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Specie botanica

Asparagaceae

Ornithogalum umbellatum L.

Latte di gallina comune

Tossica o urticante
G bulb
Geofite bulbose
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San Giuliano Terme PI, Italia
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Descrizione

Descrizione morfologica

Pianta erbacea perenne bulbosa, il Latte di gallina comune presenta uno scapo eretto, liscio e glabro, che raggiunge un’altezza compresa tra 10 e 35 cm. Il bulbo, di forma ovoide e del diametro di circa 1,5-3 cm, è dotato di numerosi bulbilli che ne permettono la moltiplicazione vegetativa. Dalla base del bulbo emergono da tre a otto foglie basali, lineari, carnose e di consistenza erbacea, lunghe tra 25 e 30 cm e larghe 0,6-0,8 cm (2–6 mm), caratterizzate da una tipica canalicolatura con una fascia bianca centrale sulla superficie superiore.

L’infiorescenza è costituita da un corimbo subapicale, formato da 5-15 fiori, con pedicelli ascendenti lunghi fino a 9 cm, spesso più lunghi delle brattee che appaiono così più corte o di lunghezza simile. I fiori sono eretti e composti da sei tepali disposti a stella, di forma ellittica o oblanceolata, lunghi 15-25 mm e larghi 4-8 mm. Il colore dei tepali è bianco latte all’interno, mentre il lato esterno presenta una larga banda verde centrale bordata di bianco, che conferisce un aspetto caratteristico alla fioritura. Gli stami, in numero di sei, sono lunghi circa la metà dei tepali e presentano filetti nastriformi. L’ovario è obovoide, generalmente più lungo dello stilo di 3-4 mm.

Il frutto è una capsula obovoide, carnosa, con tre logge e sei coste ben evidenti, di dimensioni circa 1,8 x 1,3 cm, contenente numerosi semi. La pianta è dotata di un apparato radicale bulboso, che si rinnova annualmente, e presenta una struttura vegetativa adattata alla riproduzione sia sessuata che vegetativa grazie ai bulbilli.

Habitat e distribuzione

Questa specie è originaria dell’Europa e si trova comunemente in molte regioni italiane e del bacino mediterraneo. Predilige ambienti boschivi, prati umidi e freschi, bordi di strade, giardini e vigneti, con preferenza per suoli ben drenati ma ricchi di sostanza organica. È frequente in ambienti collinari e montani fino a quote subalpine, generalmente tra 0 e 1500 metri di altitudine.

Il Latte di gallina comune predilige esposizioni in pieno sole o a mezz’ombra, dove può beneficiare di condizioni climatiche temperate. La sua presenza è segnalata soprattutto in praterie grasse, frutteti, parchi e zone coltivate, dove può colonizzare anche terreni disturbati e margini di coltivazioni.

Periodo di fioritura

La fioritura si concentra principalmente nei mesi di aprile e maggio, con occasionali estensioni fino a giugno nelle zone più fresche o in altitudine. In alcune regioni meridionali italiane e in aree mediterranee più calde, la fioritura può anticipare o protrarsi leggermente nel tempo, adattandosi alle condizioni climatiche locali.

Ecologia e impollinazione

La strategia riproduttiva del Latte di gallina comune combina la produzione di numerosi semi attraverso la fioritura con la moltiplicazione vegetativa per mezzo dei bulbilli. I fiori, con tepali bianchi e una caratteristica banda verde, sono eretti e aperti a stella, facilitando l’accesso agli insetti impollinatori.

L’impollinazione è principalmente entomogama, favorita da insetti pronubi come api e altri impollinatori generalisti attratti dal colore e dalla forma del fiore. I pedicelli lunghi e i fiori disposti in corimbi rendono la pianta facilmente accessibile agli insetti volatori. La dispersione dei semi avviene tramite la caduta naturale dalla capsula carnosa, contribuendo alla colonizzazione del suolo circostante.

Curiosità e usi tradizionali

Il nome comune "Latte di gallina" deriva probabilmente dal colore bianco latteo dei fiori, che ricorda appunto il latte, e dalla credenza popolare legata ad antiche proprietà medicamentose o simboliche attribuite alla pianta. È importante sottolineare che la specie è tossica se ingerita, a causa della presenza di composti cardiotonici nei bulbi e nelle foglie, pertanto non è utilizzata come alimento.

Storicamente, alcune popolazioni hanno impiegato la pianta in modo limitato in erboristeria, tuttavia l’uso medicinale è oggi sconsigliato a causa della tossicità. In ambito folkloristico, la pianta è talvolta associata a credenze popolari legate alla protezione o a rituali di purificazione, ma tali usi sono poco documentati e di carattere locale.

Etimologia

Il nome scientifico Ornithogalum umbellatum deriva dal greco: “ornitho” (uccello) e “galum” (latte), con riferimento al colore bianco latteo dei fiori e con un’allusione poetica al fatto che gli uccelli potrebbero essere attratti dal colore. Il termine specifico “umbellatum” si riferisce alla disposizione dei fiori a ombrella (infiorescenza a corimbo o a gruppi simili a ombrelle).

Il nome comune italiano "Latte di gallina" richiama visivamente il colore bianco latteo dei fiori, mentre “gallina” potrebbe essere un rimando popolare legato alla tradizione o alla forma della pianta, anche se non si trova una spiegazione univoca documentata.

Fonti

  • Prof. P.V. Arrigoni, "Flora analitica della Toscana", "Flora dell'Isola di Sardegna"
  • Tela Botanica / H. Coste, "Flore descriptive et illustrée de la France"
  • World Flora Online (WFO)
Testo elaborato con assistenza AI da fonti scientifiche ·Metodologia
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Caratteristiche

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Classificazione

Regno
Plantae
Famiglia
Asparagaceae
Nome completo
Ornithogalum umbellatum L.
Forma biologica
G bulbBulbose
G — Geofite

Periodo di fioritura

Gen
Feb
Mar
AprMag
Giu
Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic

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