Descrizione
Descrizione morfologica
Pianta erbacea biennale, aromatica, alta tra 50 e 130 cm, con portamento eretto e fusti cilindrici o angoloso-solcati, glabri e striati, di colore rossiccio. Il fusto presenta una sezione angolosa con evidenti striature e una superficie liscia. L’apparato radicale è costituito da una radice spessa, molto ramificata e di colore marrone scuro.
Le foglie si dispongono in modo opposto lungo il fusto e sono composte, di colore verde lucido, con margini dentati. Le foglie basali sono più grandi, con tre segmenti ovati distinti lunghi circa 10 cm, mentre le foglie superiori sono più piccole, composte da tre sole foglioline, portate da piccioli guainanti il gambo, anch’essi striati di colore rossiccio. Le foglioline hanno margini dentellati e una forma ovato-lanceolata.
L’infiorescenza è costituita da ombrelle composte di 10-25 raggi, poste su lunghi peduncoli. Le ombrelle sono prive di brattee e bratteole e formano verticilli densi di piccoli fiori minute. I fiori sono di colore verdiccio con petali di un tenue giallo.
Il frutto è un diachenio subgloboso, prima verde, poi nero lucente a maturità, con tre costolature e vallecole ben evidenti. A maturità si divide in due mericarpi di dimensioni circa 3 x 6-7 mm, ciascuno contenente un seme nero a forma di mezzaluna.
Habitat e distribuzione
Questa specie è tipica delle regioni mediterranee e atlantiche, con una presenza diffusa lungo le coste atlantiche e mediterranee europee, ma con penetrazioni anche nell’entroterra fino a circa 800 metri di altitudine. In Italia si trova soprattutto in ambienti umidi e ombrosi, come macchie, luoghi sassosi, incolti, ruderi e macerie, dove predilige suoli ricchi e ben drenati ma con una buona umidità.
La pianta è steno-mediterranea, con un areale che si concentra nelle coste mediterranee, ma si estende anche alle zone atlantiche e in alcune zone interne.
Periodo di fioritura
La fioritura avviene generalmente tra dicembre e maggio, con possibili variazioni legate alle condizioni climatiche locali. Nel Mediterraneo la pianta può iniziare a fiorire già nei mesi invernali più miti, mentre nelle zone più fresche la fioritura si sposta verso la primavera.
Ecologia e impollinazione
I fiori, piccoli e densi in ombrelle, sono visitati da insetti pronubi, principalmente api e altri imenotteri, attratti sia dal colore verdiccio-giallo che dal profumo aromatico. La pianta sfrutta una strategia riproduttiva che combina l’attrazione di insetti impollinatori con una fioritura prolungata nei mesi più miti, favorendo così l’impollinazione incrociata.
I frutti, una volta maturi, si aprono in due mericarpi contenenti semi a forma di mezzaluna, che possono essere dispersi principalmente tramite caduta vicino alla pianta madre e potenzialmente attraverso animali o acqua, in ambienti umidi.
Curiosità e usi tradizionali
Questa specie, che oggi cresce spontanea, era un tempo coltivata negli orti a scopo alimentare grazie al profumo aromatico intenso delle sue foglie e dei fusti, che ricordano quello del sedano. I Romani utilizzavano le giovani foglie e i germogli sia crudi che cotti in insalate e pietanze, apprezzandone il sapore amarognolo e le proprietà stimolanti e digestive.
I semi maturi, pur avendo un gusto resinoso, venivano macinati e utilizzati per aromatizzare soprattutto le carni, sostituendo il pepe, spezia costosa per le classi rurali dell’epoca. I semi possiedono proprietà antispasmodiche, mentre il succo della pianta è stato impiegato come disinfettante per ferite.
Nel corso del XVI e XVII secolo lo smirnio comune fu largamente sostituito dal sedano da costa, più facile da coltivare e selezionato per caratteristiche orticole. Tuttavia, in alcune regioni orientali è ancora coltivato a scopo alimentare, impiegando i giovani steli cotti a vapore, le radici bollite o candite e i fiori fritti.
Il nome popolare "Macerone" potrebbe derivare dall’habitat tipico della pianta, che cresce spesso tra le macerie.
Etimologia
Il nome del genere "Smyrnium" deriva dal greco "smurna" o "smyrna", che significa mirra, in riferimento all’aroma dei semi. L’epiteto specifico "olusatrum" è formato dal latino "olus" (erba) e "atrum" (scuro, nero), probabilmente riferito al colore scuro dei frutti a maturità.
Il nome comune italiano "Smirnio" rispecchia la radice greca e latina, mentre "Macerone" è un termine popolare legato ai luoghi spogli e rocciosi (macerie) dove spesso la pianta cresce spontaneamente.
Fonti
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (actaplantarum.org)
- Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Mirna Medri)
Caratteristiche
Dove l'ho trovata (15 avvistamenti)
Classificazione
- Regno
- Plantae
- Famiglia
- Apiaceae
- Nome completo
- Smyrnium olusatrum L.
- Forma biologica
- H bienneBienniH — Emicriptofite
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