nome specifico pycnocephalus deriva dal greco "pyknós" (denso) e "kephalé" (testa, capo), richiamando la presenza di capolini fitti e compatti.
Il nome comune italiano "cardo saettone" richiama probabilmente la forma appuntita e le spine lunghe e affilate che sembrano "saette", ovvero frecce.
Fonti
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (actaplantarum.org)
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Mirna Medri)
- World Flora Online (WFO)
Caratteristiche
Dove l'ho trovata (13 avvistamenti)
Classificazione
- Regno
- Plantae
- Famiglia
- Asteraceae
- Nome completo
- Carduus pycnocephalus L.
- Forma biologica
- Emicriptofite bienni
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