Descrizione
Descrizione morfologica
Pianta erbacea biennale o perenne, con un portamento eretto e rigido, che può raggiungere un’altezza variabile tra 10 e 100 cm, ma più comunemente tra 40 e 80 cm. Il fusto è generalmente semplice alla base, ma può ramificare in alto. La superficie del fusto è ricoperta da una densa peluria ispida, formata da peli semplici, biforcati o substellati, conferendo alla pianta un aspetto tomentoso o irsuto.
Le foglie basali sono riunite in una rosetta, di forma lanceolata-obovata o spatolata, con margine intero o dentato, e sono provviste di un breve picciolo. Queste foglie presentano una superficie densamente pelosa, con peli a 2-4 raggi e talvolta peli semplici. Le foglie cauline, invece, sono sessili, di forma lanceolata, ovale o oblunga, con base a volte cuoriforme, astata o semplicemente troncata, ed hanno il bordo generalmente dentato o intero; l’indumento pilifero sulle foglie superiori diminuisce in densità e complessità, con peli semplici o biforcati più radi. Le foglie cauline possono essere abbraccianti il fusto con auricole di dimensioni inferiori a 1 mm.
I fiori sono piccoli, solitamente disposti in racemi terminali multiflori, con oltre 15–20 fiori per racemo. Ogni fiore è dotato di quattro sepali stretti e oblungo-lineari (2,5-4 mm), non saccati alla base, e quattro petali bianchi, a volte leggermente rosati, di forma lineare-cuneata o oblanceolata stretta e dimensioni di circa 3,5-5 mm di lunghezza. L’apice dei petali è ottuso. Gli stili sono larghi più della metà dell’ovario, con filamenti sottili e antere allungate. L’ovario contiene da 30 a 80 ovuli.
Il frutto è una siliqua cilindrica, lineare e allungata, con dimensioni che variano da 1,5 fino a 7 cm di lunghezza e 0,8-1,2 mm di larghezza. Le silique sono erette o ascendenti, spesso appressate al rachide del racemo, con valve piatte, glabre e con un nervo mediano prominente che si estende per tutta la lunghezza del frutto. Alla maturità, le silique si aprono rapidamente se toccate. I semi sono oblungi o suborbicolari, di colore marrone, lunghi circa 0,8-1,7 mm, disposti in un’unica fila all’interno della siliqua e circondati da un’ala membranosa sottile, presente almeno all’apice.
L’apparato radicale non è descritto dettagliatamente nelle fonti disponibili, ma come comune alle Brassicaceae si presume di tipo fittonante.
Habitat e distribuzione
Specie ampiamente diffusa in tutto il territorio italiano, è presente anche in gran parte dell’Europa, in Asia e in alcune aree dell’Africa settentrionale (Algeria) e Nord America. In Italia cresce dalla pianura fino a quote montane, fino a circa 2100 metri sul livello del mare, con una preferenza per ambienti collinari e montani.
Predilige terreni asciutti, poveri di nutrienti, spesso calcarei o sabbiosi, e si incontra comunemente in prati aridi, radure, ambienti rupestri, vecchi muri e bordi di sentiero. È una specie tipica di habitat soleggiati e ben esposti, dove la vegetazione è rada o aperta, e può sopportare condizioni di terreno piuttosto magro e secco.
Periodo di fioritura
La fioritura si estende generalmente dalla primavera all’inizio dell’estate, con un picco che va da aprile a giugno. In alcune aree più temperate o montane, la fioritura può protrarsi fino ad agosto. La presenza di fiori può quindi variare leggermente a seconda della latitudine e dell’altitudine.
Ecologia e impollinazione
La specie è impollinata principalmente da insetti pronubi, sebbene la sua struttura floreale permetta anche l’autoimpollinazione. I fiori, pur essendo piccoli e poco appariscenti, attraggono vari insetti impollinatori, tra cui api, mosche e farfalle, grazie ai petali bianchi e al nettare prodotto.
La dispersione dei semi avviene tramite le silique che, a maturità, si aprono repentinamente rilasciando i semi nelle immediate vicinanze. I semi, avvolti da un’ala membranosa, possono anche beneficiare di una dispersione secondaria tramite il vento o piccoli animali.
Curiosità e usi tradizionali
Non risultano dati dettagliati e consolidati riguardo a usi alimentari, medicinali o folkloristici specifici per questa specie. Il nome del genere richiama ambienti aridi come quelli dell’Arabia, suggerendo una capacità adattativa a condizioni di scarsa disponibilità idrica. La specie, per la sua rusticità e adattabilità a suoli poveri, può avere un ruolo ecologico importante nel colonizzare ambienti difficili o degradati.
Etimologia
Il nome del genere Arabis deriva probabilmente dal riferimento geografico all’Arabia, sottolineando la capacità di molte specie di questo genere di adattarsi a terreni aridi e sabbiosi. L’epiteto specifico hirsuta indica la caratteristica peluria ispida e rigida che ricopre la pianta.
Il nome comune italiano “arabetta cigliata” si riferisce alla pelosità evidente della pianta, con “cigliata” che rimanda alla presenza di peli rigidi e lunghi, simili a ciglia, soprattutto lungo il fusto e le foglie.
Fonti
- Prof. S. Pignatti, "Flora d'Italia"
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Marinella Zepigi)
- Tela Botanica / H. Coste, "Flore descriptive et illustrée de la France"
- World Flora Online (WFO)
Caratteristiche
Dove l'ho trovata (12 avvistamenti)
Classificazione
- Regno
- Plantae
- Famiglia
- Brassicaceae
- Nome completo
- Arabis hirsuta (L.) Scop.
- Sinonimi
- Turritis hirsuta L.
- Forma biologica
- H bienneBienniH — Emicriptofite
Specie simili
Cerca specie con caratteristiche similiApprofondimenti
Hai notato un errore nella determinazione? Scrivimi
Altre specie della stessa famiglia
Brassicaceae
Esplora
Altre specie di Brassicaceae