Fusti verdi, cilindrici, compressibili ma tenaci, eretti o ascendenti, ramosissimi. Foglie precocemente caduche, alla fioritura più o meno scomparse, lanceolate (3-6 x 18-25 mm). Fiori in racemi terminali lassi; peduncoli obconici (3 mm, nel frutto 6 mm); calice 4 mm; corolla giallo-intensa con carena di 22-25 mm e vessillo di 20 X 18 mm; legume eretto, un po' falciforme, 6 X 50-80 mm, pubescente.
Nota - La Ginestra si presenta di regola in popolamenti densi, anche su ampie estensioni, e costituisce un elemento caratteristico del paesaggio vegetale italiano; tuttavia essa non forma una propria associazione, e la florula che l'accompagna è costituita principalmente da specie ubiquiste. La ginestra è generalmente pioniera sui suoli pesanti (es. le argille plioceniche dell'Appennino Settentrionale e Centrale, le marne cale, dei Colli Euganei, le arenane flyschoidi del ciglione carsico provincia Trieste), e contrariamente a quanto si pensa, richiede una buona disponibilità d'acqua nel terreno; è calcifila preferente ma non esclusiva; ha il suo optimum nella fascia submediterranea, ma penetra comunemente anche in quella mediterranea, anche nella macchia sempreverde. Per la sua capacità di colonizzare ambienti scoperti è stata cantata da Leopardi; ha attirato d'altronde l'attenzione dei forestali, prestandosi egregiamente al consolidamento di pendii franosi. Nel complesso, nonostante l'habitus insolito, dà l'impressione di una specie recente, probabilmente postglaciale, in vigorosa espansione solo nelle nicchie ecologiche che presentano scarsa o nulla concorrenza da parte di altre specie arbustive.

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