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Specie botanica

Rubiaceae

Sherardia arvensis L.

Toccamano

T scap
Terofite scapose
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Pisa PI, Italia
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Descrizione

Descrizione morfologica

Pianta erbacea annuale di piccole dimensioni, generalmente alta tra 5 e 20 cm, ma può raggiungere anche i 40 cm. Il portamento è prostrato o ascendente, con fusti sottili, gracili, ramificati fin dalla base e quadrangolari al tatto. La superficie dei fusti è ruvida, con peli aculeati ricurvi che li rendono scabri al tatto, specialmente lungo gli angoli.

Le foglie sono disposte in verticilli, inferiormente a 4, superiormente a 6, con una disposizione a spirale lungo il fusto. Sono lanceolate, di dimensioni ridotte (circa 2-8 mm in lunghezza e 1-5 mm in larghezza), con margini scabri e mucronate, cioè terminanti con una punta acuta o una breve spina. La foglia è uninervia, attenuata verso la base e spesso con margini ciliolati.

I fiori sono raccolti in infiorescenze terminali o ascellari, formate da piccoli capolini pauciflori (da 2 a 10 fiori), circondati e spesso superati da un involucro composto da 6-10 brattee lanceolate, disposte a stella, scabre lungo i margini e saldate alla base. I fiori sono tetrameri, con corolla ipocrateriforme (a forma di imbuto con bordi espansi), di colore prevalentemente rosa-lilacino, sebbene talvolta si possano trovare esemplari a fiori bianchi. La corolla misura circa 4-5 mm, con un tubo cilindrico lungo circa 1,5 volte i lobi (3-4 mm di tubo e 1-1,5 mm di lobi). Sono presenti quattro stami con filamenti inseriti sul tubo corollino.

Il calice è persistente e accrescente nel frutto, con 4-6 denti subulati e triangolari lunghi 0,3-1 mm, ispidi e ruvidi per peli brevi. Il frutto è uno schizocarpo biloculare di 2-5 mm, composto da due mericarpi saldati alla base e coronati ciascuno da tre denti calicinali persistenti e ispidi. L’apparato radicale è costituito da una radice sottile e gracile.

Habitat e distribuzione

La specie è ampiamente diffusa in tutto il territorio italiano, presente in quasi tutte le regioni e altitudini fino a circa 1900 m s.l.m. Cresce preferibilmente in ambienti aperti e ruderali, quali campi coltivati, incolti, pascoli, garighe, bordi di sentieri, vigne e luoghi erbosi. È frequentemente considerata infestante nelle colture agricole grazie alla sua capacità di adattarsi a suoli diversi, generalmente ben drenati e soleggiati.

Nel bacino del Mediterraneo è presente in quasi tutta l’area, dall’Europa meridionale all’Asia occidentale fino al Nord Africa, soprattutto in zone a clima temperato e mediterraneo. Predilige esposizioni soleggiate e terreni freschi ma ben aerati, con una certa rusticità che le consente di colonizzare rapidamente habitat disturbati.

Periodo di fioritura

La fioritura si estende da marzo fino a luglio, con possibili estensioni fino a settembre in alcune aree mediterranee o in condizioni climatiche favorevoli. La lunga durata del periodo di fioritura permette alla pianta di completare il ciclo vitale annuale in una vasta gamma di condizioni ambientali. In Italia il picco di fioritura si colloca generalmente nella tarda primavera.

Ecologia e impollinazione

Sherardia arvensis è una pianta annuale con un ciclo di vita rapido, adattata a colonizzare ambienti temporanei o disturbati. I fiori ermafroditi, piccoli e raccolti in capolini terminali, attraggono diversi insetti pronubi, in particolare piccoli imenotteri e ditteri, che ne favoriscono l’impollinazione. La corolla a tubo allungato e lobata è strutturata per facilitare l’accesso al nettare da parte di insetti con apparati boccali adatti.

La dispersione dei semi avviene tramite schizocarpi che si separano in due mericarpi, favorendo la disseminazione meccanica e potenzialmente tramite il trasporto accidentale da parte di animali o macchinari agricoli. La presenza di peli ispidi sul frutto può facilitare l’adesione ai peli o al vello degli animali, contribuendo alla dispersione.

Curiosità e usi tradizionali

In passato, le radici sottili di questa pianta venivano utilizzate per estrarre un pigmento rosso, impiegato nella tintura dei tessuti. Tuttavia, la resa limitata e il colore meno intenso rispetto a quello ottenuto dalla Rubia tinctorum (gallina) hanno impedito lo sviluppo di coltivazioni commerciali su larga scala. Non risultano particolari usi medicinali o alimentari consolidati, né rilevanti riferimenti nel folklore italiano, anche se il nome comune “toccamano” suggerisce una tradizione popolare legata al tatto o all’uso manuale della pianta, forse per la sua superficie ruvida.

Etimologia

Il nome del genere, Sherardia, è un omaggio a William Sherard (1659-1728), botanico inglese di Oxford, allievo di Tournefort e Hermann. L’epiteto specifico arvensis deriva dal latino arvum, che significa “campo”, indicando l’habitat tipico della specie, cioè i terreni coltivati o aperti.

Il nome comune italiano “toccamano” sembra riferirsi alla sensazione tattile provocata dalla rugosità dei fusti e delle foglie, caratteristica distintiva della pianta, ma non è documentata con precisione la sua origine storica.

Fonti

  • Prof. S. Pignatti, Flora d’Italia
  • Acta Plantarum – Flora delle regioni italiane (scheda di Anja Michelucci)
  • Tela Botanica / H. Coste, Flore descriptive et illustrée de la France
  • World Flora Online (WFO)
Testo elaborato con assistenza AI da fonti scientifiche ·Metodologia
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Caratteristiche

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Classificazione

Regno
Plantae
Famiglia
Rubiaceae
Nome completo
Sherardia arvensis L.
Forma biologica
T scapScapose
T — Terofite

Periodo di fioritura

Gen
Feb
MarAprMagGiuLug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic

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