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Specie botanica

Lotus corniculatus

L.

Ginestrino

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San Giuliano Terme
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Descrizione

Descrizione morfologica

Pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Fabaceae, presenta un portamento variabile, da prostrato a ascendente o eretto, con fusti lignificati alla base e rami erbacei sottili, striati e spesso angolosi. L’altezza può raggiungere fino a 80 cm. I fusti sono generalmente poco ramificati, a volte glabri o con modesta peluria che tende ad aumentare in condizioni di aridità.

Le foglie sono imparipennate, costituite da cinque segmenti: i due inferiori, in realtà stipole, hanno forma da triangolare a subrotonda e misurano circa 4-13 mm; i tre apicali, lanceolati o ovato-lanceolati, lunghi 9-15 mm, presentano un apice arrotondato o leggermente mucronato e una base più ristretta a cuneo. La superficie fogliare può essere glabra o pelosetta, con peli più evidenti soprattutto sui margini e sulle nervature in ambienti più aridi.

L’infiorescenza è composta da ombrelle ascellari o terminali, con un numero variabile di fiori, solitamente da 2 a 8, ma talvolta fino a 15. I fiori sono portati da peduncoli lunghi 4-8 cm e pedicelli più corti del calice. La corolla, tipicamente papilionacea, è di colore giallo intenso o arancione, spesso screziata o venata di rosso; il vessillo si distingue per il lembo ripiegato verso l’alto formando un angolo di circa 90°, mentre i petali laterali sono liberi e quelli inferiori, uniti a formare la carena, terminano a becco rivolto verso l’alto. Il calice ha una lunghezza di 5-7 mm, con denti più o meno uguali, spesso villosi.

Il frutto è un legume cilindrico, stretto e allungato (2-3,5 cm di lunghezza per circa 2 mm di diametro), caratterizzato da una forma “corniculata” (a piccole corna) grazie all’estremità appuntita e sottile. Il legume è deiscento, si apre alla maturazione per liberare numerosi semi ovali, lucidi, di colore che varia dal verde al marrone con macchie nerastre.

L’apparato radicale è fittonante, con un rizoma arricchito da tubercoli, che contribuisce alla capacità della pianta di sopravvivere in condizioni variabili di terreno e clima.

Habitat e distribuzione

Specie cosmopolita, molto comune in tutto il territorio italiano e diffusa anche nell’area mediterranea, il ginestrino cresce in un ampio range altitudinale, da 0 fino a circa 2700 m s.l.m., adattandosi a diversi ambienti. Predilige habitat antropizzati e aperti come prati, pascoli aridi, incolti erbosi e campi coltivati, soprattutto in terreni ben drenati e soleggiati. È frequente in habitat montani, collinari e subalpini, mostrando ottima tolleranza a condizioni di siccità, freddo e suoli anche salini. È spesso presente in prati concimati e seminativi, dove agisce anche come pianta foraggera e miglioratrice del suolo grazie alla fissazione dell’azoto atmosferico.

Periodo di fioritura

La fioritura si estende dalla primavera all’inizio dell’autunno, generalmente da marzo a settembre (3-9), con possibili variazioni in base all’altitudine e alla latitudine. In zone più montane o fresche la fioritura può essere più breve e concentrata nei mesi estivi.

Ecologia e impollinazione

Il ginestrino è una specie entomogama, impollinata principalmente da insetti pronubi come api e bombi, attratti dal colore vivace dei fiori giallo-arancio e dalla presenza di nettare. La struttura papilionacea dei fiori favorisce un meccanismo di impollinazione efficiente, con stami diadelfi e carena a becco che facilitano il contatto con gli insetti impollinatori.

La dispersione dei semi avviene attraverso la deiscenza dei legumi, che si aprono liberando i semi nel terreno circostante; la forma appuntita dei baccelli (da cui il nome “corniculatus”) può facilitare anche un parziale trasporto meccanico o animale.

Curiosità e usi tradizionali

Il ginestrino è una pianta officinale con proprietà antispasmodiche, sedative, astringenti, antisettiche ed emollienti. Contiene glicosidi flavonoidici e fenolici, composti cianogenetici e acido cianidrico. Tradizionalmente è stato utilizzato in fitoterapia per disturbi come insonnia, dismenorrea e bronchite ed è impiegato come tonico cardiaco.

Dal punto di vista agricolo, è una specie foraggera di grande valore, apprezzata per le scarse esigenze colturali e la buona tolleranza a condizioni climatiche e pedologiche difficili. Non provoca problemi di meteorismo negli animali e viene utilizzata sia per il pascolo diretto sia per la produzione di fieno. Grazie alla sua capacità di fissare azoto, è anche impiegata per il miglioramento dei terreni e il controllo dell’erosione.

Storicamente è stata coltivata fin dal XVIII secolo anche per l’estrazione di un colorante giallo. Si ritiene che il naturalista Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon, abbia studiato le proprietà del ginestrino in seguito a osservazioni sulla sua azione nervina, dopo un uso errato in luogo del Meliloto.

È inoltre considerata una discreta pianta mellifera, utile per la produzione di miele.

Etimologia

Il nome generico "Lotus" deriva dal greco antico e indicava diverse piante foraggere di valore. L’epiteto specifico "corniculatus" significa “a piccole corna”, riferendosi alla tipica forma appuntita dei legumi.

Il nome comune italiano "Ginestrino" deriva probabilmente dalla somiglianza dei fiori gialli con quelli della ginestra, pur appartenendo a generi diversi.

Fonti

  • Prof. S. Pignatti, "Flora d'Italia"
  • Acta Plantarum - Flora delle regioni italiane (scheda di Marinella Zepigi)
  • World Flora Online (WFO)
Testo elaborato con assistenza AI da fonti scientifiche ·Metodologia
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Caratteristiche

Dove l'ho trovata (8 avvistamenti)

Classificazione

Regno
Plantae
Famiglia
Fabaceae
Nome completo
Lotus corniculatus L.
Forma biologica
Emicriptofite scapose

Periodo di fioritura

Gen
Feb
MarAprMagGiuLugAgoSet
Ott
Nov
Dic

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