Centaurea maggiore

Centaurium erythraea

Tutta la pianta con sapore amaro (!). Fusto eretto, glabro, angoloso o con più o meno 6 nervi sporgenti subalati. Foglie basali in rosetta persistente, oblanceolate, ellittiche ovvero obovate (1-1.5 x 3-5 cm); foglie cauline opposte, più strette. Fiori in corimbi terminali fogliosi; calice 4-5 mm con lacinie lesiniformi, corolla rosea o più o meno purpurea; capsula cilindrica (2 X 10 mm); semi minutissimi.
Usi - Tutta la pianta (raccolta alla fioritura) contiene principi amari (il glucoside eritaurina) ed era usato con il nome di Centauro quale febbrifugo, soprattutto nel Meridione contro la malaria. Oggi rimane soprattutto fuso famigliare del thè, quale digestivo e stomachico.
Variabilità - Sp. estremamente polimorfa per il sovrapporsi di una variabilità individuale (priva di significato sistematico) su una incompleta differenziazione di sottospecie, delle quali alcune diploidi con 2n = 20, altre tetraploidi (2n = 40). La variabilità individuale riguarda soprattutto la statura, ramificazione, misure delle foglia, colore della corolla; individui ridotti possono apparire indistinguibili da Sp. Centaurium pulchellum e Sp. Centaurium tenuiflorumente. Le sottospecie, male differenziate sul piano morfologico, presentano distribuzioni assai interessanti: le diploidi sono strettamente localizzate e concentrate attorno alle isole centro-mediterranee (Sardegna e Sicilia sembrano aver rappresentato un importante centro di differenziazione) mentre le tetraploidi sono state in grado di espandersi ampiamente in tutta l'Eurasia temperata e temperato-fredda e più recentemente (introdotte dall'uomo) anche nel Nordamerica. Queste sottosp. sono tuttavia spesso interfertili e collegate da intermedi.