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Specie botanica

Polygalaceae

Polygala alpestris Rchb.

Poligala alpestre

H scap
Emicriptofite scapose
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Unione Comuni Garfagnana
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Descrizione

Descrizione morfologica

La pianta è una specie perenne di modeste dimensioni, con un'altezza che varia generalmente tra 5 e 15 cm. Il portamento è scaposo: i fusti sono brevemente striscianti e appena lignificati alla base, ramificati e ascendenti, privi di peli (glabri). L'apparato radicale è fittonante, caratteristica che consente un ancoraggio profondo e stabile nel terreno.

Le foglie basali non formano mai una rosetta serrata, sono disposte in modo alterno e sono di forma spatolata, più piccole rispetto a quelle cauline, con dimensioni attorno a 3 x 7 mm. Le foglie cauline, anch'esse alterne, hanno forma lanceolata o ellittico-lanceolata e tendono ad allungarsi progressivamente verso l'apice del fusto, raggiungendo fino a 5 x 25 mm; in alto avvolgono la base del racemo fiorale.

I fiori sono riuniti in racemi piramidali brevi, lunghi tra 15 e 35 mm, e possono essere da 5 fino a 20 per infiorescenza. Il colore della corolla varia dal viola all’azzurro, raramente si presentano esemplari con fiori bianchi. Le brattee, di circa 1 mm, sono uguali o più corte dei pedicelli. Il calice ha ali petaloidi ovali mucronate, lunghe circa 3,5 x 5 mm, con nervature poco marcate. La corolla è lunga circa 8 mm, sporgente dalle ali, e presenta un petalo inferiore fortemente sfrangiato, una caratteristica distintiva della specie.

Il frutto è una capsula sessile, con una lunghezza di 3-4 mm. I semi sono dotati di uno strofiolo carnoso, con appendici lunghe da un quinto a un terzo della lunghezza del seme stesso; questa struttura è fondamentale per la disseminazione grazie all’attrazione delle formiche.

Habitat e distribuzione

Questa specie è tipica degli ambienti montani e subalpini dell’Europa meridionale, con una distribuzione che abbraccia le catene alpine, la Penisola Iberica, i Balcani e forse anche il Caucaso o l’Anatolia. In Italia è presente prevalentemente nelle Alpi e negli Appennini, con una maggiore frequenza nelle zone alpine e subalpine.

Predilige pascoli e prati subalpini e alpini, soprattutto su suoli basici di origine calcarea nella zona alpina. Sui rilievi appenninici, invece, si adatta a terreni più acidi. L’altitudine di crescita varia generalmente tra 1600 e 2400 metri, con sporadiche presenze fino a 2700 metri.

Il microhabitat è caratterizzato da pascoli, prati e boscaglie di arbusti nani, dove la pianta si inserisce in contesti a clima fresco e spesso esposto a luce intensa.

Periodo di fioritura

La fioritura avviene tra maggio e agosto, con possibili variazioni altitudinali e geografiche legate alle condizioni climatiche locali. In ambienti più elevati la fioritura può essere concentrata verso i mesi estivi centrali, mentre in zone più basse può iniziare già a maggio.

Ecologia e impollinazione

La Poligala alpestre è generalmente impollinata tramite entomogamia, con un ruolo particolare svolto dalle formiche, che oltre all'impollinazione contribuiscono anche alla dispersione dei semi. Questi insetti sono attratti dallo strofiolo zuccherino presente nei semi e ne facilitano la diffusione, un meccanismo chiamato mirmecocoria. L’autogamia è un fenomeno raro per questa specie.

Questa strategia ecologica è molto efficiente negli ambienti montani, dove le condizioni climatiche e la presenza di insetti pronubi possono essere limitate.

Curiosità e usi tradizionali

Il nome del genere deriva dal greco "polys" (molto) e "gala" (latte), in riferimento alla credenza antica che queste piante stimolassero la produzione di latte sia negli animali da allevamento sia nelle donne.

Le specie del genere Polygala sono note per le loro proprietà officinali: possiedono un moderato potere emolitico e vanno usate con cautela. Storicamente sono state impiegate come espettoranti, bechiche (antitosse), diuretiche, sudorifere e toniche per lo stomaco e il fegato. Inoltre, sono considerate stimolanti della lattazione.

Dal punto di vista ecologico, il rapporto con le formiche è un esempio affascinante di mutualismo tra piante e insetti, che contribuisce alla sopravvivenza e diffusione della specie in ambienti montani spesso difficili.

Etimologia

Il nome scientifico "Polygala" deriva dal greco e significa letteralmente "molto latte". Questo nome riflette l’antica credenza popolare che le piante di questo genere aumentassero la produzione di latte negli animali e nelle donne. L’epiteto specifico "alpestris" indica la sua affinità con gli ambienti alpini, in particolare le fasce altitudinali montane inferiori rispetto a quelle propriamente alpine.

Il nome comune italiano "Poligala alpestre" richiama proprio l’habitat tipico di questa specie, ossia le zone montane alpine e subalpine.

Fonti

  • Prof. S. Pignatti, Flora d'Italia
  • Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Marinella Zepigi)
  • World Flora Online (WFO)
Testo elaborato con assistenza AI da fonti scientifiche ·Metodologia
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Caratteristiche

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Classificazione

Regno
Plantae
Famiglia
Polygalaceae
Nome completo
Polygala alpestris Rchb.
Forma biologica
H scapScapose
H — Emicriptofite

Periodo di fioritura

Gen
Feb
Mar
Apr
MagGiuLugAgo
Set
Ott
Nov
Dic

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