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San Giuliano Terme
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Beschreibung

Descrizione morfologica

Si tratta di una pianta erbacea annuale, appartenente alla famiglia delle Poaceae, che raggiunge un’altezza compresa tra 30 e 80 cm. Il portamento è eretto ma con culmi (steli) che alla base risultano spesso ginocchiati o flessi, ascendenti e generalmente solitari. La superficie del fusto è caratterizzata da una leggera pubescenza, soprattutto sotto l’infiorescenza, mentre i nodi del colmo sono sottilmente pelosi.

Le foglie sono alterne, con lamina lineare e piatta, di larghezza compresa tra 3 e 7 mm, dotate di una superficie sia superiore che inferiore ricoperta da una fine peluria. La consistenza è erbacea e la foglia presenta margini interi. La guaina fogliare è chiusa e pubescente, mentre la ligula è corta (circa 1 mm), acuta e talvolta sfrangiata.

L’infiorescenza è una pannocchia densa, contratta e di forma ovoide, lunga tra 5 e 15 cm. I rami della pannocchia sono brevi e ispidi, con pedicelli più corti delle spighette che risultano pubescenti. Le spighette, lunghe tra 12 e 20 mm e larghe 4-6 mm, contengono da 4 a 16 fiori, con quelli più distali spesso sterili. Le glume sono diseguali, membranose con margini pubescenti, la gluma inferiore misura 4-6 mm ed è solcata da 3-5 nervature, mentre la gluma superiore è più lunga (5-8 mm) con 5-7 nervature. Il lemma, di forma ellittica e 8-11 mm di lunghezza, è pubescente e presenta 7-9 nervature ben distinte; l’apice è ottuso, leggermente bifido, con una robusta arista che si inserisce 1-2 mm sotto la punta e raggiunge una lunghezza da 5 a 10 mm, dritta e rigida. La palea è più corta del lemma, con due nervi e margini ciliati. Le antere sono piccole, da 0,2 a 1 mm.

Il frutto è una cariosside, che può essere più corta o della stessa lunghezza della palea, tipica delle graminacee.

Habitat e distribuzione

Questa specie cresce diffusamente in tutto il territorio italiano, dal piano fino alla fascia montana e subalpina, in particolare in ambienti collinari e montani non troppo elevati. Predilige ambienti disturbati, come terreni coltivati, bordi di strade, margini di campi, scarpate e prati fertilizzati. La sua presenza è comune in aree a suoli freschi, ben drenati e ricchi di sostanza organica, con esposizione prevalentemente soleggiata o semi-ombreggiata.

Nel bacino mediterraneo si ritrova con una distribuzione simile, adattandosi a habitat antropizzati e semi-naturali, dove la competizione con altre specie erbacee è ridotta.

Periodo di fioritura

Il forasacco peloso fiorisce tipicamente tra maggio e luglio, con possibile estensione della fioritura in base all’altitudine e alle condizioni climatiche locali. In zone più calde e a bassa quota la fioritura può iniziare già a maggio, mentre in ambienti montani più freschi si prolunga fino a luglio.

Ecologia e impollinazione

La specie è impollinata prevalentemente dal vento, come molte graminacee, e non presenta petali o colori appariscenti per attrarre insetti pronubi. La struttura delle spighette, con ariste robuste e lunghe, favorisce la dispersione dei semi, che possono aderire al pelo degli animali o essere trasportati dal vento, facilitando la colonizzazione di nuovi habitat.

L’adattamento a terreni disturbati ed ecosistemi antropizzati la rende una componente importante delle comunità erbacee secondarie, contribuendo alla stabilizzazione del suolo e alla biodiversità locale.

Curiosità e usi tradizionali

Non sono documentati usi medicinali o alimentari tradizionali significativi per questa specie. Tuttavia, il nome comune "forasacco" richiama la caratteristica degli acheni (semi) muniti di arista appuntita e rigida, che può facilmente penetrare nella pelle o nel pelo degli animali, causando fastidi. Questo ha portato a un certo interesse etnobotanico nel riconoscere e gestire le infestazioni di questa pianta nei pascoli e nei terreni coltivati.

Etimologia

Il nome scientifico del genere, Bromus, deriva dal greco bromos, che significa “foraggio”, a indicare l’importanza di numerose specie di questo gruppo come erbe foraggere. L’epiteto specifico hordeaceus fa riferimento all’aspetto simile all’orzo (Hordeum), richiamando la forma e la struttura delle infiorescenze.

Il nome comune italiano "forasacco peloso" evidenzia la presenza di peli su diverse parti della pianta e la caratteristica arista appuntita dei semi ("forasacco" significa letteralmente “che fora il sacco” o penetra nella pelle, metaforicamente riferito al potenziale irritante dei semi).

Fonti

  • Prof. S. Pignatti, "Flora d'Italia"
  • World Flora Online (WFO)
Text mit KI-Unterstützung aus wissenschaftlichen Quellen erstellt ·Methodik
Blütenformel*, P 2, A (1-)3(-6), G (2–3) supero, cariosside
Achtung: Pharmazeutische Anwendungen und Wildkräuter-Nutzungen dienen nur zu Informationszwecken; für ihre Verwendung zu Heil-, kosmetischen oder Ernährungszwecken wird keine Haftung übernommen.

Merkmale

Wo ich sie gefunden habe (11 Beobachtungen)

Klassifikation

Reich
Plantae
Familie
Poaceae
Vollständiger Name
Bromus hordeaceus L.

Blütezeit

Jan
Feb
Mär
Apr
MaiJunJul
Aug
Sep
Okt
Nov
Dez

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