Descrizione
Descrizione morfologica
Pianta perenne o talvolta biennale, con un’altezza che varia generalmente tra 20 e 50 centimetri, la Camomilla dei tintori è caratterizzata da un rizoma legnoso, spesso con aspetto suffruticoso, da cui si sviluppano fusti erbacei ascendenti, semplici e rivestiti da una tomentosità di colore cinerino. Il fusto presenta una superficie ragnatelosa, conferendo alla pianta un aspetto leggermente lanoso.
Le foglie sono bipennatosette, lunghe circa 2-3 cm, con lacinie lineari-lanceolate e margini seghettati. I denti delle foglie terminano in un piccolo mucrone cartilagineo, che conferisce precisione e dettaglio al bordo fogliare. Le foglie sono pubescenti, contribuendo all’aspetto complessivo lanoso della pianta.
I fiori si presentano in capolini solitari, di diametro compreso tra 2 e 2,5 cm, sorretti da un peduncolo ingrossato. L’involucro del capolino è composto da squame embricate, con una lanosità di colore giallo pallido o giallastra, le squame interne sono più acute. Il ricettacolo, convesso o conico, è munito di pagliette lanceolate, membraneceo-scariose o cartilaginee, saldamente attaccate. I fiori periferici sono ligulati, di colore giallo intenso, generalmente femminili e, in certi casi, possono essere assenti; la loro lunghezza è inferiore rispetto alla parte centrale del capolino. I fiori centrali sono ermafroditi, tubulosi e a cinque denti, con colorazione gialla o biancastra e presentano un ovario cilindrico.
Il frutto è un achenio dalla sezione rombica, sensibilmente compresso, con nervature sporgenti ma privo di ali. L’achenio può essere calvo o coronato da una breve struttura membranacea, intera o a forma di orecchietta.
L’apparato radicale consiste in un rizoma superficiale, legnoso e spesso suffruticoso, che consente alla pianta di sopravvivere e rigenerarsi negli anni.
Habitat e distribuzione
La Camomilla dei tintori è diffusa principalmente in Europa temperata, con un areale che va dalla Francia fino all’Ucraina, includendo l’area pontica che si estende attorno al Mar Nero. In Italia è presente su tutto il territorio con due sottospecie, anche se la reale diffusione delle stesse non è sempre ben documentata.
Predilige habitat caratterizzati da prati aridi e bordi di strade, con una particolare predilezione per substrati calcarei. Cresce dal livello del mare fino a circa 1500 metri di altitudine, dimostrando un’elevata adattabilità a diverse condizioni climatiche e ambientali. La sua rusticità le permette di prosperare sia in zone calde che in quelle soggette a freddo.
Periodo di fioritura
La fioritura avviene generalmente da maggio a settembre, estendendosi quindi per gran parte della stagione estiva. Non sono segnalate variazioni geografiche rilevanti nel periodo di fioritura; tuttavia, condizioni climatiche locali possono influenzarne la durata esatta.
Ecologia e impollinazione
La pianta presenta una struttura floreale tipica delle Asteraceae, con capolini formati da fiori ligulati periferici e tubulosi centrali. L’impollinazione è entomogama, mediata principalmente da insetti pronubi attratti dal colore giallo brillante dei fiori e dal loro profumo.
La presenza di fiori ermafroditi centrali garantisce la fertilizzazione, mentre i fiori femminili ligulati possono facilitare l’attrazione degli insetti impollinatori. La dispersione dei semi avviene tramite gli acheni, che sono privi di ali ma dotati di strutture membranacee che possono favorire una dispersione limitata tramite vento o attraverso il contatto con animali e il terreno.
Curiosità e usi tradizionali
La Camomilla dei tintori è una specie officinale nota sin dall’antichità per le sue proprietà tintorie e medicamentose. Il nome specifico "tinctoria" richiama proprio il suo impiego nella tintura di tessuti, dovuto alla presenza di pigmenti gialli appartenenti al gruppo dei flavonoidi. Sebbene sia stata coltivata soprattutto in Nord America e Gran Bretagna per questo scopo, in Europa continentale è stata meno utilizzata a causa della presenza di altre piante tintorie più pregiate, come la Reseda luteola e la Serratula tinctoria.
In ambito medico-popolare, i capolini essiccati venivano impiegati in modo simile a quelli di Chamaemelum nobile e Matricaria chamomilla: per preparare infusi, macerati e pozioni balsamiche, diaforetiche e stimolanti. L’aroma gradevole e sottile dei fiori ne favoriva l’uso come calmante contro emicranie e per favorire la digestione. Per uso esterno, le preparazioni a base di questa pianta venivano applicate su rossori e infiammazioni cutanee o oculari.
L’olio essenziale estratto dai capolini è utilizzato in cosmetica per la preparazione di creme e soluzioni schiarenti per capelli, oltre a esercitare un’efficace azione sedativa se applicato localmente. La rusticità della pianta e i suoi grandi fiori gialli la rendono inoltre apprezzata nel giardinaggio ornamentale, dove viene coltivata sia in piena terra che in vaso, con buona resistenza a condizioni climatiche variabili.
Etimologia
Il nome del genere, Cota, deriva dal greco “kòta”, che significa “coppa”, probabilmente in riferimento alla forma dei capolini o del ricettacolo. Il nome specifico "tinctoria" indica l’uso tradizionale della pianta come fonte di coloranti, in particolare per ottenere pigmenti gialli da utilizzare nella tintura dei tessuti.
Il nome comune italiano "Camomilla dei tintori" richiama direttamente questa affinità con la tintura e ne distingue l’aspetto da altre specie di camomilla più note per le proprietà officinali o aromatiche.
Fonti
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (actaplantarum.org)
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Daniela Longo)
Caratteristiche
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Classificazione
- Regno
- Plantae
- Famiglia
- Asteraceae
- Nome completo
- Cota tinctoria (L.) J.Gay
- Forma biologica
- H bienneBienniH — Emicriptofite
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