Descrizione
Descrizione morfologica
Pianta annuale erbacea con portamento eretto e ramoso, di altezza variabile tra i 30 e gli 80 cm. Il fusto è quadrangolare, spesso di colore rossastro, cavo all'interno e presenta una superficie generalmente glabra e sparse ghiandolosa. La pianta possiede un apparato radicale costituito da una radice principale sottile e pivotante.
Le foglie inferiori sono dotate di un picciolo lungo da 6 a 10 cm e presentano una lamina di forma triangolare a base cuoriforme, con dimensioni di circa 3-5 cm di larghezza per 4-6 cm di lunghezza; il margine è irregolarmente dentato. Le foglie cauline inferiori si dispongono in modo opposto, mentre quelle superiori sono alterne, sessili e simili a quelle basali ma più piccole e progressivamente ridotte verso l’apice del fusto.
I fiori sono riuniti in infiorescenze scapose, ovvero racemi allungati spesso privi di foglie. Essi presentano un calice di 4-5 mm con lacinie lanceolate, acute, prive di bordo membranoso. La corolla è di colore purpureo-amaranto o bruno-rossastro, lunga tra 5 e 7 mm, con gola dilatata. Lo staminodio è spatolato o suborbicolare e le stamine sono incluse nella corolla. I fiori sono disposti in cymi ascellari piuttosto sparsi, formando una lunga panicola fogliata.
Il frutto è una capsula setticida bivalve, subsferica, liscia, di circa 4-5 mm di diametro, con un mucrone apicale di circa 1 mm.
Habitat e distribuzione
Si tratta di una specie con distribuzione steno-mediterranea, presente soprattutto lungo le coste del bacino mediterraneo, in particolare nella regione dell'Olivo. In Italia è segnalata in zone costiere e subcostali, fino a un’altitudine di circa 900 metri.
Cresce prevalentemente in ambienti incolti, lungo siepi, vigne e aree erbose fresche, tipiche delle zone mediterranee. Predilige suoli ben drenati e esposizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate.
Periodo di fioritura
La fioritura avviene principalmente tra aprile e giugno, con possibili variazioni legate alle condizioni climatiche locali. Nei territori mediterranei più caldi la fioritura può iniziare prima e terminare entro i mesi estivi.
Ecologia e impollinazione
La pianta adotta una strategia riproduttiva basata sull’impollinazione entomofila, favorita dalla presenza di fiori colorati di tonalità amaranto e bruno-rossastre, che attirano insetti pronubi. Gli insetti impollinatori più comuni sono probabilmente imenotteri e ditteri, attratti dalla forma e dai colori della corolla.
La dispersione dei semi avviene tramite la capsula bivalve che, a maturazione, si apre liberando i semi nell’ambiente circostante, facilitando la colonizzazione di nuovi habitat adatti.
Curiosità e usi tradizionali
Il nome del genere richiama antiche credenze legate alla scrofolosi, una malattia che causava ingrossamenti linfatici al collo. Si riteneva infatti che le piante di questo genere avessero proprietà terapeutiche contro tale patologia. Non sono tuttavia note usanze alimentari o impieghi medicinali specifici e documentati per questa specie in Italia.
Etimologia
Il nome generico deriva dal latino scrōfŭlae, termine che indicava la scrofolosi, malattia delle ghiandole linfatiche del collo. La pianta veniva tradizionalmente associata a proprietà curative contro questa patologia. Il nome italiano "Scrofularia annuale" si riferisce alla sua natura di pianta annuale appartenente al genere Scrofularia.
Fonti
- Prof. S. Pignatti, "Flora d'Italia"
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Gianluca Nicolella)
- Tela Botanica / H. Coste, "Flore descriptive et illustrée de la France"
Caratteristiche
Dove l'ho trovata (7 avvistamenti)
Classificazione
- Regno
- Plantae
- Famiglia
- Scrophulariaceae
- Nome completo
- Scrophularia peregrina L.
- Forma biologica
- T scapScaposeT — Terofite
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